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I trabocchetti della vita colpiscono tutti

Era il 1986. La parola sulla maglietta di Maradona è “No droghe” e quella sulla maglietta di Platini è “No alla corruzione”.

Ci devono fare ricordare che ogni essere umano è un groviglio di contraddizioni, anche se è un campione, e che bisogna sempre fare attenzione ai trabocchetti che la vita ci presenta, riconoscendoli per evitare di caderci dentro e per rispettare il nostro benessere e le regole della convivenza sociale.

Le regole psicologiche di Bianca Andreescu

I comportamenti psicologici della nuova stella del tennis, vincitrice degli US Open, Bianca Andreescu:

“Prima di ogni torneo e di ogni mossa che fa, Bianca Andreescu si siede, chiude gli occhi e visualizza esattamente i risultati a suo favore. E’ diventata una delle chiavi del suo successo”.

“Dopo aver vinto l’Orange Bowl, un paio di mesi dopo, ho davvero creduto di potere stare a quel livello. Da allora, onestamente l’ho visualizzato quasi ogni singolo giorno. Che diventi una realtà è così folle. Queste visualizzazioni funzionano davvero, davvero bene”.

“Il ritmo è essenziale nel tennis e i giocatori parlano all’infinito del match play giocato per avere chiarezza mentale sotto pressione”.

“Andreescu è anche una combattente estroversa, che urla al proprio team nel box e in faccia alla sua avversaria. Dall’inizio contro Williams, ha sottolineato i suoi successi con acclamazioni forti e feroci, un saluto alla sua squadra, ma anche un messaggio al campo”.

“Andreescu, che ormai ha visualizzato tutti gli slam che vincerà e tutto quello che otterrà in questo sport, ha semplicemente risposto:”Beh, abituati.” (Rivolgendosi al suo allenatore, Sylvain Bruneau, dopo che aveva appena ricevuto il suo trofeo agli US Open in qualità di allenatore. In questa circostanza, Bruneau ha afferrato il trofeo d’argento in modo goffo dicendo: “Non sono abituato a questo, a tenere trofei”).

(Fonte: https://www.theguardian.com/sport/2019/sep/08/bianca-andreescu-remarkable-vision-us-open)

Bianca Anreescu

Le 10 regole per sentirsi mentalmente e fisicamente in forma

Spesso sentirsi in forma è vissuto come un dovere, perché ce lo chiedono i nostri amici, il medico o il nostro partner e ci si sente spinti a “fare qualcosa” per non subire più quegli interrogatori sul perché non vogliamo fare niente. Altre volte, invece, sono proprio coloro che vanno già in palestra in modo assiduo che  sviluppano una mentalità centrata sull’idea che per sentirsi bene bisogna fare sempre di più e i risultati si ottengono solo con il dolore e con sedute faticose in cui ci si sfida a raggiungere il proprio limite.

Nessuno di questi due approcci all’attività fisica è di grande aiuto nel promuovere il piacere di svolgere un’attività senza alcun altro scopo che non sia il desiderio di sentirsi in forma fisicamente e mentalmente e lo stare a proprio agio mentre la si svolge producendo degli effetti positivi sul proprio benessere, che sono momentanei ma anche duraturi nel tempo se la si svolge in modo continuativo.

Per motivarci a intraprendere e mantenere questo tipo di percorso è importante sapere cosa raccontiamo a noi stessi, di seguito riporto 10 regole, che rappresentano 10 modi di fare che se acquisiti potrebbero essere di supporto alla scelta e al mantenimento di uno stile di vita fisicamente attivo.

  1. Trova piacere in ciò che fai per sentirti in forma
  2. Costruisci una mente in pace con se stessa
  3. Respira con l’intenzione di sentire il corpo che si muove
  4. Visualizza il tuo benessere
  5. Ascolta il cuore quando è calmo o quando batte veloce pieno di energia
  6. Immagina ciò che fai prima di farlo
  7. Sii il tuo respiro
  8. Senti il tuo corpo flessibile
  9. Percepisci il tuo umore mentre ti eserciti
  10. Ringraziati per ciò che fai per te

 

 

10 regole di successo di Bob Rotella

The things a golf player must do in a competitive round:

  1. Play to play great. Don’t play not to play poorly
  2. Love the challenge of the day, whatever it may be
  3. Get out of results and get into process
  4. Know that nothing will bother or upset you in the golf course, and you will be in great state mind for every shot.
  5. Playing with a feeling that the outcome doesn’t matter is always preferable to caring too much.
  6. Believe fully in yourself so you can play freely
  7. See where you want the ball to go before every shot
  8. Be decisive, committed and clear
  9. Be your own best friend
  10. Love your wedge and your putter
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10 regole di successo di Tiger Woods


10 regole per diventare un allenatore di successo

10 regole per diventare un allenatore di successo secondo John Salmela (1945-2014).
  1. Sentirsi impegnati ad acquisire e ampliare nuove tattiche e strategie
  2. Maturare come allenatore richiede tempo. E’ necessario essere pazienti e onesti con se stessi.
  3. Sapere che solo perché qualcosa ha funzionato negli ultimi tre anni non fornisce garanzie che continui a farlo nel prossimo futuro. E’ necessario sapere valutare e adattare il proprio approccio e le strategie.
  4. E’ importante saper lavorare duro e bisogna saperlo accettare.
  5. Bisogna essere consapevoli che per diventare esperti ci vorranno molte più ore di quelle che si era previsto.
  6. Bisogna trovare uno stile di allenamento che rispetti la propria personalità e consenta di esprimersi al proprio massimo.
  7. Bisogna sapersi conquistare il rispetto degli atleti, essendo di esempio nel rispettarli.
  8. Bisogna saper creare un ambiente che sia percepito dagli atleti come educativo, divertente e sfidante.
  9. Bisogna comunicare agli atleti in maniera chiara le proprie aspettative, i pensieri e le convinzioni.
  10. Bisogna sapere che la decisione finale spetta all’allenatore

Le regole e gli obiettivi dello sport

Le ragioni della rinascita della Roma

Il cambiamento dell’atteggiamento in campo della Roma e delle conseguenze che ne derivano: migliore gioco, combattività dei singoli, forte coesione e maggiore senso di appartenenza rappresenta un dato positivo non solo per la Roma, prima in classifica, ma per il calcio italiano. Il primo passo verso questo cambiamento è rappresentato dalla diversa organizzazione della società, più chiara, senza sovrapposizione nei ruoli dirigenziali chiave, che ha determinato la scelta dei giocatori da cedere e quelli da immettere, facendo attenzione alle necessità di bilancio e a prendere non solo giocatori bravi ma anche dotati della personalità necessaria per giocare ad alto livello. Il secondo tassello è costituito dalla scelta di un allenatore non glamour o filosofo ma concreto. Dal punto di vista psicologico si è presentato come il classico padre severo ma giusto; in tal modo i giocatori si sono sentiti rispettati e così da questo nuovo ambiente e dall’intreccio di queste relazioni è nato il gioco attuale.  Il risultato della Roma dimostra che per vincere è innazitutto necessario avere un’organizzazione societaria efficace e un allenatore (il leader della squadra) che valorizzi i calciatori, non li escluda per un pregiudizio personale e che faccia rispettare regole semplici e ben definite. Solo a questo punto inizia l’allenamento del gioco.

Le regole non scritte dell’arbitraggio

Il lavoro arbitrale è sottoposto ad alcune regole non scritte del mondo del calcio che tendono a mantenere sempre a un livello critico la percezione che i tifosi e il più ampio pubblico manifestano nei confronti di questa attività: Queste regole sono le seguenti:

  • Sino dall’antichità, lo sport è stato un fenomeno sociale in cui vi è sempre stata una simbiosi fra prestazione atletica e spettatori,  e va ricordato che i primi eventi di cui si ha conoscenza risalgono al 5.220a.c. Significa che gli spettatori hanno da sempre parteggiato per gli atleti che gareggiavano dividendosi per fazioni.
  • Il calcio è una versione ritualizzata della caccia, dove i giocatori sono i cacciatori, l’arma è la palla, la preda è la porta e l’arbitro è il giudice tribale su cui nessuno può interferire quando prende una decisione.
  • La decisione di un arbitro a favore di una squadra è contro gli interessi dell’altra. Ogni volta che l’arbitro comunica una decisione, metà dei giocatori, l’allenatore e gli spettatori  provano una qualche forma di disappunto. Questa è a ogni livello la natura del calcio agonistico.
  • Le reazioni dei calciatori all’assegnazione di una decisione per loro negativa sono significativamente influenzate dallo stile di comunicazione che l’arbitro mostra in quella situazione
  • La percezione di correttezza dell’agire arbitrale da parte del pubblico e dei calciatori è estremamente importante, però nel calcio questo tipo di percezione è altrettanto fortemente influenzata dalle aspettative nei confronti dell’arbitro, ad esempio sapere che è un arbitro che non dà mai un rigore contro la squadra di casa negli ultimi cinque minuti della partita.
  • La percezione di correttezza dell’arbitro dipende da come i calciatori ne valutano il livello di competenza, l’indipendenza di giudizio  e il rispetto verso le squadre.

I nuovi scandali sul doping in atletica

Impresa e atletica si somigliano: non basta andare più forte degli altri bisogna anche avere un’etica. Gli ultimi casi di doping insegnano, leggilo su http://huff.to/12VdYSC