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		<title>Stress nello sport: Stoner lascia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 17:11:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipare: No, bisogna vincere. Fuori un altro, Stoner lascia.</p>
<p><a href="http://www.ilvostro.it/sport/stress-nello-sport-conta-solo-vincere/9742/">http://www.ilvostro.it/sport/stress-nello-sport-conta-solo-vincere/9742/</a></p>
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		<title>Nadal-Ferrer: quando la mente comanda</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 17:02:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La partita tra Nadal e Ferrer terminata a favore del primo per 7/6, 6/0 è l&#8217;esempio di come un match si vinca e si perda a causa della mente. Nel primo set Ferrer è sempre stato in vantaggio, anche se di poco, giungendo sino al tie break e poi ha perso facendo 48 punti contro i 50 di Nadal. A questo punto la reazione sarebbe dovuta essere, &#8220;Ho perso di pochissimo, gioco alla pari anche il secondo set.&#8221; La storia è stata nei fatti esattamente l&#8217;opposto: 6/0 per il vincitore. Non si può attribuire questo risultato disastroso a una caduta nel fisico. Sarà stato anche stanco, ma è apparso mentalmente esaurito, un giocatore così forte non può accettare di essere umiliato sul campo. Non sappiamo cosa abbia pensato in quei momenti, ma una partita persa in questo modo lascerà un segno profondo in Ferrer. Perdere fa male, ma perdere in questo modo, senza essere mai stati competitivi nel secondo set, crea delle crepe nella fiducia che non è facile eliminare. I giocatori lo sanno, puoi cercare di mascherarlo agli altri ma sai che hai ceduto, che non hai reagito, questo è il ora il suo problema. Dovrà darsi da fare per liberarsene.</p>
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		<title>Che stress lo sport</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:41:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’estrema esposizione sui media di allenatori e atleti e la necessità di ottenere risultati di livello assoluto sono i fattori più importanti che determinano la scelta di abbandonare per sempre o almeno per un anno la propria carriera sportiva. Molti non sono in grado di reggere nel tempo questa richiesta di vincere spesso e di soddisfare le richieste che media, sponsor, tifosi continuamente gli pongono. Ovviamente si tratta di persone che hanno la fortuna di potere decidere in totale libertà, senza essere vincolate a continuare nel loro lavoro perché è lo stipendio a consentirgli di condurre una vita soddisfacente.</p>
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		<title>Terapia d&#8217;urto</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:15:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Terapia d&#8217;urto è il titolo di una serie televisiva in cui per la prima è protagonista una psicologa che lavora nello sport. Assolutamente da vedere. Telefilm senza retorica, evidenzia le difficoltà personali e professionali della dottoressa Santino, che si serve di un approccio cognitivo-comportamentale nell&#8217;affrontare i problemi e le situazioni che le vengono proposte. Che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terapia d&#8217;urto è il titolo di una serie televisiva in cui per la prima è protagonista una psicologa che lavora nello sport. Assolutamente da vedere. Telefilm senza retorica, evidenzia le difficoltà personali e professionali della dottoressa Santino, che si serve di un approccio cognitivo-comportamentale nell&#8217;affrontare i problemi e le situazioni che le vengono proposte.</p>
<p>Che dire, bello: <a href="http://magazine.foxtv.it/2012/04/23/terapia-d%E2%80%99urto-%E2%80%93-chi-ha-paura-della-dottoressa-santino/">http://magazine.foxtv.it/2012/04/23/terapia-d%E2%80%99urto-%E2%80%93-chi-ha-paura-della-dottoressa-santino/</a></p>
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		<title>La mia parola</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alberto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera Fabio Fabio e Roberto Saviano ci hanno parlato delle parole; le parole che loro insieme ad altri preferiscono, le parole per pensare e per amare come diceva Rodari. Ho pensato a qual è la mia parola e mi è subito venuto in mente “misurarsi.” Misurarsi per me vuole dire mettermi alla prova, cercare e accettare le sfide quotidiane. Superare la prova dei fatti, vuole dire meritarsi ciò che si ottiene, non come regalo di qualcuno ma come risultato ottenuto grazie alle mie forze. Forze mie ma anche delle persone con cui lavoro, insieme partecipiamo a realizzare un’idea, un progetto. Misurarsi per me significa mostrarsi all’altezza del compito, della situazione, e non avere successo grazie alla cooptazione in gruppi forti o per compiacenza. Ha in sé la consapevolezza che altri potrebbero fare meglio, e ben vengano perché solo in questo modo sarò motivato a migliorare. Misurarsi è il contrario di “lei non sa chi sono io,” “gli ho fatto un’offerta che non poteva rifiutare,” “le cose si sono sempre fatte in questo modo,” “devi capire, sei ancora giovane,” “stai tranquillo, lo dirò a chi ti può aiutare.” E’ la negazione dell’attesa di un favore, del colloquio con qualcuno che risolverà il problema. Ho un sogno forse infantile: se tutti volessimo misurarci, i faccendieri, i politici corrotti e quanti altri che vivono riciclando favori non avrebbero più niente da fare e se ne andrebbero a casa.</p>
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		<title>Del Piero il sobrio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:59:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello l&#8217;articolo di Francesco Merlo su Repubblica di oggi. Perché parla di eccellenze, e di una che perdiamo: &#8220;Oggi che più che mai abbiamo bisogno di eccellenze perdiamo la nostra eccellenza più amata, oltre lo stile Juventus, oltre il calcio, oltre lo sport. Esce il campione mai sporcato dai Moggi, quello mai coinvolto nelle truffe che gli vorticavano intorno, il virtuoso che mette la palla dentro e la lingua fuori &#8230; il cavaliere educato che sorride di se stesso e di imbarazzo, non strizza mai l&#8217;occhio al bullismo, non lucra sulla pubblicità del gioco d&#8217;azzardo. Del Piero è il compagno che sa star bene da solo pur facendo parte di una squadra. Esce dunque il vero &#8220;antischettino&#8221;, il capitano che non è codardo ma generoso, mai aggressivo e volgare né con i suoi ragazzi né con gli avversari. Del Piero è sempre composto, sobrio e pulito come ieri è stata anche la commozione dello stadio&#8230;&#8221; Forse sono stati 20 minuti di delirio quelli vissuti allo stadio, sottolinea Merlo, ma come lui concordo è stato un momento lungo, bello e genuino. Momenti di cui abbiamo un dannato bisogno. &#8220;&#8230; venti muniti di applausi sono come un inno nazionale, sono un patriottismo timido, un bisogno di sentirsi insieme, una voglia di Stato, il desiderio frustrato di una bandiera da amare.&#8221;</p>
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		<title>Che commozione oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:14:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che commozione oggi, non è retorica emozionarsi perché tanti campioni del calcio smettono e lasciano un vuoto che tutti (tranne il presidente della Juventus) sentono da Galliani ai tifosi e ai compagni. La storia delle bandiere è ancora una delle cose migliori che ci fa amare il  nonostante tutti gli scandali. Lasciano un vuoto incolmabile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che commozione oggi, non è retorica emozionarsi perché tanti campioni del calcio smettono e lasciano un vuoto che tutti (tranne il presidente della Juventus) sentono da Galliani ai tifosi e ai compagni. La storia delle bandiere è ancora una delle cose migliori che ci fa amare il  nonostante tutti gli scandali. Lasciano un vuoto incolmabile, perché non riguarda la prestazione di un anno, ma quella di una intera vita sportiva  vissuta con la stessa maglia. E&#8217; la fedeltà in un&#8217;epoca in cui tutto si consuma troppo presto. E&#8217; la sincerità delle parole Del Piero e Gattuso che lasciano il segno. E&#8217; la professionalità che si esprime con la correttezza in campo e fuori.</p>
<p>vedi e ascolta:  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=M4Mq2T04u-k&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=M4Mq2T04u-k&amp;feature=related</a></p>
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		<title>Perché s&#8217;inganna</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:20:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><img class="alignright" src="http://www.ceiconsulting.it/images/shared/publications/books/bookcop8.gif" alt="I signori dei tranelli" />S&#8217;inganna perché si vuole ottenere un vantaggio: potere, sesso e soldi sono le molle che spingono a frodare. Le storie italiane di questi anni dimostrano come l&#8217;inganno sia stato praticato quotidianamente da chi stava al potere. Si è  ingannato per fare apparire il falso per vero, per sottrarre informazioni importanti per i cittadini, si è frodato in modo intenzionale costruendo un sistema che sosteneva la frode.  La frode può partire da una singola persona ma per continuare ha bisogno di diffondersi, di corrompere, si deve creare un sistema di regole parallelo a quello legale, dicendo ovviamente che non è vero o che esiste una congiura della magistratura. Per saperne di più: Alberto Cei, I  signori dei tranelli, Franco Angeli, 2012.</p>
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		<title>Quanto dura un allenatore sulla stessa panchina?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:51:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le squadre parlano di progetto e gli allenatori vengono mandati via anche dopo pochi mesi. Questa è l&#8217;esperienza attuale del nostro calcio e questi due dati di realtà ovviamente si contraddicono a vicenda. Un progetto richiede stabilità nell&#8217;impiego delle risorse (finanziarie, organizzative e umane) e ha senso solo se queste si coniugano insieme con un&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le squadre parlano di progetto e gli allenatori vengono mandati via anche dopo pochi mesi. Questa è l&#8217;esperienza attuale del nostro calcio e questi due dati di realtà ovviamente si contraddicono a vicenda. Un progetto richiede stabilità nell&#8217;impiego delle risorse (finanziarie, organizzative e umane) e ha senso solo se queste si coniugano insieme con un&#8217;altra variabile rappresentata dal tempo. Spesso gli allenatori vengono mandati via per le bizze dei presidenti e a questo non c&#8217;è rimedio. Altra volte perché s&#8217;incolpano della mancanza di risultati, come nel caso di Luis Enrique, che a mio avviso non ha compreso del tutto l&#8217;ambiente nel quale lavorava. Sbaglierò ma mi sembra si sia intristito strada facendo e questo non ha fatto bene a lui e alla squadra. Il Napoli ha chiuso un ciclo basato &#8220;sulla novità e entusiasmo&#8221; ora deve decidere (il suo presidente) se diventare una grande squadra o restare una buona squadra. L&#8217;allenatore sarà sempre lo stesso? In altre parole: è l&#8217;allenatore adatto per un livello superiore? Un&#8217;altra questione che influenza la durata riguarda lo stress percepito dall&#8217;allenatore: Guardiola se ne è andato per riposarsi. E poi ancora, mi sembra sia stato Trapattoni a dire che un allenatore non può restare più di cinque anni sulla stessa panchina, perché s&#8217;insinua una sorta di abitudine che deteriora la voglia di migliorarsi. Ovviamente vi è l&#8217;eccezione di Ferguson. In sostanza vi sono molti fattori che determinano la durata sulla stessa panchina e qualcuno dovrebbe studiare questi aspetti. Direi che gli allenatori hanno bisogno sempre di nuovi stimoli e così le squadre, quindi alcuni anni (5?) sono già un gran successo poi bisogna cambiare. Questo vale anche negli altri sport di squadra: Messina, Rudic e Velasco per ricordare solo tre nomi non allenano più in Italia da tempo.</p>
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		<title>I signori dei tranelli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:08:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’ultimo decennio il mondo dell’economia  e quello dello sport sono stati segnati da un gran numero di scandali e fallimenti. Abbiamo assistito al crack di aziende come la Enron, quinto colosso finanziario americano e della Parmalat una delle imprese italiane di eccellenza, ma abbiamo vissuto anche la lunga stagione degli scandali sportivi da quelli del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ultimo decennio il mondo dell’economia  e quello dello sport sono stati segnati da un gran numero di scandali e fallimenti. Abbiamo assistito al crack di aziende come la Enron, quinto colosso finanziario americano e della Parmalat una delle imprese italiane di eccellenza, ma abbiamo vissuto anche la lunga stagione degli scandali sportivi da quelli del doping che hanno distrutto il ciclismo e hanno coinvolto atleti famosi in tutti gli sport sino a giungere al calcio in cui gli scandali sembrano non finire mai.  Viviamo in un periodo in cui vengono scoperte grandi truffe perpetrate da leader di successo e top performer sino a quel momento oggetto di ammirazione e adulazione da parte di tutti. L’inganno sistematico, diventato così condotta istituzionale, insieme all’avidità e all’arroganza dei leader ha rovinato grandi aziende e ridotto molte prestazioni sportive a espressione di trucchi farmacologici.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.ceiconsulting.it/images/shared/publications/books/bookcop8.gif" alt="I signori dei tranelli" width="80" height="120" /></p>
<p>Questo mio nuovo libro costituisce una chiave di lettura di quali siano le ragioni per cui queste truffe abbiano trovato così grande spazio nel mondo attuale.   Vengono analizzate le cause che determinano il perseguimento consapevole di forme di fraudolenza e  come azioni isolate siano diventate modi standard di fare sport e business. Le vicende raccontate mettono in luce veri e propri sistemi di truffa, non interpretabili in termini di atleti o manager isolati con profili devianti. A condurre queste operazioni sono persone vincenti che hanno messo da parte ogni istanza morale per perseguire solo il potere e l’arricchimento, nella convinzione di restare impuniti. Nell’ultima parte del libro si sostiene che la guerra a questo sistema non deve essere condotta solo con l’inasprimento delle pene ma tramite la diffusione di una cultura fondata sulla responsabilità sociale, che evidenzi come integrare le richieste di essere al tempo stesso competitivi e etici.</p>
<p>Vai a: <a href="http://www.ceiconsulting.it/it/publications/books/">http://www.ceiconsulting.it/it/publications/books/</a></p>
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