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	<title>Alberto Cei</title>
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		<title>Cambiare non è difficile ma ci vuole pazienza e applicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 16:47:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Imparare nuove abilità psicologiche per migliorare le proprie prestazioni non è difficile anzi è abbastanza facile. Nonostante sempre più atleti intraprendano la strada dell&#8217;allenamento mentale, molti dopo un breve periodo lo abbandonano pur continuando a pensare che vorrebbero essere più fiduciosi, più concentrati, più tenaci e così via. Ciò avviene perchè molti pensano che la preparazione psicologica sia qualcosa che si può imparare in qualche mese (pochi comunque) e che poi in modo spontaneo quando si andrà in gara si sarà mentalmente pronti. Infatti molti atleti hanno difficoltà a capire che la preparazione psicologica alla gara è una vera e propria forma di allenamento e che come avviene per l&#8217;allenamento fisico e quello tecnico che non hanno mai termine lo stesso vale per quello mentale. Significa che bisogna impegnarsi a migliorare mentalmente ogni giorno che si dedica al proprio sport, non ci possono essere scorciatoie.</p>
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		<title>Avere la tenacia per ricominciare non è facile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 09:42:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per un atleta che nella sua carriera ha raggiunto i vertici assoluti, trovarsi nella condizione di dovere ricominciare a lavorare sulla sua tecnica sportiva e su una diversa gestione della gara, perchè sono state cambiate le regole del suo sport non è affatto un compito facile. Soprattutto quando ciò avviene nell&#8217;anno post-olimpico periodo in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per un atleta che nella sua carriera ha raggiunto i vertici assoluti, trovarsi nella condizione di dovere ricominciare a lavorare sulla sua tecnica sportiva e su una diversa gestione della gara, perchè sono state cambiate le regole del suo sport non è affatto un compito facile. Soprattutto quando ciò avviene nell&#8217;anno post-olimpico periodo in cui la maggior parte degli atleti tendono a concedersi del tempo per recuperare dallo stress delle olimpiadi e preferiscono non essere sin da subito impegnati in allenamenti intensi e simpegnativi. L&#8217;unione di questi aspetti, cambiamento delle regole e necessità di mantenere l&#8217;impegno al massimo livello, può determinare una condizione di stress mentale in cui l&#8217;atleta non vorrebbe trovarsi in questa fase della sua carriera. Inoltre, gli atleti giovani  della stessa disciplina vedono nell&#8217;anno post-olimpico un&#8217;opportunità per puntare a fare esperienze a livello internazionale e pertanto sono portati a impegnarsi al massimo per essere notati dal ct della nazionale. Sono quindi molteplici le ragioni che impediscono di vivere questo anno in modo poco impegnativo mentre invece spingono nella direzione di un rapido adattamento alle nuove regole tecniche e della competizione.</p>
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		<title>La gestione dello stress nel tennis</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 13:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scopri come gestire lo stress sul campo di tennis – e nella vita – in maniera facile e rapida con la tecnica del “Centering” e conoscendo il tuo “Stile Attentivo Personale”. Questo nuovo “corso rapido” di Tennis World Italia ti offre spiegazioni e una tecnica semplice e rapida per gestire le situazioni di stress. Usalo sul campo di tennis, in altri sport [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopri come gestire lo stress sul campo di tennis – e nella vita – in maniera facile e rapida con la tecnica del “Centering” e conoscendo il tuo “Stile Attentivo Personale”. Questo nuovo “corso rapido” di Tennis World Italia ti offre spiegazioni e una tecnica semplice e rapida per gestire le situazioni di stress.</p>
<p>Usalo sul campo di tennis, in altri sport e nella vita di tutti i giorni: i risultati che ti stupiranno.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.tennisworlditalia.com/corsi_online/Img/image170.jpg" alt="" /></p>
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		<title>#RivoglioCampoTestaccio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:34:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mia madre veniva a guardare le partite della Roma a Campo Testaccio quando era incinta di me. E a chi le chiedeva se non temesse di partorire sugli spalti rispondeva: magari!&#8221;. Adriano Verdolini insegna sociologia all&#8217;Università La Sapienza e ormai è uno dei pochi romani a poter descrivere, anche grazie ai racconti dei genitori, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mia madre veniva a guardare le partite della Roma a Campo Testaccio quando era incinta di me. E a chi le chiedeva se non temesse di partorire sugli spalti rispondeva: magari!&#8221;. Adriano Verdolini insegna sociologia all&#8217;Università La Sapienza e ormai è uno dei pochi romani a poter descrivere, anche grazie ai racconti dei genitori, che atmosfera si respirasse a Campo Testaccio.</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/5/57/CampoTestaccioAlto.jpg/300px-CampoTestaccioAlto.jpg" alt="" /><img src="http://www.paesesera.it/var/paesesera/storage/images/media/images/campo-testaccio-partiti-i-lavori-di-bonifica/438018-1-ita-IT/Campo-Testaccio-partiti-i-lavori-di-bonifica_full.jpg" alt="" width="358" height="242" /></p>
<p>Questa è una delle tante vergogne italiane, non è certo l&#8217;unica perchè molte altre città hanno esempi di questo tipo. Ma tutto ciò avviene a Roma, in un quartiere storico della città privo di spazi verdi e di strutture sportive dove fare sport. E poi è il primo stadio dove la Roma ha giocato sino alla fine degli anni &#8217;30. Infatti l&#8217;impianto fu progettato dall&#8217;ingegner Silvio Sensi, padre di <a title="Franco Sensi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Sensi">Franco</a> (presidente del terzo <a title="Scudetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scudetto">scudetto</a> romanista), su modello degli stadi inglesi (in particolare su quello dell&#8217;<a title="Everton" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Everton">Everton</a>). Aveva quattro tribune di legno verniciate con i colori della squadra (<a title="Giallo oro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giallo_oro">giallo oro</a> ed il <a title="Rosso pompeiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosso_pompeiano">rosso pompeiano</a>), le quali avevano una capienza di 20.000 spettatori e un campo in erba le cui dimensioni potevano essere regolate in base alle esigenze della squadra. L’impianto di Testaccio comprendeva anche l’abitazione dell’allenatore, un edificio sul cui muro esterno era dipinto lo stemma gigantesco della società giallorossa.</p>
<p>Campo Testaccio è un pezzo molto importante della storia della città e non solo per i tifosi della Roma. Bisogna immaginare un quartiere nato all&#8217;inizio del &#8217;900 in cui venne costruito uno stadio di calcio in cui tutti facevano la ressa per andare a vedere la Roma e chi non aveva i soldi per pagare il biglietto guardava la partita dal Monte dei Cocci da cui godeva un&#8217;ottima visuale sul campo. In anni più recenti su questo campo giocavano bambini della Scuola Calcio Testaccio ma dal 2009 questo campo è abbandonato ed è un luogo di macerie a causa della pessima interazione fra privati e amministrazione pubblica. Infatti il Comune di Roma aveva dato il permesso di costruire dei parcheggi sotto il campo con la promessa di restituire in pochi mesi alla Scuola Calcio il campo ma ciò non è avvenuto. Ora si è costituito un comitato, #RivoglioCampoTestaccio, per ridare questo spazio verde e di sport al quartiere, perchè la burocrazia e i cavilli legali non possono continuare a bloccare un bene di tutti, perchè non basta più indignarsi e stare a aspettare ma bisogna agire sulle situazioni che possono migliorare la vita di un quartiere.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.asroma.it/images/puntata0-uno.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Uscire dalla malattia con il gioco di squadra</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:17:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337588308_88.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=1936" alt="Sintini con la moglie al Giro d'Italia" /></p>
<p>Giacomo Sintini è un giocatore di pallavolo, alzatore della squadra campione d&#8217;Italia. Ma lo scorso anno la situazione era molto diversa. Jack non è più quello di prima, ha continui dolori a livello delle costole e della scapola. Bastano pochi esami per capire che la situazione è davvero grave. «I forti dolori che sentivo -spiega Jack- erano dovuti a delle continue microfratture nelle costole. Ma i traumi dello sport non c&#8217;entravano nulla. All&#8217;interno di un osso era presente una lesione tumorale in continua crescita capace di assottigliarmi sempre di più le costole e causarmi forti dolori. Si trattava di un linfoma al IV stadio di sviluppo». Una diagnosi spietata capace di mettere KO chiunque, anche un tipo forte come Giacomo Sintini. «E&#8217; tutto finito. Non puoi che pensare così quando ti dicono che hai un cancro. Gli ematologi mi avevano confermato che la situazione era abbastanza grave. Io e la mia famiglia rimanemmo pietrificati, completamente in preda allo sconforto» spiega Sintini. Oggi ha sconfitto questa malattia, grazie alle cure ricevute ma è lui stesso a affermare che è stato un vero proprio lavoro di squadra quello fatto insieme ai medici e alla sua famiglia, che gli ha impedito anche nei momenti più dolorosi di non perdere la speranza di potere guarire. (<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/giro-d-italia/guarire-grazie-alla-ricerca-il-cancro-si-pu-sconfiggere-parola-di-giacomo-sintini/4504">www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/giro-d-italia/guarire-grazie-alla-ricerca-il-cancro-si-pu-sconfiggere-parola-di-giacomo-sintini/4504</a>)</p>
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		<title>Oltre il tradizionale allenamento delle abilità psicologiche</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 10:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella quarta giornata di &#8220;International Sport Psychology Week&#8221; all&#8217;INSEP di Parigi David Tod ha parlato di come il lavoro di consulenza con gli atleti va ormai oltre il tradizionale insegnamento delle tecniche di rilassamento, di visualizzazione, di self-talk ma deve comprendere un approccio ancora più specifico. Tale approccio comporta un ampliamento delle competenze dello psicologo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella quarta giornata di &#8220;International Sport Psychology Week&#8221; all&#8217;INSEP di Parigi David Tod ha parlato di come il lavoro di consulenza con gli atleti va ormai oltre il tradizionale insegnamento delle tecniche di rilassamento, di visualizzazione, di self-talk ma deve comprendere un approccio ancora più specifico. Tale approccio comporta un ampliamento delle competenze dello psicologo dello sport per rispondere ai cambiamenti che sono avvenuti negli stili di vita, alla complessità crescente della carriera sportiva e alle esigenze degli atleti di alto livello.  Viene quindi richiesta allo psicologo una maggiore expertise nel comprendere i bisogni dei suoi clienti, nel mostrarsi sempre più competente nella comunicazione interpersonale e nel comprendere il performer non solo in relazione alle esigenze della sua vita sportiva ma anche in relazione alla totalità della sua vita.</p>
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		<title>Corsa e meditazione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 08:13:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il runner e maestro buddista Shambhala, Sakyong Mipham vive l&#8217;attività fisica come essenziale per il benessere spirituale. In questo libro visionario e pratico, offre alcune semplici lezioni che integrano la serenità mentale con il movimento fisico che ognuno può perseguire &#8211; indipendentemente dall&#8217;età, dal background spirituale e dalla propria abilità. Il risultato consiste in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://runningmind.org/wp-content/uploads/2012/02/RWMMCover1-194x300.jpg" alt="" /></p>
<p>Il runner e maestro buddista Shambhala, Sakyong Mipham vive l&#8217;attività fisica come essenziale per il benessere spirituale. In questo libro visionario e pratico, offre alcune semplici lezioni che integrano la serenità mentale con il movimento fisico che ognuno può perseguire &#8211; indipendentemente dall&#8217;età, dal background spirituale e dalla propria abilità. Il risultato consiste in un migliore stile di vita &#8211; più energia, più focus, più pazienza &#8211; che va bene per i runner, per coloro che ricercano una vita spirituale e per chiunque sia interessato a migliorare la salute e il benessere.</p>
<p>(<a href="http://runningmind.org/">http://runningmind.org/</a>)</p>
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		<title>L&#8217;allenamento degli adolescenti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:01:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Jacques Commeres è il secondo allenatore della nazionale francese di basket e introduce il tema dell&#8217;allenamento degli adolescenti al Congresso che si tiene all&#8217;INSEP di Parigi. Secondo questo l&#8217;allenatore il basket è uno sport che richiede disciplina e creatività. Evidenzia che oggi giovani sono diversi da quelli che lui ha conosciuto quando ha iniziato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Jacques Commeres è il secondo allenatore della nazionale francese di basket e introduce il tema dell&#8217;allenamento degli adolescenti al Congresso che si tiene all&#8217;INSEP di Parigi. Secondo questo l&#8217;allenatore il basket è uno sport che richiede disciplina e creatività. Evidenzia che oggi giovani sono diversi da quelli che lui ha conosciuto quando ha iniziato la sua carriera. Evidenzia che l&#8217;impazienza dei giovani e il loro bisogno di essere sempre connessi può essere un problema poichè per sviluppare e confermare quanto appreso in allenameno bisogna avere del tempo anche dopo l&#8217;allenamento. Personalmente, penso che i giovani degli anni &#8217;80 erano più ribelli di quelli di oggi e l&#8217;educazione permissiva era già un sistema molto diffuso fra i genitori.  Sono d&#8217;accordo in relazione al problema che la rivoluzione tecnologica che li ha investiti riduce la loro capacità di prestare attenzione per lunghi periodi di tempo e che devono essere allenati a scuola come nello sport ad affrontare i compiti con un impegno costante nel tempo e a restare motivati nello svolgimento di quei compiti ripetitivi che sono presenti in ogni attività.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il recupero è uno dei fattori di successo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:14:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli sport di squadra i giocatori gareggiano molte, spesso troppe partite, e sono spesso in viaggio. Questo vale per le squadre europee nei vari sport così come per le squadre americane che giocano spesso ogni tre giorni. Questo è quanto emerge dalla prima giornata di &#8220;International week of sport psychology&#8221; che si tiene a Parigi presso l&#8217;INSEP. A questo il recupero fisico e mentale diventa una priorità per non avere in campo giocatori stanchi o assenti. Diventa quindi importante che le squadre siano in grado di acquisire quegli strument psicologici che consentono di disattivare la mente dal gioco e recuperare attraverso l&#8217;uso di tecniche di rilassamento. Pochissime squadre nel mondo professionistico ha creato un ambiente nel loro centro sportivo, la mind room, dove i giocatori possono svolgere questa attività di recupero mentale. E&#8217; importante che i dirigenti e gli allenatori prendano una maggiore consapevolezza di questa necessità e non pensino che la soluzione sia solo nell&#8217;acquisto di un numero sempre maggiore di giocatori così da potere effettuare un turn over efficace.</p>
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		<title>Si vince sempre grazie all&#8217;organizzazione societaria</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:57:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da: http://nba.si.com/2013/05/13/nba-coaching-carousel-sixers-pistons-bucks-bobcats-suns-nets/ Chi sono gli allenatori più invidiati della NBA? I primi due nomi che saltano fuori sono Gregg Popovich e Erik Spoelstra, e mentre è facile guardare oltre &#8220;Duncan&#8221; e &#8220;LeBron&#8221; per spiegare le loro situazioni, gli Spurs e gli Heat sono costruiti in modo tale che essi soddisfano ogni  possibile desiderio di unallenatore. Sì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da: <a href="http://nba.si.com/2013/05/13/nba-coaching-carousel-sixers-pistons-bucks-bobcats-suns-nets/">http://nba.si.com/2013/05/13/nba-coaching-carousel-sixers-pistons-bucks-bobcats-suns-nets/</a></p>
<p>Chi sono gli allenatori più invidiati della NBA? I primi due nomi che saltano fuori sono Gregg Popovich e Erik Spoelstra, e mentre è facile guardare oltre &#8220;Duncan&#8221; e &#8220;LeBron&#8221; per spiegare le loro situazioni, gli Spurs e gli Heat sono costruiti in modo tale che essi soddisfano ogni  possibile desiderio di unallenatore.</p>
<p>Sì, c&#8217;è del talento abbondante a portata di mano, ma c&#8217;è anche una stabile cultura vincente dietro le quinte, un  team management collaudato, stabile e reattivo nel fornire supporto e una proprietà impegnata a mettere insieme un prodotto di qualità anno dopo anno e decennio dopo decennio. Gli Spurs hanno vissuto questa situazione per anni, gli Heat hanno imparato la lezione più i drecente, mettendo Spoelstra in una posizione in cui è stato in grado di sopravvivere &#8211; e prosperare &#8211; attraverso il fuoco del 2011 per portare l&#8217;organizzazione a nuove altezze.</p>
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