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Manuel de Los Santos, gioca con una sola gamba con i pro del golf

Manuel de Los Santos, giocatore di golf che nel 2003 ha perso una gamba in un incidente di moto , partecipa questa settimana al Hauts de France Open. E’ la prima volta che un giocatore con disabilità gareggia in un torneo del Challenge Tour.

Risultati immagini per Manuel de Los Santos,

Tre frequenti errori mentali dei golfisti

Tre errori frequenti che commettono i giocatori di golf

  • L’abilità degli atleti di dirigere l’attenzione sugli stimoli appropriati viene spesso dato per scontato
  • Il fatto di essere fisicamente in forma, di eseguire meccanicamente i gesti di routine abitudinari non significa essere concentrati
  • Concentrarsi o recuperare un focus attentivo corretto dopo aver commesso un errore è difficile anche per i giocatori esperti
Ciò avviene poiché l’abilità a concentrarsi, a reagire prontamente alle difficoltà e a essere precisi ed efficaci nell’esecuzione delle risposte a queste situazioni è uno dei problemi principali del golf.

Per saperne di più scrivetemi e vi risponderò

La concentrazione nel golf

Fra gli altri interventi vi sarà il mio intitolato “La concentrazione nel golf”

I 10 comandamenti di Bob Rotella

La resilienza spiegata da Tiger Woods

Se sei un campione lo fai capire da come affronti le sconfitte e Tiger Woods lo è.

Un giorno, dopo il punteggio peggiore della sua carriera, Tiger Woods ha giocato la fase finale del Torneo Memorial come se fosse una domenica qualsiasi. Indossava la camicia rossa. Ha giocato con lo stesso ritmo. Ha gettato fili d’erba in aria per giudicare il vento e si è accucciato a leggere i putt più importanti. L’unica differenza era che ha giocato da solo e non coppia. Ha anche tolto da solo un’asta della bandiera quando il suo caddy era occupato a rastrellare un bunker.
“Solo perché sono in ultima posizione non cambia come gioco a golf”, ha detto. “Se è il primo giorno o l’ultimo giorno, non importa. Bisogna giocarsela tutta”

“Questo è uno sport solitario”, ha detto Woods. “Questa è una delle cose più difficili del gioco del golf, ed è anche una delle cose migliori del gioco del golf. Quando sei su, nessuno ti può rallentare. Quando sei fuori, nessuno ti viene a prendere. E’ duro ma devi affrontarlo.

Tiger Woods carded a 74 Sunday at Muirfield Village, a day after his career-high round of 85. (Sam Greenwood/Getty Images)

Sport, responsabilità e dimensioni delle palle

La National Science Foundation ha annunciato i seguenti risultati relativi alla pratica sportiva nelle aziende americane:

  1. Lo sport dei dipendenti della manuntenzione è il bowling.
  2. Lo sport degli impeiegati è il football.
  3. Lo sport dei supervisori è il baseball.
  4. Lo sport del middle management è il tennis.
  5. Lo sport dei manager è il golf.

Conclusioni: maggiore è il livello di responsabilità aziendale, più piccole sono le palle.

Recensione libro: Golf Flow

Golf Flow

Master you mind, master the course

Gio Valiante,

Human Kinetics, 2013, p. 228

www.humankinetics.com 

In the title is already explained the goal the golfer has to achieve: let flow the mind and the shot will be good. The author, Gio Valiante was named one of the 40 most influential under-40 people in golf  by Golf Magazine and in this book he talks about flow not only from the theoretical point of view but also from the side of the PGA golfer experiences.

Reading Golf Flow we understand the mental side of golf. It could seem obvious because every person knows that golf is a mental game but here we find explained in which way  this happen; in which way the golfers use their time, practice the control, tune the effort and develop the awareness regarding the performance.  Valiante provides a great deal of current research  and he is never trivial when providing his advices. The amateur golfers reading this book will find many ideas to start their mental practice.

In my opinion the best part of Golf Flow is that one regarding the current top PGA pros, who talk through the author about their mental flow state, saying how much it permitted them to cope under pressure. This book may give the competitive golfers another tool to take their game to their highest level. The amateur golfers will find useful information coming from different top golfers and  from these different persons and experiences they can find that one is better for them.  The many professional insights about his work with the top golf are like this one:

“As it happens for many golfers, Justin’s instinct told him to go into Sunday and to be aggressive right to get-go. The details vary from golfer to golfer, but the philosophy is a cowboy version of golf that goes something like this: “Fire at every flag, go for par fives in two, be aggressive on every putt, and throw all strategy, patience, and ball placement to wind. I asked Justin to do the opposite and let patience and discipline define the round by using the first few holes to establish the rhythm of his routine.”

The book is full of these experiences and for this reason I believe that it’s very useful for the golfer of every level and for the coaches and sport psychologists who want to know better the mental side of the golf.

 

Jason Day: un bagno di umiltà

Quando la palla va in acqua, via le scarpe e pantaloni arrotolati … così ha fatto Jason Day alla buca due nel corso del Pga Championship al Valhalla Golf Club di Louisville. Non solo un bagno nell’acqua ma anche un bagno di umiltà per mantenere sempre presente a se stessi quanto è difficile fare bene.

L’atteggiamento mentale di Matteo Manassero

Matteo Manassero, 20 anni, campione di golf, ha idee chiare su alcuni aspetti mentali in cui invece la maggior parte dei giovani, anche di talento, mostra un atteggiamento sbagliato. Forse è un campione anche grazie a questo suo modo di vivere il golf.

I punti sono questi:

Gli errori: “Posso permettermi di sprecare una settimana … Me lo devo ricordare più spesso: se gioco male per un mese, non è l’ultimo della mia vita. La vita ce l’ho ancora tutta davanti”.

Il divertimento: “Io variando i colpi, completando un giro senza sbagliare. E’ bello quando tiri e  la pallina va dritta, quando cammini e imbuchi il putt”.

L’atteggiamento del golfista: “Scrutando le espressioni, gli atteggiamenti nei colpi sotto pressione: il giocatore di classe è imperturbabile, sempre. E poi osservando l’eleganza e il ritmo del gesto tecnico, l’equilibrio perfetto dello swing”.

(L’intervista è apparsa su laRepubblica di oggi)

The Dan Plan e le 10.000 ore per diventare progolf

The Dan PlanDan Laughlin, il trentenne fotografo, che tre anni fa a deciso di diventare golfista professionista partendo da zero sta mettendo alla prova la teoria dello psicologo Anders Ericsson secondo cui è possibile se si impiegano 10.000 ore di pratica. Dan dopo tre anni e 5.000 ore ha ottenuto un handicap di 5,2 e gli resta ancora da percorrere quasi metà del cammino. Ce la farà a ottenere questo risultato su cui nessuno avrebbe mai scommesso? Quello che è certo è che sinora ha raggiunto un risultato già  importante, dimostrare che una persona adulta, priva anche di qualsiasi precedente esperienza sportiva agonistica, grazie solo al suo impegno può ottenere un risultato sorprendente, per il basso handicap raggiunto in così poco tempo.

Seguitelo su: http://thedanplan.com/