Archivio per il tag 'sport'

Attività fisica, età e funzioni fisiologiche

Stephen D. R. Harridge and Norman R. Lazarus, Physiology, 32: 152–161, 2017.

At the anatomical level, muscle loss in older people is associated with atrophy of fast-contracting, type II muscle fibers. Indeed, it has been suggested that type II fiber atrophy might completely explain the loss of muscle bulk in later life. However, a prevailing view is that skeletal muscle loss also relates to a loss of muscle fibers secondary to a loss of motor units. Partial re-innervation of abandoned fibers is believed to occur, resulting in an increased size of remaining motor units, with knock-on effects for fine motor control. This hypothesis is supported with histological evidence of fiber-type grouping and through electromyo- graphic estimates of motor unit number.

Whereas evidence of streaming of Z line and rod formation, and angulated fibers further point to dysregulation of skeletal muscle in later life (81). Studies of mas- ter athletes paint a very different picture (as illustrated in FIGURE 3), which once more challenges the assertion that these changes can be explained by an inherent aging process and are inevitable consequences of getting older.

Figure 3. MRIs taken across the mid region of the thigh. Images taken across the mid region of the thigh, showing a sarcopenic muscle (middle) from a sedentary individual with reduced contractile mass, more subcutaneous fat, and infiltration of fat and connective tissue. By contrast, the muscles of a similarly aged master triathlete (bottom) shows little difference to that of a younger athlete (top)

 

Cammina, corri e pensa diritto

Armando Spataro, procuratore capo di Torino, andrà in pensione tra poche settimane. Il magistrato è anche un podista e maratoneta e l’anm e l’ordine degli avvocati di Torino hanno deciso di salutarlo in un modo assolutamente imprevedibile e sinora mai realizzato. Infatti hanno organizzato, in suo onore, la “Cammina, corri e pensa diritto”,  la prima manifestazione sportiva all’interno di un tribunale. Il 21 dicembre alle 14, avvocati, pm, giudici, giornalisti, personale di cancelleria, e ovviamente le forze dell’ordine cammineranno  o correranno all’interno del palazzo di giustizia. Anche il premio è del tutto insolito.

I vincitori di categoria “avranno a disposizione 9 minuti” per salutarlo, gli ultimi “un solo minuto”. Infine per potersi iscrivere: “ogni categoria o squadra dovrà depositare entro il 20 dicembre  “quattro cartelle” di cui una contenente il saluto al procuratore capo, e tre sul tema “la giustizia che vorrei”.

Quando si vuole sport e società civile vanno a braccetto!

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Convinzione diffusa: Il riscaldamento serve a non farsi male

C’è molta confusione fra gli atleti in relazione alla funzione del riscaldamento.

Per alcuni serve a non farsi male.

Per altri è da fare sul serio solo prima delle gare, ma in allenamento non lo eseguono mai in quel modo.

Per quasi tutti è una fase piuttosto noiosa in cui si prepara per cominciare subito al massimo.

E’, spesso, considerata come un’attività scolastica che si esegue senza convinzione e con poco impegno mentale.

Ad esempio, quasi nessun ragazzo arriva espirando durante la fase di allungamento dei muscoli.

Ricordiamoci che il prima determina il dopo. Quindi cattivo allungamento corrisponde a un limitato allungamento e ridotta distensione dei muscoli, con tutto ciò che di negativo deriva se questa impostazione si ripete nel tempo.

 

Gli italiani e lo sport: Rapporto Istat

  • 20 milioni gli italiani che praticano attività sportiva.
  • 23 milioni i sedentari, soprattutto anziani.
  • Fra i praticanti, il 24,4% lo fa in modo assiduo e il 9,8% saltuariamente.
  • La mancanza di tempo è la “scusa” più usata da chi non frequenta piscine o palestre, ma ci sono anche motivi di salute o di scarso interesse fra le varie giustificazioni da utilizzare.
  • Il 26,5% delle persone che preferisce fare movimento attraverso lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta.
  • Tra gli uomini il 29,5% fa sport con continuità e l’11,7% di tanto in tanto.
  • Per le donne le percentuali sono più basse, rispettivamente 19,6% e 8,1%.
  • La pratica sportiva continuativa cresce nel tempo per entrambi i generi e in tutte le età: dal 15,9% del 1995 al 22,4% nel 2010 fino al 24,5% nel 2015.

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  • Lo sport è soprattutto dei ragazzi di 11-14 anni (70,3%, di cui il 61% in modo continuativo e il 9,3% in modo saltuario)
  • I praticanti sono di più nel Nord-est (40,4%), seguono Nord-ovest (39,5%), Centro (35,3%), Sud e Isole (26,2%).
  • Pratica sport il 51,4% dei laureati, il 36,8% dei diplomati, il 21,2% di chi ha un diploma di scuola media inferiore e solo il 7,3% di chi ha conseguito la licenza elementare o non ha titoli di studio.
  • Gli sport: ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (25,2% degli sportivi, pari a 5 milioni 97 mila persone) sono le discipline più scelte, seguite da calcio (23%, 4 milioni 642 mila persone) e sport acquatici (21,1%, 4 milioni 265 mila persone).
  • I sedentari, oltre 23 milioni (39,1% della popolazione), aumentano con l’eta’ fino ad arrivare a quasi la meta’ della popolazione di 65 anni e piu’.

Padre inventa stratagemma intelligente per permettere al figlio non vedente di divertirsi alla partita di calcio.

Padre inventa uno stratagemma intelligente per permettere al figlio non vedente di divertirsi alla partita di calcio.

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IJSP contents 1/2017

Epilessia e sport

Epilessia e sport è ancora un rapporto poco indagato e soprattutto poco praticato. Questo avviene poiché molti continuano a credere che lo sport possa rappresentare uno stress che scateni le convulsioni. La ricerca ha invece dimostrato che questa probabilità è minore in relazione all’attività motoria rispetto a quanto lo sia nelle comuni attività quotidiane. La questione non riguarda se praticare sport, riguarda piuttosto quali sono le attività consigliate e quelle da evitare e come ottenere l’idoneità sportiva almeno alla pratica non-competitiva. Inoltre, bisogna ricordare che la sedentarietà forzata determina l’insorgere di altri problemi, tipici in chi non fa sport e che si riferiscono ai problemi cardio-circolatori, al diabete di tipo 2, ai tumori al seno e al colon nonché disturbi psicopatologici (depressione e ansia). La Giornata mondiale dell’epilessia dovrebbe essere un momento di riflessione e proposizione su questi temi, che comunque potranno essere affrontati con efficacia non in modo individuale ma solo con la corruzione di reti di collaborazione fra le famiglie di questi pazienti, il sistema socio-sanitario, le società sportive e gli esperti psicologi e medici.

Il ranking mondiale delle Scuole e Dipartimenti di Scienza dello Sport: 4 italiane fra le prime 300

E’ stato pubblicato in questi giorni il Ranking Globale di ShanghaiRanking delle Scuole e Dipartimenti di Scienze dello Sport. E ‘il primo tentativo di classificare un gruppo di istituzioni e unità con la stesso soggetto.

L’industria dello sport del mondo è in fase di crescita enorme. Usando la Cina come esempio, sulla base di dati più recenti della Nielsen, la Cina mira a creare un settore sportivo  pari a 813.000.000.000$ entro il 2025 e le imprese cinesi e gli individui ricchi sono incoraggiati a investire pesantemente in eventi sportivi, squadre, strutture, agenzie e sponsorizzazioni, all’interno e all’esterno della nazione. Le Scuole di Scienze dello Sport dovranno fornire agli studenti le conoscenze e le competenze necessarie a soddisfare le esigenze di questo settore in rapida crescita, e anche per creare la conoscenza scientifica per sostenere e promuovere questo settore.

Una grande quantità di lavoro è dedicata per identificare le unità accademiche, come le Università, scuole, facoltà e dipartimenti, che si impegnano in modo significativo nella ricerca in questo ambito. Un totale di 110.000 indirizzi sono stati esaminati e centinaia di siti web sono stati esaminati per formare l’elenco definitivo di 361 università o circa 400 unità connesse allo sport che si impegnano attivamente nella ricerca. Le prime 300 università sono pubblicate in questa classifica in base alla misurazione delle pubblicazioni, citazioni, citazioni per pubblicazione, pubblicazioni nel 25% delle riviste top e pubblicazioni con collaborazioni a livello internazionale.

Le  università europee dominano la graduatoria di quest’anno. Ci sono 144 istituzioni europee nella parte superiore della lista. Più della metà di queste unità provengono dal Regno Unito, Spagna e Germania con 45 unità, 16 unità, e 15 unità. La Scuola dello Sport, Esercizio e Scienze della Salute di Loughborough University è l’unità più alta in classifica in Europa ed è al secondo posto nella classifica globale di ShanghaiRanking del 2016.
103 istituzioni hanno sede nel continente americano. 64 di queste unità sono degli Stati Uniti, che è il paese con il maggior numero di presenze nella classifica globale di ShanghaiRanking delle Scienze dello Sport. Seguono con 25 istituti il Canada e 14 il Brasile.

La Scuola di esercizio fisico e scienze della nutrizione della Deakin University, Australia, è al primo posto in classifica. 51 istituzioni hanno sede in Asia e Oceania e oltre il 90% di queste istituzioni hanno sede in Australia, Cina, Giappone e Nuova Zelanda. Le Università della Nuova Zelanda  hanno prestazioni eccezionali e 6 delle 8 università pubbliche del paese sono presenti tra le prime 30.
Due istituzioni provengono dall’Africa., l’università di Città del Capo, Divisione  di scienza dell’esercizio e di medicina dello sport è classificata 48 °.

Italia

Il nostro paese ottiene il 19° posto con l’Università di Verona, Facoltà di scienza dell’esercizio dello sport. Seguita: 184° Università di Milano, Dipartimento scienza della nutrizione e dello sport, 187° dall’Università di Tor Vergata, Scuola di scienze dello sport e dell’esercizio e 257° l’Università del Foro Italico, Dipartimento del movimento umano e scienze dello sport.

Le regole e gli obiettivi dello sport