Archivio per il tag 'sport'

Gli italiani e lo sport: Rapporto Istat

  • 20 milioni gli italiani che praticano attività sportiva.
  • 23 milioni i sedentari, soprattutto anziani.
  • Fra i praticanti, il 24,4% lo fa in modo assiduo e il 9,8% saltuariamente.
  • La mancanza di tempo è la “scusa” più usata da chi non frequenta piscine o palestre, ma ci sono anche motivi di salute o di scarso interesse fra le varie giustificazioni da utilizzare.
  • Il 26,5% delle persone che preferisce fare movimento attraverso lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta.
  • Tra gli uomini il 29,5% fa sport con continuità e l’11,7% di tanto in tanto.
  • Per le donne le percentuali sono più basse, rispettivamente 19,6% e 8,1%.
  • La pratica sportiva continuativa cresce nel tempo per entrambi i generi e in tutte le età: dal 15,9% del 1995 al 22,4% nel 2010 fino al 24,5% nel 2015.

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  • Lo sport è soprattutto dei ragazzi di 11-14 anni (70,3%, di cui il 61% in modo continuativo e il 9,3% in modo saltuario)
  • I praticanti sono di più nel Nord-est (40,4%), seguono Nord-ovest (39,5%), Centro (35,3%), Sud e Isole (26,2%).
  • Pratica sport il 51,4% dei laureati, il 36,8% dei diplomati, il 21,2% di chi ha un diploma di scuola media inferiore e solo il 7,3% di chi ha conseguito la licenza elementare o non ha titoli di studio.
  • Gli sport: ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica (25,2% degli sportivi, pari a 5 milioni 97 mila persone) sono le discipline più scelte, seguite da calcio (23%, 4 milioni 642 mila persone) e sport acquatici (21,1%, 4 milioni 265 mila persone).
  • I sedentari, oltre 23 milioni (39,1% della popolazione), aumentano con l’eta’ fino ad arrivare a quasi la meta’ della popolazione di 65 anni e piu’.

Padre inventa stratagemma intelligente per permettere al figlio non vedente di divertirsi alla partita di calcio.

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IJSP contents 1/2017

Epilessia e sport

Epilessia e sport è ancora un rapporto poco indagato e soprattutto poco praticato. Questo avviene poiché molti continuano a credere che lo sport possa rappresentare uno stress che scateni le convulsioni. La ricerca ha invece dimostrato che questa probabilità è minore in relazione all’attività motoria rispetto a quanto lo sia nelle comuni attività quotidiane. La questione non riguarda se praticare sport, riguarda piuttosto quali sono le attività consigliate e quelle da evitare e come ottenere l’idoneità sportiva almeno alla pratica non-competitiva. Inoltre, bisogna ricordare che la sedentarietà forzata determina l’insorgere di altri problemi, tipici in chi non fa sport e che si riferiscono ai problemi cardio-circolatori, al diabete di tipo 2, ai tumori al seno e al colon nonché disturbi psicopatologici (depressione e ansia). La Giornata mondiale dell’epilessia dovrebbe essere un momento di riflessione e proposizione su questi temi, che comunque potranno essere affrontati con efficacia non in modo individuale ma solo con la corruzione di reti di collaborazione fra le famiglie di questi pazienti, il sistema socio-sanitario, le società sportive e gli esperti psicologi e medici.

Il ranking mondiale delle Scuole e Dipartimenti di Scienza dello Sport: 4 italiane fra le prime 300

E’ stato pubblicato in questi giorni il Ranking Globale di ShanghaiRanking delle Scuole e Dipartimenti di Scienze dello Sport. E ‘il primo tentativo di classificare un gruppo di istituzioni e unità con la stesso soggetto.

L’industria dello sport del mondo è in fase di crescita enorme. Usando la Cina come esempio, sulla base di dati più recenti della Nielsen, la Cina mira a creare un settore sportivo  pari a 813.000.000.000$ entro il 2025 e le imprese cinesi e gli individui ricchi sono incoraggiati a investire pesantemente in eventi sportivi, squadre, strutture, agenzie e sponsorizzazioni, all’interno e all’esterno della nazione. Le Scuole di Scienze dello Sport dovranno fornire agli studenti le conoscenze e le competenze necessarie a soddisfare le esigenze di questo settore in rapida crescita, e anche per creare la conoscenza scientifica per sostenere e promuovere questo settore.

Una grande quantità di lavoro è dedicata per identificare le unità accademiche, come le Università, scuole, facoltà e dipartimenti, che si impegnano in modo significativo nella ricerca in questo ambito. Un totale di 110.000 indirizzi sono stati esaminati e centinaia di siti web sono stati esaminati per formare l’elenco definitivo di 361 università o circa 400 unità connesse allo sport che si impegnano attivamente nella ricerca. Le prime 300 università sono pubblicate in questa classifica in base alla misurazione delle pubblicazioni, citazioni, citazioni per pubblicazione, pubblicazioni nel 25% delle riviste top e pubblicazioni con collaborazioni a livello internazionale.

Le  università europee dominano la graduatoria di quest’anno. Ci sono 144 istituzioni europee nella parte superiore della lista. Più della metà di queste unità provengono dal Regno Unito, Spagna e Germania con 45 unità, 16 unità, e 15 unità. La Scuola dello Sport, Esercizio e Scienze della Salute di Loughborough University è l’unità più alta in classifica in Europa ed è al secondo posto nella classifica globale di ShanghaiRanking del 2016.
103 istituzioni hanno sede nel continente americano. 64 di queste unità sono degli Stati Uniti, che è il paese con il maggior numero di presenze nella classifica globale di ShanghaiRanking delle Scienze dello Sport. Seguono con 25 istituti il Canada e 14 il Brasile.

La Scuola di esercizio fisico e scienze della nutrizione della Deakin University, Australia, è al primo posto in classifica. 51 istituzioni hanno sede in Asia e Oceania e oltre il 90% di queste istituzioni hanno sede in Australia, Cina, Giappone e Nuova Zelanda. Le Università della Nuova Zelanda  hanno prestazioni eccezionali e 6 delle 8 università pubbliche del paese sono presenti tra le prime 30.
Due istituzioni provengono dall’Africa., l’università di Città del Capo, Divisione  di scienza dell’esercizio e di medicina dello sport è classificata 48 °.

Italia

Il nostro paese ottiene il 19° posto con l’Università di Verona, Facoltà di scienza dell’esercizio dello sport. Seguita: 184° Università di Milano, Dipartimento scienza della nutrizione e dello sport, 187° dall’Università di Tor Vergata, Scuola di scienze dello sport e dell’esercizio e 257° l’Università del Foro Italico, Dipartimento del movimento umano e scienze dello sport.

Le regole e gli obiettivi dello sport

Gli sportivi in Italia non crescono: sono il 33%

Da 10 anni il numero di persone che in Italia praticano sport non cresce e continua a essere tra i più bassi in Europa. Non è solo una questione economica, manca un’adeguata cultura dello sport e del valore del movimento.

Persone di 3 anni e più che praticano sport, qualche attività fisica e persone sedentarie per Regione Anno 2015 (valori percentuali)

 

REGIONI
RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE
Praticano
sport
di cui in modo: Praticano
solo qualche
attività fisica
Non praticano
sport né
attività fisica
continuativo saltuario
Piemonte 35,8 24,7 11,2 33,8 30,0
Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 45,0 31,5 13,5 30,0 24,5
Liguria 32,7 24,1 8,6 30,8 36,2
Lombardia 40,7 28,5 12,2 27,2 31,4
Trentino-Alto Adige/Südtirol 50,9 34,0 16,9 35,4 13,5
Bolzano/Bozen 56,6 36,2 20,4 32,1 10,8
Trento 45,4 31,9 13,5 38,6 16,0
Veneto 40,3 27,9 12,4 32,6 27,0
Friuli-Venezia Giulia 38,5 28,1 10,4 31,6 29,8
Emilia-Romagna 36,0 25,7 10,3 31,7 31,9
Toscana 34,9 25,0 9,9 31,1 33,6
Umbria 31,6 23,0 8,6 28,0 40,0
Marche 35,6 26,5 9,1 27,6 36,4
Lazio 34,8 27,3 7,5 20,6 43,9
Abruzzo 31,7 21,8 9,9 25,7 42,5
Molise 25,4 19,2 6,2 19,0 55,1
Campania 19,5 13,0 6,5 23,1 57,2
Puglia 27,4 19,4 8,0 21,2 51,1
Basilicata 23,9 18,2 5,7 24,0 51,7
Calabria 24,5 17,9 6,6 18,4 56,7
Sicilia 24,4 18,0 6,4 17,5 57,3
Sardegna 34,0 24,6 9,4 29,3 36,3
Nord-ovest 38,6 27,0 11,6 29,4 31,5
Nord-est 39,4 27,7 11,8 32,4 28,0
Centro 34,7 26,2 8,5 25,3 39,5
Centro-Nord 37,7 27,0 10,7 29,0 32,9
Mezzogiorno 24,9 17,7 7,2 21,5 53,2
Italia 33,3 23,8 9,5 26,5 39,9
Fonte: Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”

La Psicologia dello sport ha 50 dal 1° Congresso Internazionale

Interessante e molto utile articolo di Fabio Lucidi intitolato “DA ROMA 1965 A ROMA 2015: LA PSICOLOGIA DELLO SPORT A CINQUANTA ANNI DAL PRIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE”, Giornale Italiano di Psicologia, XLII, 3, 2015, 381-394. 

Abstract

II 20 aprile 1965, presso l’Aula Magna del Comitato Olimpico Italiano, ha avuto luogo il 1° Congresso Internazionale ISSP di Psicologia dello Sport organizzato da un piccolo gruppo di studiosi guidati dallo psichiatra italiano Ferruccio Antonelli. Sono dunque da poco trascorsi cinquanta anni da questo evento capace di segnare l’inizio dell’era moderna nel campo della Psicologia dello Sport. Esattamente 50 anni dopo, la ricorrenza storica è stata celebrata in un Congresso nello stesso luogo, a Roma nella medesima Aula del Comitato Olimpico Italiano. La ricorrenza rappresenta l’occasione per ricordare il passato, per riflettere sullo sviluppo della disciplina in questi cinquanta anni e di come il contesto politico e sociale ne ha influenzato lo sviluppo e per guardare al futuro e alle opportunità che riserva alla Psicologia dello Sport.