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Il mental coaching nel Tennis

Il mental coaching nel Tennis

 Offerta di 2 Webinars di psicologia dello sport sul Tennis

La gestione degli errori nel Tennis

 Relatore: Alberto Cei

Data: 21 ottobre, ore 19.00-20.15

Durata: 75 minuti

Programma: Questo webinar è dedicato ai tennisti che sanno quanto è dura non spaccare la racchetta dopo l’ennesimo stupido errore e che vogliono migliorare il loro self-control proprio in questi momenti.

La forza di ogni tennista consiste nel giocare al meglio delle proprie capacità.Questo è ciò che conta:

  • Giocare come sai
  • Impegnarti al massimo su ogni palla

Solo alla fine della partita farai conti e si vedrà chi ha vinto. Pensare al risultato del set o del game serve solo ad aumentare il proprio stress agonistico e a perdere più punti ancora. “Il tennis lo ha inventato il diavolo” ha detto Adriano Panatta perché ti spinge in errore, a  pensare, ad esempio, che oggi giochi proprio bene e … di colpo cominci a sbagliare; oppure che vuoi fargliela pagare al tuo avversario con quelle pallette che ti mette sempre lì … e così ti arrabbi e non ne prendi più nessuna. O ancora che vuoi tirare forte la prima, vuoi osare … e ti trovi ad avere difficoltà sulle seconde. Lo stesso ha detto la Pennetta dopo la vittoria con la Williams: “pensavo solo a correre e a buttare la palla dall’altra parte”.

Il webinar è rivolto ai tennisti, ai maestri di tennis, agli psicologi a tutti coloro che amano questo sport bellissimo e così difficile.

Partecipando si acquisiranno competenze su:

  • L’errore come parte integrante della partita
  • Accettare che vi sono momenti difficili in ogni partita
  • Conoscere se stessi: in quali situazione commetto più errori
  • Come valorizzare il momento positivo di gioco
  • Come uscire da un momento di gioco negativo
  • Strategie e tecniche psicologiche per aumentare il proprio self-control

Per corrispondere meglio alle vostre esigenze, inviate tre domande su questo tema a cui vorreste trovare una risposta durante il webinar vi risponderemo.

Riceverai una e-mail di conferma entro 24 ore.

 

La concentrazione nel tennis

Relatore: Alberto Cei

Data: 4 novembre, ore 19.00-20.15

Durata: 75 minuti

Programma: Questo webinar è dedicato ai tennisti che vogliono migliorare la loro concentrazione durante i game, riducendo i momenti di passività nel gioco e le azioni dettate solo dalla loro impulsività.

Per ogni tennista è necessario sapere riconoscere a cosa presta attenzione durante la partita. Pensa come giocare o a fare i punti? Pensa a correre e a buttare la palla dall’altra parte o pensa che il suo avversario è fortunato? Pensa che oggi è una giornata storta o ragiona, anche semplicemente ma ragiona. Tu che tennista sei?

Per essere concentrati durante gli scambi di gioco è necessario predisporsi a questo impegno durante le pause di gioco. E’ necessario possedere una routine stabile ed efficace che permetta al tennista di essere pronto nel momento del servizio o della risposta. Le pause più lunghe quando si è seduti rappresentano un altro momento importante per ridurre le tensioni mentali dannose, sostituendole con un atteggiamento che predispone al gioco. Verranno discusse le tecniche mentali che possono essere utilizzate in quei momenti per mantenere o ricostruire se necessario una condizione emotiva che valorizzi le proprie capacità di tennista.

Il webinar è rivolto ai tennisti, ai maestri di tennis, agli psicologi e a tutti coloro che amano questo sport bellissimo e così difficile.

Partecipando si acquisiranno competenze su:

  • Riconoscere a cosa si presta attenzione durante la partita
  • Coraggio, umiltà e tenacia sono abilità mentali decisive per restare concentrati sul gioco
  • Come predisporsi a essere attenti durante le pause tra i game
  • Come visualizzare le proprie azioni
  • Gli esercizi di mindfulness per restare concentrati sul presente

Per corrispondere meglio alle vostre esigenze, inviate tre domande su questo tema a cui vorreste trovare una risposta durante il webinar vi risponderemo.

 

Il sessismo nel ciclismo

“Nel 1973 Billie Jean King ha costretto i padroni di tennis a riconoscere alle donne gli stessi premi in denaro degli uomini. Quaranta anni più tardi, il ciclismo femminile sta ancora cercando di ottenere un salario minimo per le atlete.

Nel 2013 un sondaggio condotto dalla Women’s Cycling Association ha denunciato che il 50% delle cicliste professioniste guadagnava  3,000$ (1969 £)  o meno all’anno. Questo è solo un dato statistico tratto da Half The Road, il superbo documentario di Kathryn Bertine, che si è battuta contro l’UCI, organo di governo sciovinista del ciclismo.

Brian Cookson, ora al timone della UCI, viene anche intervistato. Mi ha detto l’anno scorso che l’introduzione di un salario minimo “potrebbe ritorcersi contro”… perché le donne non sono abbastanza forti per affrontare il Tour de France – un argomento potentemente confutato da una donna che ha corso il Tour nel 1980 … Almeno non usa gli argomenti di Hein Verbruggen, uno dei suoi predecessori. Secondo Inga Thompson, dieci volte campione nazionale degli Stati Uniti, Verbruggen provò a introdurre una regola per fermare le donne quando durante il ciclo mestruale”.

(da The Guardian)

Ebook: Concentrarsi sotto stress

TennisWorldItalia  presenta l’ ebook “Concentrarsi sotto stress” di Alberto Cei.
Avvertire un senso di stabilità e di solidità prima di giocare una partita di tennis è fondamentale: talvolta i giocatori (a volte in modo del tutto inconsapevole) eseguono un respiro profondo, che spesso non è altro che un tentativo mal riuscito di riduzione dello stress. Anche quando lo eseguono bene la loro mente continua a essere preda di pensieri inutili e dannosi.
L’abilità a restare focalizzati sull’obiettivo in situazioni di elevato stress può essere costruita: allenamento, costanza e concentrazione sono elementi essenziali per raggiungere un livello di prestazione ottimale.
Alberto Cei in questo testo insegna la pratica del centering o focalizzazione.
Grazie alle tecniche presenti nel libro chiunque potrà imparare a tenere sotto controllo lo stress per una performance in campo eccellente, a qualsiasi livello si giochi.

Concentrarsi sotto stress: Come concentrarsi nei momenti decisivi di una partita di tennis

Sport, responsabilità e dimensioni delle palle

La National Science Foundation ha annunciato i seguenti risultati relativi alla pratica sportiva nelle aziende americane:

  1. Lo sport dei dipendenti della manuntenzione è il bowling.
  2. Lo sport degli impeiegati è il football.
  3. Lo sport dei supervisori è il baseball.
  4. Lo sport del middle management è il tennis.
  5. Lo sport dei manager è il golf.

Conclusioni: maggiore è il livello di responsabilità aziendale, più piccole sono le palle.

Cos’è la competitività per Errani e Vinci

“Portare a termine qualcosa di difficile. Padroneggiare, manipolare o organizzare oggetti fisici, esseri umani o idee. Farlo il più rapidamente e autonomamente possibile. Andare oltre gli ostacoli e mantenere elevati standard. Eccellere per se stessi. Rivaleggiare e superare gli altri. Incrementare la consapevolezza attraverso l’osservazione delle proprie esperienze di successo frutto del proprio talento.” L’ha scritto H.A. Murray nel 1938. Questo è quanto ci hanno fatto vedere oggi Sara Errani e Roberta Vinci, incredibili vincitrici di Wimbledon.

Serena Williams

Serena Williams è tra le 100 persone più influenti secondo la rivista Time. Di seguito le parole scritte da Dwyane Wad, tre campionati NBA vinti con i Miami Heat, per celebrarla.

“… Non c’è dubbio che lei ha avuto un incredibile impatto sul mondo del tennis, ma è la sua determinazione a non mollare mai che ha sempre risuonato con me …. io rispetto la sua incessante etica del lavoro, il focus, il sapersi guidare e la disciplina. … Capisco cosa vuol dire essere infortunati e la lotta che ci vuole per ritornare sul campo. … Ammiro la sua capacità di combattere e come ha sfidato ogni difficoltà con grande determinazione e cuore. Sul campo Serena è un guerriero. una natura aggressiva e competitiva in combinazione con passione, leadership e abilità la rendono un avversario temibile e feroce …. Serena non da per scontate le sue abilità. Lei merita il successo che ha ottenuto, perché è una delle persone più laboriose e disciplinate che conosco”.

Insegnare i comportamenti che esaltano la tecnica

Mi sembra che ai giovani s’insegni bene la tecnica ma si spenda poco tempo nell’insegnargli quali sono i comportamenti migliori per poterla manifestare. Ad esempio, nel tennis un giovane una volta che ha imparato a servire, deve eseguirlo nel modo migliore il maggior numero di volte. A questo punto, spesso al giovane, non viene più dedicata la stessa attenzione perché il gesto tecnico lo ha acquisito. Secondo me invece il giovane pur avendo acquisito questa abilità non è ancora in grado di valorizzarla. Nel migliore dei casi se è scrupoloso, cercherà in qualche di concentrarsi prima di eseguire il gesto e poi servirà. A mio avviso in questo modo il tennista non può sapere se è pronto a servire, mentre più probabilmente lo esegue in modo meccanico. Inoltre in partita questa situazione neutra non si presenterà mai; perché lui servirà sempre dopo uno scambio di gioco e dopo una pausa di qualche decina di secondi. Come tutti sappiamo, quello che si  pensa in quei secondi è importante nel determinare in che modo ci si predispone al servizio. L’efficacia del servizio deriva molto da come il tennista trascorre i secondi che ne precedono l’esecuzione. La domanda è: quanto spesso si allena a predisporsi positivamente al servizio e, solo successivamente, a servire? Si può possedere la tecnica migliore ma se la mente dice No o è distratta, il tennista avrà un problema che non sa come risolvere perché non si è mai allenato a farlo.

Gli aspetti mentali dell’intensità

La componente mentale di un allenamento a intensità elevata si compone di almeno tre aspetti.

  1. Comprende le abilità mentali che l’atleta deve mostrare in quella determinata sessione e che deve avere e già sviluppate ad alto livello, altrimenti non potrà metterle in atto in modo continuativo nella sessione di allenamento che sta per cominciare.
  2. Comprende quelle esercitazioni  o loro parti in cui l’allenatore e l’atleta sono convinti che possono essere effettuate in maniera ottimale (ad esempio, per uno sprinter che deve correre 3x300m, probabilmente si prevede  che almeno il primo, pur se faticoso, sarà corso nel tempo previsto. Nel tiro a volo, un atleta esperto sa che 20 piattelli su 25 di solito li colpisce se mentalmente s’impegna al suo massimo. Lo stesso vale per il tennis, in cui una giocatrice sa come può giocare quando è totalmente concentrata sullo scambio che sta eseguendo).
  3. Comprende quelle esercitazioni o loro parti che determinano la qualità di quella singola seduta di allenamento. Ad esempio, sarà ottima se lo sprinter riuscirà a correre come previsto anche la terza ripetuta sui 300m, oppure se il tiratore colpirà più piattelli oltre ai 20 che sa colpire; per la tennista vale lo stesso discorso, si tratta di giocare bene anche se si sente stanca o se deve mantenere un livello elevato di qualità di gioco in una esercitazione più lunga e più impegnativa del solito.
Questi  sono a mio avviso gli aspetti psicologici che vengono messi in gioco quando l’allenamento richiede intensità fisica e mentale e si allenano solo in quei momenti.

Valuta il tuo servizio nel tennis

Il servizio non si migliora di certo durante la partita, però quale che sia il tuo livello di padronanza di questo gesto tecnico è necessario che lo attui al massimo livello di cui sei capace, indipendentemente dal risultato di quel momento e dalla fase di gioco del match.  Remember:

Quando la palla finisce contro la rete oppure va fuori o non ti entra neanche una seconda, l’errore è ovviamente sempre tecnico. Allora ti dici che avresti dovuto colpirla diversamente … che il braccio piuttosto che le gambe non hanno fatto il lavoro giusto … tutto questo è vero ma dimentichi che il corpo non si muove da solo E’ LA TESTA CHE COMANDA, CHE DICE IN OGNI MOMENTO COSA FARE.

L’errore è sempre tecnico, ma bisogna sempre chiedersi: “Quanto pesa la componente mentale in questo errore che ho fatto nel servizio?” E allora bisogna sapere come fare per ridurre gli errori, certamente la prima risposta che viene da dire è migliorando la tecnica, d’accordo e la sezione dedicata alla tecnica del servizio ha questo obiettivo.

Per migliorare l’approccio mentale al servizio devi essere consapevole di quali sono i tranelli psicologici in cui cadi quando esegui questo fondamentale. A questo scopo ti propongo di rispondere a un questionario in cui  ti si chiede quanto spesso commetti errori che dipendono in larga parte dal tuo atteggiamento mentale. Rispondi in modo onesto cosicché il risultato che otterrai ti darà indicazioni precise su quali sono gli aspetti mentali che devi allenare per servire in modo efficace.  Non importa quali siano i tuoi attuali limiti tecnici, in partita devi servire dimostrando la qualità della tua azione così come ora la possiedi, senza che venga alterata dalla condizione mentale di quel momento. Se userai un approccio mentale corretto anche la tua tecnica ne beneficerà e potrai giocare in modo più soddisfacente.

 Rispondi al test

“Come affronto mentalmente il mio servizio”

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Istruzioni: Per favore leggi ogni frase e indica quanto spesso ti comporti come nelle situazioni qui sotto riportate segnando con una X il numero che meglio indica ciò che è vero per te.

1  indica  mai  e  7  sempre  -  Tutti gli altri numeri indicano livelli intermedi di frequenza.

Quanto spesso:

                                                                                                                                                                                                                   Mai                  Sempre

  1. Il mio servizio è della stessa qualità che mostro in allenamento?

 

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  1. Sono precipitoso o sono troppo lento nell’esecuzione?

 

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  1. Sbaglio il servizio perché sono arrabbiato o abbattuto?

 

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  1. Servo ma non sono concentrato?

 

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  1. So già prima di tirare che andrà a rete?

 

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  1. Sono troppo ansioso per servire con efficacia ma non faccio nulla per reagire?

 

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  1. Tiro perché non vedo l’ora di finire il game?

 

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  1. Mi sono detto che non sono capace a servire?

 

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  1. Sono stato sicuro di avere il set in pugno e ho cominciato a sbagliare il servizio?

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  1. Tiro la seconda di servizio senza esserne convinto?

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