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10 regole di successo di Tiger Woods


10 regole per diventare un allenatore di successo

10 regole per diventare un allenatore di successo secondo John Salmela (1945-2014).
  1. Sentirsi impegnati ad acquisire e ampliare nuove tattiche e strategie
  2. Maturare come allenatore richiede tempo. E’ necessario essere pazienti e onesti con se stessi.
  3. Sapere che solo perché qualcosa ha funzionato negli ultimi tre anni non fornisce garanzie che continui a farlo nel prossimo futuro. E’ necessario sapere valutare e adattare il proprio approccio e le strategie.
  4. E’ importante saper lavorare duro e bisogna saperlo accettare.
  5. Bisogna essere consapevoli che per diventare esperti ci vorranno molte più ore di quelle che si era previsto.
  6. Bisogna trovare uno stile di allenamento che rispetti la propria personalità e consenta di esprimersi al proprio massimo.
  7. Bisogna sapersi conquistare il rispetto degli atleti, essendo di esempio nel rispettarli.
  8. Bisogna saper creare un ambiente che sia percepito dagli atleti come educativo, divertente e sfidante.
  9. Bisogna comunicare agli atleti in maniera chiara le proprie aspettative, i pensieri e le convinzioni.
  10. Bisogna sapere che la decisione finale spetta all’allenatore

Le 10 regole di Serena Williams per avere successo

Le 10 regole di Roger Federer per avere successo

I nostri peggiori avversari

Jack Nicklaus continua a essere, dopo molti anni dal suo ritiro dal golf, una fonte ineguagliabile d’ispirazione per gli atleti di ogni sport. Qui ci ricorda che i due nostri principali avversari sono il campo, il contesto situazionale in cui si sviluppa la gara, e noi stessi.

Quanto tempo dedicate ad allenare l’abilità a controllarli e a ridurne gli effetti negativi?

Il successo dipende dalla preparazione

Nella preparazione a grandi eventi sportivi è decisivo arrivare al giorno d’inizio con la convinzione di essere pronti e che nulla potrà distogliere l’attenzione dalla prestazione che si dovrà compiere. Raggiungere questa condizione mentale è già un risultato importante per ogni atleta. Non vuol dire sentirsi calmi, ma comporta invece la convinzione di avere fatto tutto quello che serviva per raggiungere quell’appuntamento nel modo migliore. E’ come dire: “Sono preparato per esprimermi al meglio in questa competizione, lo so fare”.

La preparazione finisce in quel momento, il passo seguente è farlo. A questo punto emergono con decisione le ansie e le paure che l’atleta deve sapere gestire ma che comunque trovano un limite proprio nella convinzione di sentirsi pronti.

Fra poco più di 10 mesi vi saranno le olimpiadi e le paralimpiadi, i migliori atleti sono impegnati nelle qualificazioni e per tutti sarà importante giungere a quei giorni sentendosi preparati al meglio. Il lavoro dello psicologo dello sport sarà per loro molto importante nel costruire questo tipo di mentalità.

Il successo dipende dalla preparazione precedente e senza tale preparazione è sicuro il fallimento. (Confucio)

 

 

Cosa vuoi da te? 4 domande per capirlo

Tre domande sono importanti per chi vuole ottenere il meglio da se stesso.

  • Cosa ho fatto sinora per ottenere il meglio da me?
  • Cosa sono disposto a fare per migliorare di più?
  • Cosa voglio fare da domani?
  • Quali frustrazioni sono disposto ad accettare?

Queste domande sono importanti per tutti. Se sei un allenatore sono utili per conoscerti meglio e per guidarti nella tua professione. Se sei un atleta sono utili per prendere la tua vita nelle tue mani e decidere se vuoi avere successo e quanto vuoi sfidarti per ottenerlo. Se sei un professionista (psicologo, medico, fisioterapista, dirigente) sono utili per sapere cosa rappresenta per te lo sport; un hobby o una parte essenziale della tua realizzazione come persona e quanto sei disposto a vivere una condizione alla ricerca del continuo miglioramento.

Nello sport italiano vincono le donne

Lo sport italiano è sempre più dominato dalle donne, tennis, scherma, nuoto, atletica ne sono un esempio. E’ un fenomeno che riflette quanto accade nella società, infatti anche a scuola le ragazze ottengono risultati migliori dei ragazzi e nel lavoro è sempre più difficile limitarne il successo. Era ora che accadesse, finalmente il 50% del mondo non è più escluso.

Siamo una società impersonale: individui privi di coscienza di sé e del rapporto con la collettività

Siamo un paese in arretramento e ancora una volta il Censis ha evidenziato alcuni fra i principali difetti:

  1.  Il 31% dei genitori gioca quotidianamente con i videogiochi per più di due ore.
  2. Non più del 20% degli italiani possiede le competenze minime per orientare e risolvere, attraverso l’uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse e problemi della vita quotidiana.
  3. Siamo terzi al mondo per numero di interventi di medicina e chirurgia estetica in rapporto alla popolazione. Nel 2012 in Italia gli interventi di medicina estetica sono aumentati del 24,5%.  Vi sono 900 centri per il tatuaggio (costo variabile da 40 a 2.000 euro l’uno). Ogni settimana aprono in Italia 4 nuovi centri specializzati in tatuaggi.
  4. Cresce il pessimismo sul futuro e si prevede un ulteriore degrado etico: per il 55% aumenteranno le tangenti, come l’evasione fiscale (58,6%) e la pratica di accettare affari di dubbia committenza (59,8%).
  5. Aumenta il consumo di psicofarmaci: +16,2% di antidepressivi in 6 anni.

Ecco quindi che il successo è stato già ridefinito. Piuttosto che la saggezza dello sviluppo di nuove  competenze si cerca la fortuna al videogioco; il benessere lo si ricerca con gli psicofarmaci, i tatuaggi e la chirurgia estetica; al posto dell’idea di restituzione/condivisione cresce la passività e il senso di impotenza rispetto al futuro e all’etica; la voglia di stupirsi lascia il posto a uno stile di vita impersonale copia delle vite raccontate tramite il gossip delle celebrità.

Abbiamo bisogno di una nuova definizione di successo

Abbiamo bisogno di una definizione di successo più umana e sostenibile. Stiamo vivendo da molti anni in un società in cui tutti i giorni vediamo gli effetti disastrosi dell’idea che l’unica cosa che conta è vincere. Le grandi truffe finanziarie e la diffusione del doping nello sport sono lì a dimostrare la pervasività di questa mentalità.

Solo in questi giorni abbiamo la confessione di un ex-ciclista, Jan Ulrich, di essersi dopato, l’esplosione di nuovi particolari sul caso del marciatore Schwazer e le proteste di massa in Brasile contro la politica del governo che impiega troppe risorse per i mondiali di calcio e per le olimpiadi.

Sono questioni gigantesche che sovrastano le stesse nazioni ma a cui si dovrà trovare delle risposte altrimenti, non è inverosimile immaginare che fra qualche decennio ci saranno le olimpiadi dei dopati e chi truffa, in qualsiasi campo, non penserà di sbagliare perché si discolperà così come ha fatto Ulrich dicendo: “Penso ci sia una truffa nel momento in cui uno si avvantaggia indebitamente. Ho voluto favorire la pari opportunità”.

I leader da sempre sanno che bisogna parlare il linguaggio delle emozioni, e talvolta l’hanno fatto per suscitare quelle più negative e brutali. Quindi bisogna sapere come supportare le emozioni che suscitano reazioni positive in noi stessi e nelle nostra comunità. Nella direzione di giungere a una nuova definizione di successo – oltre i soldi e il potere – Arianna Huffington ha organizzato per parlare di questo tema Third Metrics Conference.

Una delle idee discusse è stata questa: le persone vogliono impegnarsi in qualcosa con tutto il cuore al fine di trovare un significato (Ryumon Gutierrez Baldoquin). Non è solo un’idea filosofica ma è alla base della motivazione, per cui ognuno di noi vuole migliorare grazie al proprio impegno. Il problema è che l’idea del successo a ogni costo sta distruggendo questo concetto base; è il momento di contrastarla, altrimenti avremo un futuro sempre più dopato.

Non si può vivere una vita con la paura di sbagliare, non c’è motivazione che possa sostenere a lungo questo stile di vita, il risultato è solo un aumento dello stress e del disagio a vivere. Bisogna che impariamo a pensare e a parlare in termini di noi e non di io e loro. Usciamo dalla logica io vinco e tu perdi, se ci serviremo del noi non avrà più senso la logica del vincitore, perché avremo perseguito l’interesse della comunità. Quindi impegniamoci a tradurre in pratica i capisaldi che ci faranno uscire da questa visione di successo nefasta per la nostra comunità, ridefinendolo in termini di: benessere, saggezza, restituzione, empatia e capacità di stupirci.

(http://www.huffingtonpost.it/alberto-cei/una-nuova-definizione-di-successo_b_3491068.html?utm_hp_ref=italy)