Archivio per la categoria 'Giovani'

Federer per vincere si è detto “non fare casino”

Spesso parlo con i giovani tennisti dell’importanza di guidarsi in modo utile durante le partite. La maggior parte di loro mostra troppo spesso pensieri troppo complicati e soprattutto vogliono dimostrare di aver un gioco brillante e non noioso. A mio avviso questo modo di pensare li allontana dall’essere concreti e dal fare le cose semplici che gli permetterebbero di mettere in difficoltà l’avversario e di aspettare il momento in cui chiudere il punto.

Tutti parlano di Federer esaltando le sue qualità tennistiche ma raramente viene messo in evidenza che prima del gioco viene l’approccio mentale al gioco. E’ invece lo stesso Federer ha ricordarci l’importanza dell’atteggiamento mentale in questa intervista. Queste frasi evidenziano quanto detto in modo evidente, quando dice che nel quarto set la sua mente stava vagando troppo e allora si è detto “non fare casino”, “non rovinare tutto”.

Quindi prima di tutto diamo un ordine utile ai nostri pensieri e poi concentriamoci su ogni punto.

“The problem in the fourth set was that my mind was all over the place,” Federer told Australia’s Seven Network. “I was so close and I was telling myself, ‘Don’t mess it up,’ and then that’s exactly what I did. I got a bit lucky at the beginning of the fifth set. I personally don’t think I would have come back if he’d broken me first.”

Nel Regno Unito: l’attività motoria è un insegnamento considerato più importante della storia

Ai cittadini del Regno Unito è stato chiesto quali fossero gli insegnamenti più importanti nella scuola ha messo in evidenza che inglese, matematica, scienze e informatica sono le materie principali. L’attività fisica, l’educazione ai rapporti interpersonali e sessuali, la lingua straniera sono del gruppo immediatamente seguente e vengono preferite alla storia e alla geografia.

The YouGov results

Tennis: l’approccio mentale alla partita

Una delle ragioni per cui molti giovani che vogliono intraprendere la carriera tennistica invece vanno incontro a continui insuccessi risiede, a mio avviso, nelle loro aspettative eccessive e nel desiderio di volere mostrare un stile di gioco brillante che non sono in grado di sostenere. Federica Frignone, vincitrice del bronzo nel gigante a queste Olimpiadi invernali, ha detto che ciò che serve è “lavoro e forza mentale”. Al contrario restare prigionieri delle proprie aspettative e concentrarsi sul gioco brillante sono esattamente all’opposto, poiché distraggono il tennista da ciò che deve eseguire durante ogni punto.

Le aspettative - Sono distruttive. Da un lato è troppo banale ricordarsi che si vuole vincere una partita, è scontato che nessuno entra in campo con l’obiettivo di perderla. Questa idea, dovrebbe restare sullo sfondo della propria mente, se non addirittura fuori, poiché allontana il giovane dal restare concentrato solo su prossimo punto. Per un tennista giovane, la prima cosa da imparare è che esiste solo il prossimo punto da giocare e che deve prepararsi a interpretarlo in funzione del momento della partita. Pensare oltre quel punto significa togliere concentrazione determinazione al presente e metterla in futuro prossimo che non può controllare perché non esiste ancora.

Il gioco - Molti giovani si concentrano sul gioco e quando gli chiedi quante volte sono riusciti a realizzare questa loro strategia rispondono che solo poche volte sono stati in grado di seguire anche solo per la durata di un set questa impostazione. A mio avviso non ci riescono perché partono da un presupposto sbagliato. Infatti mostrare uno stile di gioco è un punto di arrivo e non di partenza, che prevede un percorso mentale che non sono ancora capaci di sostenere. Inoltre, pensare al gioco, che è un concetto astratto,  li allontana dai comportamenti che invece devono tenere in campo per mettere in difficoltà l’avversario. Quindi, in realtà pensano troppo ma in modo troppo globale e non orientato a come eseguire il punto successivo.

Roberta Vinci nella partita vinta contro Serena Williams, ha detto che il suo pensare al gioco consisteva in questo pensiero: “Corri e buttala di là”. Cosa vogliono dire queste parole?

Corri - Indica che bisogna essere rapidi e questa prontezza fisica è accesa dalla prontezza mentale, che innesca la reazione motoria. Questo comportamento lo si manifesta in ricezione quando si sta sulla parte anteriore dei piedi pronti a scattare in avanti e in quel continuo “saltellare” che i campioni hanno anche quando palleggiano. Il tennis richiede rapidità e in genere questa si perde quando si sta perdendo, si rallenta ci si deprime e si continua a sbagliare.

Buttala di là - Indica il volere giocare lungo senza correre rischi eccessivi e aspettare che l’avversario sbagli perché non tiene lo scambio o l’occasione propizia per chiudere il punto.

Questo approccio alla partita mette in luce la tenacia personale nel perseguire un obiettivo mantenendo il controllo del proprio gioco. In caso contrario il tennista può tendere a rallentare la sua azione in modo eccessivo oppure ad accelerare il gioco, cercando colpi brillanti per chiudere rapidamente il punto.

Quindi la partita è una continua successione fra questi momenti:

  1. essere rapidi per
  2. giungere a colpire con efficacia la palla che
  3. deve essere profonda e
  4. scambiare almeno 4/5 volte per costruirsi il punto, e
  5. servirsi delle pause per scaricare la tensione e
  6. rifocalizzarsi sul prossimo scambio per
  7. essere subito rapidi per …

 

PyeongChang: I murales della tregua olimpica

I Giochi come ponti di pace “per costruire un mondo migliore”. A Quattro giorni dalla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di PyeongChang, sono stati inaugurati nei due villaggi (sulla costa e sui monti) i murales della tregua olimpica, progettati per “cambiare la percezione del muro da negativo in positivo, rafforzando il messaggio di pace e condivisione” che questa edizione della rassegna a cinque cerchi vuole veicolare. Il murale è lungo sette metri e alto tre e verrà autografato con nomi o messaggi di pace da parte degli atleti. Quindi saranno trasferiti uno all’Olympic Plaza di PyeongChang e l’altro al Parco olimpico di Gangneung. Una parte del muro forma un ponte “per rompere le barriere e costruire ponti di pace” spiega il comitato organizzatore. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del Cio, Thomas Bach e quello di PyeongChang2018, Lee Hee-beom, il ministro della cultura e un rappresentante dell’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati.

Risultati immagini per Olympic Truce mural 2018

Rassegna su: coordinazione motoria, autismo

Lo sport si sta sempre più avvicinando al mondo dei giovani con autismo (ASD) e può essere di notevole aiuto nel migliorare le loro abilità motorie e il loro grado di autonomia, nonché nel ridurre il rischio che acquisiscano uno stile di vita sedentario. Questa rassegna, anche se di qualche anno fa, fornisce informazioni importanti a coloro che vogliono proporre dei programmi di educazione motoria e sportivi ai giovani con ASD. Non si trovano informazioni pratiche ma quelle teoriche, basate su dati scientifici, che chi si avvicina a questi giovani dovrebbe conoscere (ovviamente insieme a molte altre).

Motor Coordination in Autism Spectrum Disorders: A Synthesis and Meta-Analysis

Kimberly A. Fournier, Chris J. Hass, Sagar K. Naik, Neha Lodha, and James H. Cauraugh

J Autism Dev Disord (2010) 40:1227–1240

The literature focusing on gross motor behavior and development in ASD is plagued by inconsistent findings.

ASD is associated with greater clumsiness, motor coordination abnormalities, postural instability, and poor performance on standardized tests of motor functioning

Several studies failed to detect differences between children with ASD and those with learning disabilities or mental retardation, general developmental delay and language disorders across reflexive, intentional, fine and gross motor tasks.

These studies provide critical information regarding the types of motor impairments seen in ASD, but the specific patterns and sources of motor deficits in this population remain unclear.

Other approaches to elucidating motor components of ASD include neural signaling. Abnormal transmission in the serotonergic, dopaminergic, and GABAergic systems, frequently observed in ASD, may potentially affect motor performance

Individuals with ASD have larger total brain, cerebellar and caudate nucleus volumes; however, the area of the corpus callosum is reduced.

Several related studies in which motor behavior was evaluated using home videos of children later diagnosed with ASD compared to typically developing children demonstrated motor differences within the first 2 years of age.

This review study showed:

Differences in motor performance observed are not dependent upon a specific diagnosis within ASD. Indeed, individuals diagnosed with autism, globally as ASD, or Asperger’s syndrome all possessed significant motor deficits compared to the individuals with normal neurologic development.

An immature postural system may severely limit the emergence and performance of other motor skills.

Movement disturbances such as akinesia, dyskinesia and bradykinesia may affect a person’s ability to initiate, switch, continue or effectively communicate, interact socially, or perform activities of daily living.

That motor coordination deficits were more prevalent in individuals diagnosed with ASD than in controls with neurologically typical development.

Consistent evidence for an increase in total brain volume as well as specific brain regions including the cerebral hemispheres, caudate nucleus, and cerebellum in autism. Conversely, the corpus callosum was consistently reduced in size. Moreover, post mortem studies have detailed increased numbers of altered cortical mini-columns that may lead to a less well-organized cerebral cortex and less integration among brain regions reported children with high functioning autism demonstrated diffusely decreased connectivity across the motor execution network relative to children with normal neurodevelopment.

Children with high functioning autism had significantly smaller grey matter volumes in subcortical, posterior cingulate, and precuneus regions than those diagnosed with Asperger’s. Compared to controls, smaller grey matter volumes in predominantly frontopallidal regions were observed in high functioning autism where as in Asperger’s less grey matter was observed in bilateral caudate and left thalamus. It has been found higher white matter volumes around the basal ganglia in high functioning autism than in Asperger’s or controls. Both ASD groups, however, possessed greater white matter volume than controls. Conversely, both ASD groups had less frontal and corpus collasol white matter.

Taken together these mechanistic findings suggest a broad, large area with disarranged neuronal organization and cortical connectivity across ASD.

La tattica negli sport

La tattica è un fattore essenziale di successo in molti sport e non solo in quelli di squadra. In sintesi consiste nel fare la cosa giusta al momento giusto e quindi richiede timing, precisione, consapevolezza e rapidità. Competenze che gli atleti devono sviluppare altrimenti si rischia di fare la cosa giusta nel momento sbagliato o anche di agire in modo confuso e dominato dall’ansia di prestazione.

La tattica è costituita da un insieme di fattori che portano all’azione sportiva:

  • Avere obiettivi di prestazione specifici e adeguati alle richieste della situazione sportiva in cui si gareggia.
  • Conoscere le proprie capacità e competenze, conoscere le probabilità di successo e di rischio.
  • Sviluppare una consapevolezza situazionale, percepire e analizzare le situazioni, scegliere fra alternative e servirsi delle proprie intuizioni.
  • Cambiare rapidamente il proprio piano di azione, nel caso non produca gli effetti aspettati.
  • Agire sostenuti dai pensieri e dalle emozioni.

 

Movimento numero speciale dedicato al basket

Movimento: numero speciale dedicato al calcio femminile

La cultura della tenacia

Lo sviluppo della tenacia è stato spesso considerato come un fattore strettamente individuale ed è stato poco studiato per comprendere in che modo un’organizzazione sportiva manifesta la propria cultura della tenacia e come questa favorisca l’approccio degli atleti.

L’articolo di Eubanks, Nesti e Littlewood (2017), A culturally informed approach to mental toughness development in high performance sport, IJSP, 48, 206-222, fornisce alcune risposte a questo tema.

Gli autori hanno svolto un’analisi critica della letteratura su MT in relazione alla definizione e concettualizzazione di questo costrutto. In particolare è stato poco indagato come ambiente, cultura e contesto impattano sulla formazione della tenacia, non considerano che l’atleta è inserito in un ambito sportivo che segue regole e sistemi propri.

La tenacia è l’abilità a raggiungere gli obiettivi personali in situazioni di stress determinati da un numero ampio di stressor (Hardy, 2014).

La psicologia è stata spesso criticata per la sua ridotta attenzione all’ambiente in cui vive l’atleta. La cultura può essere vista come quell’insieme di forze nascoste che coinvolgono valori, credenze e tradizioni che esercitano un soft power che incornicia la pratica quotidiana, le strategie e la filosofia di un gruppo. Quindi quale cultura sportiva vogliono affermare i dirigenti e gli allenatori nei confronti dei loro atleti?

Weinberg et al., (2011) evidenziano sulla base di 10 allenatori-capo di associazioni di atletica, ad esempio, che l’allenamento fisico impegnativo, un clima psicologico incoraggiante e un ambiente che sviluppa la consapevolezza in relazione alla tenacia e opportunità di apprendimento sono fondamentali per lo sviluppo della tenacia.

Gli autori spiegano che l’ambiente migliore per costruire MT è quello in cui vie una cultura stimolante e sfidante e dove la responsabilità individuale viene enfatizzata in ogni attività. Inoltre vi deve essere una stretta connessione con l’etica del lavoro.