Archivio per la categoria 'Giovani'

Il lavoro dell’allenatore

Parlare, condividere, ascoltare, chiedere, guidare, osservare … questo è il lavoro dell’allenatore

Più autisti senza auto

Non servono più auto senza autista, ma più autisti senza auto!

GoCab Biccyle taxi

 

La rapidità di Muhammad Alì

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Quando parliamo di rapidità, ripassiamo questa lezione di Mohammed Alì!

Le 10 regole di Roger Federer per avere successo

#concentrazione #stress #tennis

Concentrarsi sotto stress

Perché le persone abbandonano gli impegni

Per eccellere servono grandi avversari

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It is why  good team and players good enough to stand alone, stand straighter and more vividly with a good opponent: the Yankees with the Dodgers, Borg with McEnroe, Ali and Frazier, names permanently linked because in fact they needed each other. After days and weeks of Red Sox and White Sox, Wepners, Nastases, and Mildenbergers, each needed a good opponent to make him best, to make him memorable, to give him cherished lifelong feelings. So, when a career ends, when the passion of the game subsides, towards a good opponent you feel only gratitude. 

(Ken Dryden, The Game, 1983, p. 127)

La favola della lepre e della tartaruga

Non vince il migliore. Vince chi è più tenace e rispetta l’avversario.

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Lo sport cambia la percezione personale e della comunità sulla disabilità

“Sport has the ability to change the perception

of the community about people with a disability

and, more importantly,

how people with a disability think and feel about themselves.”

Richard Nicholson, nine-time Paralimpic gold medallist

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Non ci si allena mai abbastanza a imparare dagli errori

Nello sport così come in ogni altro ambito della nostra vita commettiamo degli errori. La prestazione perfetta non esiste. Ogni performance è un misto di competenze e di errori; in genere vince chi commette meno errori.

Gli errori sono ovunque e costituiscono un momento importante della prestazione umana. Non ci si può nascondere dagli errori. Inoltre, gli sbagli sono sempre relativi ad aspetti tecnici, noi vediamo l’atleta che affretta o rallenta la sua azione, che sbaglia un tiro, che è rigido nei movimenti, che tira il servizio a rete e così via. Diversamente la causa di questi errori può essere attribuita di volta sin volta a fattori diversi. L’errore può infatti essere dovuto a fattori diversi, si può sbagliare per incompetenza tecnica, per non essere stati capaci di gestire lo stress agonistico o per mancanza di concentrazione, si sbaglia per stanchezza fisica.

Quando gli errori non vengono accettati dall’allenatore, lo stress dell’atleta dovuto all’errore aumenta e con probabilità si sentirà inibito nel ricercare nuovi modi di agire. In tal modo diventano difensivi, e si limiteranno a quanto è loro più familiare. per queste ragioni s’impara meglio quando ci si sente sicuri, ma non rilassati da perdere la motivazione. C’è un livello ottimale di attivazione del cervello che aiuta le persone a imparare, lo stato in cui la motivazione e gli interessi sono elevati. Un senso di sicurezza psicologica determina un’atmosfera in cui le persone possono sperimentare correndo pochi rischi di sentirsi imbarazzate o timorose delle conseguenze dell’errore (Adattato da D. Goleman, R. Boyatzis e A.MkKeee, Primal Leadership).

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