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Come gestire gli stereotipi soggettivi

Le principali interferenze soggettive che un allenatore può commettere nel valutare un suo atleta o squadra
  • Stereotipi. Gli stereotipi sono pregiudizi di gruppo che tendono a confermare determinare caratteristiche di un gruppo: Le squadre italiane giocano bene solo in casa, mentre all’estero subiscono le avversarie.
  • Influenza dei sentimenti personali. Simpatia e antipatia sono variabili che devono essere controllate da parte dell’allenatore: Quando quel giocatore mi chiede qualcosa non so mai dirgli di no.
  • Equazione personale. Tendenza a valutare gli altri nel modo in cui valutiamo noi stessi, e conseguente tendenza a esaminare positivamente chi ha le nostre stesse caratteristiche e negativamente chi ha caratteristiche diverse: In lui mi rivedo io da giovane.
  • Prima impressione. ”La prima impressione è quella che conta” è una frase che si sente spesso dire: E’ inutile, sin dalla prima volta non mi era piaciuto.
  • Effetto alone. Consiste nell’attribuire un valore ad un individuo sulla base di un solo criterio o di una singola competenza: Ci tiene così tanto a quello che fa, che non mi aspettavo che facesse questi errori.
  • Effetto di contrasto. Quando in una squadra o in gruppo sportivo composto da atleti di medio livello, arriva un giovane anche solo leggermente di livello superiore, la sua valutazione rischia di diventare eccessivamente positiva e ridurre la coesione del gruppo: quel ragazzo è sicuramente superiore, è sprecato con noi; per le capacità che mostra dovrebbe giocare a un altro livello.

La mentalità vincente nel tennis tavolo

Nato a Huangshi City in Cina; il 54enne Chen Bin è l’allenatore personale di Ding Ning, campionessa olimpico e mondiale. Ecco le sue regole principali per essere un giocatore di tennis tavolo vincente.

Imparare dagli errori - Ding Ning è stata sconfitta da Feng Tianwei nella gara che ha visto la vittoria di tre a uno per Singapore. Coerentemente, Ding Ning ha dichiarato che la sconfitta a Mosca è stata uno dei motivi principali per cui è diventata campione del mondo a Rotterdam l’anno successivo.

Tenacia - “È sicuramente la sua perseveranza, la sua prestazione stabile e anche il suo coraggio nel provare nuove abilità e tecniche”.

“Il livello dei giocatori è molto diverso, le squadre asiatiche ed europee sono più forti, mentre quelle africane e dell’Oceania sono più deboli. La differenza principale sta nella comprensione che i giocatori hanno dello sport e della palla stessa, i giocatori più deboli sanno giocare, ma non sanno interpretare bene le partite, il tennis tavolo  non è solo colpire la palla sul tavolo, devi restituire la palla, devi avere la sensazione di come la palla viene verso di te, e visualizzare come la tua palla finirà sul tavolo dell’avversario quando la colpisci di nuovo”.

Preparazione pre-partita - “Ho fatto loro un discorso sulla preparazione pre-partita, che penso sia una parte importante della competizione”, ha detto Chen Bin. “Prima di una partita, l’allenatore e il giocatore devono essere ben preparati, tutto può succedere; i giocatori devono sapere come affrontare le diverse situazioni che potrebbero verificarsi. Bisogna pensare al “Piano B” o al “Piano C” per aiutare il proprio atleta a essere mentalmente preparato a tutti i tipi di scenari e difficoltà in campo”.

Mindset - C’è più della preparazione tecnica prima di una partita.

“La mentalità è fondamentale, la preparazione pre-partita e la mentalità dei giocatori in diverse situazioni in campo. i giocatori europei, hanno un buon fisico e una buona forza, ma non sanno come liberare questa forza nel loro gioco”.

Interview With Chen Bin – Coaches Grow Together With Their Players

Cambiare?

Se l’unica cosa costante della vita è il cambiamento, non dobbiamo affezionarci troppo alle nostre abitudini, che prima dovremmo abbandonare.

 

 

Le abilità mentali degli olimpionici

Spesso ci si chiede quali siano le caratteristiche mentali dei campioni e s’immagina che abbiano personalità speciali. Non è vero.

I dati qui sotto riportati dimostrano che sono essenziali competenze che chiunque potrebbe allenare e perfezionare. La question è che pochi sono disposti ad allenarsi seguendo questi obiettivi, che richiedono una spesa quotidiana di energia e di disposizione a lavorare per obiettivi non solo di tipo atletico e tecnico-tattico ma anche di tipo psicologico.

Essere consapevoli dei propri punti di forza

Una difficoltà che incontrano gli atleti, e in misura più rilevante quelli più giovani, è relativa al parlare dei propri punti di forza, mentre sono molto più centrati sul parlare dei loro errori.

Certamente non è sbagliato avere consapevolezza dei propri errori e impegnarsi a superarli con l’allenamento.

In gara è valido l’opposto. E’ più utile concentrasi su cosa fare per gareggiare al meglio e questo avviene solo mettendo in atto le proprie competenze migliori.

A questo riguardo spesso gli atleti dicono: “Sono molto concentrato a correggermi e penso poco a quello che so fare”.

L’obiettivo dovrebbe essere duplice: allenarsi per migliorare ma essere anche consapevoli delle proprie abilità (fisiche, tecnico-tattiche e mentali).

Si può ad esempio partire dagli obiettivi di prestazione e e stimolare gli atleti a identificare le competenze che servono per raggiungerli, in altre parole, stimoliamoli a riflettere e a scrivere quali sono i loro punti forti, cosa fanno quando gareggiamo al meglio, così da mettere nel loro desktop mentale le abilità di cui servirsi in gara e soprattutto quelle che vogliono utilizzare maggiormentenei momenti decisivi e di maggior pressione agonistica.

 

Cambia la tua carriera sportiva con l’allenamento mentale

Ancora 200 giorni per prepararsi mentalmente per le prossime Olimpiadi, un periodo di 6 mesi di allenamento mentale è sufficiente per perfezionare la propria forza psicologica per affrontare con successo la sfida olimpica.

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Obiettivo: essere ciò che siamo

L’allenatore capo dei Clemson Tigers, Dabo Swinney, è uno dei migliori motivatori del football. E’ costantemente teso a scoprire nuovi modi per fare esaltare la sua squadra. Nel video qui sotto, vedremo l’ultimo suo speech pre-partita.

Ha detto:

“They can prepare for a month for what we do, but they cannot prepare for who I know we are.”

“Everybody understand that? So you be who we are. Let’s played the best four quarters we’ve played all year tonight. Everybody got that? … This is just the next step and you’ve got to walk it out. … Get that eye of the tiger and you put that heart of a championon full display tonight.”

 

Proiezioni medagliere Tokyo 2020

Sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi Campionati del Mondo delle varie discipline olimpiche, Luciano Barra, ex dirigente del Coni ha costruito questa tabella facendo una proiezione delle medaglie che l’Italia e le altre nazioni potrebbero vincere a Tokyo 2020. (elenco ordinato in base al numero di medaglie d’oro) e che pone l’Italia al 13° con 8 medaglie d’oro, 12 d’argento e 17 di bronzo.

Essere tra i “primi 10” dovrebbe essere una regola per il nostro Paese ma al momento, stando ai risultati, Sud Corea, Nuova Zelanda ed Ungheria ci sopravanzano.

Luciano Barra si chiede cosa si possa fare in questi ultimi mesi per migliorare l’attuale proiezione? “Il successo di un atleta è legato a quattro distinti momenti che, ipoteticamente, valgono il 25% delle potenzialità. Il primo è legato ai … geni ereditata dai genitori e dalla spinta della famiglia; il secondo alla bontà delle varie guide tecniche passate e presenti; il terzo al supporto da parte di Società, Federazioni e CONI; ultimo, quello finale e più importante, riguarda la motivazione. Su quest’ultima ora si può e si deve lavorare”.

Class. Nazioni ORO ARG BRO TOTALE
1. USA 51 29 27 107
2. R.P. CINA 43 30 23 96
3. FED. RUSSA 28 26 18 72
4. GIAPPONE 18 26 17 61
5. AUSTRALIA 17 18 16 51
6. OLANDA 14 14 10 38
7. GR.BRETAGNA 13 15 23 51
8. GERMANIA 13 9 18 40
9. FRANCIA 11 8 20 39
10. SUD COREA 9 6 11 26
11. UNGHERIA 9 5 3 17
12 N. ZELANDA 9 2 6 17
13. ITALIA 8 12 17 37
14. BRASILE 7 7 7 21
15. SPAGNA 6 9 11 26
16. POLONIA 5 7 8 20
17. UCRAINA 5 5 8 18
18. KENYA 5 2 4 11
19. CANADA 4 2 16 22
20. TURCHIA 3 6 6 15
21 GIAMAICA 3 5 4 12
22. SERBIA 3 5 3 11
23. DANIMARCA 3 4 5 12
24. CUBA 3 4 2 9
25. REP. CECA 3 3 2 8

Tokyo 2020: le olimpiadi del caldo estremo

A Tokyo 2020 dal 22 luglio al 9 agosto si svolgeranno leOlimpiadi più calde della storia, con un rischio superiore al 90% e simile a quello delle zone desertiche, con condizioni di stress termico non compensabili dall’organismo umano utilizzando un indice chiamato Wbgt (wetbulb globe temperature), con cui si valutano i rischi anche per i militari impegnati. A rischio non solo la qualità delle prestazioni importanti ma soprattutto la salute degli atleti. Per le corse su strada si ripeterà l’incubo dei mondiali di Doha. Ma lo stesso problema avranno anche gli atleti di sport apparentemente meno sfidanti dal punto di vista motorio come gli sport di precisione (tiro con l’arco, tiro a volo e golf) dove la combinazione umidità+caldo sarà devastante e determinerà uno stress di tipo estremo per il fisico (basti pensare alla difficoltà della frequenza cardiaca, aspetto decisivo in queste prestazioni) e per la mente che dovrà trovare soluzioni a queste reazioni fisiologiche assolutamente non abituali e salutari

Molti atleti stanno utilizzando un nuovo dispositivo: E-Celsius. Una capsula da ingoiare che al suo interno contiene un sofisticato termometro di 17 millimetri e 1,7 grammi di peso. Al suo interno una batteria all’ossido d’argento alimenta un sensore le cui vibrazioni variano a ogni minimo cambiamento della temperatura dell’intestino che vengono trasmesse a un pc esterno. In tal modo, i parametri vitali degli atleti verranno costantemente monitorati e in presenza di una loro variazione significativa gli atleti verranno fermati.

La governatrice di Tokyo Yuriko Koike ha detto che «è come se Tokyo fosse immersa in una sauna permanente, tutti i giorni». Preoccupazione anche per il pubblico, «non certo allenato come gli atleti». Per questo alcuni interventi sono già stati previsti: su più di 100 chilometri di strade  saranno spruzzati degli spray con un prodotto che respinge il calore e i raggi ultravioletti, per ridurre il caldo «di otto gradi centigradi», ha detto Koike. Ma potrebbe non bastare. Il presidente di Tokyo 2020, Yoshiro Mori, ha chiesto al primo ministro Abe di adottare una misura per ottimizzare le ore di luce e per poter sfruttare le prime ore del mattino per gli sport all’aria aperta.
A causa del calore nel 1964 si era optato per far svolgere i giochi in ottobre, ma nel 2020, per motivi di diritti televisivi, non è possibile.

Auguri di un bellissimo Natale

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