Archivio per la categoria 'Olimpiadi'

Imparare dagli errori è l’unico modo per vincere

Risultati immagini per “I really think a champion is defined not by their wins but by how they can recover when they fall.” ―Serena Williams

Arrigo Sacchi ha sottolineato un altro aspetto di questo concetto, affermando che per vincere non bisogna porsi il problema di vincere, altrimenti non si sarà mai un innovatore.

L’obiettivo diventa quindi “fare bene le cose”, avere la cultura del lavoro. Banalmente, sappiamo tutti, che “solo chi non fa, non sbaglia”.

Se siamo consapevoli di questa semplice verità: alleneremo i nostri atleti trasferendogli l’idea che sbagliare è parte della fisiologia della gara e non qualcosa che si può evitare. Alleniamoli con questa idea e diventeranno migliori e più soddisfatti.

Accettare la sfida

“Più di ogni altra cosa, è il nostro atteggiamento iniziale nei riguardi di un compito difficile a favorire un risultato vincente”.  William James

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Workshop: Performance Behavior in Elite Sports

Il prossimo 6 Dicembre presso l’Olympic Center Papendal (Olanda), una grande sessione dedicata a: “Performance Behavior in Elite Sports” sarà organizzata dal Team Netherlands in collaborazione con TOPSport Vrije Universiteit Brussel

Il programma è rivolto a psicologi e altri esperti che lavorano nello sport di elite, allenatori, atleti, direttori tecnici, dirigenti sportivi e studenti. Per ulteriori dettagli e registrazione vai a: https://lnkd.in/dcMUct4

With: Paul WyllemanMaurits G. HendriksChris HarwoodAlberto CeiSuzan BlijlevensJolan KegelaersEveline FolkertsHardy MenkehorstTakeshi KUKIDOMEThierry SOLER, Urban Johnson, Marc Hendriks, Maria Psychountaki, Petra Huybrechtse, Pieta Van DishoeckNynke KlopstraHafrún Kristjánsdóttir, PhDAnaëlle MalherbeTanja Kajtna, Sidonio Serpa, Sylvia HoppenbrouwersEefje Raedts

Il mental coaching quando non si parla stessa lingua

La preparazione psicologica con gli atleti e gli allenatori è di solito un’attività che si svolge tra persone che parlano la stessa lingua madre, poiché condividere lo stesso clima culturale favorisce la relazione e il cambiamento. Svolgendo questa attività di consulenza anche all’estero e specialmente in paesi non di  lingua madre inglese, come Cipro, India, Malta, Emirati Arabi Uniti e Iran ho constatato che l’inglese, anche come seconda lingua, permette comunque di avere un dialogo costruttivo ed ugualmente efficace con gli atleti. Recentemente sono stato due settimane in Cina, a Pechino, a lavorare con la nazionale cinese di tiro a volo e in questo la situazione mi ha posto difficoltà diverse, dovendo lavorare con un’interprete che per quanto esperta, limitava il rapporto con gli atleti e gli allenatori e di conseguenza metteva a rischio l’efficacia della preparazione psicologica. Di conseguenza, il lavoro svolto è stato centrato essenzialmente su esercitazioni pratiche da svolgere collettivamente in palestra e individualmente sul campo di tiro. In tal modo, gli atleti hanno potuto sin da subito applicare in allenamento le strategie e le tecniche psicologiche per migliorare le loro capacità di prestare attenzione in condizioni di stress agonistico e come rifocalizzarsi dopo un errore o nei momenti di difficoltà.  Questa esperienza mi ha ulteriormente confermato che, anche con i nostri atleti italiani, troppo spesso spendiamo troppo tempo nel descrivere ciò che dovrebbero fare/pensare/sentire piuttosto che più pragmaticamente permettergli di fare esperienze di cambiamento e di ottimizzazione delle loro risorse psicologiche attraverso uno specifico allenamento formato da esercitazioni. Sistema che d’altra parte conoscono molto bene, dato che la preparazione fisica e l’allenamento tecnico si fondano proprio sulla pratica ripetuta nel tempo con l’intensità desiderata.


Nel Regno Unito si assumono psicologi dello sport

… once again the UK sport shows that hiring a psychologist in an Olympic team is a serious thing, it requires to find an expert with specific skills, which only the sport psychologist has developed. UK sport is against sports charlatans, unskilled people who often work under the name of “motivator” or “mental coach” but also against the work entrusted to personal or family recommendation, so widespread in Italy.
Sport Psychologist/Senior Sport Psychologist.
 Location: flexible

Salary: £26,266 – £36,988 p.a pro-rata

Contract Type: Permanent

Position Type: Part Time

Interview Date: Tuesday, 10 December 2019

Closing Date: Wednesday 20 November 2019

ROLE SUMMARY 

This role will lead and deliver the Psychology programme and mental health strategy for Boccia UK, providing effective performance focused support to athletes and their coaches. The support will maximise the opportunity for success at the Paralympic Games by supporting senior athletes to develop the mental skills to win in Tokyo.  The psychologist will evolve the development of a high-performance training and competition environment and promote positive mental health, working closely with the Performance Director, Head of Performance Support and Performance Coaches.

MAIN TASKS AND ACTIVITIES

Work with the Head of Performance Support, Technical Lead Psychologist and identified NGB staff improve performance through developing, implementing and evaluating psychology services.

  • Proactively deliver performance focused psychological services to athletes which develops and consolidates consistent performance behaviours through the effective use of psychological support
  • Deliver psychological services to athletes to promote positive mental health, enhance psychological wellbeing and support athlete welfare
  • Support coaches by aligning psychological services with the coaching and training programmes of these athletes.
  • Use expertise in the field of psychology to advise the Boccia UK Senior Leadership Team on the cultural development of Boccia UK WCP.
  • Use expertise in the field of psychology to advise the Performance Team on building effective working relationships with athletes and coaches.
  • Contribute psychological expertise to performance-impacting multi-disciplinary team projects and support work with coaches, support staff and athletes.
  • Ensure that the delivery of the psychology service effectively meets its commitments to athletes, coaches and National Governing Bodies including appropriate training objectives.
  • Maintain a comprehensive, indexed database of work conducted with athletes and coaches
  • Where appropriate, attend, contribute to and provide regular reports at appropriate meetings associated with the programme and to key stakeholders including other EIS colleagues and NGB staff
  • Contribute to knowledge development, aggregation and sharing across the organisation to support the development of world class psychology services and the high-performance system #CollectiveBrilliance.
  • This job description is not to be regarded as exclusive or exhaustive. It is intended as an outline indication of the areas of activity and will be amended in the light of the changing needs of the organisation.

Le 10 regole per allenarsi con successo

Le 10 regole per allenarsi con successo

  1. Avere consapevolezza di sè – Lo scopo dell’allenamento è il miglioramento e l’ottimizzazione di tutte le competenze dell’atleta e lo sviluppo della consapevolezza di ciò che sa fare, di quello che deve ancora migliorare e di ciò che deve imparare.
  2. Volere imparare - L’atleta vive in un costante processo di miglioramento delle sue prestazioni e deve esserne pienamente consapevole
  3. Riconoscere le opportunità - L’allenamento è costituito da un insieme di situazioni da affrontare e risolvere con il massimo dell’impegno.
  4. Impegnarsi con costanza e precisione - La motivazione si fonda su questi due aspetti che sono alla base di qualsiasi attività in cui l’atleta è impegnato.
  5. Volere rischiare - L’allenamento non è una scienza esatta e anche le migliori proposte si basano sulla volontà dell’atleta di correre il rischio di sbagliare.
  6. Tollerare le difficoltà - L’atleta deve essere consapevole che ogni volta che raggiunge un livello di performance superiore a quello precedente, stacca il biglietto per affrontare nuove difficoltà.
  7. Accettare le sconfitte - Nello sport si commettono continuamente errori che devono essere accettati come fatti non evitabili; per i top atleti possono essere poco frequenti ma spesso sono  comunque decisivi a impedire una prestazione vincente.
  8. Dare importanza al tempo - Per diventare “bravi” ci vuole molto tempo e l’atleta deve essere pienamente consapevole di questa condizione.
  9. Collaborare con allenatori e staff - Riconoscere la leadership dell’allenatore e dello staff è un fattore decisivo per il successo di un atleta.
  10. Analizzare le proprie prestazioni - L’atleta deve sapere valutare con criteri specifici e precisi le sue prestazioni, senza valutarle solo in termini di risultato.

 

Perdere fa parte del gioco

Perdere fa parte del gioco in cui gli atleti sono coinvolti. Tutti lo sanno, pochi lo accettano. Si chiudono per la vergogna di non essere stati capaci di vincere una gara, per evitare di valutare con freddezza cosa dovranno fare la prossima gara.

Perdere viene vissuto come una ferita alla propria persona: “Allora vuol dire che nonostante mi alleni, poi non riesco a fare ciò che so fare”. In questo modo, non si sviluppa fiducia in se stessi e questa spiegazione della sconfitta continua a pesare anche nella gara successiva. La mente non è libera, non è concentrata sul presente ma è presa da vedere cosa succederà questa volta: “Sarò capace di fare quello che so fare oppure cadrò di nuovo negli stessi errori?”.

Si stabilisce un circolo vizioso che limita l’atleta e le sue prestazioni, perché questo atteggiamento negativo non gli permette di stare concentrato sul compito e si vive in attesa della catastrofe che a un certo punto arriverà.

E poi le giustificazioni: ero stanco, non ho dormito bene, sentivo il peso della responsabilità, tutti si aspettano che faccia bene, “Sì, potrei … però è difficile … in quei momenti non reagisco”.

C’è una consolidata abitudine a trovare degli alibi alle proprie prestazioni negative e non c’è l’umiltà di dire a se stessi “Ok , ho sbagliato questo e quello; bene la prossima volta voglio impegnarmi trovare le soluzioni a queste difficoltà”.

Le gare non sono una passeggiata di salute. Per gli atleti le gare sono delle prove estreme e chi è più capace ad affrontare le difficoltà che la situazione estrema propone, di solito è vincente.

Noi psicologi dello sport possiamo svolgere un ruolo importante nel determinare questa consapevolezza e nell’insegnare modi positivi di vivere queste situazioni estreme. Non è un problema sbagliare, è un fatto fisiologico perché vince chi sbaglia di meno. Commettere errori è parte della gara, anche chi vince commette errori. Probabilmente ne commette di meno e si fa influenzare meno dai propri errori.

Non si può non sbagliare: solo chi è presuntuoso può pensare diversamente. Si sbaglia e l’istante dopo si pensa adesso mi correggo in questo modo. Quante volte si deve fare in questo modo? Non lo so, dipende dalla durata della gara ma una cosa è certa:

“Non importa quante volte cadi ma quanto in fretta ti rialzi”.

Madre e 32 anni con l’obiettivo di rompere le barriere

‘I’m 32, I’m a mum and here I am breaking barriers’ says Fraser-Pryce after 100m winRisultati immagini per frasey-price doha

Salazar, Nike coach, è stato squalificato per doping

L’americano Alberto Salazar, controverso allenatore dell’atleta britannico Mo Farah fino al 2017 e di altri atleti impegnati ai Mondiali di Doha, è stato sospeso per quattro anni per “incitamento al doping”, ha annunciato l’Usada, l’agenzia antidoping americana. Salazar, 61 anni, è l’ideatore dell’Oregon Project, gruppo di allenamento di alto livello con base nel nord est degli Stati Uniti e finanziato dalla Nike, che accumula successi da diversi anni nel fondo e nel mezzo fondo. La superstar britannica Mo Farah, 4 volte campione olimpico e sei volte mondiale nei 5000 e 10000, ha fatto parte del gruppo fino al 2017 insieme all’americano Galen Rupp (doppia medaglia olimpica). Alberto Salazar, chiacchierato da diversi decenni per la sua capacità di giocare ai limiti del regolamento, ha negato tutte le accuse e annunciato il ricorso.

Guarda questo video: un’indagine educativa e informativa sul presunto doping nell’atletica leggera.Risultati immagini per salazar doping documentary

I 10 errori più comuni degli atleti

Lista degli errori più comuni commessi dagli atleti partendo dalle loro frasi
  1. la tecnica risolve ogni situazione di difficoltà
  2. basta allenarsi molte ore e se non bastano ne aggiungiamo altre
  3. è importante fare come dice l’allenatore
  4. ho fatto tutto quello che dovevo per essere pronto, ora vediamo come va
  5. l’avversario era troppo forte
  6. non è possibile che continui a commettere questi errori
  7. sono fatto così, dopo un po’ perdo la testa
  8. oggi non era proprio giornata, lo sapevo che sarebbe andata male
  9. quando faccio un errore stupido, mi arrabbio con me stesso e ne commetto un altro
  10. E’ andato tutto bene sino a quel momento, poi è stato un disastro