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Non tutti gli errori sono uguali: regole dal business allo sport

“A sophisticated understanding of failure’s causes and contexts will help to avoid the blame game and institute an effective strategy for learning from failure. Although an infinite number of things can go wrong … mistakes fall into three broad categories:

Preventable - Most failures in this category can indeed be considered “bad.” They usually involve deviations from spec in the closely defined processes of high-volume or routine operations … With proper training and support, employees can follow those processes consistently. When they don’t, deviance, inattention, or lack of ability is usually the reason. But in such cases, the causes can be readily identified and solutions developed.

Complexity-related –  A large number of …failures are due to the inherent uncertainty of work. A particular combination of needs, people, and problems may have never occurred before  … To consider them bad is not just a misunderstanding of how complex systems work; it is counterproductive. Avoiding consequential failures means rapidly identifying and correcting small failures.

Intelligent - Failures in this category can rightly be considered “good,” because they provide valuable new knowledge that can help an organization leap ahead of the competition and ensure its future growth—which is why the Duke University professor of management Sim Sitkin calls them intelligent failures. They occur when experimentation is necessary: when answers are not knowable in advance because this exact situation hasn’t been encountered before and perhaps never will be again.”

(By Amy C. Edmondson)

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I principali errori mentali degli atleti

I principali errori che compiono gli atleti:

  1. Pensare che sentirsi in forma, sia sufficiente per fare un’ottima gara.
  2. Visualizzare la propria gara senza prevedere le possibili difficoltà che si potranno incontrare e non prevedere un modo per risolverle.
  3. Essere troppo/poco attivati, spinti dal desiderio di volere fare bene o dalla paura di non riuscirci.
  4. Essere preoccupati per la gara, tanto da non essere concentrati sul presente ma su ciò che potrebbe capitare di negativo.
  5. Non considerare le fasi di difficoltà della gara come una parte normale della prestazione ma come incapacità personali.

 

 

 

 

Sei disposto a sbagliare?

A qualsiasi età possiamo scegliere di cambiare

Si può sempre ricominciare

a patto di essere disposti a sbagliare.

Entusiasmo e concentrazione

Le sconfitte e i momenti difficili hanno molti padri,  troppo spesso però si vedono atleti su un campo di atletica piuttosto che su uno di tennis o in piscina che non mostrano la gioia di stare in campo nonostante le difficoltà. Questo è uno dei segreti di chi pretende da se stesso il massimo dell’impegno.  Non bisogna lasciarsi andare a errori banali solo perchè il morale sta calando, bisogna allenarsi a mantenere un livello elevato di prontezza mentale. Gareggiare concentrati richiede uno sforzo mentale immenso, ma solo se si è predisposti a farlo si può conoscere i propri limiti.

L’atleta deve sempre ricordare che il-prima-determina-il-dopo. Quindi che lo stato emotivo in un preciso momento determinerà come gareggerà immediatamente dopo. Non si deve usare come alibi i propri errori o le capacità dell’avversario, bisogna sempre essere concentrati sulle proprie capacità e su cosa bisogna fare.  Questo dovrebbe essere l’approccio mentale alla gara, dopo di che ogni sport richiede un approccio mentale specifico per risponda alle esigenze che richiede.

 

Gli errori dei giovani tennisti U21

Gli errori principali dei giovani U21 che giocano a tennis:

  1. Pensare che sapere giocare a tennis sia sufficiente per sapere giocare una partita
  2. Non sapere che essere rapidi negli spostamenti è uno degli aspetti mentali e non solo fisici per loro più importanti del gioco
  3. Non avere previsto un piano per quando in partita non sanno cosa fare
  4. Pensare che un punto possa cambiare la partita (o “fare girare la partita”, come dicono loro)
  5. Pensare che l’avversario non li fa giocare o fa solo dei vincenti, quando invece dovrebbero concentrarsi su cosa fare
  6. Abbattersi quando si sta perdendo o avere paura di vincere quando si sta in vantaggio
  7. Non sapere perché devono riscaldarsi, oltre che per una ragione fisica
  8. Ignorare che è ciò che pensano/sentono a determinare come giocano
  9. Non capire rapidamente come gioca l’avversario
  10. Pensare a fare il punto anziché pensare al gioco (rapidità, colpire la palla e tirala lunga)

 

 

 

Quando un allenatore parla solo di tecnica, sbaglia

Sempre più spesso sento parlare di allenatori che si occupano quasi solo esclusivamente di allenare la componente tecnico sportiva degli atleti mentre ignorano la componente mentale e in termini più globali la dimensione psicologica della vita dei loro atleti. Ora questo atteggiamento determina in molti atleti non pochi problemi e un livello di comunicazione relativamente arido.

Ovviamente questo approccio è sbagliato e limita lo sviluppo sportivo. A questo riguardo, riporto cosa già veniva detto da Dale Carnegie, da uno dei massimi della comunicazione interpersonale nel 1938:

  • Una delle qualità meno apprezzate oggigiorno è proprio quella di saper gratificare la gente.
  • Nei nostri rapporti interpersonali non dobbiamo mai dimenticare che i nostri compagni di vita o di lavoro sono esseri umani e in quanto tali avidi di gratificazione. E’ questo il segreto.
  • E niente adulazione. L’apprezzamento deve essere onesto e sincero.
  • Se volete che la gente sia contenta di stare con voi, bisogna che anche voi dimostriate che siete contenti di trovarvi in loro compagnia.

Gli errori mentali del Napoli

Seguendo le valutazioni dei quotidiani della partita Real Madrid – Napoli si possono evidenziare i seguenti errori mentali del Napoli. Una squadra è pronta a giocare ad alto livello se:

I leader guidano la squadra – Hamsik l’ha fatto per troppo poco tempo a livello elevato, così pure gli altri giocatori più importanti.

E’ concentrata in modo positivo – Il Napoli è sembrato poco concentrato e insicuro nel seguire le indicazioni del suo allenatore.

Sul campo gioca in modo determinato – Il Napoli ha regalato troppi palloni in fase di disimpegno, troppi errori individuali. Questi sono segnali di tensione eccessiva.

Gestisce le grandi aspettative che si creano per le partite decisive – Invece i giocatori sono stati sommersi da queste aspettative di gloria che hanno ridotto l’efficacia del loro gioco. Il Real Madrid è andato in svantaggio ma sapeva come fare per recuperare la partita. Il Napoli è andato in vantaggio ma non ha saputo gestire questo momentum positivo.

E’ convinta di potere vincere – Si può vincere o perdere ma bisogna coltivare in modo instancabile la convinzione che si può vincere se si segue il proprio piano di gioco. Il Napoli questo l’ha dimostrato probabilmente a un livello medio ma grandi aspettative richiedono livelli elevati di: prontezza mentale, reattività fisica, tenacia persistente e finali di partita ad alta intensità.

E’ indispensabile allenare l’abitudine a essere pronti

Gli atleti spesso immaginano che il giorno della gara saranno pronti ad affrontarla.  I risultati insegnano che questa convinzione si realizza di rado. Succede invece che gli atleti si spaventano, diventano troppo preoccupati e forniscono pessime prestazioni.

Bisogna allenarsi a cambiare, le abitudini diventano utili solo quando i comportamenti che le definiscono sono stati ripetuti, ripetuti e ripetuti ancora. Non bisogna accontentarsi di allenarsi-abbastanza-bene, perché così non si costruiscono le abitudini vincenti. Bisogna continuamente perfezionarsi e consolidare i progressi ottenuti.

E’ un tipo di lavoro emotivamente coinvolgente. Ogni esercitazione viene prima immaginata mentalmente, proprio come se si stesse fornendo quella prestazione in quel determinato momento. Solo dopo questo esercizio mentale, si dovrebbe passare ad eseguire l’esercizio. Il principio è: si parte quando la mente è pronta a iniziare. Mai prima.

La giustificazione dietro cui si nascondono le persone, compresi gli atleti, è di dirsi: “se poi sbaglio lo stesso?”. Sono troppo concentrati sul risultato. Hanno difficoltà ad accettare gli errori e quando si sbagliano si arrabbiano oppure si deprimono.

Accettare gli errori e recuperare immediatamente dopo la condizione emotiva e attentava ottimale per continuare è uno degli scopi principali dell’allenamento

Gli allenatori non insegnano ai loro atleti ad accettare gli errori

Gli allenatori insegnano agli atleti ad accettare gli errori.

Falso. Gli allenatori parlano di frequente di questa necessità ma raramente dedicano del tempo in allenamento a insegnarla. Non è certo una strategia d’insegnamento dire a un giovane: “hai sbagliato, non ti preoccupare, vai avanti e concentrati su quello che devi fare”. Poiché l’allievo è invece preoccupato, continua a pensare all’errore compiuto e non sarà affatto concentrato su quello che dovrebbe fare. L’allenatore spesso pensa: “Non so più che dirgli, lo sa che per me non è un problema se sbaglia, voglio solo che si concentri sull’azione successiva”. Gli atleti non cambiano e non migliorano applicando frasi prestabilite: se sei agitato, sta calmo; se sei distratto, concentrati; se sei depresso, pensa in positivo. Bisogna invece allenare a reagire positivamente agli errori. Nel tennis se in una partita ci sono stati 200 punti, vince chi ne fa di meno e comunque si commettono molti errori. In questo caso può vincere la partita facendo 90 errori, quindi accettare questa quantità di errori è decisivo se si vuole avere successo. Gli allenatori di tennis che sono sempre pronti a fornire istruzione tecniche in allenamento a seguito di un errore, bloccando il gioco e fornendo spiegazioni, raramente si comportano nello stesso modo in seguito a errori a prevalenza mentale. Ad esempio, se un giocatore al termine di uno scambio affretta i tempi esecuzione del servizio non viene mai fermato per riportarlo al timing di esecuzione corretto. In altri termini, si allena quasi unicamente la tecnica o il gioco e mai le reazioni comportamentali, insegnando a bloccare quelle dannose e sollecitando quelle utili al gioco.

Tre frequenti errori mentali dei golfisti

Tre errori frequenti che commettono i giocatori di golf

  • L’abilità degli atleti di dirigere l’attenzione sugli stimoli appropriati viene spesso dato per scontato
  • Il fatto di essere fisicamente in forma, di eseguire meccanicamente i gesti di routine abitudinari non significa essere concentrati
  • Concentrarsi o recuperare un focus attentivo corretto dopo aver commesso un errore è difficile anche per i giocatori esperti
Ciò avviene poiché l’abilità a concentrarsi, a reagire prontamente alle difficoltà e a essere precisi ed efficaci nell’esecuzione delle risposte a queste situazioni è uno dei problemi principali del golf.

Per saperne di più scrivetemi e vi risponderò