Archivio per la categoria 'Corsa'

Come gestire gli stereotipi soggettivi

Le principali interferenze soggettive che un allenatore può commettere nel valutare un suo atleta o squadra
  • Stereotipi. Gli stereotipi sono pregiudizi di gruppo che tendono a confermare determinare caratteristiche di un gruppo: Le squadre italiane giocano bene solo in casa, mentre all’estero subiscono le avversarie.
  • Influenza dei sentimenti personali. Simpatia e antipatia sono variabili che devono essere controllate da parte dell’allenatore: Quando quel giocatore mi chiede qualcosa non so mai dirgli di no.
  • Equazione personale. Tendenza a valutare gli altri nel modo in cui valutiamo noi stessi, e conseguente tendenza a esaminare positivamente chi ha le nostre stesse caratteristiche e negativamente chi ha caratteristiche diverse: In lui mi rivedo io da giovane.
  • Prima impressione. ”La prima impressione è quella che conta” è una frase che si sente spesso dire: E’ inutile, sin dalla prima volta non mi era piaciuto.
  • Effetto alone. Consiste nell’attribuire un valore ad un individuo sulla base di un solo criterio o di una singola competenza: Ci tiene così tanto a quello che fa, che non mi aspettavo che facesse questi errori.
  • Effetto di contrasto. Quando in una squadra o in gruppo sportivo composto da atleti di medio livello, arriva un giovane anche solo leggermente di livello superiore, la sua valutazione rischia di diventare eccessivamente positiva e ridurre la coesione del gruppo: quel ragazzo è sicuramente superiore, è sprecato con noi; per le capacità che mostra dovrebbe giocare a un altro livello.

Abitudini quotidiane della vita

Impariamo non solo dallo sport e dai contemporanei

Leopold Auer è stato un compositore, direttore e violinista ungherese, vissuto tra il 1845 e il 1930, e mentore dei più grandi musicisti del suo periodo. Insegnò che l’apprendimento non è una questione basata sul numero di ore in impegnate ad esercitarsi, ma che per perfezionarsi è necessaria un’integrazione fra il tempo necessario e la concentrazione.

“Il giusto tipo di pratica non è questione di ore. La pratica dovrebbe rappresentare il momento di massima concentrazione del cervello. È meglio suonare in modo concentrato per due ore piuttosto che praticarne otto muovendo solo le dita. Dovrei dire che quattro ore sarebbero un buon tempo massimo di pratica. Non chiedo mai di più ai miei allievi; chiedo però che durante ogni minuto di esercizio il cervello sia attivo come le dita”.

Leopold Auer.jpg

Cambiare?

Se l’unica cosa costante della vita è il cambiamento, non dobbiamo affezionarci troppo alle nostre abitudini, che prima dovremmo abbandonare.

 

 

Le abilità mentali degli olimpionici

Spesso ci si chiede quali siano le caratteristiche mentali dei campioni e s’immagina che abbiano personalità speciali. Non è vero.

I dati qui sotto riportati dimostrano che sono essenziali competenze che chiunque potrebbe allenare e perfezionare. La question è che pochi sono disposti ad allenarsi seguendo questi obiettivi, che richiedono una spesa quotidiana di energia e di disposizione a lavorare per obiettivi non solo di tipo atletico e tecnico-tattico ma anche di tipo psicologico.

Essere consapevoli dei propri punti di forza

Una difficoltà che incontrano gli atleti, e in misura più rilevante quelli più giovani, è relativa al parlare dei propri punti di forza, mentre sono molto più centrati sul parlare dei loro errori.

Certamente non è sbagliato avere consapevolezza dei propri errori e impegnarsi a superarli con l’allenamento.

In gara è valido l’opposto. E’ più utile concentrasi su cosa fare per gareggiare al meglio e questo avviene solo mettendo in atto le proprie competenze migliori.

A questo riguardo spesso gli atleti dicono: “Sono molto concentrato a correggermi e penso poco a quello che so fare”.

L’obiettivo dovrebbe essere duplice: allenarsi per migliorare ma essere anche consapevoli delle proprie abilità (fisiche, tecnico-tattiche e mentali).

Si può ad esempio partire dagli obiettivi di prestazione e e stimolare gli atleti a identificare le competenze che servono per raggiungerli, in altre parole, stimoliamoli a riflettere e a scrivere quali sono i loro punti forti, cosa fanno quando gareggiamo al meglio, così da mettere nel loro desktop mentale le abilità di cui servirsi in gara e soprattutto quelle che vogliono utilizzare maggiormentenei momenti decisivi e di maggior pressione agonistica.

 

Cambia la tua carriera sportiva con l’allenamento mentale

Ancora 200 giorni per prepararsi mentalmente per le prossime Olimpiadi, un periodo di 6 mesi di allenamento mentale è sufficiente per perfezionare la propria forza psicologica per affrontare con successo la sfida olimpica.

Vuoi sapere come fare?

Scrivici

per scoprire come l’allenamento mentale

può cambiare la tua vita e la tua carriera di atleta!

 

Obiettivo: essere ciò che siamo

L’allenatore capo dei Clemson Tigers, Dabo Swinney, è uno dei migliori motivatori del football. E’ costantemente teso a scoprire nuovi modi per fare esaltare la sua squadra. Nel video qui sotto, vedremo l’ultimo suo speech pre-partita.

Ha detto:

“They can prepare for a month for what we do, but they cannot prepare for who I know we are.”

“Everybody understand that? So you be who we are. Let’s played the best four quarters we’ve played all year tonight. Everybody got that? … This is just the next step and you’ve got to walk it out. … Get that eye of the tiger and you put that heart of a championon full display tonight.”

 

Un pensiero per sempre

Risultati immagini per may the force be with you

che la forza dei tuoi pensieri e delle tue emozioni

ti guidi sempre

per conquistare nuovi traguardi

Lamar Jackson: il nuovo fenomeno del football

Al Pacino dice di lui, Lamar Jackson: “Sì, sto seguendo questo ragazzo dei Baltimore Ravens. Vedete, nel gioco del football, di tanto in tanto, quasi occasionalmente, spuntano questi giocatori che sono davvero stimolanti perché ti fanno capire, con le loro azioni, quanta passione li anima. Ti ispirano. Sono fonte di ispirazione anche per chi fa l’attore”.

“Guardandolo, cerchi di scoprire dove si celi quella gioia nel gioco … dove si trovi quella libertà di lasciar andare il conscio ed entrare nell’inconscio per volare in campo come fa lui … Ora puoi vederlo chiaramente, guarda come Lamar lancia con tanta precisione. Sembra così a suo agio mentre lancia un pallone da football…proprio come se lo stesse facendo da una vita”.

Ora, però, guardate questi video delle sue azioni, è semplicemente pazzesco, più di ogni parola, per intelligenza tattica, creatività e velocità di decisione e di spostamento.

Risultati immagini per lamar jackson