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Come il ritiro può cambiare la Lazio

ESCLUSIVA -

Psicologia applicata al calcio, il prof. Cei: “Vi spiego come il ritiro può cambiare la Lazio”

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Attività fisica, età e funzioni fisiologiche

Stephen D. R. Harridge and Norman R. Lazarus, Physiology, 32: 152–161, 2017.

At the anatomical level, muscle loss in older people is associated with atrophy of fast-contracting, type II muscle fibers. Indeed, it has been suggested that type II fiber atrophy might completely explain the loss of muscle bulk in later life. However, a prevailing view is that skeletal muscle loss also relates to a loss of muscle fibers secondary to a loss of motor units. Partial re-innervation of abandoned fibers is believed to occur, resulting in an increased size of remaining motor units, with knock-on effects for fine motor control. This hypothesis is supported with histological evidence of fiber-type grouping and through electromyo- graphic estimates of motor unit number.

Whereas evidence of streaming of Z line and rod formation, and angulated fibers further point to dysregulation of skeletal muscle in later life (81). Studies of mas- ter athletes paint a very different picture (as illustrated in FIGURE 3), which once more challenges the assertion that these changes can be explained by an inherent aging process and are inevitable consequences of getting older.

Figure 3. MRIs taken across the mid region of the thigh. Images taken across the mid region of the thigh, showing a sarcopenic muscle (middle) from a sedentary individual with reduced contractile mass, more subcutaneous fat, and infiltration of fat and connective tissue. By contrast, the muscles of a similarly aged master triathlete (bottom) shows little difference to that of a younger athlete (top)

 

Ritardare e ribaltare la fragilità negli anziani: una rassegna sistematica

John Travers, Roman Romero-Ortuno, Jade Bailey and Marie-Therese Cooney
Br J Gen Pract 3 December 2018

Abstract

Background Recommendations for routine frailty screening in general practice are increasing as frailty prevalence grows. In England, frailty identification became a contractual requirement in 2017. However, there is little guidance on the most effective and practical interventions once frailty has been identified.

Aim To assess the comparative effectiveness and ease of implementation of frailty interventions in primary care.

Design and setting A systematic review of frailty interventions in primary care.

Method Scientific databases were searched from inception to May 2017 for randomised controlled trials or cohort studies with control groups on primary care frailty interventions. Screening methods, interventions, and outcomes were analysed in included studies. Effectiveness was scored in terms of change of frailty status or frailty indicators and ease of implementation in terms of human resources, marginal costs, and time requirements.

Results A total of 925 studies satisfied search criteria and 46 were included. There were 15 690 participants (median study size was 160 participants). Studies reflected a broad heterogeneity. There were 17 different frailty screening methods. Of the frailty interventions, 23 involved physical activity and other interventions involved health education, nutrition supplementation, home visits, hormone supplementation, and counselling. A significant improvement of frailty status was demonstrated in 71% (n = 10) of studies and of frailty indicators in 69% (n=22) of studies where measured. Interventions with both muscle strength training and protein supplementation were consistently placed highest for effectiveness and ease of implementation.

Conclusion A combination of muscle strength training and protein supplementation was the most effective intervention to delay or reverse frailty and the easiest to implement in primary care. A map of interventions was created that can be used to inform choices for managing frailty.

10 regole di successo di Tiger Woods


#Golf #Attenzione

Due giornate di clinic di allenamento mentale sul tema dell’attenzione al Golf del Ducato, Parma, con Fabrizio Sintich.

Come vivere le prestazioni peggiori

Voglio riproporre questo blog, poiché sapere reagire a pessime prestazioni è una capacità importante, non facile da imparare e ancora una volta sono i grandi campioni che indicano la strada da seguire per raggiungere questo obiettivo così importante per ogni atleta, anche giovane.

Se sei un campione lo fai capire da come affronti le sconfitte e Tiger Woods lo è.

Un giorno, dopo il punteggio peggiore della sua carriera, Tiger Woods ha giocato la fase finale del Torneo Memorial come se fosse una domenica qualsiasi. Indossava la camicia rossa. Ha giocato con lo stesso ritmo. Ha gettato fili d’erba in aria per giudicare il vento e si è accucciato a leggere i putt più importanti. L’unica differenza era che ha giocato da solo e non coppia. Ha anche tolto da solo un’asta della bandiera quando il suo caddy era occupato a rastrellare un bunker.
“Solo perché sono in ultima posizione non cambia come gioco a golf”, ha detto. “Se è il primo giorno o l’ultimo giorno, non importa. Bisogna giocarsela tutta”

“Questo è uno sport solitario”, ha detto Woods. “Questa è una delle cose più difficili del gioco del golf, ed è anche una delle cose migliori del gioco del golf. Quando sei su, nessuno ti può rallentare. Quando sei fuori, nessuno ti viene a prendere. E’ duro ma devi affrontarlo.

10 regole di successo di Cristiano Ronaldo

Incredibile video della campionessa 2018 di surf Stephanie Gilmore

“Quando Steph impegna la sua mente in un compito bisogna fare qualcosa di monumentale per fermarla” Beachley ha detto su Twitter. “Mi sono congratulata con Lakey per questa grande lotta che ha fatto, dimostrando coraggio e convinzione per raggiungere la grandezza. Il 2018 è stato l’anno di Steph, è stata troppo brava. “Sette titoli mondiali la inseriscono fra i più grandi atleti di sempre. Nessuno poteva fare meglio di Steph e sono estremamente orgogliosa di lei”.

Stephanie Gilmore and Lakey Peterson

 

#Video Psicologia dello Sport

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Italia: + povera, + auto – sport

«Immaginatevi un mondo con poche e piccolissime isole di prosperità, immerse in un mare di povertà e stagnazione. Ci stiamo dirigendo lì», a parlare è l’economista Joan Rosés, professore alla London School of Economics, che insieme a Nikolaus Wolf, capo economico alla Humboldt University di Berlino, ha pubblicato la ricerca sul “Ritorno dell’ineguaglianza regionale“.

Questo dato è anche confermato per l’Italia dall’indagine condotta da Save the Children intitolata “Le periferie dei bambini“:

  • 259.000 (11%) bambini e adolescenti delle 14 città più grandi vivono in zone periferiche con problemi urbanistici, educativi e sociali, in prevalenza quartieri dormitorio privi di opportunità. Sono zone piene di sporcizia, l’aria non è pulita e si percepisce un elevato rischio di criminalità.
  • Roma e Genova: vivono in queste aree il 70% dei giovanissimi
  • Napoli e Palermo: il 60%
  • Milano: 43%
  • Cagliari: 35%
  • 1 minore su 4 vive in appartamenti inadeguati
  • in Italia vi sono 10milioni di minori e 37milioni di auto
  • + 50% adolescenti non pratica alcune attività sportiva
  • povertà educativa: nel 2013, 3 milioni e 200mila bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni (47,9%) non hanno letto nemmeno un libro, a parte quelli scolastici
Sempre più ridotti sono gli investimenti per l’istruzione passati dal 4.6% al 3.9%, laddove in altri paesi europei (Francia e Germania) sono aumentati sino al 5% del PIL.