Archivio per la categoria 'Stress'

Quanto è facile subire le situazioni

Accade spesso che gli atleti siano disturbati da qualche evento a loro esterno e che non abbiano la prontezza di reagire immediatamente. Nel tennis può trattarsi del vento, negli sport velici può riguardare il meteo, negli sport di opposizione la determinazione degli avversari; nel calcio un goal preso più per sfortuna che per altro.

la domanda che mi faccio è la seguente: come mai atleti che dedicano così tanto tempo all’allenamento, non pensano di doverne dedicare una parte rilevante anche alla comprensione di queste eventualità e di come affrontarle qualora si presentassero? So che non mi piace il vento, il meteo di oggi, il gioco di quell’avversario ma perché non mi pongo nella condizione di trovare le soluzioni da adottare per affrontare quelle situazioni prima che inizi la competizione? Perché così spesso gli atleti permettono che accadano, senza assumersi da subito la responsabilità di affrontarle?

E’ bello assumersi la responsabilità dei propri errori ma lo sarebbe ancora di più capire e reagire subito!!!

Capire la Juventus in 10 punti

Voglio provare a mettere insieme i problemi che la Juventus, come squadra, si trova ad affrontare.

  1. Ha vinto gli ultimi 8 campionati di Serie A – Vincerne altri è sempre una priorità, può essere che i calciatori non la vivano in questo modo.
  2. La Champions League è la sua bestia nera. Fino a qui ha giocato bene.
  3. E’ una squadra composta in larga parte da campioni. Avere vinto molto, può essere un problema se hai un allenatore che non vive la vittoria con l’intensità emotiva di Allegri e Conte e quindi non sa trasmetterla?
  4. Vi gioca Cristiano Ronaldo, stella planetaria del calcio portatore d’interessi economici formidabili per Juventus SpA. Va capito e spronato nel suo ruolo di unicum della squadra.
  5. Ha sempre avuto allenatori con un atteggiamento concreto, molto direttivi e rivolti a vincere partendo da difese forti (Trapattoni, Capello, Lippi, Conte e Allegri), un centrocampo centrato a favorire il campione di turno (Sivori, Platini, Zidane, Pirlo e così via) sino a un attacco che schierava sempre i campioni più forti
  6. La Juventus non appare determinata in campo, non gioca con l’intensità che invece mostra chi vuole vincere. La motivazione manca e questa è direttamente espressione della volontà di vincere.
  7. Questa è una difficoltà dovuta a un approccio superficiale da parte dei calciatori? Si aspettano di vincere anche con poco impegno?
  8. L’allenatore è troppo concentrato sul volere dimostrare che il suo modulo di gioco è quello “giusto”? Mentre si occupa meno di come cambiare ciò che invece accade sul campo?
  9. L’allenatore sembra meno determinato nella comunicazione (pubblica) rispetto ai suoi predecessori alla Juventus. Mostra in modo diverso questo tratto personale rispetto agli altri o invece questa è una sua carenza?
  10. Come coniuga il problema principale che hanno tutti gli allenatori: volere dimostrare che ha ragione e nel contempo volere vincere. Nel primo caso domina maggiormente il suo metodo mentre nel secondo l’adattamento alla filosofia della Club, alla cultura della squadra e alle caratteristiche dei suoi calciatori

 

 

 

Gli errori del personal trainer

Come personal trainer, quali di questi errori commetti più di frequente?

Narcisista – Si compiace nel parlare con il cliente, usa il fascino di cui si sente dotato per ammaliare. Mette molta enfasi nel parlare e nella scelta delle parole, spesso difficili o per esperti
Aggressivo – Si esprime dando per scontato che ha ragione e che è ovvio che il cliente si deve iscrivere perché il metodo proposto è infallibile. Parla per frasi fatte e punti esclamativi
Spiritoso – E’ + a suo agio se stabilisce sin dall’inizio un rapporto amichevole con il cliente, usa battute per suscitare ilarità, vuole rassicurare la riuscita del cliente rendendo elementare la proposta
Scienziato – Vuole convincere con i dati oggettivi dei risultati. Poco interessato a capire motivazioni e obiezioni del cliente. E’ sicuro di sé e lo dimostra con le argomentazioni documentate
Guru – Considera questo sistema come la Rivoluzione del fitness di cui è il maestro che introduce l’allievo a una nuova dimensione di vita

Le competenze del personal trainer

Il personal trainer è ormai una figura professionale che si è affermata e diffusa nel mondo del fitness e della promozione dello stile di vita attivo. E’ un ruolo diverso dalla figura dell’allenatore e richiede lo sviluppo di competenze specifiche che possono essere così riassunte.

Sociali e di comunicazione -  Avrai a che fare con un’ampia varietà di persone. Scopo: ottenere il massimo da ogni individuo. Usa le tue abilità sociali. Allegro ed estroverso, in modo che i clienti si riscaldino rapidamente. Semplice e preciso, per convincere a seguire sessione

Empatia - Ogni cliente proviene da background diverso, affronta sfide e vive limiti diversi, fisici e mentali, per diventare fisicamente in forma. Connettiti a livello personale con queste sfide ascoltandoli e capisci la loro condizione. Vedi la vita attraverso i loro occhi, capirne gli obiettivi. Mostra un genuino interesse nei loro confronti

Motivazione e leadership - Uno dei compiti principali è fornire ragioni per motivarsi. Devi essere in grado d’insegnare a motivarsi. Importante è la capacità di motivarti ogni giorno e spingerti oltre i tuoi limiti

Pianificazione e organizzazione - Lavori con molti clienti diversi. Serve organizzazione e pianificazione per redigere piani unici, mantenere la consapevolezza degli obiettivi raggiunti e procedere.

Professionalità – Competenza nel proporre un programma di allenamento. La professionalità si evidenzia nel vestire e nel linguaggio. Cordiale e sincero nei rapporti con i clienti, presentati in modo da dimostrare che si pratica ciò che si predica traendone grande beneficio nel corpo e nella mente.

Subire o controllare?

“Hai una scelta – puoi entrare e lasciare che le circostanze controllino i tuoi atteggiamenti – oppure puoi permettere ai tuoi atteggiamenti di controllare le circostanze”. L’atteggiamento è decisivo per superare le difficoltà.

@BradStevensTeam @Celtics

Risultati immagini per brad stevens you got a choice - you either come in

Sbagliare per imparare a vincere

Commettere un errore non significa essere un fallimento come atleta. Commettere un errore è un comportamento o un evento specifico. Dire che sono un perdente è un’autovalutazione globale. Dirsi: ho perso questa competizione è una valutazione oggettiva e apre la porta per fare meglio la prossima.

Troppo spesso gli atleti si dicono da soli:

Ho commesso diversi errori → ho fallito la gara → sono un perdente.

Una giusta valutazione potrebbe essere:

Ho commesso diversi errori durante questa gara → L’ho persa → Devo parlare con l’allenatore (o allenatore mentale) e fare un piano per evitare questi errori.
Fai questo esercizio: Pensa a quando hai perso una gara. Per favore, riscrivi la storia in modo da non condannarti come atleta. Sii consapevole di come cambiare il tuo racconto per migliorare la fiducia in te stesso.

Lo stress fa bene alle grandi squadre

Le partite delle squadre di Sarri, Conte e Ancelotti mostrano che le grandi squadre hanno più facilità a giocare al meglio partite importanti piuttosto che quelle più semplici della Serie A. Quando la pressione agonistica è più ridotta, queste squadre hanno difficoltà a gestire la routine di un match, che dovrebbero dominare e vincere per manifesta superiorità.

Quando ero un giovane psicologo, chiesi a Robert Nideffer, come mai nel suo questionario sull’attenzione c’era un item in cui si chiedeva se “Sono molto abile nell’assumermi responsabilità in situazioni critiche, ma non altrettanto nella routine quotidiana”. Aveva capito, Nideffer, che i campioni s’impegnavano al massimo spesso solo in presenza di forti stimoli, in caso contrario la motivazione era ridotta e correvano il rischio di fornire prestazioni insoddisfacenti. Il test è del 1976 a dimostrazione che già in quegli anni chi conosceva la mentalità dei più bravi, sapeva che potevano cadere in questa situazione.

Quindi sembra che gli atleti di alto livello trovino la condizione emotiva migliore specialmente nelle partite per loro più sfidanti, come quelle di Champions League, mentre sono meno motivati a raggiungere la stessa condizione psicologica in relazione alle partite di campionato. Questo atteggiamento è evidente nella Juventus che sembra svegliarsi in campionato solo negli ultimi 20 minuti delle partite e nel Napoli che, anche a causa di altri problemi paralleli, ha mostrato due volti totalmente diversi in campionato e in Champions. Meno evidente sembra essere questa difficoltà nell’Inter, probabilmente a causa delle caratteristiche di leadership di Conte, che continuamente infonde nei sui giocatori delle iniezioni di adrenalina grazie al suo comportamento in campo.

 

 

 

 

Imparare dagli errori è l’unico modo per vincere

Risultati immagini per “I really think a champion is defined not by their wins but by how they can recover when they fall.” ―Serena Williams

Arrigo Sacchi ha sottolineato un altro aspetto di questo concetto, affermando che per vincere non bisogna porsi il problema di vincere, altrimenti non si sarà mai un innovatore.

L’obiettivo diventa quindi “fare bene le cose”, avere la cultura del lavoro. Banalmente, sappiamo tutti, che “solo chi non fa, non sbaglia”.

Se siamo consapevoli di questa semplice verità: alleneremo i nostri atleti trasferendogli l’idea che sbagliare è parte della fisiologia della gara e non qualcosa che si può evitare. Alleniamoli con questa idea e diventeranno migliori e più soddisfatti.

Perché un campione ha bisogno di un allenatore

In un’intervista Novak Djokovic ha parlato della sua collaborazione con il suo allenatore Goran Ivanisevic. Il giocatore serbo ha detto: “L’ho assunto perché abbiamo fondamentalmente la stessa cultura. La nostra mentalità è molto simile, lui mi capisce molto bene.

Sono molto rispettoso nei suoi confronti perché era il più grande giocatore del passato nella nostra regione e volevo essere come lui. Siamo amici. E’ un uomo sorprendente, onesto e aperto e un grande giocatore. Sa come ci si sente a competere ai massimi livelli.

Ci sono molte cose da migliorare. Ci sono giorni in cui non ci si sente così bene. Ecco perché l’allenatore è molto importante. Lui capisce come sto andando mentalmente e fisicamente. Finora il rapporto è stato grande e speriamo continui”.Risultati immagini per djokovic ivanisevic