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Seminario: Tirare al bersaglio

Tirare al bersaglio

Le componenti psicologiche nei compiti di mira

Mercoledì 3 maggio 2017 – ore 9-17
Roma, Scuola dello Sport – Centro di Preparazione Olimpica “G. Onesti” Coni  

In molti sport successo e insuccesso dipendono dalla capacità dell’atleta di colpire un bersaglio. In alcuni casi, questo è l’obiettivo unico dell’atleta, come avviene nelle discipline legate al tiro. In altri sport, l’atleta è chiamato a colpire un bersaglio dopo avere superato le misure difensive di un avversario o di una squadra rivale, come nel calcio, nel basket, negli sport di squadra. In altri casi ancora l’avversario è il bersaglio stesso, come avviene ad esempio nella scherma o nel pugilato. In tutti questi sport la prestazione è strettamente legata ad aspetti psicofisiologici, emotivi, comportamentali, sociali e ad abilità mentali che sono oggetto di studio specifico delle discipline psicologiche. Conoscere in profondità questi aspetti permette di fornire agli allenatori e ai tecnici suggerimenti chiari e operativi su come indirizzare e monitorare l’allenamento e agli psicologi strumenti per orientare correttamente e perfezionare il bagaglio delle proprie competenze professionali in ambito sportivo. L’obiettivo del seminario è di fornire a tutti gli interessati gli strumenti per allargare le proprie conoscenze e interagire correttamente nell’interesse dell’atleta e della prestazione che deve esprimere.

La Psicologia dello sport ha 50 dal 1° Congresso Internazionale

Interessante e molto utile articolo di Fabio Lucidi intitolato “DA ROMA 1965 A ROMA 2015: LA PSICOLOGIA DELLO SPORT A CINQUANTA ANNI DAL PRIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE”, Giornale Italiano di Psicologia, XLII, 3, 2015, 381-394. 

Abstract

II 20 aprile 1965, presso l’Aula Magna del Comitato Olimpico Italiano, ha avuto luogo il 1° Congresso Internazionale ISSP di Psicologia dello Sport organizzato da un piccolo gruppo di studiosi guidati dallo psichiatra italiano Ferruccio Antonelli. Sono dunque da poco trascorsi cinquanta anni da questo evento capace di segnare l’inizio dell’era moderna nel campo della Psicologia dello Sport. Esattamente 50 anni dopo, la ricorrenza storica è stata celebrata in un Congresso nello stesso luogo, a Roma nella medesima Aula del Comitato Olimpico Italiano. La ricorrenza rappresenta l’occasione per ricordare il passato, per riflettere sullo sviluppo della disciplina in questi cinquanta anni e di come il contesto politico e sociale ne ha influenzato lo sviluppo e per guardare al futuro e alle opportunità che riserva alla Psicologia dello Sport.

Laboratorio di alta formazione in psicologia e coaching nello sport

 

Gli italiani nelle organizzazioni della psicologia dello sport

Talvolta essere psicologi dello sport italiani è anche motivo di orgoglio. In questi giorni si sta svolgendo a Berna il 14° Congresso Europeo di Psicologia dello Sport e possiamo affermare di essere una parte importante delle organizzazioni che lo rappresentano.

  • Claudio Robazza ha ricevuto il premio Ema Geron per la sua eccellente carriera scientifica e continua come Associate Editor di Psychology of Sport and Exercise
  • Maurizio Bertollo è  stato eletto nel nuovo direttivo della Federazione Europea di Psicologia dello Sport  (FEPSAC)
  • Cristiana Conti è stata eletta nel direttivo dell’ENYSSP, l’organizzazione europea dei giovani psicologi dello sport

Inoltre Fabio Lucidi è membro del direttivo dell’associazione mondiale di psicologia dello sport (ISSP). Per quello che mi riguarda ho lasciato dopo 8 anni la funzione di tesoriere della FEPSAC e continuo nel mio ruolo di editorial manager dell’International Journal of Sport Psychology.

Con questa squadra e il coinvolgimento delle associazioni italiane, del mondo accademico e dell’Ordine degli psicologi potremo fare altri importanti passi in avanti.

 

 

Il video dei 50 anni dell’International Society of Sport Psychology

Intervista su psicologia dello sport

Intervista a Emiliano Bernardi sulla psicologia dello sport.

Come si motivano i maratoneti

Alcuni sembrano servirsi maggiormente della consapevolezza del lavoro svolto. Ripensano agli allenamenti che hanno effettuato e da questo traggono fiducia e motivazione.

  • Cerco di ripensare al lavoro che ho effettuato in precedenza, al fatto che ho lavorato bene e che quindi non devo temere di fallire.
  • Innanzi tutto essendo consapevole che i momenti difficili si presentano ad ogni stagione e che sono sempre in agguato. Dopo di che, so come procedere, cioè identifico gli errori commessi, li valuto e cerco di lavorare sodo per correggerli.

Per altri le strategie di scelta degli obiettivi sono alla base della loro esperienza e della loro abilità a motivarsi.

  •  Sicuramente spicca in me la pazienza, la precisione e la forte determinazione. Se mi pongo un obiettivo non c’è nulla che possa distogliermi dal lavorare per raggiungerlo. Forse ho sempre avuto tale capacità, ma poi l’ho anche affinata con l’allenamento e in generale con l’esperienza. Tra le persone che mi hanno aiutata a sviluppare tali caratteristiche ci sono prima di tutto mia madre ma poi anche il mio allenatore e mio marito, che nel mio caso coincidono.

Per altri ancora sembra dominare maggiormente la componente emotiva nel trainare la motivazione.

  • Trovo le maggiori spinte emotive pensando a quanto sia importante e piacevole raggiungere l’obiettivo. Il raggiungimento dello scopo rappresenta il mio maggiore stimolo motivazionale.
  • I momenti positivi  sono la testimonianza che ho le risorse e le capacità per farcela, dunque sono dei momenti per ricaricarsi e per puntare ad un prossimo obiettivo. 

Esperienze di webinar in psicologia dello sport

Durante il mese di dicembre abbiamo tenuto 1 webinar a livello nazionale e 2 internazionali sul tema: “Gli aspetti mentali dell’allenamento sportivo”.

Alberto Cei: “E’ stata un’esperienza diversa dalla conferenza di un’ora a un pubblico presente in sala. Il webinar motiva lo speaker a mantenere elevato il ritmo delle informazioni trasmesse ed elimina i break e le perdite di tempo, infatti non sono previsti ritardi nell’ora d’inizio, che è preceduta da alcuni minuti di introduzione e di attivazione del programma e connessione dei presenti. In tal modo vengono fornite più informazioni  di quelle normalmente fornite con il pubblico presente”.

Emiliano Bernardi: “La gestione del webinar richiede l’intervento di due persone, poiché lo speaker non può mantenere il contatto con i partecipanti. E’ un nuovo ed efficace metodo di parlare su un tema specifico, consentendo di risparmiare tempo e denaro e di ampliare il numero dei partecipanti a una più vasta area geografica stando nel comfort del proprio ufficio o direttamente da casa”.

Dopo 3 webinar possiamo dire che hanno rappresentato una fantastica occasione di condivisione di conoscenze e potrà essere l’occasione per costituire una community di persone interessare a questo tema d’intervento professionale. I commenti che abbiamo ricevuto sono stati positivi e nel 2015 ne organizzano altri con cadenza mensili sui temi più importanti per atleti, allenatori,  psicologi e professionisti dello sport.

Master universitario in Psicologia dello Sport

E’ con immenso piacere che presento la nuova iniziativa dell’Università Telematica San Raffaele, Roma, che ha deciso di attivare un Master Universitario di II Livello in Psicologia dello Sport di cui sarò il direttore scientifico. Si tratta di un’esperienza unica in Italia, poiché la sfida che ci attende è di coniugare insegnamenti web con workshop in aula e un tirocinio supervisionato presso organizzazioni sportive. Siamo apprestando il meglio che possa essere fornito nel panorama italiano delle scienze dello sport e certamente lo stage rappresenterà un’opportunità per gli psicologi di conoscere e apprendere dal mondo dello sport. Come sapete ho dedicato la mia vita all’affermazione e sviluppo in Italia di questa disciplina della psicologia e sono onorato che l’Università Telematica San Raffaele abbia accettato di intraprendere questa nuova sfida in un ambito innovativo e che richiede professionalità specifica e competente.

Il Master è aperto a laureati in psicologia. Per l’ammissione è necessario possedere il titolo di laurea magistrale in Psicologia conseguito in Italia, ovvero di laurea in Psicologia conseguita secondo il previgente ordinamento universitario ovvero essere in possesso di un titolo equipollente.
Il Master prevede 1.500 ore di lavoro a carico dello studente (60 CFU), articolate in  lezioni online, workshop in sede, un tirocinio supervisionato presso enti e organizzazioni sportive e la preparazione di un Project work finale.
Il tirocinio, della durata di quattro mesi, si svolgerà in strutture quali Scuole Calcio della FIGC, Società Sportive e altre organizzazioni sportive presenti sul territorio nazionale.
Il lavoro effettuato nel tirocinio sarà presentato nel Project work discusso al termine del Master.
Per poter partecipare al Master, il cui avvio è previsto per Dicembre 2014, è necessario fare pervenire domanda di pre-iscrizione entro e non oltre il 1° ottobre p.v.
La quota di iscrizione è pari a € 2500,00.
Al termine del corso di studio verrà conseguito il diploma di Master di II livello in “Psicologia dello Sport”, rilasciato dal Rettore dell’Università Telematica San Raffaele di Roma.

Per informazioni: masterpsicologiadellosport@unisanraffaele.gov.it

Recensione libro: Le Mete dell’Allenatore

Le Mete dell’Allenatore

Flavia Sferragatta

www.francoangeli.it

Il libro di Flavia Sferragatta è particolarmente interessante per diverse ragioni. La prima delle quali è che permette di comprendere quali siano le implicazioni psicologiche del rugby. Chiunque voglia avvicinarsi alla conoscenza della componente mentale di questo sport, con questo libro, potrà sviluppare una conoscenza approfondita di questi aspetti. Un secondo pregio consiste nel trattarli dal punto di vista delle loro applicazioni professionali. In tal senso, allenatori e psicologi possono trovare descritti non solo gli atteggiamenti e le competenze psicologiche tipiche del rugby ma anche indicazioni operative “su cosa è meglio fare” in funzione degli obiettivi che s’intende perseguire. Un terzo aspetto centrale del libro risiede nelle molte citazioni di rugbisti e allenatori che permettono a Sferragatta di illustrare le tematiche psicologiche, con il risultato di fare emergere  in che misura allenatori e giocatori di alto livello sono assolutamente convinti del ruolo giocato dalla mente e di come le competenze interpersonali della squadra siano al centro delle prestazioni sul campo. Non ultimo aspetto positivo di questo libro è che si legge con facilità e piacere. Ciò non significa che i temi esposti siano semplici ma che l’autrice oltre a dimostrare un’approfondita conoscenza di questo sport e della psicologia ha saputo esporre il suo pensiero con chiarezza.