Archivio per il tag 'tenacia.'

E’ morto Pietro Mennea

E’ morto Mennea uno dei miti dello sport mondiale. Qualcuno ha scritto che non dovremmo avere bisogno di miti, personalmente sono convinto del contrario. I miti per me rappresentano quelle terre sicure a cui ritornare quando mi sento incerto. Sono quei pensieri che non hai tutti i giorni, perchè sarebbe come sprecarli, ma che si presentano nei momenti difficili e ti danno la convinzione a continuare. E’ chiaro che te li rappresenti a modo tuo ma lo sono diventati miti per le loro caratteristiche intrinseche di dedizione, tenacia, forza, idea assoluta di riuscire a essere come si vuole. Naturalmente poi ci riescono a fare quello che vogliono, come è stato per Mennea vittorie indimenticabili e un record strabiliante sui 200m. Una vita assoluta, un vero e positivo blade runner.

record del mondo 200m: http://www.youtube.com/watch?v=2sczSLGRXDY

Scegli il tuo allenamento mentale

Dichiara i tuoi sogni. Ti aiuteremo a realizzarli

 

CEI Consulting aiuta gli atleti a: 

  • Identificare i punti di forza e di debolezza della loro concentrazione attraverso un sistema innovativo per la valutazione della prestazione sportiva.
  • Identificare le proprie abilità comparandole con quelle dei migliori atleti al mondo.
  • Sviluppare un programma di coaching mentale per l’alto livello allo scopo di ottenere le prestazioni migliori.
  • Sviluppare una mentalità vincente.

 

CEI Consulting utilizza The Athlete’s Mental Edge, un esclusivo sistema per lo sviluppo dello della prestazione già usato da campioni olimpici e squadre professionistiche. E’ il risultato di 30 anni di ricerche svolte in USA, Canada, Europa e Australia nello sport di livello assoluto. 

Scegli il nostro programma per:

 1.     Stabilire i tuoi obiettivi

  • Come stabilire gli obiettivi
  • Come s’impegna l’atleta tenace
  • L’atteggiamento mentale corretto durante l’allenamento
  • L’attenzione: sulla prestazione e non sul risultato
  • I principali errori degli atleti

 2.     Gestire lo stress agonistico

  • Strategie per ottenere un livello di attivazione pre-gara ottimale
  •  A cosa serve rilassarsi
  • Come imparare a rilassarsi e come raggiungere l’attivazione necessaria
  • Come gestire la tensione psicologica e la fatica durante le gare

 3.     Migliorare la concentrazione

  • A cosa prestare attenzione nel tuo sport e in gara
  • I tuoi Punti di forza e di debolezza nella concentrazione
  • Il recupero della concentrazione dopo un errore e nelle fasi decisive della gara
  • Esercizi per migliorare l’attenzione in allenamento e in gara

 4.     Incrementare la tenacia

  • Sei pronto a gareggiare al tuo meglio?
  • Un piano per contrastare la fatica e restare fiduciosi
  • Di cosa sei preoccupato?
  • Come trasformare la paura in un vantaggio competitivo

 5.     Pianificare la competizione

  • Come restare nella tua zona di attivazione pre-gara ottimale
  • Un’ora prima della gara: che cosa e come fare: al via sei pronto?
  • I tuoi pensieri e stati d’animo prima della e durante la gara
  • Cosa fare durante la giornata di gara
Per informazioni scrivi a: info@cei consulting.it

Perchè la Fiorentina perde e la Juve vince

Giunti alla fase finale del campionato per prevedere come si comporteranno le squadre nelle prossime giornate è necessario comprendere perchè alcune squadre (Fiorentina, Lazio, Novara) perdono mentre altre (Juventus, Catania, Milan) vincono. Questo ragionamento va oltre la qualità tecnica complessiva delle squadre che come sempre non basta a spiegare i risultati ottenuti sul campo. Il segreto, se così si può chiamare, è in un nuovo concetto: la tenacia mentale che è alla base delle prestazioni di alto livello. Si basa su quattro pilastri: (1) sapere gestire lo stress agonistico, (2) mantenere una forte fiducia nella propria capacità di raggiungere gli obiettivi di prestazione, (3) orientare sempre l’impegno e la determinazione  in modo costruttivo e al recupero dagli insuccessi, (4) mantenere la concentrazione sugli aspetti prioritari della prestazione, eliminando le distrazioni. Sono queste  a mio avviso le ragioni del successo, su cui ogni allenatore dovrebbe allenare la sua squadra. Le squadre che giocano al di sotto del loro livello sono carenti in queste quattro abilità mentali e non si possono definire come squadre tenaci.

L’importanza di avere fame … di vittorie

Conte vuole che la Juventus mangi il campo. Anche Berruto ai suoi durante un time out di Italia-Serbia dice “abbiamo fame”. Pure gli atleti spesso dicono: “Se facciamo ancora un errore quelli ci mangiano”. E’ necessario avere fame di vittorie e non sentirsi invece sazi, come ha ricordato il portiere del Milan dopo la partita persa contro il Napoli: “Loro hanno avuto più fame di noi”. La lotta sul campo attimo dopo attimo o colpo su colpo è il modo in cui si manifesta a se stessi e agli altri che si è dentro la dimensione mentale dell’affamato. Non è certamente vietato pensare in grande (ad esempio vincere lo scudetto o i campionati europei) ma queste idee vanno lasciate fuori dalla competizione, perchè in quei momenti bisogna avere pensieri semplici e concreti che permettano di fare in quell’istante la cosa migliore. Avere fame vuol dire essere costantemente concentrati sul presente o meglio ancora su ciò che sta per accadere fra un istante. Quindi tenacia e consapevolezza del momento di gioco sono gli strumenti mentali utilizzati da chi ha fame.

Fragilità e tenacia

Nell’immaginario collettivo gli atleti sono come i Bronzi di Riace. Fisici perfetti, allenati nel migliore dei modi a fare ciò che il loro talento gli permette. Nella realtà non è affatto così. Sono fragili perchè la ricerca della perfezione nella quale sono quotidianamente coinvolti, li porta a sentirsi insicuri pur dovendo mostrarsi sicuri. Questa insicurezza nasce non da  problemi di autostima come quelli della persone comuni, ma dalla necessità di dovere dimostrare di essere i migliori. L’ostacolo principale alla realizzazione dei loro obiettivi di vittoria è rappresentata dagli avversarsi che la pensano nello stesso modo e a loro volta hanno lo stesso obiettivo, che consiste nel dimostrare di essere loro i migliori. Da qui l’idea che bisogna imparare a perdere, perchè altrimenti ogni volta si subirebbe una ferita inguaribile.

La tenacia: un’abilità per superare le crisi

La tenacia è ovviamente utile a ogni persona e non solo agli atleti. Prendendo ad esempio di attività il nuoto si può dire che serve a mantenere l’attenzione sul presente. In gara significa essere focalizzati sul piano di gara e nel mantenere la condizione emotiva necessaria a eseguirlo. In allenamento permette di perseguire gli obiettivi di una singola seduta al fine di raggiungerli o di avvicinarsi il più possibile. Dopo una gara consente di fare ciò che serve per imparare il massimo dall’esperienza agonistica appena svolta e prepararsi per quella successiva.

La tenacia delle calciatrici giapponesi

Il Giappone ha vinto il campionato del mondo di calcio femminile. A mio avviso è stata la vittoria della pazienza e della tenacia, perchè le giapponesi non hanno mai rinunciato a ragionare anche quando si trovavano in svantaggio o subivano il gioco delle avversarie. Le americane oltre le due reti segnate hanno preso due pali a dimostrazione che per vincere conta anche la fortuna . Nel calcio il momento è importante e quando non si sa sfruttare queste fasi di gioco in cui il goal sembra che possa arrivare in ogni istante, se le avversarie non perdono la testa è facile che possano loro mettere a segno una rete. Infatti, è quello che è successo, due opportunità e due goal, segnati alla fine del tempo. Le americane erano sicure di vincere e hanno giocato dominando molte fasi di gioco ma senza essere efficaci. I rigori hanno poi dimostrato che le giapponesi continuavano a essere concentrate mentre le americane non erano affatto preparate a questa ulteriore fase di gioco. Incredule, forse, di doversi giocare il titolo in quel modo. Per loro la partita era già finita e invece quello è stato il momento decisivo. Non l’hanno capito.

Prova di carattere di Nadal

La mente è importante ma non può aiutare a vincere quando non si è in forma. La prova di Nadal nella finale degli Internazionali di tennis è stata una prova in cui Nadal si è trovato sempre a vincere il set successivo a quello messo a segno da Djokovic. A mio avviso è stato un esempio di quanto forte è il desiderio di restare attaccati all’avversario anche quando non si è in condizione di battersi al massimo delle proprie possibilità. Nadal non ha mai rinunciato e Djokovic ha dovuto giocare al meglio per vincere questo match. E’ stato un ottimo esercizio di tenacia e di espressione di quello che dovrebbe essere l’atteggiamento migliore da mettere in campo anche quando non si è in piena forma.

Al Real Madrid non è bastata la volontà

Con la volontà si può tutto aveva detto Mourinho, ma questa volta non è anadata bene per il Real Madrid. Drammatizzare le partite e creare forti aspettative su come giocherà questa volta la squadra è la filosofia di questo allenatore. Ieri sera il Real Madrid sembrava attendere gli avversari nella speranza di un loro errore, ma evidentemente non tutti condividevano questo approccio, giacchè Ronaldo si lamentava vistosamente di questo atteggiamento dei suoi compagni. Quindi squadra poco unita se la sua stella principale si arrabbiava con gli altri. Insomma questa versione moderna degli Orazi e Curiazi non ha funzionato. Inoltre la volontà da sola non funziona se non si coniuga con la tenacia di volere ottenere il risultato a ogni costo.