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Scuola di calcio integrato: La prima partita

Secondo anno del Progetto Calcio Insieme, realizzato dall’Accademia di Calcio Integrato in collaborazione con la AS Roma e la presidenza del Consiglio Regionale del Lazio: la prima partita di calcio integrato con bambini con disabilità intellettiva e bambini della Roma Academy.

Esiste in Italia una cultura sportiva diffusa?

Può un Paese con il più alto tasso di bambini in sovrappeso e obesi d’Europa, nonché con una elevatissima percentuale di adulti sedentari essere considerato un Paese con una cultura sportiva diffusa, definita e condivisa?

Non sarà che è proprio il modello rappresentato dal genitore sedentario a determinare il sovrappeso del bambino?

Non sarà che è l’assenza dell’attività motoria negli asili nido e nella scuola elementare a determinare la convinzione che lo sport e il movimento sono qualcosa di periferico nello sviluppo del benessere di un giovane?

Non sarà che portare i propri figli a giocare all’aperto sia considerato come faticoso, mentre è più facile lasciarli a guardare i cartoni in TV o a giocare con la play station?

Non sarà che considerare il laureato in scienze motorie e il prof di educazione fisica come laureati e insegnanti di valore minore rispetto agli altri colleghi della scuola, non serva a continuare a svalutare il valore dello sviluppo dell’essere umano tramite il movimento?

Non sarà che considerare lo sport come un’attività del tempo libero e non come un’attività che serve anche a migliorare il rendimento scolastico porti a una sua sottovalutazione cronica da parte della scuola e dei genitori?

Non sarà che non condividere lo sport con i figli e i loro amici sia un modo per non portarli a svolgere attività all’aria aperta?

 

 

 

 

Calcio Insieme: esperienza e ricerca condotta con bambini/e con disabilità intellettive

Il prossimo numero della rivista Movimento sarà dedicato a Calcio Insieme un’esperienza di calcio integrato svoltasi con 30 bambini/e in prevalenza autistici. Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni può scrivere a questo blog.

 

 

Un percorso di calcio integrato per bambini con disabilità intellettive

Si tiene a Roma, il 25 novembre 2016, una giornata di studi dedicata al progetto “Calcio Insieme”, un percorso pilota di calcio integrato per bambine e bambini dai 6 ai 12 anni, con disabilità intellettive, in particolare quelli affetti da sindrome dello spettro autistico (ASD).

Il primo anno del progetto si è svolto nel periodo ottobre 2015 – giugno 2016 grazie alla Fondazione Roma Cares, espressione della responsabilità sociale dell’AS Roma, su proposta dell’Asd Accademia Calcio Integrato, in collaborazione con il CIP – Comitato Nazionale Italiano Paralimpico, della FISDIR – Federazione Sport Disabilità Intellettiva Relazionale e il sostegno della ASL Roma/1.

30 bambine/i sono stati coinvolti negli allenamenti, per un anno due volte a settimana, e tutti hanno mostrato dei miglioramenti pur nelle differenze delle condizioni di partenza e nei risultati ottenuti. Calcio Insieme è infatti un approccio di empowerment psicologico, relazionale, sportivo e motorio tramite il calcio, che ha individuato un modello didattico adeguato alle diverse esigenze dei bambini attraverso una ricerca da svilupparsi in tre anni.

La giornata di studio si tiene presso la sede del Consiglio Regionale del Lazio, in via della Pisana 1.301, Roma, a partire dalle ore 10:00. La Regione Lazio intende infatti divulgare gli esiti del progetto, valutandone anche l’impatto sul medio-lungo termine.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Per avere informazioni e iscriversi contattare:

  • Email: egrassi@regione.lazio.it, vvolpi@regione.lazio.it
  • Tel.: 06 5168 8038 – 8269

 

Genitori e sport: quale ruolo?

Domani alla conferenza che terrò a Civitanova Marche sul tema del ruolo dei genitori nello sport parlerò di questi temi.

  • Promuovere lo sport nei giovani
  • Cambiare la cultura sportiva
  • Lo sport è un progetto a lungo termine
  • Cosa serve ai giovani per svilupparsi
  • Insegnare orientamento al compito per imparare a vincere e perdere
  • Il ruolo dei genitori in questo contesto

Il genitore nello sport risorsa o ostacolo?

Convegno dal titolo “IL GENITORE NELLO SPORT RISORSA O OSTACOLO?” che si terrà sabato 1° ottobre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 circa presso l’aula magna del I.C. Leonardo Da Vinci di Civitanova Marche. Relatore prof. Alberto Cei . Il convegno nasce dall’esigenza di dirigenti e tecnici delle società sportive locali di riflettere sull’influenza dei genitori nell’attività sportiva dei propri figli nel tentativo di creare un’alleanza educativa. Negli ultimi anni il rapporto tra genitori e figli si è molto modificato, così come il grado di coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli. Le società sportive e gli allenatori si trovano spesso spiazzati da questa presenza, con cui non sono abituati a rapportarsi e, d’altro canto, anche i genitori spesso sembrano non saper dare dei confini chiari al proprio ruolo. Probabilmente i ragazzi, che si trovano al centro di questa sorta di triangolo, rischiano di essere confusi. Proprio da questo spaesamento nasce l’idea del convegno, in cui vorremmo provare a costruire insieme alcune “modalità di convivenza” e un’alleanza che ci aiuti ad essere per i nostri ragazzi i migliori genitori e i migliori allenatori possibili. L’incontro è rivolto a genitori, dirigenti e tecnici dei settori giovanili di nuoto e di altri sport, insegnanti  e appassionati di sport.

Elogio del camminare

Camminare è il primo desiderio di un bambino e l’ultima cosa che vorrebbe perdere un anziano. Camminare è un’attività che non richiede sforzi fisici. È la cura senza farmaci, il controllo del proprio peso senza dieta, ed è il cosmetico che non si trova in farmacia. È un rilassante senza pillole, una terapia senza psicanalista, ed è la vacanza che non costa nulla. Camminare è conveniente, non richiede particolari attrezzature, è adattabile ad ogni esigenza ed è un’attività intrinsecamente sicura. Camminare è naturale come respirare.

John Butcher, fondatore di “Walk21”

Lo stato ponderale del bambino risulta correlato con quello dei genitori. Infatti, quando almeno uno dei due genitori è in sovrappeso il 22,2% dei bambini risulta in sovrappeso e il 5,6% obeso. Quando almeno un genitore è obeso il 30,7% dei bambini è in sovrappeso e il 13,3% obeso. Questi dati del Ministero della Salute si riferiscono alla provincia di Modena, in molte altre Regioni il trend è ancora più negativo.

 

“Too Small to Fail” molto utile per genitori e adulti

Segui Too Small to Fail molto utile per genitori e adulti

Focusing. Creating. Cooperating. Communicating. These are all important skills children learn when we play with them! Through play, children learn how to problem solve, work together, explore physical movements, overcome challenges, and much more. Play helps children develop critical social-emotional and language skills that will help prepare them for success in school and in life.

As children’s first and best playmates, parents and caregivers play a powerful role in nurturing these skills from birth. Here are a few tips on how you can encourage learning through play:

  • Make the most of your time playing with your child. From they day they are born, children learn through the everyday moments they share with their parents and caregivers. Check out these helpful tips from ZERO TO THREE.

Keep a box of everyday objects like plastic bottles, empty containers or old clothes for dress up. These are great items to help children spark their imagination. Through creative play, children explore the world in their own way, which is important for learning and development. Check out Raising Children Network for fun creative play activities.

 

#Respect Silent Weekend

La Federazione di calcio inglese ha istituito il Respect Silent Weekend. Genitori e allenatori non possono parlare e discutere quando i bambini giocano e devono restare in silenzio. Possono però applaudire ed esprimere parole d’incoraggiamento.

Un codice di condotta per genitori

Per i canadesi il principale problema nello sport è rappresentato dai genitori (60%), seguito dalle difficoltà di accesso per alcune persone (48%) e dalla violenza (48%)

I bambini devono crescere e svilupparsi nel loro sport o attività fisica, in un ambiente di comunicazione positiva e di rispetto. Nel loro rapporto con i bambini i genitori dovrebbero osservare un preciso e corretto codice di condotta. Il codice che segue è tratto da un manuale sviluppato dal Centro Canadese per l’Etica nello Sport. E’ contenuto in un manuale per allenatori di comunità e contiene regole che se rispettate determinerebbero un grande passo in avanti nel ruolo svolto dai genitori nello sport giovanile.

  • Ricorderò che il mio bambino fa sport per il suo godimento, non per il mio.
  • Incoraggerò mio figlio a giocare secondo le regole e a risolvere i conflitti senza ricorrere all’ostilità o alla violenza.
  • Insegnerò a mio figlio che fare del proprio meglio è importante quanto vincere, in modo che il mio bambino non possa mai sentirsi sconfitto dal risultato di una gara.
  • Aiuterò il mio bambino a sentirsi ogni volta vincitore, rinforzandolo a competere in modo equo e con impegno.
  • Non lo metterò mai in ridicolo o urlerò in seguito a un errore o dopo sconfitta.
  • Ricorderò che i bambini imparano meglio con l’esempio.
  • Applaudirò le buone prestazioni dei calciatori della nostra squadra e di quella avversaria.
  • Non costringerò mio figlio a fare sport.
  • Non metterò mai in discussione in pubblico il giudizio o l’onestà dell’arbitro.
  • Sosterrò tutti gli sforzi per eliminare gli abusi verbali e fisici dalle attività sportive per bambini.
  • Rispetterò e mostrerò apprezzamento per gli allenatori che offrono il loro tempo per consentire l’attività sportiva del mio bambino, sapendo che ho la responsabilità di essere parte dello sviluppo di mio figlio.