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Camminare per essere sani

Salute fortemente favorita da:

  • 10.000 è il numero minimo di passi da fare al giorno
  • 150 sono i minuti a settimana di attività fisica a moderata intensità
  • 130 passi al minuto è la cadenza ideale di una camminata
  • 100 sono i passi al minuto camminando. 25 passi in 15 secondi
  • 17% coloro che in Italia praticano attività fisica per almeno due ore a settimana; contro il 54% della Finlandia e il 53% di Svezia e Danimarca e una media europea del 40%.
  • 5 sono i minuti da camminare ogni ora
  • Il mondo cammina poco e la media mondiale è di 5mila passi, con l’Italia poco più su, a 5.500
  • Avvertenza: introdurre modificazioni durature alle proprie abitudini, attraverso l’adozione di abitudini  a misura delle proprie condizioni  psicologiche e fisiche e compatibili con la vita quotidiana

Risultati immagini per Large-scale physical activity data reveal worldwide activity inequality

Dati provenienti dagli smartphone e relativi a oltre 68 milioni di giorni di attività di 717.527 individui rivelano variabilità nell’attività fisica in tutto il mondo.

a, Mappa mondiale che mostra le variazioni di attività (passi giornalieri medi) tra paesi misurati attraverso dati smartphone in 111 paesi con almeno 100 utenti. I colori freddi corrispondono all’attività elevata (ad esempio, il Giappone in blu) e i colori caldi indicano bassi livelli di attività (ad esempio, l’Arabia Saudita in arancione).

b, i livelli di attività tipici (modalità di distribuzione) differiscono tra i paesi. Le curve mostrano la distribuzione di passi attraverso la popolazione in quattro paesi rappresentativi come densità di probabilità normalizzata (attività da alta a bassa: Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, Arabia Saudita). Le linee tratteggiate verticali indicano la modalità di attività per il Giappone (blu) e l’Arabia Saudita (arancione).

c, La variazione dell’attività attorno alla modalità popolazione differisce da paese a paese. Le curve mostrano la distribuzione di passi attraverso la popolazione rispetto alla moda della popolazione. In Giappone, l’attività del 76% della popolazione rientra nel 50% della moda (cioè tra le linee tratteggiate in grigio chiaro), mentre in Arabia Saudita questa percentuale è solo del 62%. Il Regno Unito e gli Stati Uniti si trovano tra questi due estremi per il livello medio di attività e la varianza. Questa mappa è basata sui dati di CIA World Data Bank II, disponibili pubblicamente tramite il pacchetto R mapdata (https://www.r-project.org/). © 2017 Macmillan Publishers Limited, part of Springer Nature.

Camminare poco, poco benessere

A mio avviso la semplice azione del camminare dovrebbe diventare una delle sfide principali del nostro futuro prossimo. La sedentarietà è diventata certamente l’attività più diffusa nel nostro mondo dominato dalle macchine e dalla tecnologia. Conosciamo altrettanto bene i danni provocati dallo stile di vita sedentario. Muoversi è diventato così importante, nonché poco praticato, tanto che gli smartwatch ogni ora te lo ricordano in modo imperativo.

Quanto ci muoviamo ce lo dice una ricerca che ha rilevato che negli Stati Uniti, gli americani coprono giornalmente un distanza di circa 4km pari a 5.117 passi. In Australia i passi salgono a 9.695, in Svizzera a 9650 e in Giappone a 7.168.

Negli USA fra gli over 50 i passi scendono sotto la soglia giornaliera di 5.000 e continuano a decrescere con il trascorrere del tempo.

E’ interessante notare che il numero di passi corrisponde solo a circa 1/3 di quelli effettuati da uomini e donne che vivono in una vecchia fattoria Amish in Ontario, Canada. Assumendo che questo stile di vita corrisponda a quello condotto dai nord-americani a metà dell’800, si può affermare che vi sia stata una evidente riduzione della camminata negli ultimi 150 anni.

Personalmente ho una media annua di 11.988 passi al giorno, pari a 9,420km.

 

+ benessere con 5 minuti di movimento ogni ora di lavoro

Questa ricerca mostra che è meglio muoversi per 5 minuti ogni ora di lavoro per ottenere miglioramenti nel proprio benessere.

Audrey Bergouignan et al. (2016). Effect of frequent interruptions of prolonged sitting on self-perceived levels of energy, mood, food cravings and cognitive function. International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 13:113

While physical activity has been shown to improve cognitive performance and well-being, office workers are essentially sedentary. We compared the effects of physical activity performed as (i) one bout in the morning or (ii) as microbouts spread out across the day to (iii) a day spent sitting, on mood and energy levels and cognitive function.

Methods

In a randomized crossover trial, 30 sedentary adults completed each of three conditions: 6 h of uninterrupted sitting (SIT), SIT plus 30 min of moderate-intensity treadmill walking in the morning (ONE), and SIT plus six hourly 5-min microbouts of moderate-intensity treadmill walking (MICRO). Self-perceived energy, mood, and appetite were assessed with visual analog scales. Vigor and fatigue were assessed with the Profile of Mood State questionnaire. Cognitive function was measured using a flanker task and the Comprehensive Trail Making Test. Intervention effects were tested using linear mixed models.

Results

Both ONE and MICRO increased self-perceived energy and vigor compared to SIT (p < 0.05 for all). MICRO, but not ONE, improved mood, decreased levels of fatigue and reduced food cravings at the end of the day compared to SIT (p < 0.05 for all). Cognitive function was not significantly affected by condition.

Conclusions

In addition to the beneficial impact of physical activity on levels of energy and vigor, spreading out physical activity throughout the day improved mood, decreased feelings of fatigue and affected appetite. Introducing short bouts of activity during the workday of sedentary office workers is a promising approach to improve overall well-being at work without negatively impacting cognitive performance.

Le 10 regole per sentirsi mentalmente e fisicamente in forma

Spesso sentirsi in forma è vissuto come un dovere, perché ce lo chiedono i nostri amici, il medico o il nostro partner e ci si sente spinti a “fare qualcosa” per non subire più quegli interrogatori sul perché non vogliamo fare niente. Altre volte, invece, sono proprio coloro che vanno già in palestra in modo assiduo che  sviluppano una mentalità centrata sull’idea che per sentirsi bene bisogna fare sempre di più e i risultati si ottengono solo con il dolore e con sedute faticose in cui ci si sfida a raggiungere il proprio limite.

Nessuno di questi due approcci all’attività fisica è di grande aiuto nel promuovere il piacere di svolgere un’attività senza alcun altro scopo che non sia il desiderio di sentirsi in forma fisicamente e mentalmente e lo stare a proprio agio mentre la si svolge producendo degli effetti positivi sul proprio benessere, che sono momentanei ma anche duraturi nel tempo se la si svolge in modo continuativo.

Per motivarci a intraprendere e mantenere questo tipo di percorso è importante sapere cosa raccontiamo a noi stessi, di seguito riporto 10 regole, che rappresentano 10 modi di fare che se acquisiti potrebbero essere di supporto alla scelta e al mantenimento di uno stile di vita fisicamente attivo.

  1. Trova piacere in ciò che fai per sentirti in forma
  2. Costruisci una mente in pace con se stessa
  3. Respira con l’intenzione di sentire il corpo che si muove
  4. Visualizza il tuo benessere
  5. Ascolta il cuore quando è calmo o quando batte veloce pieno di energia
  6. Immagina ciò che fai prima di farlo
  7. Sii il tuo respiro
  8. Senti il tuo corpo flessibile
  9. Percepisci il tuo umore mentre ti eserciti
  10. Ringraziati per ciò che fai per te

 

 

10 indicatori di salute per le nostre strade

Mi stupisco sempre di come sarebbe facile cambiare il nostro stile di vita socialmente orientato alla sedentarietà. Altri come in questo nel Regno Unito sviluppano una cultura differente e provano a cambiarlo in uno stile di vita socialmente orientato al benessere che viene dal movimento.

  1. Pedestrians from all walks of life – London’s streets should be welcoming places for everyone to walk, spend time in and engage in community life.
  2. People choose to walk, cycle and use public transport -Walking and cycling are the healthiest and most sustainable ways to travel, either for whole trips or as part of longer journeys on public transport. A successful transport system encourages and enables more people to walk and cycle more often. This will only happen if we reduce the volume and dominance of motor traffic and improve the experience of being on our streets.
  3. Clean air – Improving air quality delivers benefits for everyone and reduces unfair health inequalities.
  4. People feel safe – The whole community should feel comfortable and safe on our streets at all times. People should not feel worried about road danger or experience threats to their personal safety.
  5. Not too noisy – Reducing the noise impacts of motor traffic will directly benefit health,improve the ambience of street environments and encourage active travel and human interaction.
  6. Easy to cross – Making streets easier to cross is important to encourage more walking and to connect communities. People prefer direct routes and being able to cross streets at their convenience. Physical barriers and fast moving or heavy traffic can make streets difficult to cross.
  7. Places to stop and rest – A lack of resting places can limit mobility for certain groups of people. Ensuring there are places to stop and rest benefits everyone, including local businesses, as people will be more willing to visit, spend time in, or meet other people on our streets.
  8. Shade and shelter – Providing shade and shelter from high winds, heavy rain and direct sun enables everybody to use our streets, whatever the weather.
  9. People feel relaxed – A wider range of people will choose to walk or cycle if our streets are not dominated by motorised traffic, and if pavements and cycle paths are not overcrowded, dirty, cluttered or in disrepair.
  10. Things to see and do – People are more likely to use our streets when their journey is interesting and stimulating, with attractive views, buildings, planting and street art and where other people are using the street. They will be less dependent on cars if the shops and services they need are within short distances so they do not need to drive to get to them.
Risultati immagini per 10 Healthy Streets Indicators

Scopo della consulenza psicologica nello sport di alto livello

  • Sviluppo/miglioramento competenze psicologiche atleti per affrontare le gare
  • Valutazione psicologica atleti
  • Consulenza per allenatori su aspetti specifici di loro interesse
  • Soluzioni problemi di singoli atleti che i tecnici non sanno più come fronteggiare
  • Collaborazione nella gestione del gruppo al di fuori allenamento
  • Consulenza psicologica ad atleti e allenatori durante la competizione
  • Gestione dello stress agonistico di atleti, tecnici e staff
  • Miglioramento benessere atleta e vita extra-sportiva

I benefici del movimento per gli adulti di ogni età

 Siate Attivi, Meno Seduti, Costruite la Forza, Migliorate l’Equilibrio

Cominciate da Ora

La felicità

“La felicità non arriva automaticamente, non è una grazia che una sorte benevola può riversare su di noi e un rovescio di fortuna può toglierci. Dipende solo da noi. Non si diventa felici in una notte, ma dopo un paziente lavoro, portato avanti di giorno in giorno. Il benessere si costruisce con la fatica e il tempo. Per diventare felici, è se stessi che bisogna cambiare”.

Luca e Francesco Cavalli-Sforza

Nuovi ambiti del mental coaching

La componente  mentale dello sport non riguarda come di solito si crede solo l’allenamento tecnico o tattico. Questo aspetto ne è solo una parte anche se importante. Direi che il primo aspetto del mental coaching riguarda le regole della vita quotidiana di un atleta e quindi il suo stile di vita quotidiano. Alimentazione, sonno, amici e famiglia sono un aspetto significativo del successo. In molti sport, ad esempio, il controllo del peso è un aspetto essenziale alla base delle prestazioni e vivere in modo consapevole e positivo questa necessità favorisce il benessere dell’atleta. Una ricerca condotta dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti ha evidenziato che famiglia e amici sono necessari al successo poiché forniscono sostegno economico, incoraggiamento e stabilità emotiva. Il secondo aspetto si riferisce alla componente mentale della preparazione fisica. Sentirsi in forma e pronti ad affrontare qualsiasi situazione atletica della propria prestazione è parte essenziale della fiducia in se stessi e viceversa. Infatti, la motivazione e la capacità mentale di resistere con efficacia alla fatica fisica e all’intensità dell’allenamento favoriscono la qualità delle sessioni di allenamento. Inoltre in molti sport si devono sviluppare delle abilità che prescindono dalle altre competenze tecniche e che sono però decisive per determinare il risultato. Penso al servizio nella pallavolo e nel tennis, ai tiri liberi nella pallacanestro, alle punizioni e rigori nel calcio, ai calci negli sport motoristici o nella vela. Queste situazioni vanno allenate mentalmente con accuratezza.

Lo sport come stile di vita in Europa

Il 15 novembre a Firenze, presso il Palagio di Parte Guelfa, si tiene il Convegno “Lo sport come stile di vita in Europa”, evento promosso dall’Agenzia Nazionale per i Giovani. Nell’occasione esperti italiani, europei e mondiali, sportivi e decisori politici si confrontano sui temi legati alla pratica dell’attività sportiva in termini di promozione di stili di vita sani. Un percorso che toccherà temi medico-scientifici, approfondendo il ruolo dello sport per la prevenzione e la cura di numerose patologie; urbanistico-architettonici, con un focus sul ridisegno delle Città in funzione della pratica dello sport all’aria aperta e a “chilometro zero”; giuridico-amministrativi, sondando le nuove normative, e confrontandole con quelle europee, che favoriscono la nascita e la gestione delle associazioni sportive.

Informazioni: Agenzia Nazionale Giovani