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10 atteggiamenti per essere attivi

Il movimento come espressione dell’intelligenza

L’intelligenza corporeo-cinestesica si manifesta attraverso l’abilità a controllare i propri movimenti con maestria e a servirsi di attrezzi con perizia. Questi ultimi variano enormemente a seconda dell’attività a cui ci riferiamo. Può essere il classico pallone dei giochi sportivi o il bisturi del chirurgo, gli sci o l’ago del sarto, le clavette nella ginnastica o il bastone di cui si serviva Charlot. La competenza nell’attività fisica è costituita dall’uso di un numero abbastanza ampio di abilità, quali ad esempio la forza, la resistenza, l’equilibrio, la destrezza, l’espressività, la coordinazione. E’ molto importante riuscire a svolgere dei programmi di attività fisica che sviluppino tutte queste abilità. La cultura orientale rispetto alla nostra è stata tradizionalmente più  propensa a seguire questi percorsi e, fra le molte forme di espressività che ha prodotto, le arti marziali rappresentano un esempio di sviluppo integrato di queste diverse abilità. Nella nostra cultura occidentale è stata invece posta maggior attenzione allo sviluppo di abilità quali la forza e la resistenza e meno a quello di altre abilità. 

Valuta la tua intelligenza cinestesica

  •  Pratico almeno uno sport o faccio attività fisica in maniera regolare
  • Trovo difficoltoso stare seduto per molto tempo
  • Mi piace impegnarmi in attività manuali
  • Le idee migliori mi vengono quando cammino, corro o comunque pratico qualche  attività fisica
  • Spendo la maggior parte del mio tempo in attività all’aria aperta
  • Quando parlo con le altre persone gesticolo molto
  • Per apprezzare un oggetto devo toccarlo
  • Mi sento una persona che si muove in modo coordinato
  • Mi piacciono le esperienze che mi danno delle sensazioni fisiche intense
  • Sopporto bene la stanchezza fisica

Somma tutte le risposte affermative:

  • sino a quattro – hai molta strada davanti a te per incrementare la tua intelligenza cinestesica;
  • tra cinque e sei – ti stai impegnando ma puoi fare di più, non mollare;
  • tra sette e otto – stai mostrando ottime capacità cinestesiche, continua a crederci e soprattutto ad esercitarle;
  • tra nove e dieci – non ti montare la testa; sei bravo.

Yvonne Dowlen: a 90 anni sui pattini

A 90 anni sui pattini, questo video scalda il cuore.
90-Year-Old Figure Skater Will Warm Your Heart with Her Amazing Talent |  Short Film Showcase - YouTube

Vacanze in movimento

Arrivano le vacanze estive e tutti vogliamo muoverci di più.. Si sente la necessità di fare qualcosa di diverso, di vincere la pigrizia, di uscire dal timore di ammalarsi stando in mezzo alla natura, respirando aria più pulita e sentendo il corpo e la mente più liberi.

Quali sono dunque i bisogni a cui questo bisogno di essere fisicamente attivi fornisce una risposta:

  1. Movimento – Viviamo in una società che ci obbliga a condurre una vita sedentaria, camminare per andare a lavorare o giocare per strada sono attività quasi impensabili e si deve sopperire a questa riduzione di movimento spontaneo istituzionalizzando momenti della giornata da dedicare esclusivamente all’attività fisica/sportiva.
  2. Educare il proprio corpo – Il miglior esempio lo forniscono i bambini nei primi anni di vita, basta osservarli per capire quanto impegno pongono nell’imparare a camminare e a correre o nell’acquisire quei processi di autoregolazione che gli consentono d’imparare riducendo i rischi di farsi del male.
  3. Autorealizzazione – Una modalità collegata allo sport per tutti consiste nel  mantenimento di una condizione di benessere psicofisico soddisfacente. Non sono invece accettabili come forme di valorizzazione positiva quelle di coloro che si servono di sostanze nocive alla salute  o abusano nell’uso di farmaci per migliorare il loro aspetto fisico o le loro prestazioni sportive.
  4. Appartenenza – Per molti sportivi la ricerca del contatto sociale attraverso la pratica motoria/sportiva rappresenta una delle motivazioni principali. Lo sport diventa sinonimo di attività svolta in gruppo. Un’attività su tutte: il podismo; la corsa è uno sport individuale che si svolge in gruppo, perché il bisogno di stare insieme è una dimensione psicologica fondamentale.
  5. Gioco e avventura – Sport per tutti  significa sport a misura di ognuno, in cui la soggettività e l’esigenza del singolo prevalgono sulla regola del modello competitivo tradizionale. L’avventura è quella della persona sedentaria che decide di vincere le proprie resistenze mentali per seguire un programma di attività motoria in palestra.
  6. Vivere in un ambiente naturale – Fare attività fisica immersi nella natura non sorge unicamente dal piacere di respirare un’aria più pulita o di sentire profumi a cui in città non siamo più abituati. E’ una necessità che emerge dal nostro profondo.

Il ruolo delle famiglie nello sviluppo dei loro figli attraverso il movimento

Rhodes, R.E., Guerrero, M.D., Vanderloo, L.M. et al. Development of a consensus statement on the role of the family in the physical activity, sedentary, and sleep behaviours of children and youth. Int J Behav Nutr Phys Act 17, 74 (2020). 

Le linee guida canadesi per il movimento delle 24 ore sono state recentemente sviluppate per fornire linee guida di salute pubblica che integrano raccomandazioni per l’attività fisica, i comportamenti sedentari e il sonno per la popolazione pediatrica che vanno da 0 a 4 anni e da 5 a 17 anni.

I bambini e i giovani che aderiscono a queste linee guida hanno maggiori probabilità di mostrare una crescita sana, fitness cardiorespiratorio e muscoloscheletrico, salute cardiovascolare e metabolica, sviluppo motorio, sviluppo cognitivo, risultati accademici, regolazione emotiva, comportamenti pro-sociali e una migliore qualità della vita in generale.

Purtroppo, tra i canadesi, solo il 13% dei bambini di 3-4 anni, il 17% dei bambini di 5-17 anni e il 3% dei bambini di 11-15 anni aderisce alle linee guida canadesi per il movimento delle 24 ore. Un’analoga scarsa aderenza alle raccomandazioni sul comportamento sano nei movimenti tra i bambini e i giovani è stato segnalato in Australia, Belgio, Mozambico, Nuova Zelanda, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, e ancora più bassa aderenza in Cina, Singapore e Corea del Sud.

Le pratiche genitoriali che influenzano i comportamenti di salute dei bambini e dei giovani includono componenti di reattività (che forniscono incoraggiamento e autonomia), struttura (che forniscono ambienti sociali e fisici) e richiesta (pratiche restrittive e punitive).

Con l’ambiente in costante evoluzione (tra cui pratiche, politiche, norme sociali, caratteristiche costruttive, tecnologia) a casa, nei centri di assistenza all’infanzia, nelle scuole e nelle comunità, e i nuovi paradigma dei comportamenti di movimento integrati, per le famiglie e per coloro che le sostengono (ad esempio, i professionisti della sanità pubblica, gli operatori sanitari, gli insegnanti, i responsabili politici) le sfide per il raggiungimento di comportamenti di movimento sani possono essere schiaccianti.

Active Healthy Kids Canada e ParticipACTION (organizzazioni canadesi senza scopo di lucro) producono dal 2005 i “Canadian Report Cards on Physical Activity for Children and Youth”.

Questo Consensus Statement on the Role of the Family in the Physical Activity, Sedentary, and Sleep Behaviours of Children and Youth è l’ultimo di una serie di documenti ed è contenuto nel 2020 ParticipACTION Report Card on Physical Activity for Children and Youth.

Muoviti e pensa

Why Your Brain Needs Exercise

The evolutionary history of humans explains why physical activity is important for brain health

David A. Reichlen and Gene E. Alexander, Scientific American, January 1, 2020

Brief synthesis

“Why does exercise affect the brain at all?

Physical activity improves the function of many organ systems in the body, but the effects are usually linked to better athletic performance.

Instead exercise seems to be as much a cognitive activity as a physical one. In fact, this link between physical activity and brain health may trace back millions of years to the origin of hallmark traits of humankind. If we can better understand why and how exercise engages the brain, perhaps we can leverage the relevant physiological pathways to design novel exercise routines that will boost people’s cognition as they age—work that we have begun to undertake.

… we demonstrated that people who spent more time engaged in moderate to vigorous physical activity had larger hippocampal volumes.

Researchers have also documented clear links between aerobic exercise and benefits to other parts of the brain, including expansion of the prefrontal cortex, which sits just behind the forehead. Such augmentation of this region has been tied to sharper executive cognitive functions, which involve aspects of planning, decision-making and multitasking—abilities that, like memory, tend to decline with healthy aging and are further degraded in the presence of Alzheimer’s. Scientists suspect that increased connections between existing neurons, rather than the birth of new neurons, are responsible for the beneficial effects of exercise on the prefrontal cortex and other brain regions outside the hippocampus.

If we can augment the effects of exercise by including a cognitively demanding activity, then perhaps we can increase the efficacy of exercise regimens aimed at boosting cognition during aging and potentially even alter the course of neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s.

They found an additive effect: exercise alone was good for the hippocampus, but combining physical activity with cognitive demands in a stimulating environment was even better, leading to even more new neurons. Using the brain during and after exercise seemed to trigger enhanced neuron survival.”

Gli psicologi dello sport parlano del loro lavoro

Nuove tendenze della Psicologia dello sport, numero speciale di Movimento, 3, 2018

17 psicologi dello sport parlano del loro lavoro nello sport rispondendo a quattro domande:

  • Cosa ti ha motivato a intraprendere la professione di psicologo/a dello sport?
  • Cosa ti piace di questo lavoro e qual è il tuo sogno professionale in PS?
  • Quali sono gli ambiti della PS che ti piace di più trattare?
  • Descrivi la tua occupazione attuale in PS.

Gli esperti che hanno risposto sono i seguenti:

Giovanna Barazzutti, Emiliano Bernardi, Sara Biondi, Gladys Bounous, Edoardo Ciofi, Cristiana Conti, Sarah Corazzi, Sergio Costa, Sara Landi, Sammy Marcantognini, Stefania Ortensi, Barbara Rossi, Daniela Sepio, Flavia Sferragatta, Matteo Simone, Cecilia Somigli e Graziella Zitelli.

 

Psicologo dello sport: nuove tendenze e sviluppi professionali

Alberto Cei (2018). Psicologo dello sport: nuove tendenze e sviluppi professionali, Movimento, 3, 57-66.

La psicologia dello sport è un contesto scientifico e professionale in continua espansione, come lo sono d’altra parte gli altri ambiti della psicologia e negli ultimi 10 anni si sono presentate diverse situazioni che hanno cambiato di molto questo tipo di lavoro. In questo contributo vengono descritte sette aree di sviluppo che sono state protagoniste di questi cambiamenti; riguardano: psicologia dello sport e psicologia della prestazione; lo psicologo nell’attività giovanile, psicologia dello sport, prestazione e gestione dello stress, psicologia dello sport e salute mentale degli atleti, psicologia dello sport e disabilità, psicologia dello sport e stile di vita fisicamente attivo e psicologia dello sport 4.0. Scopo di questo articolo è di approfondire le conoscenze in ambiti significativi della consulenza in psicologia dello sport, fornire spunti per la riflessione in relazione a dove si sta indirizzando e come si sta orientando questo ambito di lavoro e stimolare i professionisti a sviluppare programmi d’intervento sempre più adeguati alle nuove richieste del mondo dello sport.

 

La professione di psicologo dello sport in Italia

A. Cei (a cura di), Movimento, 3, 2018

Abstract

La psicologia dello sport è un contesto scientifico e professionale in continua espansione, come lo sono d’altra parte gli altri ambiti della psicologia e negli ultimi 10 anni si sono presentate diverse situazioni che hanno cambiato di molto questo tipo di lavoro.

In questo contributo vengono descritte sette aree di sviluppo che sono state protagoniste di questi cambiamenti; riguardano: psicologia dello sport e psicologia della prestazione; lo psicologo nell’attività giovanile, psicologia dello sport, prestazione e gestione dello stress, psicologia dello sport e salute mentale degli atleti, psicologia dello sport e disabilità, psicologia dello sport e stile di vita fisicamente attivo e psicologia dello sport 4.0.

Scopo di questo articolo è di approfondire le conoscenze in ambiti significativi della consulenza in psicologia dello sport, fornire spunti per la riflessione in relazione a dove si sta indirizzando e come si sta orientando questo ambito di lavoro e stimolare i professionisti a sviluppare programmi d’intervento sempre più adeguati alle nuove richieste del mondo dello sport.

Inoltre il numero contiene interviste a un ampio numero di psicologi dello sport che ne illustrano le motivazioni a svolgere questa professione, le aree d’intervento, le competenze e le prospettive di sviluppo.

Chi è interessato a ricevere questo numero di Movimento dedicato al tema della professione in psicologia dello sport in Italia, può scrivere e verrà messo in contatto con l’editore.

 

 

 

Più movimento e meno seduti

L’età è solo un numero e sebbene non possiamo fermare il tempo, possiamo comunque influenzare come viviamo la nostra età.

Stai meno seduto e muoviti di più.