Archivio per la categoria 'Calcio'

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Alcune idee per svilupparsi come allenatore

Gary Curneen

Gary Curneen è l’assistente coach dei Chicago Red Stars nella Lega Professionale Femminile.
Ha elencato alcune idee per lo sviluppo personale degli allenatori, che non è male ricordare:
  • Leggere sempre dei libri
  • Ricercare nuove informazioni
  • Sfidare le credenze attuali
  • Osservare come fanno gli altri
  • Porre domande
  • Riflettere costantemente

Calcio: soldi non sono tutto per avere una vita felice

40 anni fa Terry Orlick scrisse un capitolo intitolato “From Hero To Zero”: “La sfida non è soltanto nel perseguire l’eccellenza ma nel farlo senza distruggere il resto della tua vita”. Quanti atleti di vertice si sono impegnati a perseguire questo obiettivo positivo? Significa essere consapevoli e impegnati nel distinguere tra pensare “la mia carriera è l’unica cosa che conta” o “la mia carriera è la cosa più importante che faccio” o meglio “la mia carriera e la mia vita al di fuori dello sport sono ambedue importanti”.

Oggi molti calciatori della Premiere League non sembrano invece seguire questo obiettivo di benessere personale:

  • La durata media della carriera è di 8 anni
  • 5 anni dopo il ritiro il 40% dichiara bancarotta
  • Dopo 1 anno dal ritiro il 33% divorzia
  • Oggi il salario medio annuo in Premiere League è di 2,5 milioni di sterline, non sufficienti a garantire una vita felice

Mindfulness può ridurre il burnout

Chunxiao Li et al., (2019).Mindfulness and Athlete Burnout: A Systematic Review and Meta-Analysis. Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16(3), 449.

L’obiettivo di questa rassegna è d’identificare, valutare e sintetizzare gli studi relativi alla relazione tra mindfulness e burnout fra gli atleti e gli effetti di interventi di mindfulness sul burnout. Poche variabili sono state identificate per spiegare questo tipo di relazione.

Gustafsson et al. (2015) hanno messo in luce un effetto indiretto della mindfulness sul burnout attraverso sua influenza sulle emozioni positive/negative. Quelle negative sono state viste come indicatori della propensione al burnout (Lemyre et al. 2006) laddove la mindfulness probabilmente previene dal burnout attraverso la regolazione delle emozioni. Zhang e colleghi (2016) hanno proposto un altro meccanismo regolatore. Propongono che gli atleti con livelli elevati di mindfulness tendono ad avere bassi livelli di esperienze di evitamento (volontà di evitare le esperienze negative a causa dello stress negativo che provocano), in tal modo viene minimizzata l’influenza negativa degli stressor e degli altri fattori negativi e ridotta la probabilità di burnout.

 

Come capire le ragioni del successo

Per comprendere il successo focalizziamoci meno sulla singola vittoria ma più su quello che ci sta dietro e prima:

è sempre il prima che determina il dopo

Incredibile successo del Qatar nel football

Incredibile che una squadra cresciuta in pochi batta il Giappone.

Forse c’entra anche la motivazione?

Almoez Ali

Cambiare l’umore della squadra per tornare a vincere

Solskjær è il nuovo manager del Manchester United che sta ottenendo una serie di risultati positivi incredibili con una squadra presa in piena crisi. Non poteva di certo cambiare il gioco da una settimana all’altra e si è concentrato sull’unica cosa che poteva fare: si è posto l’obiettivo di cambiare la mentalità, lavorando sull’umore dei calciatori.

Ha dichiarato: “il mio lavoro è stato parlare con i giocatori, conoscere i loro sentimenti, i loro livelli di fiducia e come si sentivano a riguardo alla loro situazione”. Di conseguenza “ho dato loro alcune linee guida, naturalmente, abbiamo parlato della libertà di espressione … sono dei bravi giocatori e sta a loro usare la loro immaginazione, la loro creatività e divertirsi a giocare per questo club, perché stanno vivendo il tempo migliore della loro vita”. Questo approccio mentale gli ha consentito di giocare con energia, entusiasmo e responsabilità, ma ancor di più, ha riportato il sorriso sui volti dei giocatori a cui è stato ricordato di giocare divertendosi.

Bisogna lavorare bene per sviluppare quella condizione di prontezza mentale di squadra che consenta at team nel suo complesso di entrare in campo con la convinzione che qualsiasi cosa possa succedere in campo, la squadra si esprimerà sempre al suo meglio.

Recensione libro: Promoting Active Lifestyles in Schools

Promoting Active Lifestyles in Schools

Jo Harris e Lorraine Cale

Human Kinetics 

2018, 128 pagine 

Promuovere l’attività fisica e di conseguenza uno stile di vita attivo è diventato in questi anni un tema sempre più importante di cui parlare, laddove invece sembriamo essere spinti a condurre una vita sempre più sedentaria. Diventa poi essenziale parlare di movimento quando si è in relazione con i bambini e in senso più ampio con i giovani: sappiamo ormai anche troppo bene cosa determina la carenza di attività fisica, dall’aumento probabile di peso a limitazioni nella conoscenza di se stessi e alle interazioni con gli altri coetanei.

Sono contento quando si pubblicano libri dedicati a questo tema, a questo riguardo il libro di Jo Harris e Lorraine Cale, intitolato Promoting active lifestyles in schools, rappresenta uno stimolo per tutti, non solo per gli insegnanti di educazione fisica ma anche per i genitori e i dirigenti scolastici o delle organizzazioni sportive, per chiedersi cosa e come possiamo fare di più e meglio per promuovere nei giovani una mentalità tesa a ricercare il movimento come forma di benessere, divertimento, gioco, collaborazione ma anche di sfida con se stessi e con i propri coetanei.

E’ un libro molto ben articolato che nella prima parte parla di come promuovere uno stile di vita attivo nelle scuole del Regno Unito con attività che promuovano la salute, il movimento e la forma fisica nella fascia di età dell’infanzia e dell’adolescenza. Particolare attenzione è rivolta al ruolo della scuola nel promuovere questo approccio al movimento e viene, inoltre, tratteggiato il contributo che l’educazione fisica fornisce alla promozione del benessere personale.

Le altre due parti del libro sottolineano le modalità di monitoraggio che dovrebbero essere svolte dalla scuola relative alle tre aree della salute, dell’attività fisica e della forma fisica. Inoltre, nella terza parte vengono evidenziati gli apprendimenti dei giovani nell’area della salute che determinano uno stile di vita attivo, e questa volta la variabile studiata corrisponde alle diverse età della giovinezza, passando così in modo interessante per il lettore dalla fascia di età di 5-7 anni via-via per blocchi di due/tre anni sino ai 15-16 anni.

Il libro si rivolge agli insegnanti di scuola ma certamente è una lettura utile per tutti coloro che sono interessati a promuovere uno stile di vita fisicamente attivo fra i giovani.

 

 

 

 

 

 

Ogni gara si compone di fasi positive e negative

Troppo spesso gli atleti non prevedono che in ogni gara vi sono momenti positivi ma anche negativi e che questa è una condizione assolutamente frequente. Non prevedendo le difficoltà vanno con facilità in preda al panico, che determina un peggioramento della loro prestazione.