Archivio per la categoria 'Mental coaching'

Quanto è facile subire le situazioni

Accade spesso che gli atleti siano disturbati da qualche evento a loro esterno e che non abbiano la prontezza di reagire immediatamente. Nel tennis può trattarsi del vento, negli sport velici può riguardare il meteo, negli sport di opposizione la determinazione degli avversari; nel calcio un goal preso più per sfortuna che per altro.

la domanda che mi faccio è la seguente: come mai atleti che dedicano così tanto tempo all’allenamento, non pensano di doverne dedicare una parte rilevante anche alla comprensione di queste eventualità e di come affrontarle qualora si presentassero? So che non mi piace il vento, il meteo di oggi, il gioco di quell’avversario ma perché non mi pongo nella condizione di trovare le soluzioni da adottare per affrontare quelle situazioni prima che inizi la competizione? Perché così spesso gli atleti permettono che accadano, senza assumersi da subito la responsabilità di affrontarle?

E’ bello assumersi la responsabilità dei propri errori ma lo sarebbe ancora di più capire e reagire subito!!!

Le competenze del personal trainer

Il personal trainer è ormai una figura professionale che si è affermata e diffusa nel mondo del fitness e della promozione dello stile di vita attivo. E’ un ruolo diverso dalla figura dell’allenatore e richiede lo sviluppo di competenze specifiche che possono essere così riassunte.

Sociali e di comunicazione -  Avrai a che fare con un’ampia varietà di persone. Scopo: ottenere il massimo da ogni individuo. Usa le tue abilità sociali. Allegro ed estroverso, in modo che i clienti si riscaldino rapidamente. Semplice e preciso, per convincere a seguire sessione

Empatia - Ogni cliente proviene da background diverso, affronta sfide e vive limiti diversi, fisici e mentali, per diventare fisicamente in forma. Connettiti a livello personale con queste sfide ascoltandoli e capisci la loro condizione. Vedi la vita attraverso i loro occhi, capirne gli obiettivi. Mostra un genuino interesse nei loro confronti

Motivazione e leadership - Uno dei compiti principali è fornire ragioni per motivarsi. Devi essere in grado d’insegnare a motivarsi. Importante è la capacità di motivarti ogni giorno e spingerti oltre i tuoi limiti

Pianificazione e organizzazione - Lavori con molti clienti diversi. Serve organizzazione e pianificazione per redigere piani unici, mantenere la consapevolezza degli obiettivi raggiunti e procedere.

Professionalità – Competenza nel proporre un programma di allenamento. La professionalità si evidenzia nel vestire e nel linguaggio. Cordiale e sincero nei rapporti con i clienti, presentati in modo da dimostrare che si pratica ciò che si predica traendone grande beneficio nel corpo e nella mente.

Subire o controllare?

“Hai una scelta – puoi entrare e lasciare che le circostanze controllino i tuoi atteggiamenti – oppure puoi permettere ai tuoi atteggiamenti di controllare le circostanze”. L’atteggiamento è decisivo per superare le difficoltà.

@BradStevensTeam @Celtics

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Sbagliare per imparare a vincere

Commettere un errore non significa essere un fallimento come atleta. Commettere un errore è un comportamento o un evento specifico. Dire che sono un perdente è un’autovalutazione globale. Dirsi: ho perso questa competizione è una valutazione oggettiva e apre la porta per fare meglio la prossima.

Troppo spesso gli atleti si dicono da soli:

Ho commesso diversi errori → ho fallito la gara → sono un perdente.

Una giusta valutazione potrebbe essere:

Ho commesso diversi errori durante questa gara → L’ho persa → Devo parlare con l’allenatore (o allenatore mentale) e fare un piano per evitare questi errori.
Fai questo esercizio: Pensa a quando hai perso una gara. Per favore, riscrivi la storia in modo da non condannarti come atleta. Sii consapevole di come cambiare il tuo racconto per migliorare la fiducia in te stesso.

Il principale compito dell’allenatore

Insegnare ai giovani che vogliono diventare bravi in quello che fanno è un’esperienza molto impegnativa e diversa dal lavorare insieme ad atleti adulti o comunque che già hanno raggiunto un livello internazionale elevato. Sono giovani adolescenti, ragazzi e ragazze, che hanno scelto di dedicare la loro vita all’impresa di scoprire se hanno le qualità per emergere nello sport e per tramutare la loro passione in una carriera sportiva di alto livello.

Negli sport individuali, per alto livello dobbiamo intendere un atleta capace di gareggiare in modo competitivo a livello internazionale. Negli sport di squadra, ci si riferisce al giocare almeno a livello dei due campionati nazionali di massimo livello.

Sappiamo che una volta stabiliti, questi obiettivi, vanno comunque messi da parte perché ci si deve concentrare su quanto serve fare per migliorare e condurre questo tipo di vita quotidiana. Sappiamo anche che non è facile acquisire questa mentalità, a causa degli errori che si commettono continuamente. Mettono alla prova le convinzioni personali che devono sostenere l’atleta nel reagire immediatamente a un singolo errore così come a una prestazione di gara insoddisfacente.

Insegnare ai giovani ad acquisire questa mentalità aperta verso gli errori, interprentandoli come unica occasione, dovrebbe essere l’obiettivo di ogni allenatore.

 

Imparare dagli errori è l’unico modo per vincere

Risultati immagini per “I really think a champion is defined not by their wins but by how they can recover when they fall.” ―Serena Williams

Arrigo Sacchi ha sottolineato un altro aspetto di questo concetto, affermando che per vincere non bisogna porsi il problema di vincere, altrimenti non si sarà mai un innovatore.

L’obiettivo diventa quindi “fare bene le cose”, avere la cultura del lavoro. Banalmente, sappiamo tutti, che “solo chi non fa, non sbaglia”.

Se siamo consapevoli di questa semplice verità: alleneremo i nostri atleti trasferendogli l’idea che sbagliare è parte della fisiologia della gara e non qualcosa che si può evitare. Alleniamoli con questa idea e diventeranno migliori e più soddisfatti.

Perché un campione ha bisogno di un allenatore

In un’intervista Novak Djokovic ha parlato della sua collaborazione con il suo allenatore Goran Ivanisevic. Il giocatore serbo ha detto: “L’ho assunto perché abbiamo fondamentalmente la stessa cultura. La nostra mentalità è molto simile, lui mi capisce molto bene.

Sono molto rispettoso nei suoi confronti perché era il più grande giocatore del passato nella nostra regione e volevo essere come lui. Siamo amici. E’ un uomo sorprendente, onesto e aperto e un grande giocatore. Sa come ci si sente a competere ai massimi livelli.

Ci sono molte cose da migliorare. Ci sono giorni in cui non ci si sente così bene. Ecco perché l’allenatore è molto importante. Lui capisce come sto andando mentalmente e fisicamente. Finora il rapporto è stato grande e speriamo continui”.Risultati immagini per djokovic ivanisevic

Accettare la sfida

“Più di ogni altra cosa, è il nostro atteggiamento iniziale nei riguardi di un compito difficile a favorire un risultato vincente”.  William James

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Workshop: Performance Behavior in Elite Sports

Il prossimo 6 Dicembre presso l’Olympic Center Papendal (Olanda), una grande sessione dedicata a: “Performance Behavior in Elite Sports” sarà organizzata dal Team Netherlands in collaborazione con TOPSport Vrije Universiteit Brussel

Il programma è rivolto a psicologi e altri esperti che lavorano nello sport di elite, allenatori, atleti, direttori tecnici, dirigenti sportivi e studenti. Per ulteriori dettagli e registrazione vai a: https://lnkd.in/dcMUct4

With: Paul WyllemanMaurits G. HendriksChris HarwoodAlberto CeiSuzan BlijlevensJolan KegelaersEveline FolkertsHardy MenkehorstTakeshi KUKIDOMEThierry SOLER, Urban Johnson, Marc Hendriks, Maria Psychountaki, Petra Huybrechtse, Pieta Van DishoeckNynke KlopstraHafrún Kristjánsdóttir, PhDAnaëlle MalherbeTanja Kajtna, Sidonio Serpa, Sylvia HoppenbrouwersEefje Raedts