Archivio per la categoria 'Mental coaching'

Migliore mindset = Più vittorie

G Sathiyan, top tennis table player, India, the rise of the new winning mindset

“Tragedy struck in November, 2015. While his game was flourishing, albeit at a slow pace, Sathiyan’s father left for the heavenly abode after losing his fight with cancer. His world came crashing down. His entire family was devastated. “The main thought that came in my mind was how could someone who led his life in such a disciplined manner (no smoking and drinking) be taken away under such cruel circumstances.”

Then started his paradigm shift. His gameplay involved ca­lculative moves and playing it sa­fe. In life also, he was averse to ch­ange and always adopted a safet­y-first approach, something he le­a­rnt from his father. But not any more.
“There was a total mindset change, not only towards my game but also in my daily life. I started taking more risks. My father’s death changed me as a person. I was always worried about the future. I was a person who was always calculative: what is going to come next, and if I do this, what will happen next.
“But I felt like when there’s no guarantee as to what’s going to happen tomorrow, what’s the point in calculating so much? If there is no guarantee for life, where is the guarantee for what is going to happen in sport?”
The diminutive paddler’s new nothing-to-lose attitude started pa­ying immediate dividends. He became the second Indian to win a ITTF World Tour event after annexing the 2016 Belgium Open.

Singapore Team, table tennis, the rise of a new winning mindset

It was an epic moment in the history of table tennis, the day when underdogs Singapore toppled mighty China to win the women’s team crown at the 2010 World Championships. It was almost unfathomable. How could Singapore, a tiny nation of five million people, upset China, the giants ofworld table tennis with its population of 1.35 billion?

“A lot of times, when we met them in the finals we lost 3-0, 3-1, but we kepttelling the Singapore players that one day we would beat them …. So, during the training, we kept drilling this into them – to have this mindset that we’re able to beat them …Tianwei was trailing in the first match but she was fighting for every point … when she won the match, it really gave a lot of confidence to Yuegu going into the second match.She had never beaten that China girl before … but suddenly they felt that the past doesn’t count, that although we have lost so many, many matches, it’s like a fresh start.”

Gli psicologi dello sport parlano del loro lavoro

Nuove tendenze della Psicologia dello sport, numero speciale di Movimento, 3, 2018

17 psicologi dello sport parlano del loro lavoro nello sport rispondendo a quattro domande:

  • Cosa ti ha motivato a intraprendere la professione di psicologo/a dello sport?
  • Cosa ti piace di questo lavoro e qual è il tuo sogno professionale in PS?
  • Quali sono gli ambiti della PS che ti piace di più trattare?
  • Descrivi la tua occupazione attuale in PS.

Gli esperti che hanno risposto sono i seguenti:

Giovanna Barazzutti, Emiliano Bernardi, Sara Biondi, Gladys Bounous, Edoardo Ciofi, Cristiana Conti, Sarah Corazzi, Sergio Costa, Sara Landi, Sammy Marcantognini, Stefania Ortensi, Barbara Rossi, Daniela Sepio, Flavia Sferragatta, Matteo Simone, Cecilia Somigli e Graziella Zitelli.

 

Psicologo dello sport: nuove tendenze e sviluppi professionali

Alberto Cei (2018). Psicologo dello sport: nuove tendenze e sviluppi professionali, Movimento, 3, 57-66.

La psicologia dello sport è un contesto scientifico e professionale in continua espansione, come lo sono d’altra parte gli altri ambiti della psicologia e negli ultimi 10 anni si sono presentate diverse situazioni che hanno cambiato di molto questo tipo di lavoro. In questo contributo vengono descritte sette aree di sviluppo che sono state protagoniste di questi cambiamenti; riguardano: psicologia dello sport e psicologia della prestazione; lo psicologo nell’attività giovanile, psicologia dello sport, prestazione e gestione dello stress, psicologia dello sport e salute mentale degli atleti, psicologia dello sport e disabilità, psicologia dello sport e stile di vita fisicamente attivo e psicologia dello sport 4.0. Scopo di questo articolo è di approfondire le conoscenze in ambiti significativi della consulenza in psicologia dello sport, fornire spunti per la riflessione in relazione a dove si sta indirizzando e come si sta orientando questo ambito di lavoro e stimolare i professionisti a sviluppare programmi d’intervento sempre più adeguati alle nuove richieste del mondo dello sport.

 

Programmi di mental coaching

Esprimi i tuoi sogni. Ti aiuteremo a realizzarli.

CEI Consulting collabora con organizzazioni e atleti che vogliono valorizzare il fattore umano nel raggiungimento di prestazioni eccellenti, perché la differenza tra la vittoria e la sconfitta consiste nel  controllo efficace delle emozioni e nel restare concentrati solo sulla prestazione.

 CEI Consulting collabora con gli atleti a:

  • Identificare i punti di forza e di debolezza della loro concentrazione attraverso un sistema innovativo per la valutazione della prestazione sportiva.
  • Identificare le proprie abilità comparandole con quelle dei migliori atleti al mondo.
  • Sviluppare un programma di coaching mentale per l’alto livello allo scopo di ottenere le prestazioni migliori.
  • Sviluppare una mentalità vincente.

CEI Consulting utilizza The Athlete’s Mental Edge, un esclusivo sistema per lo sviluppo dello della prestazione usato da campioni olimpici e squadre professionistiche. E’ il risultato di 30 anni di ricerche svolte in USA, Canada, Europa e Australia nello sport di livello assoluto.

Per ulteriori informazioni non esitare a scriverci.

La meditazione nello sport

Phil Jackson e Kobe Bryant parlano dell’importanza della meditazione per sviluppare l’autocontrollo e la piena padronanza di se stessi in competizione.

“It’s like having an anchor. If I don’t do it I feel like I’m constantly chasing the day as opposed to being in control” – Kobe

“You seat on the bench, you take a deep breath and you reset yourself; and you do that through the mindfulness.” – Phil

 

 

Risultati immagini per Phil Jackson & Kobe Bryant discuss the value of meditation and mindfulness

Come il pensare in positivo può distruggere le proprie prestazioni

Quante volte abbiamo sentito dire che bisogna essere ottimisti, che bisogna crederci che si può vincere, o che “con tutto quello che hai fatto ti meriti proprio di raggiungere un grande risultato”.

Apparentemente non c’è nulla di sbagliato a pensare in questo modo , “è così che ci si carica” dicono in molti. Dicono anche “che dovrei dirgli: di perdere? Nessuno entra su un campo per uscirne sconfitto e, quindi, si deve iniziare la gara con la volontà di vincerla, perché se neanche lo pensi come farai a ottenerla?”.

Insomma, “pensa in positivo e vedrai che accadrà quello che vuoi”.

Ebbene tutti questi bei pensieri sono sicuramente inutili e possono diventare dannosi, poiché alle prime difficoltà ed errori durante la gara, l’atleta non sarà pronto a reagire immediatamente poiché si aspetta di vincere, è cioè focalizzato sul risultato e non su quello che deve fare per ottenerlo.

“Ero pronto … e poi le cose non sono andate come avevo previsto”. Queste sono spesso le parole di chi entra con un atteggiamento troppo fiducioso e poi al termine della prestazione attribuisce a qualcosa fuori di sé il risultato, senza assumersi la responsabilità di quanto è successo.

Questi pensieri, che rappresentano le aspettative dell’atleta sulla sua gara, possono realmente considerarsi come i killer della prestazione. Sono stupiti dai loro stessi errori e dalle difficoltà che incontrano in gara e non si sono preparati un piano per reagire efficacemente a queste situazioni.

Zero talento, ottimi risultati se…

Risultati immagini per habit and success performance

La professione di psicologo dello sport in Italia

A. Cei (a cura di), Movimento, 3, 2018

Abstract

La psicologia dello sport è un contesto scientifico e professionale in continua espansione, come lo sono d’altra parte gli altri ambiti della psicologia e negli ultimi 10 anni si sono presentate diverse situazioni che hanno cambiato di molto questo tipo di lavoro.

In questo contributo vengono descritte sette aree di sviluppo che sono state protagoniste di questi cambiamenti; riguardano: psicologia dello sport e psicologia della prestazione; lo psicologo nell’attività giovanile, psicologia dello sport, prestazione e gestione dello stress, psicologia dello sport e salute mentale degli atleti, psicologia dello sport e disabilità, psicologia dello sport e stile di vita fisicamente attivo e psicologia dello sport 4.0.

Scopo di questo articolo è di approfondire le conoscenze in ambiti significativi della consulenza in psicologia dello sport, fornire spunti per la riflessione in relazione a dove si sta indirizzando e come si sta orientando questo ambito di lavoro e stimolare i professionisti a sviluppare programmi d’intervento sempre più adeguati alle nuove richieste del mondo dello sport.

Inoltre il numero contiene interviste a un ampio numero di psicologi dello sport che ne illustrano le motivazioni a svolgere questa professione, le aree d’intervento, le competenze e le prospettive di sviluppo.

Chi è interessato a ricevere questo numero di Movimento dedicato al tema della professione in psicologia dello sport in Italia, può scrivere e verrà messo in contatto con l’editore.

 

 

 

Il ruolo delle emozioni e dell’attivazione nello sport

Non è abbastanza ripetuto che le attività sportive, ma non solo loro, dovrebbero suscitare livelli elevati di attivazione fisica e mentale ed essere percepite come sostanzialmente piacevoli.

Sappiamo che molte persone si stimolano anche attraverso l’uso della rabbia e dell’ansia, direi però che non sono modalità costruttive e orientate al benessere da insegnare agli atleti più giovani. Anche i professionisti dello sport (atleti/e di livello internazionale) devono imparare a gestire i momenti di difficoltà e di pressione agonistica con lo stesso approccio, traendo piacere e non sofferenza dalla loro attività. Infatti, che senso può avere esser un atleta di livello assoluto e vivere le proprie prestazioni con paura/rabbia e una sensazione di spiacevolezza.

12 riviste di psicologia dello sport e c’è chi ancora ignora il progresso di questa scienza

Quanti fra chi afferma che la psicologia dello sport non è fondata su basi scientifiche e continua a servirsi solo del proprio buon senso psicologico o di quello che ritiene valido per se stesso per allenare gli atleti.

Quanti fra dirigenti, allenatori, atleti e genitori scelgono per svolgere un programma di allenamento mentale un motivatore o un mental coach non laureato in psicologia perché tanto quello che conta è “fare tirare fuori le palle agli atleti” motivandoli con frasi da caserma.

Quanti pensano che lo psicologo è per i deboli, è una moda, è per quelli che hanno bisogno di una pacca sulla spalla e avere qualcuno con cui lamentarsi.

A tutti questi voglio fare sapere che nel mondo esistono 12 riviste scientifiche di livello internazionale che pubblicano ogni anno i risultati delle ricerche condotte in questo ambito della psicologia in tutte le università del mondo, fornendo un contributo enorme alla conoscenza  e allo sviluppo dei sistemi di allenamento mentale e allo sviluppo dell’atleta.

Ricordatevi che non potrete dire non sapevo.