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4 lezioni di vita da Roger Federer

Lezioni di vita per tutti gli atleti che vogliono avere successo nella loro carriera!

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4 life lessons from Roger Federer

10 buone ragioni per eseguire un respiro profondo

10 buone ragioni per imparare a eseguire un respiro profondo

  1. migliora l’autocontrollo nelle situazioni di stress
  2. migliora la gestione della fatica fisica e mentale
  3. prima azione da effettuare quando ci si vuole rilassare
  4. precede la visualizzazione di un’azione tecnica o di gara
  5. riduce la tensione mentale e stimola pensieri efficaci
  6. favorisce l’allungamento dei muscoli durante stretching
  7. riduce le risposte verbali impulsive
  8. facilita il recupero subito dopo un esercizio a elevata intensità
  9. consente di approfondire ulteriormente la concentrazione sul compito
  10. riduce l’attivazione pre-gara o in gara se necessario

 

Il riscaldamento è fisico e mentale

In relazione al riscaldamento voglio riprendere quanto esprime Jurgen Weineck nel suo libro “L’allenamento ottimale” poiché è un testo noto a tutti gli allenatori (gli psicologi dovrebbero studiarlo). Infatti, illustra chiaramente il ruolo fisico e anche mentale di questa fase dell’allenamento. evidenzia così quanto sia rilevante insegnare ai giovani atleti a utilizzare questa fase di allenamento nel modo adeguato e non semplicemente come esercizi noiosi da effettuare per evitare d’infortunarsi.

“Per riscaldamento s’intendono tutte le misure che, prima di un carico sportivo – d’allenamento o di gara – servono sia a creare uno stato di preparazione psicofisico e cinestesico coordinativo ottimale sia alla prevenzione degli infortuni”.

” Il riscaldamento in sé … può essere passivo, attivo e mentale, oppure realizzato in forma combinata.Nel riscaldamento attivo, l’atleta esegue praticamente gli esercizi o i movimenti, mentre in quello mentale se li rappresenta soltanto … Se viene utilizzato da solo … l’allenamento mentale è poco valido, perché mette in moto solo parzialmente, e spesso con scarsa intensità, i processi di adattamento caratteristici del riscaldamento. Invece, in alcuni sport (ad esempio ginnastica artistica e atletica leggera) se viene combinato con altri metodi di riscaldamento è di grande efficacia”  (p. 547).

“Come si può ricavare da vari lavori vi sono interrelazioni tra riscaldamento, motivazione e l’atteggiamento psichico verso l’attività stessa. Così da un lato, un grado elevato di motivazione e un atteggiamento fortemente orientato verso la prestazione possono rafforzare l’efficacia del riscaldamento – tra l’altro, grazie ai parametri psichici dello stato pre-agara che prepara l’organismo a una prestazione elevata – mentre, dall’altro, un atteggiamento negativo verso di esso ne riduce o elimina totalmente i benefici … il riscaldamento, partendo da una situazione iniziale “neutra”, serve a formare uno stato psichico di disponibilità alla prestazione, evoca uno stato ottimale di eccitazione del sistema nervoso, migliorando così l’atteggiamento verso la prestazione sportiva e la concentrazione su di essa” (p.551).

Kim Clijsters: ritorno alla giovinezza

Kim Clijsters ha deciso di ritornare al tennis, impresa difficile a 36, 3 figli e dopo 10 anni dal suo ritiro dai campi.

Ha intrapreso un percorso molto difficile, estremo per tornare a giocare con le tenniste migliori. Decisione folle, si sarebbe detto, sino a qualche anno fa. Ora è molto più giustificata dal cambiamento che sta avvenendo nello sport:

  • la vita agonistica si allunga, si può tronare ai massimi livelli pur avendo un figlio,
  • si può continuare a giocare anche dopo i 30 anni al massimo livello,
  • la passione viene meno schiacciata da considerazione collegate all’età cronologica,
  • se la vecchiaia è stata spostata in avanti di 10 anni, da 65 a 75 anni, allora la giovinezza atletica può giungere più avanti sino a 40 anni.
Kim Clijsters celebrates after winning a match at Wimbledon in 2012.
Le motivazioni sono personali e Kim Clijsters ha così illustrato la sua scelta:

“Non mi sembra di voler dimostrare qualcosa”, ha detto Clijsters al WTA Insider Podcast. “Penso che per me sia la sfida”.

“Ho amici che direbbero: “Voglio correre la maratona di New York prima di compiere 50 anni”. Per me, amo ancora giocare a tennis. Ogni volta che sono in un Grande Slam a giocare alle Leggende, se qualcuno chiede – ehi,  vuoi colpire qualche palla -, sono la prima a farlo. Oggi sarò il partner del tuo allenamento. Amo ancora giocare a tennis”.

“L’amore per questo sport è ovviamente ancora lì. Ma la domanda è: sono ancora in grado di portarlo a un livello a cui vorrei che fosse e dove voglio essere prima di giocare a livello elevato di una delle migliori tenniste del mondo?

“Non sento il bisogno di dimostrare nulla, ma voglio sfidare me stessa e voglio essere di nuovo forte. Questa è la mia maratona. E’ qui che dico OK, proviamoci”.

 

Corsi di formazione per comprendere lo sviluppo dell’atleta

Il progetto lo Sviluppo a Lungo Termine dell’Atleta promuove un approccio professionale e scientifico al lavoro di ogni esperto dello sport (allenatore, psicologo, medico, dirigente).

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Bianca Andreescu mindset

 

Le regole psicologiche di Bianca Andreescu

I comportamenti psicologici della nuova stella del tennis, vincitrice degli US Open, Bianca Andreescu:

“Prima di ogni torneo e di ogni mossa che fa, Bianca Andreescu si siede, chiude gli occhi e visualizza esattamente i risultati a suo favore. E’ diventata una delle chiavi del suo successo”.

“Dopo aver vinto l’Orange Bowl, un paio di mesi dopo, ho davvero creduto di potere stare a quel livello. Da allora, onestamente l’ho visualizzato quasi ogni singolo giorno. Che diventi una realtà è così folle. Queste visualizzazioni funzionano davvero, davvero bene”.

“Il ritmo è essenziale nel tennis e i giocatori parlano all’infinito del match play giocato per avere chiarezza mentale sotto pressione”.

“Andreescu è anche una combattente estroversa, che urla al proprio team nel box e in faccia alla sua avversaria. Dall’inizio contro Williams, ha sottolineato i suoi successi con acclamazioni forti e feroci, un saluto alla sua squadra, ma anche un messaggio al campo”.

“Andreescu, che ormai ha visualizzato tutti gli slam che vincerà e tutto quello che otterrà in questo sport, ha semplicemente risposto:”Beh, abituati.” (Rivolgendosi al suo allenatore, Sylvain Bruneau, dopo che aveva appena ricevuto il suo trofeo agli US Open in qualità di allenatore. In questa circostanza, Bruneau ha afferrato il trofeo d’argento in modo goffo dicendo: “Non sono abituato a questo, a tenere trofei”).

(Fonte: https://www.theguardian.com/sport/2019/sep/08/bianca-andreescu-remarkable-vision-us-open)

Bianca Anreescu

Nadal: Gioco per essere il più competitivo

Giocare per essere il più competitivo. Sembra essere questo lo scopo di Nadal, e non per diventare di nuovo il n.1 o superare Federer per numero di vittorie.

Nadal gioca a tennis perché gli piace questo sport ed è costantemente impegnato al massimo per mantenere il più a lungo possibile questa opportunità. Ha capito e integrato in lui che per vincere non bisogna avere la preoccupazione di vincere, ma che solo la dieta per lui migliore, l’allenamento per lui migliore, la cura di se stesso per lui migliore determinano l’uomo più competitivo in campo.

E’ ciò che avviene prima che determina cosa farà in campo. La partita rappresenta l’apice di questa preparazione rivolta a provare il massimo del piacere nel dimostrare a se stessi e al mondo la propria competitività.

Nadal vince gli Us Open dopo una sfida infinita contro Medvedev

Gli argomenti dei prossimi blog

Dopo una pausa nello scrivere per rigenerare le idee e riposarsi, questi sono i temi principali che vorrei presentare nei prossimi blog.

  1. Atleti longevi come continuare a gestire lo stress della necessità di vincere
  2. Ridurre al minimo necessario le proprie esigenze psicologiche e di vita quotidiana
  3. Chiamatela come volete, meditazione, mindfulness o concentrazione ma allenate la vostra mente quotidianamente
  4. Capire che il riscaldamento è un’occasione di allenamento mentale
  5. Il clima di squadra è decisivo per fornire prestazioni eccezionali
  6. Ogni singolo esercizio è espressione della condizione fisica, mentale e tecnica dell’atleta
  7. L’apprendimento di tecniche psicologiche è solo una piccola parte dell’allenamento mentale
  8. “Lo faccio perché mi piace” è alla base di ogni allenamento
  9. Bisogna imparare ad accettare lo stress e la fatica così come si accettano le stagioni
  10. Convincersi che si deve sbagliare per potere migliorarsi

Presentazione libro: Handbook of Embodied Cognition and Sport Psychology

Handbook of Embodied Cognition and Sport Psychology 

Massimiliano L. Cappuccio (Ed.)

Cambridge, MIT Press, 2018 

Questo lavoro fondamentale rappresenta la prima collaborazione sistematica tra scienziati cognitivi e psicologi dello sport che considera il rapporto mente-corpo dal punto di vista dell’abilità atletica e della pratica sportiva. Con ventisei capitoli di importanti ricercatori, il libro collega e integra i risultati di campi che vanno dalla filosofia della mente alla sociologia dello sport.

I capitoli mostrano non solo che lo sport può dire agli scienziati come funziona la mente umana ma anche che lo studio scientifico della mente umana può aiutare gli atleti ad avere successo. La ricerca in psicologia dello sport si è sempre focalizzata su temi, nozioni e modelli relativi alla Embodied Cognition e cioè lo studio di come i processi cognitivi dipendano dall’interazione tra la mente e il nostro corpo. Viceversa l’ Embodied Cognition, a sua volta, ha trovato una conferma sorprendente delle sue affermazioni teoriche nei resoconti psicologici delle prestazioni sportive e delle abilità sportive. La competenza atletica è infatti una forma legittima di intelligenza, che coinvolge competenze cognitive non meno sofisticate e complesse di quelle richieste dalla risoluzione dei problemi matematici.

Il testo, dopo aver presentato i concetti chiave necessari per applicare l’ Embodied Cognition alla psicologia dello sport, tratta: di come possono essere bloccate le competenze (la tendenza a soffocare sotto pressione); dell’acquisizione delle abilità sensomotorie e come l’allenamento è correlato allo sviluppo delle competenze cognitive; lo sviluppo del talento tra geni e apprendimento; la dimensione intersoggettiva e sociale delle abilità sportive, come avviene negli sport di squadra; la pratica sportiva nei diversi contesti culturali e sociali; la nozione di affordance e il suo significato per la psicologia ecologica e la teoria dell’ Embodied Cognition; e le capacità predittive della mente, che consentono l’anticipazione, la creatività, l’improvvisazione e l’immaginazione nello spettacolo sportivo.

Il libro verrà presentato in Italia, a Roma, il 28 maggio con la partecipazione del curatore, Massimiliano Cappuccio e degli autori italiani: Alberto Oliverio, Salvatore Maria Aglioti, Alberto Cei, Mirko Farina, Denis Francesconi, Mauro Maldonato e Shaun Gallagher