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Eliud Kipchoge sfida i limiti umani

Eliud Kipchoge

  • Keniano
  • 35 anni, 1m67, 52 Kg
  • Maratoneta, 230km settimana
  • Sposato, 3 figli
  • Oro Olimpico e world recordman sulla maratona in 2h1m39s

OBIETTIVO: Correre la maratona in 1h59m a Vienna nei prossimi giorni 

Atteggiamento mentale (mindset)

  • Allenamento, passione e autodisciplina
  • Scrive tutto quello che fa su quaderni
  • Scrive le sue sensazioni per ricordarle
  • Legge Aristotele, Confucio e Paolo Coelho
  • Corre con la mente rilassata
  • “Rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie”
  • “Solo le persone disciplinate sono libere, le altre sono schiave di umori e passioni”
  • “Quando mi alleno, cerco di sentire il mio corpo e di dare sempre di più. Non credo nei limiti”.
  • “Bisogna avere una grande convinzione e un team che creda in te e ti sostenga. Anche le scarpe sono importanti. E poi bisogna essere più forte di qualunque altro corridore del passato. Tutto è possibile”
  • “La maratona è vita. Se vuoi essere felice devi goderti la vita e io mi diverto a correre la maratona. Per questo sorrido”

Conduce una vita spartana:

  • Si alza sempre alle 5 a Kaptagat (Kenya)
  • Il weekend torna dalla famiglia
  • Pulisce la sua stanza e il bagno
  • Lava maglia e calze in una bacinella che poi stende come gli altri
  • Nel pomeriggio beve una tazza di te e mangia una fetta di pane
(Fonte: Emanuela Audisio, Repubblica e correre.it)

Kenesisa Bekele a 2 secondi dal record del mondo in maratona

Kenesisa Bekele dopo una serie di problemi fisici e risultati deludenti ha partecipato alla maratona di Berlino per rilanciare la sua carriera sul veloce percorso della capitale tedesca, dove tre anni fa vinse in 2h03’03’’.

E’ riuscito nel suo intendo non solo vincendo la gara ma stabilendo un tempo pazzesco di 2:01:41 a soli 2 secondi dal record mondiale di Eliud Kipchoge. Qui sotto è riportato il confronto fra i passaggi dei due atleti ogni 5km (source: Ross Tucker, @Scienceofsport).Immagine

In gara senza plastica

La riduzione drastica dell’uso della plastica durante le competizioni deve essere un obiettivo di chi le organizza.

La soluzione introdotta nella maratona di Londra sembra efficace. Nell’edizione del 2018 sono state utilizzate 919.000 bottiglie di plastiche, il cui uso è stato ridotto a 700.00 nel 2019. Che verranno riutilizzate per costruire nuove bottiglie di plastica.

200.000 sono state rimpiazzate con l’uso di bolle contenenti acqua o sali minerali che potevano essere ingerite dai podisti poiché costituite da una membrana totalmente commestibile derivata da un’alga naturale. L’involucro può essere anche buttato e si biodegrada in 6 settimana anziché 450 anni, come invece avviene per la plastica. E’ prodotta dall’azienda Skipping Rocks Lab
Seaweed pods filled with sports drink.

 

Vuoi conoscere come si allenano i runner?

Sei un runner?

Se vuoi essere uno dei partecipanti dello studio per conoscere come si allenano i runner per prepararsi alla maratona e conoscere il loro atteggiamento verso la corsa, ti servono solo pochi minuti. Clicca qui e inizia questa corsa.

I numeri della maratona in Italia

L’attività fisica particolarmente impegnativa tende a ridursi nella maggior parte degli animali con l’aumentare dell’età. Nell’uomo questo dato non è sempre vero, poiché si rileva oggi un significativo aumento degli individui che continuano a restare fisicamente attivi anche quando sono anziani.

Il successo che in questi anni in tutto il mondo sta conoscendo la maratona (42,195 km) è una dimostrazione di questo dato.

  • Nel 2018 in Italia l’anno portata a termine 37.874 individui di cui 6.872 sono donne.
  • Continua ad aumentare il numero di runner che corrono la maratona con tempi a partire da quattro ore e trenta minuti: quest’anno sono stati 9508, corrispondenti a un incremento rispetto al 2017 del 25%.
  • Inoltre solo 43 atleti hanno corso in meno di due ore e trenta equivalente a un decremento in Italia del 23,2%.
  • Anche la fascia tra tre ore e tre ore e trenta è diminuita del 28,6% e corrisponde a 6.553 individui.
  • La fascia di tempo con più partecipanti è stata tra tre ore quarantacinque e quattro ore: 4.752 (con un decremento rispetto all’anno precedente del 5,8%.

Probabilmente ha ragione Daniele Menarini che interpreta questo dato dell’aumento della lenta percorrenza come l’emergere a livello di maratona dei fenomeni di fitwalking e nordic walking che sono pratiche ampiamente diffuse nel podismo italiano. La maratona è pur sempre una sfida con se stessi che è protratta nel lungo tempo anche se svolta a basse andature. Accettare questo approccio può portare a una concezione di questa gara come un’esperienza motivante anche per chi non corre (o cammina) con la logica del tempo ma di vivere un’esperienza che un cittadino resta comunque estrema. Menarini suggerisce a quest riguardo di aumentare il tempo massimo per accogliere più partecipanti, seguendo lo spirito di quanto avviene in Giappone e ci ricorda qui sotto lo scrittore-maratoneta Murakami Haruki

“…affronto i compiti che ho davanti e li porto a compimento ad uno ad uno, fino a esaurimento delle forze. Concentro l’attenzione su ogni singolo passo, ma al tempo stesso cerco di avere una visione globale e di guardare lontano. Come vengono giudicati il tempo che ottengo in gara e il mio posto in graduatoria, come venga considerato il mio stile, è di secondaria importanza. Ciò che conta per me, per il corridore che sono è tagliare un traguardo dopo l’altro con le mie gambe. Usare tutte le forze che sono necessarie, sopportare tutto ciò che devo e alla fine esere contento di me. Imparare qualcosa di concreto- piccolo finchè si vuole ma concreto- dagli sbagli che faccio e dalla gioia che provo. E gara dopo gara, anno dopo anno, arrivare in un luogo che mi soddisfi. O almeno andarci vicino. Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole: “Murakami Haruki, scrittore e maratoneta. Se non altro fino alla fine non ha camminato”. Perché si dica quel che si vuole ma io sono un maratoneta”.

Fonte:  Murakami Haruki “L’arte di correre”, Torino, Einaudi.

Sei un runner? Partecipa a una ricerca

Se sei un runner partecipa a questa ricerca realizzata dal Centro Studi della Fidal per conoscere quanto e come ti alleni e quali le principali ragioni per cui pratichi questo sport. Clicca sulla figura e vai alla pagina dove troverai le domande a cui rispondere. Partecipa anche tu a fare conoscere il mondo degli amanti della corsa.

#MaratonadiRoma2018

Manca un giorno alla maratona di Roma (www.maratonadiroma.it)  ed è il momento di liberare la mente da tutte le incertezze sulla propria prestazione, qualche idea:

  • ripensa agli allenamenti e alla fatica sopportata per arrivare a questa giornata
  • sii orgoglioso di questo percorso
  • goditi l’eccitazione che provi, compresi i timori che ti passano per la testa
  • pensa che domenica vai a fare proprio ciò che ti piace di più, correre
  • è ovvio che sarà molto faticoso
  • mantieni sempre il tuo ritmo
  • stai facendo qualcosa di importante per te altrimenti non ti saresti allenato così tanto

 

NYC stronger

La maratona come metafora della vita.

“… se anche io come e, come me, migliaia di persone normali possono correre per oltre 42 chilometri, allora tutto è possibile. Anche fermare le guerre”.

(Alessandro Bertani, Emergency vice presidente)

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I tempi della Maratona di Londra divisi per età

L’app di rilevamento di attivitàStrava – ha rilasciato alcune informazioni visualizzando le abitudini e le attività dei corridori di maratona di Londra dall’anno scorso. Ed è una buona notizia per i corridori più esperti.

  • I podisti iscritti a Strava nel gruppo d’età 35-44 hanno pubblicato il tempo finale più veloce, seguiti dal gruppo di età 45-54, che ha terminato con una media di 3 ore 56 minuti; con il gruppo di età più giovane (under 25) in terza posizione, con una media finale di tempo di 3 ore 59 minuti.
  • Il gruppo d’età 25-34 (stesso gruppo di età della maggior parte degli atti di elite) è stato uno dei più lenti, solo 15 secondi in meno del gruppo di età 55-64 – potenzialmente  illustra le differenze di stile di vita, livello di esperienza e strategia di corsa.
  • Complessivamente le donne hanno mediamente impiegato 4 ore 23 minuti e gli uomini, 3 ore 48 minuti.
  • Il 4° miglio è stato il più veloce per uomini e donne.

Recensione libro: Ultramaratoneti e gare estreme

Ultramaratoneti e gare estreme

Matteo Simone

Roma Prospettiva editrice, 2016, p.298

Parlare di ultramaratona è difficile perché con facilità si può scadere nella retorica del sacrificio, del no pain-no gain. Questo libro, invece, parla di questo tema dando voce alla esperienze positive e negative di chi corre. Infatti si parla all’inizio della corsa, anzi del movimento, e di quanto sia importante muoversi quotidianamente scegliendo la misura che è più indicata e piacevole per la persona. Successivamente il lettore è condotto nel mondo della corsa di lunga distanza e quindi anche in quello dell’ultramaratona. Qui il racconto assume sempre più una dimensione narrativa in cui Simone Matteo fa parlare i diretti protagonisti attraverso le loro esperienze. La maggior parte di loro sono persone comuni, non atleti professionisti, che parlano delle ragioni che sottendono a questa scelta sportiva. Sono in generale motivazioni che nascono dal desiderio di migliorare la conoscenza di se stessi, attraverso la conoscenza di quali siano i propri limiti e come superarli. Il corpo parla continuamente a questi amanti dell’endurance, poiché la distanza determina sollecitazioni che le corse brevi e di media lunghezza non arrivano a determinare. Ascoltarsi vuol dire anche sapere quando fermarsi dando retta proprio ai segnali che provengono dal fisico. Non ascoltarli significa andare incontro a problemi fisici anche gravi, come viene raccontato da alcuni runner. Il libro scorre in modo interessante poiché Matteo Simone narra delle storie personali senza avere la pretesa d’insegnare cosa sia l’ultramaratona ma lasciandola scoprire al lettore attraverso le parole di chi la pratica. Ognuno di noi se ne farà quindi un’idea personale, basata su cosa riteniamo sia la corsa, la corsa di lunga distanza e il nostro rapporto con il movimento. E’, quindi, un libro aperto a diverse soluzioni interpretative dettate dalle esperienze di chi legge e credo che questo sia il suo pregio principale.