Archivio per il tag 'Calcio'

Allenatori e arbitri

Fra allenatori e arbitri è sempre una bella lotta fra personalità che vogliono imporre gli uni agli altri il loro punto di vista. Sui media non vi è dialogo, è guerra aperta a difesa della propria squadra contro l’altra, che per definizione ha torto. Chi ha ragione? Dipende per chi si voglia propendere. Il tono da avere con gli arbitri (tranne ovviamente per gli allenatori che si astengono da questa rissa verbale) è sempre accusatorio, quando commettono un errore la spiegazione può variare tra due scelte: è un incapace perchè non ha visto oppure ha visto ma volutamente non ha fischiato. Non è previsto dire: ha sbagliato perchè tutti commettiamo errori. D’altra parte gli arbitri e i loro capi si trincerano sempre dietro “siamo bravi, va bene così.” Non commettono errori perchè sono stressati o perchè non sono concentrati e, quindi, non si allenano per sopperire a questi limiti. L’unico loro impegno è la preparazione fisica, come si preparano mentalmente non è importante perchè impareranno con l’esperienza. Peccato si potrebbe fare molto ma … dimenticavo non ci sono i soldi.

Psicologi che lavorano

Ieri sera su Super 3, è andata in onda un’altra puntata della trasmissione di approfondimento su tematiche legate al calcio giovanile nel Lazio. Tema della puntata è stato Corviale, dove lo sport è diventato negli anni strumento indispensabile nel recupero di un quartiere a lungo in difficoltà, troppo spesso emarginato dal resto della città e purtroppo anche dalle istituzioni. Sono intervenuti Pino Galeota, membro del Coordimento “Corviale domani” e Mauro Litti, psicologo della Federazione Italiana Giuoco Calcio del Lazio, per raccontare la realtà del palazzo più lungo del mondo senza luoghi comuni e senza ipocrisie. Ancora una volta quindi il calcio è stato solo il punto di partenza per affrontare tematiche che difficilmente riescono a conquistare le prime pagine dei giornali. Finalmente viene dato rilievo al lavoro degli psicologi (nella puntata precedente era intervenuta un’altra collega, Daniela Sepio). Era ora.

Calcio: lo scandalo senza fine

“Roberto Di Martino, procuratore di Cremona, la dice quasi fosse un’ovvietà e non un’enormità. “Lo scorso campionato di serie A è stato irregolare”. Poi, elabora. Ed è ancora peggio. “Alcune squadre hanno compromesso la genuinità della lotta per la retrocessione, altre quella per la qualificazione all’Europa League, altre ancora singole partite. Mettendole insieme, la quantità di gare truccate è tale che l’intero torneo è da considerarsi compromesso”. Insomma, un campionato di cartapesta.” L’inganno consiste nel fare credere il falso come vero, sottraendo volontariamente informazioni rilevanti allo scopo di perseguire uno scopo personale illegale. Leggi: www.repubblica.it

 

Calcio e montagnaterapia

Fra i diversi commenti all’articolo sul calcio, voglio pubblicare quello di Giulio Scoppola che pone ulteriori argomenti di discussione. “Ho trovato molto interessante, e per noi quasi scontato, il tuo articolo pubblicato su Repubblica. Posso anche dirti che la metafora dell’allenamento contamina positivamente anche i settings psicoterapeutici. Trovo molto utile avvicinare il percorso dell’”allenamento” a quello della “trasformazione” (forse più contiguo a quello di terapia).
Così come dalla mia esperienza la debolezza strutturale delle strutture e funzioni mentali di molti atleti ben si potrebbero approcciare con percorsi trasformativi. In fondo anche la Montagnaterapia propone percorsi trasformativi in e attraverso la montagna. Chissà che anche per gli sportivi ad alto livello non potremmo aprire percorsi trasformativi di Montagnaterapia, finalizzati ad evidenziare, sotto uno stress controllato non in laboratorio, quelle aree psicologiche ed emozionali la cui fragilità, se opportunamente osservata e accettata, potrà essere gestita con livelli differenti di risposta.
Mi piacerebbe parlarne con te magari in una tavola rotonda… in un dialogo tra psicologia dello sport e psicoterapia… che ne dici?”

Il calcio non allena la mente

Il calcio italiano non allena la mente: La psicologia è ancora un tabù. In questa intervista a Repubblica.it denuncio l’arretratezza delle nostre società sportive: Solo qualche richiesta dagli atleti che praticano sport individuali. Non serve terapia, ma training per la mente durante il percorso di allenamento. Leggi su: http://www.repubblica.it/rubriche/lastoria/2012/01/30/news/calcio_e_psicologo_dello_sport-28056538/

 

Il Giuoco del calcio fra i giovani

Quando si inizia a prendere a calci un pallone, in un campetto improvvisato o in una moderna struttura sportiva, all’inizio e prima di tutto il resto, c’è un gioco. Anzi, meglio, un “giuoco”, come recita ancora la dizione ufficiale dei regolamenti e il nome stesso della federazione sportiva di chi gioca a pallone: il “giuoco del calcio”.
E’ proprio questo il titolo di una trasmissione televisiva condotta da Giusi De Angelis che va in onda su Super 3, rete di Roma e del Lazio, il giovedì alle 21.30. “Il Giuoco del calcio” parla del mondo giovanile: scuole calcio, piccoli amici, pulcini, esordienti, allievi e juniores. “ Vuole fare conoscere un mondo ricco, vivace e in continua espansione nonostante i problemi e le difficoltà del calcio “dei grandi” di cui poco si parla. Il programma esamina il rapporto  tra bambini, scuole calcio e genitori, anche attraverso le opinioni e le esperienze di chi il calcio lo ha vissuto in prima persona. Ma anche il rapporto tra cultura e calcio, quando lo sport dà un messaggio culturale o diventa uno strumento di educazione sociale e civile. E poi il calcio dei bambini con le sue diff icoltà, il problema dei piccoli giocatori immigrati e il commercio di chi promette sogni che raramente si riescono a realizzare. Molto bella la trasmissione di ieri sera sulla Scuola Calcio di Scampia a Napoli e su quella di Torbellamonaca a Roma, aree a forte disagio sociale in cui queste due società sportive operano da anni per consentire ai bambini di vivere esperienze positive di convivenza attraverso il calcio. Sono esperienze che più di ogni altra parola ci fanno bene all’animo e trasmettono un messaggio concreto di speranza. Vai a: www.ilgiuocodelcalcio.it   www.arciuispscampia.it   www.fondazionecannavaroferrara.it/arci-scampia-25-anni-e-non-sentirli?lang=it

 

 

Girone di andata calcio

Commenti sulle 19 partite del girone d’andata del campionato di serie A di calcio e previsioni su quello di ritorno. Le prime tre squadre di testa, divise da 3 punti, raggiungono questa posizione con risultati diversi.

  Vinto Pari Perso
Milan 63,1% 21,05% 15,7%
Juventus 57,8% 42,1% 0
Udinese 57,8% 26,3% 15,7%
  1. Il Milan ha vinto più spesso delle altre. La sua media del 63% di successi è analoga a quella raggiunta al termine del girone di andata della stagione precedente e al termine del campionato che ha vinto.
  2. La Juventus ha 1 punto in più del Milan pareggiando il 42% delle partite contro il 21% ma senza essere mai  essere stata sconfitta.
  3. L’Udinese ha perso 3 partite come il Milan ma ha 1 pareggio in più, che determina il distacco di 3 punti dalla capolista.
  4. Il campionato passato è stato vinto mantenendo la stessa percentuale di successi del girone di andata, riducendo al minino le sconfitte nella seconda parte (non più di 1) e aumentando i pareggi rispetto alla prima parte del campionato.
  5. La Juventus ha finito il girone di andata senza sconfitte e potrebbe permettersi anche 2 sconfitte in quello di ritorno ma non le altre due squadre.
  6. Gli scontri diretti possono determinare il campionato, non solo perché chi vince avrebbe superato un ostacolo decisivo, ma soprattutto sarebbe negativo per chi perde perché si troverebbe costretto a non subire più insuccessi se vuole vincere il campionato.
  7. Sono, però, altrettanto importanti anche le partite apparentemente facili perché la squadra di vertice deve ottenere sempre la vittoria.
  8. La tabella di marcia è la seguente su 19 partite bisogna vincerne almeno 11, perderne 2  e pareggiarne 6 per essere quasi certi di arrivare secondi, chi vuole vincere dovrà fare meglio.
  9. In sintesi, di solito vince chi nel girone di ritorno mantiene lo stesso ritmo di successi e aumenta il numero dei pareggi. Infatti,  l’anno scorso l’Inter è arrivata a 6 punti dal Milan pur vincendo solo una partita in meno (23vs24) ma ha fatto meno pareggi (7vs10) perché ha perso il doppio degli incontri (8vs4).

 

 

L’entusiasmo non è sempre positivo

Avere aspettative realistiche rispetto ai propri risultati è una degli aspetti dello sport agonistico che è più difficile da controllare da parte di atleti e allenatori. Talvolta una serie di risultati positivi portano a pensare di potere raggiungere il massimo risultato mentre altre volte pochi risultati negativi o non soddisfacenti determinano previsioni ancora peggiori. A questo riguardo i commenti di Conte, l’allenatore della Juventus, sulla possibilità di vincere il campionato mi sembrano un esempio di eccessivo entusiasmo, soprattutto perchè possono spostare l’attenzione delle squadra sull’idea “vincere” da quella che invece dovrebbe riguardare il come fare per giocare bene e vincere la prossima partita. E’ un po’ come fessteggiare il successo 10 metri prima dell’arrivo, si può inciampare per la distrazione: meglio trattenere le emozioni, aspettare e poi manifestarle quando si è tagliato il traguardo, che in questo caso è rappresentato dalla conclusione del girone di andata. Questo perchè la fine della prima parte del campionato è un evento oggettivo, in cui ogni squadra effettua una prima valutazione del suo percorso e delle sue prospettive. In altri termini è legittimo in quel momento esprimere le proprie aspettative, farlo prima di quel momento direi che è quantomeno rischioso.

Calma e aggressività

Nel campionato di calcio è il momento della calma, umiltà e dell’aggressività. Mi sembra siano questi i tre atteggiamenti più importanti che gli allenatori stanno chiedendo alle loro squadre. La calma serve per entrare in campo e giocare con la mente libera da fantasmi e preoccupazioni. L’umiltà perchè bisogna sapere giocare con la stessa voglia e determinazione ogni settimana senza lasciarsi influenzare dai risultati precedenti, dalla posizione in classifica o dagli avversari. L’aggressività fa da contraltare alla calma. La calma è la convinzione nei propri mezzi e l’aggressività serve per giocare ogni palla per 90 minuti con la prontezza fisica e mentale necessaria, a gestire lo stress agonistico quando si è stanchi e a capovolgere i momenti negativi della partita.

Personalità e calcio

Sui media è apparsa la notizia che una squadra tedesca, l’Hannover, ha sottoposto i suoi giocatori a un questionario di personalità per conoscere le principali caratteristiche psicologiche di ognuno. Ovviamente sui giornali italiani la notizia è apparsa perchè vi sono anche alcune domande che indagano sulla vita sessuale (http://www.repubblica.it/sport/calcio/calciomercato/2012/01/11/news/hannover). Sono convinto della grande positività d’iniziative come queste, poichè permettono di approfondire la conoscenza dei propri calciatori attraverso attraverso l’uso di trumenti scientifici. E’ questa una pratica inesistente in Italia. Posso dire che l’unico a essersi interessato a queste dimensioni è stato Arrigo Sacchi, il quale in preparazione dei mondiali di America 1994 mi chiese di somministrare ai giocatori un questionario e applicai il TAIS. Questionario per lo studio dello stile attentivo e intepersonale delle persone. Oltre il suo interesse al profilo psicologico di ognuno degli atleti, mi chiese ad esempio di dirgli quali erano, in base ai risultati, quei calciatori a cui poteva fornire più informazioni contemporaneamente senza che per questo si confondessero e quelli invece per cui era più efficace fornire ogni volta un numero minore d’indicazioni. Ecco un piccolo esempio di come le informazioni che derivano da un questionario possono essere utilizzate. Da quel giorno, solo gli arbitri di calcio dell’era Casarin alla fine degli anni ’90 hanno usufruito di questo tipo di consulenza psicologica. I tempi passano e i club si affidano ai maghi allenatori, che ovviamente essendo dei piccoli Cesari non hanno bisogno di queste notizie.