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Le competenze del personal trainer

Il personal trainer è ormai una figura professionale che si è affermata e diffusa nel mondo del fitness e della promozione dello stile di vita attivo. E’ un ruolo diverso dalla figura dell’allenatore e richiede lo sviluppo di competenze specifiche che possono essere così riassunte.

Sociali e di comunicazione -  Avrai a che fare con un’ampia varietà di persone. Scopo: ottenere il massimo da ogni individuo. Usa le tue abilità sociali. Allegro ed estroverso, in modo che i clienti si riscaldino rapidamente. Semplice e preciso, per convincere a seguire sessione

Empatia - Ogni cliente proviene da background diverso, affronta sfide e vive limiti diversi, fisici e mentali, per diventare fisicamente in forma. Connettiti a livello personale con queste sfide ascoltandoli e capisci la loro condizione. Vedi la vita attraverso i loro occhi, capirne gli obiettivi. Mostra un genuino interesse nei loro confronti

Motivazione e leadership - Uno dei compiti principali è fornire ragioni per motivarsi. Devi essere in grado d’insegnare a motivarsi. Importante è la capacità di motivarti ogni giorno e spingerti oltre i tuoi limiti

Pianificazione e organizzazione - Lavori con molti clienti diversi. Serve organizzazione e pianificazione per redigere piani unici, mantenere la consapevolezza degli obiettivi raggiunti e procedere.

Professionalità – Competenza nel proporre un programma di allenamento. La professionalità si evidenzia nel vestire e nel linguaggio. Cordiale e sincero nei rapporti con i clienti, presentati in modo da dimostrare che si pratica ciò che si predica traendone grande beneficio nel corpo e nella mente.

Eliud Kipchoge sfida i limiti umani

Eliud Kipchoge

  • Keniano
  • 35 anni, 1m67, 52 Kg
  • Maratoneta, 230km settimana
  • Sposato, 3 figli
  • Oro Olimpico e world recordman sulla maratona in 2h1m39s

OBIETTIVO: Correre la maratona in 1h59m a Vienna nei prossimi giorni 

Atteggiamento mentale (mindset)

  • Allenamento, passione e autodisciplina
  • Scrive tutto quello che fa su quaderni
  • Scrive le sue sensazioni per ricordarle
  • Legge Aristotele, Confucio e Paolo Coelho
  • Corre con la mente rilassata
  • “Rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie”
  • “Solo le persone disciplinate sono libere, le altre sono schiave di umori e passioni”
  • “Quando mi alleno, cerco di sentire il mio corpo e di dare sempre di più. Non credo nei limiti”.
  • “Bisogna avere una grande convinzione e un team che creda in te e ti sostenga. Anche le scarpe sono importanti. E poi bisogna essere più forte di qualunque altro corridore del passato. Tutto è possibile”
  • “La maratona è vita. Se vuoi essere felice devi goderti la vita e io mi diverto a correre la maratona. Per questo sorrido”

Conduce una vita spartana:

  • Si alza sempre alle 5 a Kaptagat (Kenya)
  • Il weekend torna dalla famiglia
  • Pulisce la sua stanza e il bagno
  • Lava maglia e calze in una bacinella che poi stende come gli altri
  • Nel pomeriggio beve una tazza di te e mangia una fetta di pane
(Fonte: Emanuela Audisio, Repubblica e correre.it)

5 importanti lezioni dal documentario “Inside Bill’Brain”

Una nuova serie di documentari Netflix descrive in dettaglio il funzionamento interiore della mente, del matrimonio e del lavoro filantropico di Bill Gates, e lascia gli spettatori con importanti lezioni sul lavoro, l’amore e la ricerca delle loro personali definizioni di successo.

Courtesy of Netflix

Il riscaldamento è fisico e mentale

In relazione al riscaldamento voglio riprendere quanto esprime Jurgen Weineck nel suo libro “L’allenamento ottimale” poiché è un testo noto a tutti gli allenatori (gli psicologi dovrebbero studiarlo). Infatti, illustra chiaramente il ruolo fisico e anche mentale di questa fase dell’allenamento. evidenzia così quanto sia rilevante insegnare ai giovani atleti a utilizzare questa fase di allenamento nel modo adeguato e non semplicemente come esercizi noiosi da effettuare per evitare d’infortunarsi.

“Per riscaldamento s’intendono tutte le misure che, prima di un carico sportivo – d’allenamento o di gara – servono sia a creare uno stato di preparazione psicofisico e cinestesico coordinativo ottimale sia alla prevenzione degli infortuni”.

” Il riscaldamento in sé … può essere passivo, attivo e mentale, oppure realizzato in forma combinata.Nel riscaldamento attivo, l’atleta esegue praticamente gli esercizi o i movimenti, mentre in quello mentale se li rappresenta soltanto … Se viene utilizzato da solo … l’allenamento mentale è poco valido, perché mette in moto solo parzialmente, e spesso con scarsa intensità, i processi di adattamento caratteristici del riscaldamento. Invece, in alcuni sport (ad esempio ginnastica artistica e atletica leggera) se viene combinato con altri metodi di riscaldamento è di grande efficacia”  (p. 547).

“Come si può ricavare da vari lavori vi sono interrelazioni tra riscaldamento, motivazione e l’atteggiamento psichico verso l’attività stessa. Così da un lato, un grado elevato di motivazione e un atteggiamento fortemente orientato verso la prestazione possono rafforzare l’efficacia del riscaldamento – tra l’altro, grazie ai parametri psichici dello stato pre-agara che prepara l’organismo a una prestazione elevata – mentre, dall’altro, un atteggiamento negativo verso di esso ne riduce o elimina totalmente i benefici … il riscaldamento, partendo da una situazione iniziale “neutra”, serve a formare uno stato psichico di disponibilità alla prestazione, evoca uno stato ottimale di eccitazione del sistema nervoso, migliorando così l’atteggiamento verso la prestazione sportiva e la concentrazione su di essa” (p.551).

Le regole psicologiche di Bianca Andreescu

I comportamenti psicologici della nuova stella del tennis, vincitrice degli US Open, Bianca Andreescu:

“Prima di ogni torneo e di ogni mossa che fa, Bianca Andreescu si siede, chiude gli occhi e visualizza esattamente i risultati a suo favore. E’ diventata una delle chiavi del suo successo”.

“Dopo aver vinto l’Orange Bowl, un paio di mesi dopo, ho davvero creduto di potere stare a quel livello. Da allora, onestamente l’ho visualizzato quasi ogni singolo giorno. Che diventi una realtà è così folle. Queste visualizzazioni funzionano davvero, davvero bene”.

“Il ritmo è essenziale nel tennis e i giocatori parlano all’infinito del match play giocato per avere chiarezza mentale sotto pressione”.

“Andreescu è anche una combattente estroversa, che urla al proprio team nel box e in faccia alla sua avversaria. Dall’inizio contro Williams, ha sottolineato i suoi successi con acclamazioni forti e feroci, un saluto alla sua squadra, ma anche un messaggio al campo”.

“Andreescu, che ormai ha visualizzato tutti gli slam che vincerà e tutto quello che otterrà in questo sport, ha semplicemente risposto:”Beh, abituati.” (Rivolgendosi al suo allenatore, Sylvain Bruneau, dopo che aveva appena ricevuto il suo trofeo agli US Open in qualità di allenatore. In questa circostanza, Bruneau ha afferrato il trofeo d’argento in modo goffo dicendo: “Non sono abituato a questo, a tenere trofei”).

(Fonte: https://www.theguardian.com/sport/2019/sep/08/bianca-andreescu-remarkable-vision-us-open)

Bianca Anreescu

Le 10 regole per sentirsi mentalmente e fisicamente in forma

Spesso sentirsi in forma è vissuto come un dovere, perché ce lo chiedono i nostri amici, il medico o il nostro partner e ci si sente spinti a “fare qualcosa” per non subire più quegli interrogatori sul perché non vogliamo fare niente. Altre volte, invece, sono proprio coloro che vanno già in palestra in modo assiduo che  sviluppano una mentalità centrata sull’idea che per sentirsi bene bisogna fare sempre di più e i risultati si ottengono solo con il dolore e con sedute faticose in cui ci si sfida a raggiungere il proprio limite.

Nessuno di questi due approcci all’attività fisica è di grande aiuto nel promuovere il piacere di svolgere un’attività senza alcun altro scopo che non sia il desiderio di sentirsi in forma fisicamente e mentalmente e lo stare a proprio agio mentre la si svolge producendo degli effetti positivi sul proprio benessere, che sono momentanei ma anche duraturi nel tempo se la si svolge in modo continuativo.

Per motivarci a intraprendere e mantenere questo tipo di percorso è importante sapere cosa raccontiamo a noi stessi, di seguito riporto 10 regole, che rappresentano 10 modi di fare che se acquisiti potrebbero essere di supporto alla scelta e al mantenimento di uno stile di vita fisicamente attivo.

  1. Trova piacere in ciò che fai per sentirti in forma
  2. Costruisci una mente in pace con se stessa
  3. Respira con l’intenzione di sentire il corpo che si muove
  4. Visualizza il tuo benessere
  5. Ascolta il cuore quando è calmo o quando batte veloce pieno di energia
  6. Immagina ciò che fai prima di farlo
  7. Sii il tuo respiro
  8. Senti il tuo corpo flessibile
  9. Percepisci il tuo umore mentre ti eserciti
  10. Ringraziati per ciò che fai per te

 

 

Tutto viene dalla mente

Tutte le cose originano dalla mente. Azioni ed eventi dipendono in larga parte dalla motivazione. Apprezzare l’umanità, la compassione e l’amore sono i punti chiave. Se sviluppiamo buoni sentimenti, indipendentemente dal fatto che il nostro campo sia la scienza, l’agricoltura o la politica, poiché la motivazione è così importante, tutto migliorerà.

Dalai Lama

 

Abilità mentali nella ginnastica artistica over 14

  • Routine – Padroneggiare completamente la routine, indipendentemente dal contesto agonistico e situazionale
  • Recupero: Focus su strategie di rigenerazione e di recupero
  • Abilità mentali – Immaginazione, concentrazione, controllo emotivo, dialogo interno positivo e rilassamento, autoregolazione, perfezionismo e fiducia
  • Squadra – Gare di squadra stimolano pressioni e richiedono lo sviluppo e la gestione del lavoro di squadra.
  • Media – Gestione delle interviste e degli eventi mediatici
  • Coaching: Gestione distrazioni e interruzioni in allenamento, mantenendo prestazioni massime nel lungo periodo
  • Allenatore: Lavorare in partnership con allenatore, assumendosi responsabilità decisionali
  • Etica: Sviluppare in relazione alla competizione e alla maturità sociale
  • Vita: Mantenere un equilibrio nella propria vita sociale ed extra-sportiva
(Fonte: Adattato da http://www.gymcan.org/uploads/gcg_ltad_en.pdf)

La mente nella ultramaratona: come allenarla a superare i momenti di crisi

Nell’ambito degli eventi organizzati in occasione della 100 km del Passatore  giovedì 21 maggio (ore 20.30), a Faenza la Galleria Comunale accoglierà un incontro su alimentazione e allenamento. L’incontro, promosso in collaborazione con la Iuta (Associazione italiana ultramaratona), prevede gli interventi di Luca Speciani, su “Dieta e prestazioni nello sportivo, in gara e fuori: il cambio di paradigma dell’alimentazione di segnale”, e di Alberto Cei, su “La mente nella ultramaratona: come allenarla a superare i momenti di crisi”.

Chi mi vuole incontrare potrà farlo durante questa serata.

Le caratteristiche del calcio-5

Il calcio-5 o futsal  è uno sport che pur derivando dal calcio ha assunto caratteristiche molto diverse. Oggi una partita di calcio-5 è molto più simile a una partita di pallacanestro, non solo per il numero di giocatori in campo ma anche per intensità, rapidità di gioco, possibilità di sostituzioni in campo. Il mental coaching di una squadra di un  calcio-5 prevede quindi l’attenzione su aspetti diversi di quelli caratteristici del calcio. Ecco in cosa a mio avviso si differenzia dallo sport da cui ha originato:

  1. nell’arco di un tempo i giocatori possono alternarsi ogni 3/4 minuti
  2. negli ultimi 2 minuti si possono fare più goal e ribaltare il risultato
  3. l’errore di un giocatore può essere fatale e determinare una rete
  4. è un gioco a elevata intensità, con continui scatti che riducono rapidamente le energie mentali e fisiche dei giocatori
  5. i tempi di reazione e decisionali devono essere molto rapidi
  6. ogni giocatore deve essere costantemente pronto a difendere e attaccare
  7. l’espulsione di un giocatore determina un vantaggio notevole per la squadra avversaria
  8. viene richiesto un continuo e elevato livello di coesione e collaborazione
  9. bisogna giocare a intensità elevata sino all’ultimo secondo
  10. è richiesto un continuo controllo emotivo sui propri stati d’animo nocivi