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Calcio e disabilità

Sta per iniziare il  7° anno del progetto “Calcio Insieme” per giovani con disturbi intellettivi e con particolare attenzione al disordine dello spettro autistico. Questa attività di calcio coinvolge 80 giovani da 6 a 18 anni, iscritti all’interno di un programma di allenamento specifico che segue un innovativo modello didattico. L’attività è realizzata dalla Fondazione Roma Cares e dall’Accademia di Calcio Integrato. Guarda il video: da7186cb-7301-4c3b-913a-dcc9e91fd6ebA Roma in campo “Calcio insieme”, sport che abbatte barriere – Ordine  Professioni Infermieristiche – Bologna

 

 

“Estate Insieme”: calcio per giovani con disabilità intellettiva

E’ iniziato il campo “Estate Insieme” promosso da Roma Cares in collaborazione con Accademia Calcio Integrato con giovani dai 6 ai 18 anni con disabilità intellettiva che giocano a calcio. Seconda giornata, i ragazzi/e arrivano al campo e iniziano a giocare nel campo grande. Ambiente sereno, tirano in porta. Questo avviene in attesa che arrivino gli altri compagni. Poi al completo ascoltiamo e cantiamo l’inno d’Italia tutti insieme.

Inizia l’allenamento con esercizi di coordinazione conduzione della palla, divisi in due gruppi da 5. Ci sono 3 allenatori della Roma che li seguono, fornendo istruzioni tecniche e incoraggiandoli a mantenere un ritmo continuo di esercitazione.

Tiri in porta di diversa grandezza su postazioni, si ruota ogni tot minuti.

Sono giovani che si allenano con noi da molto tempo, alcuni da 6 anni altri da quattro. Il campo estivo è di 5 ore su 5 giorni per settimana (il gruppo in totale è di 90 giovani per 3 settimane) . Il gruppo di 10 di cui sto parlando è composto da giovani con disabilità intellettiva con un buon funzionamento motorio anche se qualcuno ha difficoltà a correre, altri prevalentemente camminerebbero e corrono per pochi passi, altri invece sono molto rapidi. Alcuni hanno più bisogno di altri di alternare minuti di attività con una fase di pausa (in ogni caso fa molto caldo qui a Roma).

Per questi ultimi avere molte ore a disposizione per allenarsi è importante, poiché in questo modo hanno modo di allenarsi comunque per un periodo di tempo complessivamente lungo mentre durante le sedute di allenamento settimanali fermarsi 20 minuti significa perdere quasi il 40% del tempo di allenamento che è di 50 minuti.

Naturalmente vi sono anche momenti di tensione, qualche ragazzo si mostra irrequieto, qualcun altro litiga con un compagno, qualcuno risponde in modo impulsivo o si offende perché non gli passano la palla, altri si stancano e tendono a isolarsi.

Queste difficoltà si risolvono con la pazienza dei Mister che capiscono queste problematiche ma soprattutto grazie anche al fatto che il gioco continua e questi episodi non disturbano quelli che giocano. In tal senso la continuità dell’attività è da stimolo a quelli che si allontanano per ritornare a giocare. Questo perchè in ogni caso, l’obiettivo è mantenere un clima sereno e piacevole che alla fine sovrasta ogni difficoltà che s’incontra.

Con un’immagine si può dire che il fiume scorre, quando un ragazzo/a vive un momento più critico, il suo scorrere aiuta a risolvere i problemi individuali perché il collettivo continua l’attività, quindi tutto scorre e poi si arriva al mare dove tutto finisce.

Gli allenatori svolgono il ruolo ruolo di guida con comprensione e vicinanza ma in modo fermo. Questo loro atteggiamento costituisce il cardine essenziale per cui tutto scorre, nonostante si stia allenando giovani con disabilità intellettiva.

Si lavora molto per dare valore all’allenamento. Ecco quindi la ragione per cui ascoltare e cantare insieme l’inno d’Italia e prima della partita finale quello della Champions League sono momenti che precedono momenti significativi dell’allenamento. E’ ovvio, infine, che vestire la divisa della AS Roma è un altro fattore che unisce, un modo per questi giovani atleti di sentirsi orgogliosi e parte di qualcosa che nella loro percezione è immenso.

Nei prossimi giorni racconterò l’esperienza di altri giovani che partecipano al “Estate Insieme”.

10 ragioni per giocare a calcio per i giovani con autismo

10 ragioni per cui i giovani con disabilità intellettiva traggono beneficio dal gioco del calcio
  1. Il calcio è lo sport più amato dai giovani di tutto il mondo: si può giocare ovunque, al chiuso e all’aperto, ogni luogo si può trasformare in un campo di calcio e chiunque indipendentemente dalle sue capacità può giocare una partita.
  2. Il pallone è un strumento sportivo senza rivali: lo puoi calciare con i piedi o con le mani e colpire con ogni parte del corpo; tutti possono passare la palla, tirare in porta o provare a parare un tiro. Dai un pallone a un gruppo di bambini e non si stancheranno di rincorrerlo.
  3. Il calcio favorisce l’inclusione di tutti, ogni ragazzo o ragazza può correre dietro una palla, toglierla a un altro, tirare, passare e parare.
  4. I giovani con disabilità intellettiva sono di solito esclusi dal gioco del calcio, perché sono rare le opportunità che gli vengono offerte.
  5. Giocare a calcio e con il pallone gli permette di stare con i compagni di classe, con i loro amici e di conoscerne di nuovi.
  6. Calcio è stare all’aria aperta, vedere le stagioni anche se si vive in città e imparare a muoversi con gli altri quando fa freddo o caldo o quando tira vento.
  7. Calcio è partecipare a un allenamento centrato su apprendimenti nuovi che determinano il miglioramento delle abilità motorie di base, coordinazione, abilità tecnico- tattiche, abilità di comunicazione, collaborazione e cognitivo-affettive.
  8. Calcio è stare in gruppo insieme durante l’allenamento, condividere gli stessi spazi, esercitandosi da soli ma anche con un altro compagno o in piccoli gruppi.
  9. Calcio è vestire la divisa della propria squadra, la Roma, andare allo stadio insieme a tutto il gruppo a vedere le partite e andare a scuola con questa uniforme, essere riconosciuti dai compagni come allievi della scuola calcio della Roma.
  10. Calcio è integrazione, allenandosi e partecipando a tornei e giocando partite di calcio integrato 5vs5 composte da tre giovani con disabilità intellettiva e due giovani della AS Roma.

Seminario: Calcio e integrazione – l’esperienza dell’AS Roma con i bambini con disabilità intellettiva

Calcio Insieme è un progetto di empowerment psicologico, relazionale e motorio tramite il calcio per giovani con disabilità intellettiva, con particolare riferimento al disturbo dello spettro autistico.

Dal 2015 la Fondazione Roma Cares, espressione della responsabilità sociale dell’AS Roma Calcio, e Asd Accademia Calcio Integrato organizzano su base annuale programmi di sviluppo motorio attraverso il gioco del calcio per bambini con disabilità intellettive. Le indagini condotte hanno evidenziato la costante presenza dei bambini durante le attività e la soddisfazione delle loro famiglie e i benefici motori, sportivi e psicosociali che derivano da questi programmi.

Scopo di questo Seminario è di presentare i risultati delle ricerche condotte, illustrare il modello d’intervento, realizzato per la prima volta nel calcio giovanile con la collaborazione degli istruttori della AS Roma, degli psicologi dello sport, del logopedista, dei medici e dei responsabili dei rapporti con le scuole e le famiglie.

Seminario: Calcio e integrazione – l’esperienza dell’AS Roma con i bambini con disabilità intellettiva

Calcio Insieme è un progetto di empowerment psicologico, relazionale e motorio tramite il calcio per giovani con disabilità intellettiva, con particolare riferimento al disturbo dello spettro autistico.

Dal 2015 la Fondazione Roma Cares, espressione della responsabilità sociale dell’AS Roma Calcio, e Asd Accademia Calcio Integrato orga- nizzano su base annuale programmi di sviluppo motorio attraverso il gioco del calcio per bambini con disabilità intellettive. Le indagini condotte hanno evidenziato la costante presenza dei bambini durante le attività e la soddisfazione delle loro famiglie e i benefici motori, sportivi e psicosociali che derivano da questi programmi.

Scopo di questo Seminario è di presentare i risultati delle ricerche condotte, illustrare il modello d’intervento, realizzato per la prima volta nel calcio giovanile con la collaborazione degli istruttori della AS Roma, degli psicologi dello sport, del logopedista, dei medici e dei responsabili dei rapporti con le scuole e le famiglie.

Idee per il nuovo anno sportivo

Ho ripreso lo scorso sabato l’attività di quella che considero la nuova stagione sportiva. Sono partito con tennis, tiro a volo, pallamano, la revisione di un articolo sull’insegnamento del calcio  ai bambini con autismo e la lettura di una decina di progetti tesi in fase di realizzazione. Non è stato un inizio soft ma mi sta fornendo un senso di normalità di lavoro, in un momento che ovviamente non è così. Come tutti convivo con questa percezione d’incertezza e con il non sapere cosa succederà nei prossimi mesi.

Il mio lavoro è piuttosto pianificato e senza questa pandemia sarebbe vario e interessante. Nel frattempo si fa “come se” dovesse procedere come previsto, con la consapevolezza che ci si deve preparare agli adattamenti e cambiamenti necessari in funzione di come la situazione sanitaria evolverà. Penso, ad esempio, al progetto “Calcio Insieme” con i nostri 80 giovani con autismo che giocano a calcio. Con la AS Roma e l’Accademia di calcio integrato ci stiamo organizzando per potere svolgere l’attività di allenamento nel rispetto delle norme e in sicurezza per tutti.

Il mio lavoro è con gli atleti adolescenti che aspirano all’eccellenza ma non sanno se raggiungeranno questi livelli prestativi e con gli atleti di livello assoluto che si preparano per affermarsi a livello internazionale. In larga parte, sono consapevoli della rilevanza della componente mentale della loro attività e sanno che devono impegnarsi anche in un lavoro psicologico, che non è certamente facile da fare. In un periodo di crisi come è l’attuale, il supporto psicologico diventa ancora più essenziale per imparare ad accettare le paure, l’ansia verso il futuro e le limitazioni richieste per garantire la propria salute e quella delle persone con cui si lavora quotidianamente.

Ho vissuto le loro paure durante il lockdown, quando lasciati da soli a casa, molti hanno rischiato di vivere nell’angoscia e di subire passivamente quel periodo. Il supporto psicologico svolto con loro è stato, a mio avviso, indispensabile per consentirgli di prendere in mano la loro vita anche in quei momenti così negativi. Ora le limitazioni si sono fortemente ridotte, ma le paure restano finché non avremo il vaccino. Lo psicologo resta l’unica persona con cui condividere queste preoccupazioni e per migliorare la resilienza e la fiducia.

Le nostre principali organizzazioni sportive, rispetto a quelle di altri paesi europei, non si sono occupate in modo evidente di queste problematiche e lo stesso vale per le organizzazioni degli psicologi dello sport. Non sono stati prodotti documenti condivisi e specifici e, quindi, la responsabilità è stata lasciata alle singole iniziative dei professionisti.

Che dire, mi auguro di realizzare insieme a tutte le persone con cui lavoro i progetti che abbiamo pianificato. Quello che è certo è che noi non molliamo mai, siamo stati e saremo sempre pronti a risolvere i problemi che si presenteranno. Il mio motto è: “una cosa fatta bene, può essere fatta meglio” (Gianni Agnelli).

In bocca al lupo a tutti gli ottimisti!!

Autismo e calcio

Questo semplice twitter di ieri ha avuto 2353 visualizzazione. E’ la foto di una riunione del nostro staff che discute il nuovo programma di allenamento per i bambini con disabilità intellettiva e in larga parte con autismo, per migliorarne gli apprendimenti motori e insegnare il calcio.

L’interesse che ha suscitato dimostra come il tema della pratica sportiva per questi bambini (6-13 anni) è di attualità, sono pochi quelli che sono coinvolti con regolarità nello sport, non sappiamo in realtà quanti siano, con che frequenza e quali attività svolgano. I dati delle ricerche dimostrano che, in generale, questi bambini praticano sport individuali, in prevalenza corsa e nuoto. Sono estremamente rari i programmi che li vedono coinvolti nelle scuole calcio, poiché richiedono la presenza di allenatori e psicologi competenti. Spesso il calcio è sconsigliato in quanto questi bambini vengono inseriti in gruppi con giovani con sviluppo tipico e con allenatori che non hanno tempo e competenze per potersi dedicare a loro.

Roma Cares, la Roma e l’Accademia di calcio integrato da 5 anni hanno ideato e realizzato il progetto “Calcio Insieme” che attualmente coinvolge 7o bambini con disabilità  intellettiva. Coinvolge uno staff composto da 10 allenatori, 5 psicologi dello sport, 1 logopedista, 1 medico, 1 responsabile dei rapporti con le famiglie e scuole, 1 responsabile tecnico e 1 responsabile scientifico. E’ un progetto complesso che vede i bambini coinvolti da ottobre a giugno per due volte alla settimana. I risultati ottenuti e pubblicati su riviste scientifiche hanno dimostrato miglioramenti significativi nelle aree motorie e in quelle dell’area psicosociale.

Calcio Insieme per giovani con disabilità motorie e intellettive

 Calcio insieme 

Un programma di calcio integrato per giovani

con disabilità motorie e intellettive

ALBERTO CEI,    MICHELE ROSCI,    DANIELA SEPIO

              Università San Raffaele      AS Roma     Accademia di Calcio Integrato

                            Convegno Nazionale Scientifico AIDEE 2019

                                                   La Disprassia

                                     Roma, 17-18 Novembre 2019

Calcio Insieme, è un progetto promosso dalla Fondazione Roma Cares, Onlus legata al più ampio contesto di responsabilità e sostenibilità  sociale della AS Roma e dalla Asd Accademia Calcio Integrato, il cui obiettivo è lo sviluppo di una cultura dell’integrazione e dell’educazione ai valori dello sport attraverso il calcio.

Obiettivi - Studiare gli effetti di un programma di allenamento basato sull’insegnamento del calcio, su giovani con disprassia e con disturbo dello spettro autistico (ASD) promuovendone le competenze psicosociali, motorie e calcistiche. Nessun altro studio è stato condotto su sport di squadra e a nostra conoscenza i dati a disposizione provengono da sport individuali (Bremer et al., 2016; Luiselli e Cei 2017; Rivilis et al., 2011)) se non sono addirittura sconsigliati (https://dyspraxiafoundation.org.uk/dyspraxia-children/pe-lessons/).

Metodo - 30 partecipanti sono stati sottoposti a valutazione motoria pre/post. Valutazione psicosociale effettuata con interviste pre/post a genitori e insegnanti e con una valutazione svolta sul campo e continuativa nel tempo da istruttori di calcio e psicologi dello sport.

Risultati – Abilità motorie: differenze significative rispetto alle valutazioni iniziali in 6 prove su 10. Abilità calcio “correre con la palla”: il 39,3% non mostra alcun miglioramento, il 28,6% raggiunge un livello intermedio e il 10,7% un livello medio alto di abilità. Interviste ai genitori e insegnanti: percepiscono un incremento delle abilità psicosociali e motorie. Tale incremento differisce in base alla gravità del disturbo del giovane.

Conclusioni - Si conferma quanto emerso dalle rassegne su persone con ASD per cui la dimensione motoria migliora con percorsi specifici di apprendimento sportivo, ma a ciò si aggiunge che l’organizzazione dell’allenamento in attività di gruppo e individuali favorisce lo sviluppo delle competenze psicosociali. Il ridotto numero di giovani con disprassia richiede che i risultati dovranno essere documentati su una popolazione più ampia. Gli sviluppi futuri del progetto andranno verso una distinzione dei programmi di ricerca e di allenamento, con modelli specifici di intervento per le diverse diagnosi coinvolte.

Per sapere di più su Calcio Insieme:

Cei, A., Franceschi, P., Rosci, M., Sepio, D., e Ruscello, B. (2017). Motor and psychosocial development in children with autism spectrum disorder through soccer. International Journal of Sport Psychology, 48, 485-507.

Cei, A. e Luiselli, J. (a cura di) (2017). Sports, exercise and physical health among people with intellectual and developmental disabilities. International Journal of Sport Psychology, 48, 473-568, Special Issue.

Cei, A., Ruscello, B., e Sepio, D. (2019). Summer camp for children with ASD and parents perception of changes in psycho-social skills. International Journal of Sport Psychology, 50, 162.175.

Cei, A., Sepio, D., e Rosci, M. (in press). Sport, calcio e integrazione: L’esperienza dell’AS Roma con i bambini con disabilità intellettiva. Torgiano: Calzetti e Mariucci.

Ulteriori informazioni: www.accademiacalciointegrato.com

 

Stephan El Shaarawy con i bambini di “Calcio Insieme”

 

 

 

Conferenza: calcio e disabilità intellettiva