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Calcio Insieme per giovani con disabilità motorie e intellettive

Calcio Insieme riprende per il 6° anno il suo programma di insegnamento del calcio ai bambini e adolescenti, ragazze e ragazzi, con disturbi intellettivi. 80 giovani si alleneranno due volte la settimana seguiti da uno staff composta da allenatori, psicologi dello sport, logopedista e medici. Oggi iniziamo con l’aggiornamento della formazione degli allenatori stasera online e domani sul campo.

Autismo e calcio

Questo semplice twitter di ieri ha avuto 2353 visualizzazione. E’ la foto di una riunione del nostro staff che discute il nuovo programma di allenamento per i bambini con disabilità intellettiva e in larga parte con autismo, per migliorarne gli apprendimenti motori e insegnare il calcio.

L’interesse che ha suscitato dimostra come il tema della pratica sportiva per questi bambini (6-13 anni) è di attualità, sono pochi quelli che sono coinvolti con regolarità nello sport, non sappiamo in realtà quanti siano, con che frequenza e quali attività svolgano. I dati delle ricerche dimostrano che, in generale, questi bambini praticano sport individuali, in prevalenza corsa e nuoto. Sono estremamente rari i programmi che li vedono coinvolti nelle scuole calcio, poiché richiedono la presenza di allenatori e psicologi competenti. Spesso il calcio è sconsigliato in quanto questi bambini vengono inseriti in gruppi con giovani con sviluppo tipico e con allenatori che non hanno tempo e competenze per potersi dedicare a loro.

Roma Cares, la Roma e l’Accademia di calcio integrato da 5 anni hanno ideato e realizzato il progetto “Calcio Insieme” che attualmente coinvolge 7o bambini con disabilità  intellettiva. Coinvolge uno staff composto da 10 allenatori, 5 psicologi dello sport, 1 logopedista, 1 medico, 1 responsabile dei rapporti con le famiglie e scuole, 1 responsabile tecnico e 1 responsabile scientifico. E’ un progetto complesso che vede i bambini coinvolti da ottobre a giugno per due volte alla settimana. I risultati ottenuti e pubblicati su riviste scientifiche hanno dimostrato miglioramenti significativi nelle aree motorie e in quelle dell’area psicosociale.

La qualità deve essere alla base dei programmi sportivi per persone con disabilità intellettiva

Si sta diffondendo sempre più l’idea che lo sport sia un’attività fondamentale per sviluppare le capacità motorie e psicosociali delle persone con disabilità intellettive e che sia importante iniziare praticarlo sin dall’infanzia. Inoltre, il coinvolgimento sportivo dovrebbe favorire l’integrazione fra giovani con disabilità intellettiva e coetanei con sviluppo tipico, migliorare il benessere globale delle persone e permettere alle famiglie di vivere esperienze positive e di sentirsi parte di una comunità, quella sportiva, che valorizza i loro figli indipendentemente dalle loro difficoltà.

Realizzare questi obiettivi richiede:

  • Una società sportiva che s’impegni a definire un programma sportivo specifico e documentabile
  • Il coinvolgimento  delle scuole del territorio e le ASL del sistema sanitario nazionale nel reclutamento dei partecipanti a questi programmi, e nel fornire il servizio della visita d’idoneità sportiva
  • La presentazione alle famiglie del programma sportivo e delle sue finalità
  • La scelta di professionisti che lavorino sul campo nella realizzazione del progetto, che siano laureati in scienze motorie, psicologi dello sport, logopedisti e medici dello sport e che a sua volta siano formati per lavorare con giovani con disabilità intellettive
  • La predisposizione e attuazione di test motori, interviste con le famiglie e sistemi di valutazione psicologica del comportamento dei giovani in allenamento che consentano di identificare e documentare i miglioramenti prodotti dall’attività sportiva durante la stagione sportiva
  • L’organizzazione di momenti pubblici con i genitori e le scuole coinvolte per illustrare i progressi ottenuti nonché i metodi di cui ci si serviti per ottenerli
In sintesi, bisogna uscire dal concetto di “fare del bene” ed entrare nella mentalità di “farlo bene”.  Bisogna essere consapevoli che attribuire a problemi esterni la difficoltà a “fare bene”  (mancanza di risorse economiche, scarsa preparazione degli operatori, assumere come idea di base che fare qualcosa è comunque meglio che fare niente) è solo un alibi per nascondere le proprie difficoltà a realizzare un servizio efficace.
Al contrario, alcune regole indirizzano la qualità di un progetto:
  • Fare bene sin dall’inizio
  • Ognuno deve essere consapevole che da lui/lei quale che sia il suo ruolo dipende la qualità del servizio
  • Prevenire i problemi prima che insorgano
  • Siamo una squadra, lavoriamo in gruppo
  • Misurare, valutare e fare sapere a tutti
  • Ogni anno stabilire nuovi obiettivi perseguendo un processo di continuo miglioramento

 

Conferenza: calcio e disabilità intellettiva

Disabilità intellettiva e sport : IJSP numero speciale

Il primo special issue di psicologia dello sport dedicato completamente alle persone con disabilità intellettiva, pubblicato su International Journal of Sport Psychology.

 

Calcio integrato per bambini con disabilità intellettiva

La Fondazione Roma Cares e l’Accademia di Calcio Integrato continuano anche quest’anno il progetto “Calcio Insieme” diretto a bambini/e di 6-13 anni con disabilità intellettiva. Il progetto vuole servirsi del calcio per promuovere lo sviluppo psicologico, motorio, sportivo e sociale dei giovani. Il programma si propone come un allenamento sportivo adattato alle esigenze di ognuno, con valutazioni motorie e psico-sociali specifiche (inizio durante e fine anno) per dimostrare che tutti possono imparare se seguiti da professionisti qualificati (istruttori, psicologi dello sport, logopedista e medici) con sedute di allenamento e apprendimento organizzate in unità didattiche della durata di 60 minuti per due volte la settimana. Il progetto è stato riconosciuto come progetto pilota della FISDIR e si svolge in collaborazione con la ASLRoma1.

Per informazioni rivolgersi a: segreteria@accademiacalciointegrato.org

Calcio e autismo: inizia una nuova stagione

Inizia la terza stagione del progetto “Calcio Insieme” dedicato ai bambine/i di 6-12 anni con difficoltà intellettive che vogliono giocare a calcio con AS Roma e l’Accademia di Calcio Integrato.

 

Video: Calcio integrato – prima partita