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Ruolo decisivo allenatori nell’allenamento giovanile

Tsz Lun (Alan) Chu, Xiaoxia Zhang, Joonyoung Lee and Tao Zhang (2021). Perceived coach-created environment directly predicts high school athletes’ physical activity during sport. International Journal of Sports Science & Coaching, 16(1) 70–80.

La partecipazione allo sport è un mezzo importante per gli adolescenti per riuscire a svolgere un’attività fisica da moderata a vigorosa (MVPA), ma la maggior parte degli studenti delle scuole superiori, compresi gli atleti, non raggiunge i 60 minuti di MVPA giornalieri. Poiché i fattori psicosociali influenzano l’impegno degli atleti e l’attività fisica durante lo sport, l’ambiente creato dagli allenatori potrebbe giocare un ruolo in questa influenza. Guidato dalla teoria dell’autodeterminazione e degli obiettivi di riuscita, questo studio di quattro mesi ha esaminato gli effetti diretti e indiretti dell’ambiente percepito creato dall’allenatore sull’MVPA e sul comportamento sedentario (SB) degli atleti delle scuole superiori durante lo sport. Durante la terza-quarta settimana di una stagione sportiva, 225 atleti delle scuole superiori hanno completato un sondaggio per valutare le loro percezioni del clima di empowering e disempowering creati dall’allenatore, nonché la soddisfazione e la frustrazione dei bisogni psicologici. Quattro mesi dopo, il loro MVPA e i tempi percentuali di SB (%) durante lo sport sono stati misurati usando degli accelerometri. La path analysis ha parzialmente supportato la nostra ipotesi, indicando significativi effetti diretti di un clima di empowering percepito sulla soddisfazione del bisogno (b 1⁄4 .41) e sulla frustrazione del bisogno (b 1⁄4 -.29), ed effetti diretti di un clima di disempowering percepito sulla frustrazione dei bisogni (b 1⁄4 .38) e MVPA% (b 1⁄4 -.28). Non sono stati trovati effetti indiretti significativi su MVPA% o SB%. I risultati supportano e forniscono nuove intuizioni sul ruolo importante di disempowering oltre il clima di empowering nel predire la PA degli atleti delle scuole superiori. In particolare, quando gli allenatori mostrano comportamenti ego-orientati e di controllo, gli atleti delle scuole superiori possono disimpegnarsi durante lo sport e raggiungere un minore MVPA complessivo.

Seminario: Calcio e integrazione – l’esperienza dell’AS Roma con i bambini con disabilità intellettiva

Calcio Insieme è un progetto di empowerment psicologico, relazionale e motorio tramite il calcio per giovani con disabilità intellettiva, con particolare riferimento al disturbo dello spettro autistico.

Dal 2015 la Fondazione Roma Cares, espressione della responsabilità sociale dell’AS Roma Calcio, e Asd Accademia Calcio Integrato organizzano su base annuale programmi di sviluppo motorio attraverso il gioco del calcio per bambini con disabilità intellettive. Le indagini condotte hanno evidenziato la costante presenza dei bambini durante le attività e la soddisfazione delle loro famiglie e i benefici motori, sportivi e psicosociali che derivano da questi programmi.

Scopo di questo Seminario è di presentare i risultati delle ricerche condotte, illustrare il modello d’intervento, realizzato per la prima volta nel calcio giovanile con la collaborazione degli istruttori della AS Roma, degli psicologi dello sport, del logopedista, dei medici e dei responsabili dei rapporti con le scuole e le famiglie.

I Giochi dei Superhumans

Il video di presentazione dei Giochi Paralimpici di Rio che ha avuto milioni di visualizzazioni s’intitola “We’re The Superhumans“. Alvin Law, il batterista canadese che suona nel video, sopravvissuto al talidomide, spiega che il trailer “non è sulla disabilità ma riguarda il talento e le abilità che noi tutti possediamo”.

Non è retorico affermare che questi atleti, che rappresentano il mondo della disabilità nella più importante e ambita manifestazione sportiva a cui si possa partecipare, sono individui da ammirare così come lo sono Bolt e Phelps. Sono da ammirare in un mondo che, invece, tende ancora a ignorare e segregare le persone con questo tipo di diversità. Al contrario, lo sport olimpico è l’esempio di come possa avvenire l’empowerment personale attraverso lo sviluppo delle abilità e competenze per ottenere il controllo della propria vita e migliorare la propria condizione.

I Giochi Paralimpici dovrebbero rappresentare l’occasione per incrementare la consapevolezza che lo sport e, più in generale l’attività motoria, possano rappresentare delle situazioni in cui promuovere lo sviluppo psicosociale e motorio delle persone con disabilità. Il concetto di empowerment nello sport per disabili ha come base lo sviluppo della consapevolezza nelle proprie competenze. L’obiettivo è, quindi, di raggiungere tramite l’esperienza sportiva un migliore controllo delle risorse personali e dell’ambiente in cui si vive, con l’uso di competenze che di solito non sono in possesso delle persone con disabilità. In tal senso, in una prospettiva di empowerment le persone con disabilità sono considerate come cittadini a cui devono essere assicurati diritti e scelte, piuttosto che individui dipendenti, da aiutare, da socializzare e a cui fornire delle abilità.

È piena di questi significati “La lettera ai normali che evitano mio fratello” di Giacomo Mazzariol, pubblicata in prima pagina su Repubblica, in cui dice che “mi ha insegnato che tutti abbiamo bisogno di aiuto” e cita a questo riguardo la famosa frase di Einstein: “Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità ad arrampicarsi su un albero, lui passerà tutta la vita a credersi uno stupido”.

Guardiamo le Paralimpiadi con questo nuovo spirito di scoperta di un modo diverso di vivere le proprie capacità e di adattarsi alle situazioni siano esse una palla, l’acqua o una pista di atletica. Guardiamole anche per migliorarci, con lo spirito di chi non si ritira pensando che lo sport e l’attività motoria non fanno per lui/lei, ma di chi, invece, vuole cercare nuove strade per aumentare il proprio benessere attraverso il movimento.

#IWillWhatIWant

#IWillWhatIWant non è solo uno spot che pubblicizza una nota marca di articoli sportivi ma è parte di una campagna della Under Armour per sostenere l’empowerment delle donne. Protagonista del minuto di video è Gisele Bündchen, intenta in un duro allenamento al pungiball. Un altro video ha invece come protagonista la ballerina Misty Copeland. Trovo che sia una campagna geniale, che a sua volta è inserita in un contesto più ampio di azioni condotte da questa azienda. L’altra campagna che hanno promosso si chiama Protect This House. I WILL che parla della Casa in cui si fa sport.