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Eliud Kipchoge sfida i limiti umani

Eliud Kipchoge

  • Keniano
  • 35 anni, 1m67, 52 Kg
  • Maratoneta, 230km settimana
  • Sposato, 3 figli
  • Oro Olimpico e world recordman sulla maratona in 2h1m39s

OBIETTIVO: Correre la maratona in 1h59m a Vienna nei prossimi giorni 

Atteggiamento mentale (mindset)

  • Allenamento, passione e autodisciplina
  • Scrive tutto quello che fa su quaderni
  • Scrive le sue sensazioni per ricordarle
  • Legge Aristotele, Confucio e Paolo Coelho
  • Corre con la mente rilassata
  • “Rispetta una legge, quella di non dirti mai bugie”
  • “Solo le persone disciplinate sono libere, le altre sono schiave di umori e passioni”
  • “Quando mi alleno, cerco di sentire il mio corpo e di dare sempre di più. Non credo nei limiti”.
  • “Bisogna avere una grande convinzione e un team che creda in te e ti sostenga. Anche le scarpe sono importanti. E poi bisogna essere più forte di qualunque altro corridore del passato. Tutto è possibile”
  • “La maratona è vita. Se vuoi essere felice devi goderti la vita e io mi diverto a correre la maratona. Per questo sorrido”

Conduce una vita spartana:

  • Si alza sempre alle 5 a Kaptagat (Kenya)
  • Il weekend torna dalla famiglia
  • Pulisce la sua stanza e il bagno
  • Lava maglia e calze in una bacinella che poi stende come gli altri
  • Nel pomeriggio beve una tazza di te e mangia una fetta di pane
(Fonte: Emanuela Audisio, Repubblica e correre.it)

Recensione libro: #100volteCONI

#100volteCONI

Mille cinguettii per 100 anni di CONI

Gianni Bondini

Absolutely Free Editore, 2014, 175p. 

http://www.absolutelyfree.it/

Il CONI ha compiuto quest’anno 100 anni e Gianni Bondini ha voluto ripercorrerli in un modo attuale. “Per flash” scrive lui stesso anzi servendosi dei cinguettii di Twitter ma senza rispettare la regola dei 140 caratteri, troppo pochi per farsi capire. Ma lo scopo è stato questo: avvicinare i giovani, il popolo dei social network alla nostra storia sportiva. I primi due capitoli riguardano i 400 anni precedenti la fondazione del CONI e scopriamo ad esempio, che il calcio nel 1400 era uno sport di combattimento in cui si fronteggiavano due squadre di 27 giocatori l’una mentre 6 arbitri vigilavano sul gioco che poteva durare anche una giornata. Che la disfida di Barletta del 1503 può essere considerata come una gara a squadre. O che nel 1423 Vittorino da Feltre organizzò un campus universitario in cui i giovani ricchi studiavano e praticavano sport, perché “la mente si sviluppi in armonia col corpo”.  Mentre nel 1519 si pubblica a Venezia la “Enciclopedia dell’esercizio fisico” e negli Stati Uniti per cancellare le tradizione inglesi, il rugby si trasforma nel football americano e il cricket nel baseball. Ma queste sono solo alcune delle preziose notizie che troviamo negli 11 capitoli, presentate sempre in poche righe, mai più di  10/12. Bondini sforna a ripetizione conoscenze possedute probabilmente solo dagli storici dello sport e ignorate dalla moltitudine di appassionati. Chi sa ad esempio che la Gazzetta dello sport si pubblicava inizialmente il lunedì e il venerdì su carta verde e gialla per distinguersi, mentre dal 2 gennaio 1899 esce in rosa. Chi si lamenta oggi che gli atleti sono spesso lasciati soli, ha ragione  se pensa con la mente di oggi, ma può scoprire che prima era molto peggio. Alle prime Olimpiadi di Atene, ufficialmente non vi partecipò nessuno   italiano. Non è vero. Carlo Airoldi venne a piedi da Milano, 1338 km, ma non gareggiò nella maratona perché in una gara aveva vinto 2 lire e per questa ragione non poteva definirsi dilettante. Di doping se ne parlava già nel 1904 per i Giochi di Saint Louis, deriva dall’inglese “dope” che descrive una bevanda stimolante per i cavalli. Potrei continuare con molti altri con molte altre notizie, il libro ne è pieno e si legge con grande piacere, anche perché i cinguettii sono scritti con una notevole dose di umorismo. Voglio concludere dicendo che è un libro di cultura che racconta cosa è stato e cosa è oggi lo sport organizzato dal CONI. E’ un libro che stimola domande e curiosità poiché i cinguettii non permettono approfondimenti e non a caso il primo Twitter s’intitola: #Comperate libri sportivi. Sono le parole che Giulio Onesti disse  l’8 marzo 1948 regalando di tasca sua 80.000 Lire alla Biblioteca Sportiva Nazionale.

Recensione libro: 7 Things We Don’t Know!

7 Things We Don’t Know!

Coaching Challenges in Sport Psychology and Skill Acquisistion

 Jean Fournier and Damian Farrow

 Mindeval Canada Inc, 2013

www.mindeval.com

The link to read the first chapter is here: www.mindeval.com/en/

 7 Things We Don’t Know! is a book designed for progressive coaches who are motivated to consider and potentially adjust their current coaching or training programs so that they are getting the most out of contemporary Sport Psychology and Skill Acquisition research. I believe it will also relevant for the sport psychologists because the authors talk about coaching problem, imagery, cognitive processes like anticipation and attention from a perspective different from usual. In this way, many practitioners could start to think in a different way your daily job with athletes and coaches.

Second, what makes this book different from many other texts on Sport Psychology and Skill Acquisition is that the content is presented in the most applicable manner to coaches and athletes. It is written with a short and concise style, and numerous practical examples are provided to illustrate how the theories could be applied to practice.

The imagery is discussed in light of its practical application, it’s well explained the use of this skill must match well with the athletes’ needs, integrating this mental activity in the coaching sessions.  The second chapter is devoted to the use of mindfulness in mental coaching. Jean Fournier propose a mindfulness program based on his experiences in different sports and the pages on this topic illustrate his approach based on four steps: presentation of the method and assessment, mindfulness training, acceptance training and attention training. The third regards the thinking. He try to clarify: what does focus mean? The readers will find suggestions  to find the relevant focus point in different sports and different situations, to improve the focus in training and to apply all these things during the competitions. The following chapter is about  the use of the routines, it’s explained why they are useful in sports but there is a new aspect introduced in this presentation, regarding the use of mindfulness in the routine planned by the athletes. The next four chapters are written by the other author, Damian Farrow. His first chapter talks about the relevance of variability during training and the need to organize the drills in a way very near to the competition rules and development. It’s a chapter that I suppose very useful for the coaches, who must always to cope with the dilemma about necessity to integrate the repetitions and athletes’ motivation and about the relation between the standard repetitions and drills more similar to the game characteristics. In these pages Farrow provides information confirming the concept that the athletes learn to anticipate instead to be born with this gift and he talks about a number of training approaches to improve this skill.  Goal of the following chapter is to encourage coaches to use implicit coaching style instead to use only an explicit style. Farrow remember that probably the best implicit information an athlete can receive is the Nike motto: “Just do it.” The last chapter regards another relevant question: have the athletes need of a coach feedback provided in a real time? Today coaches with the help of the new technologies have the opportunity to provide information in real time with great precision. The problem they have to cope with regards their competences to use the correct timing without the risk to overload the athletes’ mind. Farrow talks about the definition of the bandwidth of correctness for a movement. Established this range of correctness the coaches will know exactly when to provide a corrective feedback.

Final comment: read this book with the spirit to find some new ideas for our work  and to change something in our approach with the athletes.

Evoluzione psicologia dello sport

La notevole evoluzione che sta avendo la psicologia dello sport la si può notare anche dai titoli dei libri che vengono pubblicati in lingua inglese. Alcuni esempi: Essential readings in sport and exercise psychology, Social psychology in sport, Xritical essays in applied sport psychology psychology, Psychobiology of physical activity, Inside sport psychology, Motivating people to be physically active, Deviance and social control in sport, Sport psychology in practice, Founations of sport and exercise psychology, Self- efficacy in sport, Attention and motor skill learning, Adavnces in sport psychology, Doing sport psychology. Sono tutti pubblicati dallo stesso editore e non sono certamente tutti. Quanti ne avete letti…