Archivio per il tag 'Basket'

Pagina 2 di 3

Ettore Messina: un esempio di mentalità vincente

Che bello sentire dire da Ettore Messina al suo esordio come head coach su una panchina NBA: “Ero terribilmente impaurito da questo esordio, generalmente lo sono in modo controllato, oggi è stato diverso. Non ho pensato ad essere il primo coach non americano in grado di vincere una partita NBA perché volevo rimanere concentrato sull’obiettivo finale. E’ stato bello”.

L’ex ct della Nazionale azzurra, ora assistant manager ai San Antonio Spurs, ha sostituito in panchina l’head coach Greg Poporvich, costretto a fermarsi per motivi di salute e a sottoporsi ad alcuni trattamenti medici: il team texano, campione in carica, ha superato 106-100 gli Indiana Pacers.

Messina ha un palmares incredibile: 4 Eurolega (2 con la Virtus Bologna, 2 con Cska Mosca), 4 campionati italiani, 7 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe, 6 Campionati russi e 1 argento europeo con la nazionale italiana.

Ma non ha paura dei sentimenti che prova e neanche di ammetterli in pubblico. Questa è certamente una delle principali caratteristiche dei vincenti: accettare la paura anche estrema e restare concentrati sull’obiettivo finale.

Il trionfo di Marco Belinelli in NBA

“Ce l’hai fatta. Bacione. Mamma”. Il messaggio più bello, Marco Belinelli, primo italiano a vincere il titolo Nba, l’ha ricevuto pochi attimi dopo il trionfo.

“Amo questo sport ho sempre visto le finali Nba, e nella testa avevo proprio queste immagini dei festeggiamenti con lo champagne che bagna tutti. Ora, a distanza di poche ore, dopo non aver praticamente dormito mi vengono i brividi. Ho la pelle d’oca. E’ tutto fantastico”.

“Sono sempre stato criticato, in nazionale, nel club e nell’Nba. In molti mi dicevano che non ce l’avrei fatta, io invece non ho mai mollato, neanche nei momenti più duri e oggi mi sono preso la rivincita più bella”.

“Qui sto benissimo, è una grande organizzazione con una grandissima squadra e poi c’è Popovich, un grandissimo coach”.

“Sono orgoglioso di essere seguito in Italia da tantissime persone, anche giovanissime. A loro dico: lavorate duro e non mollate mai. A me tutti dicevano che non ce l’avrei mai fatta e invece ce l’ho fatta”.

Unforgettable Cesare Rubini

Vi sono individui che durante la loro vita lasciano segni unici e indelebili; è il caso di Cesare Rubini unico italiano a essere nella Hall of Fame di due diversi sport, la pallacanestro e il nuoto.

Per capire quanto Cesare Rubini sia stato determinante nello sport a livello internazionale non ci sono parole migliori di quelle di questo articolo del Corriere della Sera di Alessandra Farkas:

“Cesare Rubini e’ entrato per sempre nella leggenda del basket a stelle e strisce. Davanti a 1204 persone in smoking e décolleté da sera (che avevano sborsato 100 dollari a testa per applaudirlo) il settantenne allenatore e’ diventato il primo italiano e primo europeo, lunedi’ sera, ad essere immortalato nel prestigiosissimo tempio Usa del basket: la leggendaria “Basketball Hall of Fame”. “E la prima volta che un italiano riceve questo ambitissimo onore . ha detto il presidente Clinton in un tape registrato trasmesso all’ inizio della cerimonia al Civic Center di Springfield, nel Massachussetts. Non potrebbe meritarlo di piu” ha aggiunto. “Oltre a mettere il basket italiano nella mappa internazionale, Rubini ha fatto tantissimo per l’ amicizia sportiva Europa Usa”. Dallo scrosciante applauso suscitato dalle parole del presidente, si e’ capito che il pubblico il “who’ s who” della pallacanestro americana condivideva la scelta”. Ascolta lo speech di Cesare Rubini di quella sera.

Rubini era un guerriero che viveva le partite come battaglie. “Nei minuti decisivi devi essere coraggioso, spregiudicato, la voglia di vincere ti spinge a obbligare i giocatori a battersi anche se non stanno in piedi. Ricordo Riminucci che andava dentro con un’apofisi fratturata. Sardagna che teneva insieme con i cerotti una caviglia quasi rotta … Gamba ha lasciato due ginocchia nella mischia, ma tutti resistevano al dolore, tutti quelli di un certo periodo, poi le cose son cambiate, qualcuno dice per fortuna, ma è lo spirito della battaglia che è venuto a mancare. Non avevo pietà dei miei giocatori, gli allenamenti erano certo più duri di molte partite del campionato. Se un mio giocatore diceva che non poteva farcela cercavo di forzarlo, volevo eroi, lo ammetto e molti lo sono stati … allenare senza conoscere gli uomini, i tuoi e gli avversari, non è possibile”.

Leggete questa storia entusiasmante raccontata da Oscar Eleni e Sergio Mela, Indimenticabile, Sport&Passione.

 

Sguardo e attenzione: una relazione poco allenata

In molti sport lo sguardo determina la qualità dell’attenzione. Un calciatore prima di battere una punizione guarda dove vuole vada la palla, nel tiro libero guarda un punto sull’anello o nel tennis dove vuole che vada la palla del servizio. Bene .. cosa si fa per allenare questa abilità? Secondo me poco, molto poco.

L’allenatore di basket Phil Jackson sull’amore per la squadra

“Cosa intendi dire quando scrivi che l’amore è l’ingrediente critico per un campionato?”

“Conosco squadre che vanno d’accordo, che festeggiano insieme, ma che non sono pronte a condividere e non mostrano quella profonda attenzione che bisogna avere gli uni con gli altri. Bisogna proteggersi reciprocamente. Devi proteggere il culo dell’altro che si sta battendo all’attacco. Devi sapere come dare la palla così gli altri possono fare un buon tiro. Devi uscire da te stesso e pensare agli altri”.

(Di Belinda Luscombe,  Time, June 3 2013, 10 Questions). Phil Jackson ha vinto due titoli NBA da giocatore e11 da allenatore.

 

 

 

 

Si vince sempre grazie all’organizzazione societaria

Da: http://nba.si.com/2013/05/13/nba-coaching-carousel-sixers-pistons-bucks-bobcats-suns-nets/

Chi sono gli allenatori più invidiati della NBA? I primi due nomi che saltano fuori sono Gregg Popovich e Erik Spoelstra, e mentre è facile guardare oltre “Duncan” e “LeBron” per spiegare le loro situazioni, gli Spurs e gli Heat sono costruiti in modo tale che essi soddisfano ogni  possibile desiderio di unallenatore.

Sì, c’è del talento abbondante a portata di mano, ma c’è anche una stabile cultura vincente dietro le quinte, un  team management collaudato, stabile e reattivo nel fornire supporto e una proprietà impegnata a mettere insieme un prodotto di qualità anno dopo anno e decennio dopo decennio. Gli Spurs hanno vissuto questa situazione per anni, gli Heat hanno imparato la lezione più i drecente, mettendo Spoelstra in una posizione in cui è stato in grado di sopravvivere – e prosperare – attraverso il fuoco del 2011 per portare l’organizzazione a nuove altezze.

 

 

 

Illustrazioni di basket

 

beautiful games: Artwork by the Korean illustrator called Kwang33. For Beautiful Games

Basketball illustrations from Kwang33

http://www.guardian.co.uk/sport/gallery/2013/mar/27/nba-basketball-illustrations-kwang-33#/?picture=406185045&index=0

Non ha ancora l’altezza ma ha un talento incredibile per il basket

Julian è un ragazzo di 11 anni, guida il suo tean durante il riscaldamento, facendo rimbalzare due palle contemporaneamente. L’età, le dimensioni del suo fisico e in particolare la forte differenza di altezza rispetto ai compagni hanno determinato su di lui un’enorme attenzione. Questo video di Julian è, infatti, stato visto da 1.27 milioni di persone su YouTube.

http://www.youtube.com/watch?v=H-lOPSSdb6w

 

Gallinari fa il “canestro del secolo”

Danilo Gallinari realizza il “canestro del secolo”

http://www.youtube.com/watch?v=EXQqLjqsc7g

Cheerleader show