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I rischi mortali della vita sedentaria

Miglioriamo la nostra consapevolezza sui rischi che si corrono una vita sedentaria.

Strong evidence shows that physical inactivity increases the risk of many adverse health conditions, including the world’s major non-communicable diseases (NCDs) of coronary heart disease (CHD), type 2 diabetes, and breast and colon cancers, and shortens life expectancy. Because much of the world’s population is inactive, this presents a major public health problem.

Worldwide, we estimate that physical inactivity is responsible for between 6% and 10% of the major NCDs of CHD, type 2 diabetes, and breast and colon cancers. And, this unhealthy behaviour is responsible for 9% of premature mortality, or >5.3 of the 57 million deaths in 2008. By eliminating physical inactivity, life expectancy of the world’s population may be expected to increase by 0.68 years. This makes inactivity comparable to the established risk factors of smoking and obesity, discussed below. It is important to interpret the added years of life correctly: they appear modest because they represent gains in the whole population (comprising inactive and active persons), not among inactive persons who become active. Because all the gain accrues to those who move from inactive to active, the increase in life expectancy among the inactive alone is greater. For perspective, other research conducted in the United States estimated that inactive persons would gain 1.3–3.7 added years from age 50 by becoming active. And, among East Asians, life expectancy from age 30 among the active was 2.6–4.2 years greater, compared with inactive persons.”

  • Noncommunicable diseases (NCDs) kill 41 million people each year, equivalent to 71% of all deaths globally.
  • Each year, 15 million people die from a NCD between the ages of 30 and 69 years; over 85% of these “premature” deaths occur in low- and middle-income countries.
  • Cardiovascular diseases account for most NCD deaths, or 17.9 million people annually, followed by cancers (9.0 million), respiratory diseases (3.9million), and diabetes (1.6 million).
  • These 4 groups of diseases account for over 80% of all premature NCD deaths.
  • Tobacco use, physical inactivity, the harmful use of alcohol and unhealthy diets all increase the risk of dying from a NCD.
  • Detection, screening and treatment of NCDs, as well as palliative care, are key components of the response to NCDs.

Modifiable behavioural risk factors

Modifiable behaviours, such as tobacco use, physical inactivity, unhealthy diet and the harmful use of alcohol, all increase the risk of NCDs.

  • Tobacco accounts for over 7.2 million deaths every year (including from the effects of exposure to second-hand smoke), and is projected to increase markedly over the coming years.
  • 4.1 million annual deaths have been attributed to excess salt/sodium intake.
  • More than half of the 3.3 million annual deaths attributable to alcohol use are from NCDs, including cancer.
  • 1.6 million deaths annually can be attributed to insufficient physical activity.”

 

Lo sport per tutti è una guerra persa?

Secondo un’indagine di Public Health England (PHE)

  1. 6.3 milioni di adulti di 40-60 anni del Regno Unito non camminano a passo spedito 10 minuti consecutivi nel corso di un mese.
  2. Nel Regno Unito il 20% è meno attivo rispetto agli anni ’60.
  3. Si cammina 15 miglia in meno rispetto a 20 anni fa.
  4. La natura sedentaria della vita attuale rende difficile trovare il tempo per svolgere esercizio fisico.
  5. PHE chiede a tutti di camminare ogni giorno almeno 10 minuti a passo spedito
  6. E’ stata sviluppata una app ‘Active 10’ per mostrare a ognuno quanto cammina in modo spedito e come incorporarla nella propria vita quotidiana.
  7. Camminare in modo spedito almeno una volta al giorno riduce del 15% il rischio di morte precoce.
  8. Raggiungendo 150 minuti di camminata per settimana si riducono  il diabete di tipo 2 (del 40%), i problemi cardio-circolatori (35%), la demenza (30%) e alcune forme di cancro (20).
  9. La gravità di questa inattività fisica fra gli adulti, in UK, contribuisce a 1 morte su 6 e costa al servizio sanitario 0,9 miliardi di sterline.

 

20 minuti al giorno di attività fisica per ridurre di due volte il rischio obesità

La mancanza di esercizio fisico aumenta di due volte la probabilità di diventare obesi e una pausa quotidiana per camminare 20 minuti consente di evitare una morte prematura.

Gli effetti dell’obesità e dell’attività fisica sono stati studiati su 334.161 uomini e donne per 12 anni di periodo. Anche se l’impatto di esercizio è stato maggiore tra le persone di peso normale, anche quelli con un alto indice di massa corporea ne hanno tratto beneficio. Si ritiene che la mancanza di esercizio sia stata nel 2008 la causa di quasi 700.000 morti in tutta Europa.

Il responsabile di questo studio Ulf Ekelund – Medical Research Council (MRC) unità di epidemiologia, Università di Cambridge, ha dichiarato: “Il messaggio è semplice: anche solo una piccola quantità di attività fisica ogni giorno potrebbe determinare  benefici sostanziali sulla salute  delle persone che sono fisicamente inattive. Anche se abbiamo scoperto che bastano solo 20 minuti per fare la differenza, dovremmo comunque farne di più – l’attività fisica ha molti benefici per la salute e dovrebbe essere una parte importante della nostra vita quotidiana”.

I partecipanti alla ricerca, che aveva un’età media di circa 50 anni, sono stati reclutati per la Studio prospettico europeo sul cancro (EPIC) che è stato condotto in 10 paesi europei. Di tutti i partecipanti alla ricerca sono stati raccolti i dati seguenti: altezza, peso e vita misurati e autovalutazioni dei livelli di attività fisica.

Poco meno di un quarto (22,7%) sono stati classificati come inattivi e svolgono lavori sedentari senza impegnarsi in qualsiasi attività fisica.

I risultati, pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition, hanno messo in evidenza che si ha una riduzione più evidente del rischio di morte prematura quando si confrontano i gruppi moderatamente attivi con quelli che erano completamente inattivi.

Utilizzando i  dati più recenti disponibili, i ricercatori hanno calcolato che 337.000 delle 9,2 milioni di morti che si sono verificate in Europa nel 2008 potrebbero essere attribuite all’obesità e si ritiene che l’inattività fisica sia stata responsabile di quasi il doppio e cioè 676 mila morti.

Il co-autore, Nick Wareham – direttore dell’unità di epidemiologia MRC, ha detto: “Aiutare le persone a perdere peso può essere una vera sfida e, mentre dobbiamo continuare a puntare a ridurre i livelli di obesità nella popolazione, interventi di sanità pubblica che incoraggiano le persone a fare piccoli ma realizzabili cambiamenti nell’attività fisica possono avere  benefici significativi per la salute e possono essere più facili da raggiungere e mantenere. ”

In sostanza, la ricerca suggerisce che anche solo un modesto incremento dell’attività fisica può avere benefici per la salute. Gli adulti dovrebbero mirare a fare almeno 150 minuti di attività moderata intensità a settimana, in sessioni di 10 minuti o più. Che si tratti di fare una passeggiata, fare un giro in bicicletta o utilizzare le scale invece dell’ascensore, mantenersi attivi ogni giorno contribuirà a ridurre il rischio di sviluppare una malattia coronarica.

US: 87% dei genitori preoccupati del rischio infortuni nello sport

Negli Stati Uniti gli sport giovanili stanno diventando sempre più competitivi, e la maggior parte dei genitori credono che i loro figli ne soffrano.

Secondo un nuovo sondaggio nazionale pubblicato dal espnW: Women + Sport summit, i due terzi dei genitori ritiene che ci sia “troppa enfasi sul vincere piuttosto che sul divertirsi” e  l’87% è preoccupata per il rischio di infortunio nello sport.

I genitori sono più preoccupati dei traumi fisici che avvengono sui campi di football delle scuole, che ultimamente sempre più di frequente sono  in prima pagina. Proprio la scorsa settimana, sono morti tre giocatori di football delle scuole superiori in Alabama, North Carolina e New York, probabilmente a causa di infortunio.

Le preoccupazioni dei genitori sarebbero alla base del calo nella partecipazione sportiva dei  giovani avvenuta negli ultimi anni. Nel 2008, il 44,5% dei bambini di 6-12 anni aveva partecipato a sport organizzati da società sportive. Menre solo il 40% dei bambini lo ha fatto nel 2013, secondo la Sport & Fitness Industry Association. Football, basket, baseball e calcio hanno tutti registrato una flessione a due cifre in partecipazione.

(Fonte: Time)

I due alpinisti sul Bianco sono morti

Purtroppo sono morti i due alpinisti sul Bianco e non sapremo mai il perchè. La montagna è così fatta, non lascia scampo quando si sbaglia. L’errore, se c’è stato, è stato di fidarsi troppo delle proprie abilità e partire per un’impresa già difficile con il bel tempo, sapendo invece che sarebbe peggiorato e di molto. Questo è successo ed è quasi impossibile resistere a quell’altezza con quella temperatura. In montagna gli errori si pagano spesso con la vita o con gravi menomazioni; l’eccesso di sicurezza è spesso una causa d’incidenti, si pensa di essere immortali e poi ci viene dimostrato il contrario. L’alpinismo non è uno sport ma quanto è accaduto fa certo parte del capitolo: rendimento e preparazione psicologica. Si potrebbe dire in modo cinico: pensavamo di essere così bravi da ingannare la montagna. Leggi:  http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/428992/