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Testa, cuore, gambe

Testa, cuore e gambe. Ha detto Conte che sono queste e in questo ordine le caratteristiche della Juventus che ha vinto lo scudetto. E’ importante che un allenatore lo riconosca perché spererei diventi una moda a cui tutti gli allenatori dei giovani vogliano riferirsi. Abbiamo vissuto forse almeno 15 anni in cui ciò che contava era lo schema, la tattica insegnata già ai bambini e mai un esercizio per insegnargli a ragionare con la propria testa e farsi guidare dal cuore.

Non è un’idea certamente nuova, nel 1984 quando ho seguito per la prima volta una nazionale, quella femminile di pallavolo, l’allenatore cinese diceva le stesse cose: prima testa e cuore e poi la tecnica. La sua idea era che le riserve dovevano essere molto motivate e brave nell’impegnarsi a mettere in difficoltà le titolari, perché solo in questo modo chi avrebbe alla fine giocato sarebbe stata pronta a affrontare qualsiasi avversaria, proprio perché in allenamento avevano dovuto sempre usare la testa e il cuore.

L’importanza di avere un progetto

L’Iran di pallavolo ha battuto ieri la Serbia, dopo avere vinto il campionato asiatico di pallavolo. Significa che quando si costruisce un programma di sviluppo e si sceglie un grande allenatore, in questo caso è Julio Velasco, magari non si vincerà il campionato del mondo ma si dà l’opportunità di fare un salto di qualità enorme e di ottenere successi impensati sino a quel momento. Fare parte di un programma fornisce energie eccezionali all’impegno e alla dedizione, l’allenatore che sa sfrutttare questa condizione mentale di gruppo otterrà in breve tempo risultati che in altri ambienti ne avrebbero richiesto di più e con maggiori attriti con la squadra.

L’Italia è seconda agli europei di pallavolo

Mi è piaciuta la partita dell’Italia di pallavolo che ha mantenuto una tensione giusta in tutti set. Dal punto di vista della mentalità a mio avviso sono stati troppi gli errori in battuta e poi nell’ultimo set due punti sono stati persi per incomprensione tra due giocatori del tipo “la prendo io o la prendi tu” e poi l’ultimo punto dell’incontro con la palla giudicata fuori mentre era dentro. Quando si gioca punto su punto sono mancanze gravi, attribuibili all’approccio mentale di quei momenti. Non a caso l’allenatore italiano durante i time out ha spesso incitato la squadra a mantenere una costante attenzione e determinazione su ogni palla. Squadra che deve continuare a crescere soprattutto sul versante agonistico in vista del traguardo olimpico e guidata sul campo da Mastrangelo.

Non dare nulla per scontato

Nello sport l’errore è sempre in agguato. Frase scontata solo all’apparenza perchè altrimenti non ci stupiremmo quando le cose non vanno come avrebbero dovuto. L’Inter, è una squadra fortissima e vincente ma in questo momento non lo è più. La Ferrari: errore banale e perde il mondiale. La nazionale di pallavolo femminile ai mondiali non ha funzionato. Non si vuole analizzare le cause ma sottolineare che non è scontato ripetersi: “Abbiamo vinto e allora vinceremo un’altra volta.” E’ molto più probabile l’opposto: “Giacchè abbiamo vinto, non vinceremo”, perchè può essere che non si abbia più voglia di vincere o di continuare a fare gli stessi sacrifici. Perchè i giocatori sono stanchi e meno motivati o perchè la sicurezza di raggiungere il risultato fa affrontare le situazioni con più superficialità. La presunzione è il punto debole dei forti, perchè non si ha più voglia di fare tutte quelle cose che non piacciono ma che sono necessarie per vincere.

E’ mancato un giocatore: l’entusiasmo

Le sconfitte hanno molti padri, nonostante la buona volontà dimostrata dai protagonisti. Dal punto di vista della componente mentale la nazionale di pallavolo non ha retto l’urto della sconfitta di ieri con il Brasile. Oggi come ha detto Lucchetta è mancato l’entusiasmo, la gioia di stare in campo nonostante le difficoltà. Perchè questa è una componente essenziale delle squadre che da se stesse pretendono il massimo. Forse la Serbia avrebbe vinto lo stesso, ma non bisogna lasciarsi andare a errori banali solo perchè il morale sta calando. Giocare punto a punto richiede uno sforzo mentale immenso, ma solo se si è predisposti a farlo si può conoscere i propri limiti. E’ mancato un leader in campo che durante i cali di rendimento fornisse, anche con un urlo, una ragione per non subire e per fare esattamente quello che si è capaci di fare se si è pronti mentalmente. Questo è lo scalino, a mio avviso, che divide quelli che sono forti dai fortissimmi. Sotto con l’allenamento mentale.

Lo stile costruttivo di Anastasi

Anastasi, allenatore della nazionale di pallavolo, nell’intervista televisiva data al termine della partita con gli USA ha fornito una dimostrazione di come un allenatore vincente possa rispondere alle domande, anche tecniche e sulle sue scelte, in modo chiaro e comprensibile, senza mostrare la presunzione di altri, che invece si dimostrano offesi e stupiti quando gli si rivolgono domande sulle decisioni prese durante l’incontro, rimandandole ad altri momenti pubblici, che ovviamente non ci saranno mai. Sono anche questi i fatti che ci fanno amare lo sport e apprezzare i protagonisti, molto più di qualsiasi Operazione simpatia.