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Barcellona senz’anima

Il gioco del Barcellona nella partita contro il Milan è stato un esempio di esercizio estetico che è l’esatto contrario della mentalità vincente. Il Barcellona infatti ha avuto una percentuale di possesso palla che ha sfiorato il 70%, è qualcosa d’incredibile e che dimostra la qualità della squadra in campo ma nello stesso tempo è assolutamente inutile. Nel calcio vince chi tira in porta e di solito le squadre forti fanno più tiri allo scopo di avere più occasioni. Negli ottavi di Champions League ciò che conta è vincere, tutto il resto è un dettaglio. Nel calcio il goal è un evento raro non è come nel basket o nella pallavolo, dove si fanno punti ogni manciata di secondi. Il Barcellona, in questo caso è stato un esempio da manuale, perchè ha tenuto la palla che è la prima cosa da fare ma non ha fatto la seconda, che consiste nel tirare in porta. Per queste ragioni ha giocato senz’anima, il suo è stato un esercizio estetico di bravura ma non ha mai portato al gesto tecnico decisivo: il tiro in porta. Forse i giocatori spagnoli penseranno che hanno fatto tutto bene, tranne che per il goal, che però è ciò che distingue chi vince da chi perde. A me piace il concetto di “prendi la palla, passa la palla”, ma deve essere finalizzato a uno scopo, che nel calcio si chiama tirare impegnando il portiere.

Italia vince e convince

L’Italia vince e convince e questa accoppiata è il risultato migliore che ci si poteva aspettare. Prandelli non è solo il ct della squadra ma ha dimostrato di esserne l’allenatore, impostando un gruppo nuovo per mentalità e gioco. Ci ha messo del tempo, un mese, ma in questi casi non ci sono scorciatoie. Dimostra anche che i calciatori hanno avuto un approccio mentale flessibile, disponibile a seguirlo e fiducioso anche quando reti e gioco non venivano come avrebbero dovuto. La squadra è stata determinata per lungo tempo ma non per tutta partita. Ha fatto bene Buffon a arrabbiarsi, perché non si scherza con il fuoco e la partita finisce solo quando lo dice l’arbitro e non quando lo decidono i giocatori. I tedeschi sono anche molto forti e hanno perso per merito nostro ma anche per non avere capito che l’Italia voleva vincere e aveva un sistema per farlo. L’Italia infatti si esalta quando gioca partite decisive e viene data per sfavorita, se non lo capisci probabilmente perdi, perché è molto difficile per i nostri avversari cambiare approccio mentale durante la partita. Sono rimasti sorpresi e si sono impauriti e così è venuto l’uno-due da loro proprio inaspettato.

Vincenti nonostante il risultato?

Jacques Brunel, allenatore della nazionale di rugby, che sta per affrontare il Galles, alla vigilia del quarto turno del Sei Nazioni spiega: ”Dovremo difendere. Duro. Ma cercare comunque di imporci agli avversari, creare gioco. Dobbiamo pensare a vincere, provarci. Altrimenti è finita”. Il senso di queste affermazioni è che bisogna crederci anche sapendo che gli avversari sono più forti e pur avendo già perso 4 partite. Si può giocare questa partita con una mentalità vincente? Sì, bisogna giocare senza pensare al risultato, restando concentrati sull’obiettivo di superare i propri limiti. Certo perchè si vince quando li oltrepassiamo. Questo è ciò che Brunel chiede ai suoi e la domanda a cui ogni giocatore deve dare una risposta  è: “Sono pronto a mantenere inalterata la mia voglia di esprimermi al massimo e di lottare anche quando sarò in difficoltà?” Questo è il punto, sarò in difficoltà ed in quei momenti che misurerò il mio valore come giocatore dell’Italia. La partita ci darà queste risposte.

Cambia allenatore anche il Parma

Nuovo cambio di panchina nel calcio, questa volta tocca a Colomba, Parma, che viene sostituito da Donadoni. Il Parma è una squadra che manca di continuità nell’impegno agonistico. Esempi di questo atteggiamento in partita sono le due vittorie con Udinese e Napoli che dimostrano la capacità di essere competitivi anche con squadre certamente più forti, ma che non è stata messa in mostra contro altre squadre.  Altro dato i due pareggi 3-3 contro squadre del proprio livello che evidenziano la difficoltà a mantenere un risultato positivo e la fragilità nel sapersi difendere. Quindi mancanza di continuità nella tenuta agonistica e scarsa tenacia e determinazione nel sapersi difendere. Difetti di mentalità che si riverberano sul gioco.

Ricomincia il campionato di calcio: i timori

Le soste lunghe sono sempre utili per il corpo che deve recuperare ma spesso sono pericolose per la mente che ha perso quella sensazione d’intensità agonistica che era mantenuta dalla continuità delle partite settimanali. Certamente giocatori esperti dovrebbero essere in grado di ritrovare la loro competitività sin dal primo istante, ma le frasi degli allenatori alla vigilia della ripresa del campionato stanno a ricordare quanto questo aspetto non debba essere dato per scontato. Infatti scorrendo le dichiarazioni di oggi si evidenzia che la maggior parte di essi ha posto l’accento sulla necessità dimostrare subito sul campo determinazione e voglia di lottare.

L’Italia è seconda agli europei di pallavolo

Mi è piaciuta la partita dell’Italia di pallavolo che ha mantenuto una tensione giusta in tutti set. Dal punto di vista della mentalità a mio avviso sono stati troppi gli errori in battuta e poi nell’ultimo set due punti sono stati persi per incomprensione tra due giocatori del tipo “la prendo io o la prendi tu” e poi l’ultimo punto dell’incontro con la palla giudicata fuori mentre era dentro. Quando si gioca punto su punto sono mancanze gravi, attribuibili all’approccio mentale di quei momenti. Non a caso l’allenatore italiano durante i time out ha spesso incitato la squadra a mantenere una costante attenzione e determinazione su ogni palla. Squadra che deve continuare a crescere soprattutto sul versante agonistico in vista del traguardo olimpico e guidata sul campo da Mastrangelo.

La mentalità persa del calcio italiano

Le sconfitte in Champions sono, dopo i mondiali, l’ulteriore dimostrazione di come alle squadre italiane manchi la mentalità per affrontare squadre che invece giocano per vincere. Il calcio non è solo questione di quanti talenti si dispone in squadra ma deve essere espressione del volere esprimersi al massimo delle proprie capacità fisiche, tecniche e soprattutto mentali. Perchè senza la testa non si va da nessuna parte, è la mente preparata all’impegno agonistico che esalta le capacità della squadra. La mente è la chiave che apre la porta in cui è custodita la competenza, e senza questa chiave l’abilità resta prigioniera di altri fattori che le impediscono di manifestarsi. Questi altri fattori che la ostacolano possono essere rappresentati di volta in volta dall’uso della forza fisica come motore primario o dalla presunzione di essere i più forti o dal pensare che bastano i proclami prepartita per averla vinta. Se l’Inter si qualificherà per il turno successivo non farà altro che confermare questo dato italiano: per vincere serve una squadra formata solo da calciatori e allenatore stranieri.