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Sport per tutti ovunque

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Lo sport per tutti è una guerra persa?

Secondo un’indagine di Public Health England (PHE)

  1. 6.3 milioni di adulti di 40-60 anni del Regno Unito non camminano a passo spedito 10 minuti consecutivi nel corso di un mese.
  2. Nel Regno Unito il 20% è meno attivo rispetto agli anni ’60.
  3. Si cammina 15 miglia in meno rispetto a 20 anni fa.
  4. La natura sedentaria della vita attuale rende difficile trovare il tempo per svolgere esercizio fisico.
  5. PHE chiede a tutti di camminare ogni giorno almeno 10 minuti a passo spedito
  6. E’ stata sviluppata una app ‘Active 10’ per mostrare a ognuno quanto cammina in modo spedito e come incorporarla nella propria vita quotidiana.
  7. Camminare in modo spedito almeno una volta al giorno riduce del 15% il rischio di morte precoce.
  8. Raggiungendo 150 minuti di camminata per settimana si riducono  il diabete di tipo 2 (del 40%), i problemi cardio-circolatori (35%), la demenza (30%) e alcune forme di cancro (20).
  9. La gravità di questa inattività fisica fra gli adulti, in UK, contribuisce a 1 morte su 6 e costa al servizio sanitario 0,9 miliardi di sterline.

 

Le nuove idee hanno radici antiche: Oddone Giovannetti

Ricordare non fa mai male, in questo caso Oddone Giovannetti, uno dei fondatori della UISP, nato a Correggio nel 1924 e morto un anno fa. Lo ricordo con una frase che ci ricorda che le idee fondamentali a favore dello sviluppo dell’essere umano sono valide a prescindere il periodo storico.

“Il tempo libero è un diritto fondamentale. L’uomo che trae dal suo lavoro solo di che vivere non è un uomo libero, ma conduce un’esistenza puramente biologica”.

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Oddone Giovannetti  alle Olimpiadi di Roma (1960).

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Gara ciclistica in notturno, Catania, 7/9/1958.

La tenacia nell’attività ricreativa

Si parla spesso di tenacia in relazione alle prestazioni sportive degli atleti ma non dobbiamo dimenticare che è un’abilità psicologica molto utile anche per chi pratica sport a livello ricreativo e come attività del tempo libero. In particolare, viene utilizzata per sostenere queste diverse situazioni:

  • Gestire le emozioni e l’attivazione del corpo nei momenti di difficoltà
  • Sentirsi pienamente coinvolti nell’attività che si sta svolgendo
  • Svolgere gli esercizi come una sfida piacevole
  • Riconoscere e apprezzare gli effetti benefici della persistenza di questa abitudine
  • Percepire lo sforzo fisico come necessario per migliorare il proprio benessere
  • Riconoscere e apprezzare i piccoli miglioramenti settimanali
  • Stimolare la motivazione quando si è stanchi

La corsa per tutti e per gli ultramaratoneti

Venerdì 20 febbraio la Sala Stampa “P.Maccherini” del Palazzo Berlinghieri di Siena ospiterà alle 11,30 la conferenza stampa della seconda edizione del Terre di Siena Ultramarathon, manifestazione podistica competitiva e non che si svolgerà domenica 1 marzo con partenze differenziate da S. Gimignano per la 50 km, da Colle val d’Elsa per la 32 km e da Monteriggioni per la 18 km. Prevista anche una passeggiata di circa 6 km per le vie del centro storico di Siena. Un appuntamento che coniuga il tema dello sport per tutti, caro all’Uisp Siena, promotrice dell’evento, con la valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze turistiche e culturali.

Sabato alle 17,30 si svolgerà inoltre un convegno sulla “Preparazione psicologica nella ultramaratona” curato dal prof. Alberto Cei, consulente psicologo alle Olimpiadi di Atlanta, Sydney, Atene, Pechino e Londra. Al termine dell’incontro saranno presentati i percorsi di gara.

Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 25 febbraio sul sito www.terredisienaultramarathon.it

Sappiamo ancora cosa è lo sport per tutti?

Parlando con gli allievi del Corso sul “Valore della differenza nella gestione dell’attività sportiva” mi sto rendendo conto giorno dopo giorno che abbiamo una diversa concezione di cosa sia lo sport per tutti. Anzi per loro è una cosa scontata, che consiste nel potere fare qualsiasi forma di attività fisica o sportiva. Probabilmente hanno ragione, ogni centro sportivo con le sue proposte di attività è un esempio di opportunità per tutti, dal nuoto, alla sala fitness, allo yoga e quant’altro. E lo stesso vale per le centinaia di corse podistiche che ogni fine settimana vengono organizzate nelle nostre città, corse di quartiere, corse per finanziare attività di charity di ogni tipo, maratone come quella di Roma che hanno 40.000 partecipanti e coinvolgono un’intera città. Cosa c’è di più diffuso della corsa che coinvolge decine di migliaia di persone e fornisce opportunità di lavoro per molti. E allora qual è la funzione degli enti di promozione sportiva il cui compito storico è stato di diffondere lo sport per tutti. A parte il termine obsoleto di “ente di promozione sportiva” continuano a essere una costola dei partiti politici? E’ un’idea bassa dello sport quella che ritiene che continui a esserci questa congiunzione fra politica e sport e che non dovrebbe più sussistere nel XXI secolo.

Non è questo il concetto di sport per tutti; certamente avere più palestre, più piscine e in termini globali più luoghi in cui fare del movimento e dello sport è importante ma è solo uno degli aspetti di questa idea di sport. Sport per tutti significa però un’altra cosa: praticarlo nel rispetto del proprio livello di capacità, del tempo dedicato, mantenendo ben presente che è un mezzo per migliorare il proprio benessere fisico, psicologico e interpersonale. Vuol dire porre l’individuo al centro del mondo dello sport e fornirgli opportunità di movimento. L’individuo, bambino, adolescente o adulto, deve essere il nostro interesse e non le sue prestazioni, questo è lo sport per tutti. Quante società sportive hanno questa finalità? La mission delle organizzazioni dello sport per tutti deve essere lo sviluppo e il mantenimento del benessere personale attraverso il movimento.  La ricerca del benessere deve servire ad abbattere la sedentarietà che è una delle principali cause di morte. Come ci ricorda il migliore dirigente dello sport per tutti che abbiamo avuto, Gianmario Missaglia “Viene acquisita dunque, nel 1990, una nozione particolare di sport per tutti: sport per tutti significa per l’UISP sport per ciascuno, sport per tutti significa non solo diritto formale di accesso al campo di gara, ma diritto ad una pratica permanente modellata sul soggetto. Lo sport per tutti è per l’UISP l’esatto contrario dello sport uguale per tutti. E’ solo con questa visione del diritto allo sport che si può affrontare l’irresistibile processo di pluralizzazione delle motivazioni e delle forme della pratica sportiva che abbiamo chiamato sport possibile”.

Pluralizzazione delle pratiche  e sport a misura di ciascuno. Ecco cosa unisce il fitness delle palestre allo sport come forma di inclusione sociale. Chi sta dentro questo flusso, quale sia il suo percorso, è nel grande fiume dello sport per tutti. Non è superiorità nei confronti della pratica dello sport come ricerca dell’eccellenza è semplicemente un’altra cosa, ognuna con la sua dignità e errori. Ciò che deve unire queste due forme di pratica sportiva è l’incontro con l’esigenza che l’attività sia svolta in modo etico, sappiamo che ciò spesso non avviene perchè la cultura della vittoria troppo spesso sovrasta la cultura di vinca il migliore o quella che esalta la partecipazione, l’essere parte parte di una storia, piuttosto che il risultato. La truffa si annida ovunque nello sport agonistico come in quello ricreativo perchè ingannare è parte dell’essere umano.

Nessuno racconta oggi questa storia, è un peccato che si perda, perchè viene a mancare una parte significativa della cultura dello sport italiano.

Sport per tutti nelle università americane

La scelta di Beverly Tatum, presidente dello Spelman College, di abbandonare lo sport business e di investire sul benessere delle studentesse attraverso la diffusione delle più svariate forme di attività fisica è senz’altro una scelta rivoluzionaria che pone al primo posto non lo sviluppo di prestazioni assolute ma la forma fisica e psicologica. Questa scelta risponde alla regola che lo sport/attività fisica è di tutti e non solo di chi lo sceglie come attività prevalente della propria vita. Credo sia venuto il momento di affermare nuovamente che lo sport è l’unico modo per condurre uno stile di vita fisicamente attivo e per combattere di conseguenza i problemi e le malattie determinate dall’assenza di movimento. E allora è meglio che la scuola promuova meno atleti ma più individui sani e attivi.

Lo sport per tutti: si dice ma non si fa

Non è un tema di attualità perchè è un fatto costante della nostra vita quotidiana. Si tratta dello sport per tutti. Quello che è stato chiamato: lo sport a misura di ciascuno. Gli anni 80 e 90 sono stati quelli dell’incremento degli sportivi attivi e le grandi associazioni di sport hanno raggiunto milioni di aderenti. Fu un successo incredibile e una grande esperienza sociale e di ricerca del benessere da parte degli italiani che erano sempre stati una popolazione di sedentari. Oggi però questa spinta si è ormai persa, il numero massimo di praticanti si ha nella scuola media e poi decresce costantemente: a 20 anni fanno sport, anche in modo irregolare, il 40% delle ragazze e il 60% dei ragazzi; a 30 anni il 30% circa delle donne e il 50% degli uomini, che a 50 anni si riducono al 20% e 30%.
Allora che fare? Non basta evidentemente organizzare nelle nostre città migliaia di gare podistiche ogni domenica, perchè questo non aumenta la pratica fisica. Se non vogliamo trovarci tra pochi anni con una percentuale di obesi e di problemi sanitari crescenti è necessario che chi si occupa dello sport per tutti esca dai canoni tradizionali che sono stati così efficaci più di venti anni fa. Ci vogliono nuove idee, nuove forme di collaborazione tra le organizzazioni sportive per evitare di finire a condurre una vita divisa tra casa, mezzi di trasporto, scuola o lavoro, mezzi di trasporto e casa. Bisogna uscire dalla fase di denuncia e passare a quella delle scelte.