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Italian job: allenatore vincente di calcio

20 anni fa Marcello Lippi, Fabio Capello e Giovanni Trapattoni avevano vinto il campionato italiano (Juventus), spagnolo (Real Madrid) e tedesco (Bayern di Monaco). Quest’anno il triplete dei campionati si è ripetuto a favore di Massimiliano Allegri (Juventus), Antonio Conte (Chelsea) e Carlo Ancelotti (Bayern di Monaco).

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Il problema della Serie A è anche un problema di allenatori troppo garantiti

Le partite del nostro campionato dimostrano troppo spesso che concetti quali:

  • Andare oltre i propri limiti e mantenere elevati standard
  • Eccellere per se stessi
  • Rivaleggiare per superare gli altri

non fanno parte della cultura attuale delle squadre se non con rare eccezioni.

La questione è come mai a calciatori professionisti e affermati non venga insegnato a entrare in campo con la determinazione e la concentrazione richieste dalla partita da affrontare. Gli allenatori pensano che la loro squadra giocherà in un certo modo e poi questo non avviene. Forse rispetto ai grandi allenatori italiani del passato quelli attuali sono diventati così presuntuosi da convincersi che basta la loro presenza a infondere coraggio? Forse perché guadagnano troppo e sono troppo garantiti dal punto di vista economico, quindi, in base a ciò ritengono di non essere criticabili e per questa ragione non mettono accanto a sé persone che potrebbero rappresentare la coscienza critica che gli manca.

Al contrario, le esperienze di leadership ad alto livello nel mondo del business insegnano proprio questo, che accanto ai grandi leader vi è sempre un’altra persona esperta con cui si confrontano apertamente e che verifica che le loro idee siano attuate. Forse questi nostri condottieri dovrebbero imparare a servirsi di collaboratori in grado di sapere se i loro calciatori sono disposti a giocare fino in fondo o sono pronti a mollare un centimetro alla volta fino alla fine. Perché è proprio questa la differenza tra vincere e lasciarsi dominare.

Campionato duro per chi non vuole retrocedere

Facile parlare della mentalità vincente Juventus, dei suoi record e di quanto può ancora fare nel girone di ritorno. Altrettanto facile parlare dei risultati positivi della Roma e del Napoli che inseguono a notevole distanza ma sono comunque al secondo e terzo posto con una media punti significativamente superiore a quella dell’anno precedente.

Più difficile è capire/sapere come entreranno in campo le 7 squadre che hanno ottenuto da 12 a 8 sconfitte e da 7 a 2 pareggi. Con che attegggiamento si entra in campo sapendo che si sono perse la metà delle partite? A questo proposito stasera si gioca Sampdoria (18 punti e 8 sconfitte) Udinese (20 punti e 10 sconfitte): giocheranno per vincere o per non perdere?  Quest’anno queste 7 squadre hanno sempre perso contro le prime in classifica, quindi l’unica speranza di restare in Serie A risiede nel vincere gli scontri con le dirette avversarie. Ma una squadra che normalmente perde e raramente pareggia riuscirà a giocare con un atteggiameno vincente quelle poche partite ma decisive partite? Infine, i commentatori dicono che ci si potrebbe salva con meno di 40 punti quindi questa squadre dovranno ottenere più punti nel girone di ritorno rispetto a quello di andata. Per chi sarà impossibile?

 

Quando vengono segnati i goal decisivi?

Dai risultati di una ricerca che ho condotto su tre campionati di Serie A è emerso che l’ultima mezz’ora di gioco non è solo il periodo in cui vengono segnate più reti (68% del totale) ma è anche la fase in cui  il 44,2% dei goal sono decisivi per il risultato finale.  Mentre, solo 16,3% dei goal decisivi sono effettuati nel primo tempo.

In questa prima giornata di campionato (in attesa ancora della partita di oggi) questo dato è solo parzialmente confermato. Infatti su 19 segnate, 7 reti sono nel periodo tra i minuti 61 e 75 e solo 1 nell’ultimo quarto d’ora. Al momento questi dati fotografano solo quanto è successo nella prima giornata ma nel corso del campionato andranno presi in considerazione, per capire se vi è un cambiamento nelle squadre in termini di mentalità e preparazione fisica per ridurre la percentuale di goal decisivi  messi a segno nelle fasi finali delle partite, goal che con l’avvicinarsi della fine della partita e la stanchezza fisica e mentale sono più difficili da recuperare.

Inizia il campionato di calcio: vince chi gestisce meglio le emozioni

Inizia una nuova stagione di calcio, quest’anno ancora più importante perché si concluderà con la coppa del mondo in Brasile. Vi è quindi un’ulteriore ragione per i calciatori a voler giocare al proprio meglio, con l’obiettivo di rientrare tra i 22 convocati per il mondiale sudamericano. In ogni caso, ciascuna squadra avrà la sua meta da raggiungere: per qualcuna sarà non retrocedere, per altre entrare in zona UEFA o confermare il risultato della stagione  precedente,  per altre ancora sarà vincere il campionato o entrare in Champions League. Al di là del livello tecnico-tattico posseduto, ogni squadra potrà mostrare il proprio valore solo se i giocatori in campo, la panchina, l’allenatore e il presidente dimostreranno un livello elevato di controllo emotivo. La gestione dello stress agonistico riguarderà tutti, nessuno  escluso.  Siamo stati spesso campioni di stress. Abbiamo il record di allenatori licenziati durante il campionato da presidenti  che non sanno contenere le proprie paure o il proprio narcisismo ferito anche da pochi risultati negativi. Siamo anche un campionato in cui si commettono troppi falli e non è vero che i calciatori non saprebbero evitarli, perché quando giocano a livello europeo ne commettono molti di meno. In Italia si sentono più liberi di non rispettare le regole, protetti da tifosi, presidenti e allenatori sempre pronti ad attribuire la colpa agli arbitri, a una congiura contro la loro squadra o al non avere capito che il calcio prevede il contrasto fisico. Gli allenatori sapendo che metà di loro durante il campionato sarà esonerato dall’incarico rischiano di vivere in modo drammatico i risultati negativi della loro squadra,  per molti si tratta di un lavoro a termine, certamente molto ben remunerato, ma rischioso come salire un ottomila di cui si conosce il numero di vittime che miete ogni anno. Nonostante queste incertezze è però assolutamente necessario che i protagonisti del calcio sappiano mantenere il sangue freddo, ricordando a se stessi gli obiettivi della squadra e come raggiungerli. Autocontrollo, gestione efficace dello stress, aggressività leale e rispettosa dell’avversario devono essere alla base dei comportamenti sul campo; in altre parole vuol dire sapere gestire le proprie emozioni in un contesto, la partita, che è invece una situazione altamente emotiva. Quindi le squadre devono vivere per 90 minuti questa condizione mentale mostrandosi capaci di gestirla con efficacia. Questa è a mio parere la sfida che ogni squadra  deve prepararsi ad affrontare e vincere ogni giornata del campionato, oltre al risultato finale dell’incontro.

Leggilo su:  http://www.huffingtonpost.it/../../alberto-cei/al-via-la-serie-a-una-sfida-alle-emozioni_b_3805629.html

Il progetto dei club di calcio: comprare uno straniero

L’Italia non è un paese per giovani neanche in quel particolare mondo del lavoro che è il calcio. Secondo i dati dell’ Associazione Italiana Calciatori nella stagione 1999-2000 i tesserati  stranieri erano 249, nel 2002-2003, 535, nel 2007-2008, 846 (in serie A percentuale stranieri/italiani 38,72%), nel 2009-2010, 1032 (in Serie A percentuale stranieri/italiani 40,24%), nel 2011-2012 in A 47,82%, nel 2012-2013 in serie A 50,26%  per un totale di 774 calciatori. Quindi per la prima volta più stranieri che italiani.  In sostanza fra chi dopo tante selezioni potrebbe giocare in serie A solo uno su due potrà realizzare questo obiettivo, perchè l’escluso sarà rimpiazzato da uno straniero. E’ un altro esempio di una nazione che non investe sui giovani e che per forza di queste scelte è probabilmente destinata a fallire. Infatti, si può dire con certezza che dalla scuola al calcio non si mettono risorse umane, finanziarie e organizzative significative per invertire questa tendenza. Quale effetto psicologico determina questa cultura: anno dopo anno insegna che vi sono limiti insuperabili, che competenza professionale e volontà di riuscire non sono decisive, e che si è scelti sulla base di decisioni finanziarie che non hanno nulla a che vedere con il successo sportivo. Tanto è vero che i club pure imbottiti di stranieri non riescono più a vincere in nele coppe europee.

E’ terminato il girone di andata del campionato di calcio

Sapere quale sia la mentalità migliore con cui entrare in campo è un aspetto decisivo per ogni allenatore e per la squadra.  E’ importante sapere che si deve essere fiduciosi e combattivi e questo è quanto costituisce la mentalità vincente. Ma vi è un fattore di cui si parla meno e che sostiene questo tipo di mentalità, consiste nel sapere per quale risultato si entra in campo. Partendo da queste idee voglio analizzare i risultati del girone di andata del campionato di calcio di Serie A.

Totale In casa Fuori casa
Squadre Punti G V N P F S G V N P F S G V N P F S
Juventus 44 19 14 2 3 40 13 10 7 1 2 20 7 9 7 1 1 20 6
Lazio 39 19 12 3 4 28 19 10 8 1 1 20 9 9 4 2 3 8 10
Napoli ** 37 19 12 3 4 37 18 10 7 2 1 25 11 9 5 1 3 12 7
Fiorentina 35 19 10 5 4 36 21 10 7 2 1 21 8 9 3 3 3 15 13
Inter 35 19 11 2 6 30 22 9 5 2 2 14 12 10 6 0 4 16 10
Roma 32 19 10 2 7 43 33 9 5 2 2 23 14 10 5 0 5 20 19
Milan 30 19 9 3 7 36 27 10 6 0 4 16 9 9 3 3 3 20 18
Parma 29 19 8 5 6 27 25 9 6 3 0 16 7 10 2 2 6 11 18
Udinese 27 19 6 9 4 29 26 9 4 4 1 16 11 10 2 5 3 13 15
Catania 26 19 7 5 7 26 27 10 6 2 2 17 9 9 1 3 5 9 18
Chievo 24 19 7 3 9 21 29 10 5 3 2 12 9 9 2 0 7 9 20
Atalanta ** 22 19 7 3 9 18 28 9 5 1 3 11 12 10 2 2 6 7 16
Pescara 20 19 6 2 11 17 35 10 4 1 5 10 17 9 2 1 6 7 18
Sampdoria * 20 19 6 3 10 22 28 9 3 1 5 8 10 10 3 2 5 14 18
Torino * 20 19 4 9 6 20 22 9 3 2 4 11 12 10 1 7 2 9 10
Bologna 18 19 5 3 11 21 26 9 3 3 3 14 11 10 2 0 8 7 15
Genoa 17 19 4 5 10 20 30 10 2 3 5 14 19 9 2 2 5 6 11
Cagliari 16 19 4 4 11 17 35 9 2 2 5 8 14 10 2 2 6 9 21
Palermo 15 19 3 6 10 16 29 9 3 3 3 12 12 10 0 3 7 4 17
Siena ****** 11 19 4 5 10 17 28 10 3 3 4 8 12 9 1 2 6 9 16

Le prime in classifica – Chi vuole vincere il campionato deve giocare per vincere ogni partita. Infatti è meglio vincere due partite e perderne una (6 punti)  piuttosto che vincere una partita e pareggiarne due (5 punti). Tra Lazio e Fiorentina vi sono 4 punti di distacco, pur avendo perso lo stesso numero di partite. Ma la Fiorentina ha fatto 2 pareggi in più rispetto alla Lazio. L’Inter ha gli stessi punti della Fiorentina pur avendo perso 2 partite in più, perchè ha vinto 1 partita in più e ne ha pareggiate 3 di meno. Quindi chi è in testa alla classifica mostra la sua mentalità vincente impegnandosi a vincere ogni partita, perchè pareggiare non porta alcun vantaggio. La Juventus è in testa perchè ha vinto più partite e ne ha pareggiate meno delle altre.

Le ultime in classifica – Chi non vuole invece retrocedere in Serie B deve pareggiarne circa la metà  (circa 9), perdere circa il 60% delle altre e vincere le restanti. Il migliore esempio in questo campionato è rappresentato dal Torino che ha pareggiato 9 partite, ne ha perse 6 e ne ha vinte 4. Chi ha perso più della metà delle partite è costretto, a ridurre i pareggi e compensare con un numero maggiore di vittorie. (Il Siena ha iniziato il campionato da -6). Per le ultime in classifica mentalità vincente significa pertanto ottenere il 50% di pareggi e il 20% di vittorie.

 

Previsioni campionato di calcio

Commenti e previsioni sulle prime 16 partite del campionato di serie A di calcio:

  1. Le prime tre squadre di testa, divise da 2 punti, raggiungono questa posizione con risultati diversi.
  2. Il Milan ha vinto più spesso delle altre. La sua media del 62% di successi è molto simile a quella raggiunta al termine del girone di andata della stagione precedente e al termine del campionato che vinto (era del 63%).
  3. La Juventus ha gli stessi punti del Milan pareggiando il 44% delle partite ma senza essere mai sconfitta.
  4. L’Udinese ha perso 2 partite come il Milan ma ha 1 pareggio in più, che determina il distacco di due punti dalle due capolista.
  5. Il campionato passato è stato vinto mantenendo la stessa percentuale di successi del girone di andata, riducendo al minino le sconfitte nella seconda parte (non più di 1) e aumentando i pareggi rispetto alla prima parte del campionato.
  6. Se la Juventus finisse il girone di andata senza sconfitte potrebbe permettersi anche 2 sconfitte in quello di ritorno ma non le altre due squadre.
  7. Gli scontri diretti possono determinare il campionato, non solo perché chi vince avrebbe superato un ostacolo decisivo, ma soprattutto sarebbe negativo per chi perde perché si troverebbe costretto a non subire più insuccessi se vuole vincere il campionato.
  8. Sono, però, altrettanto importanti anche le partite apparentemente facili perché la squadra di vertice deve ottenere la vittoria.
  9. La tabella di marcia è presto fatta su 19 partite bisogna vincerne 11, perderne 2  e pareggiarne 6 per essere quasi certi di arrivare secondi, chi vuole vincere dovrà fare meglio.
  10. In sintesi, di solito vince chi mantiene lo stesso ritmo di successi e aumenta il numero dei pareggi. L’anno scorso l’Inter è arrivata a 6 punti dal Milan pur vincendo solo una partita in meno (23vs24) ma ha fatto meno pareggi (7vs10) perché ha perso il doppio degli incontri (8vs4).

Campionato di calcio e carattere delle squadre

1. Il Palermo continua a perdere in trasferta ma peggio ancora non ha ancora fatto un goal.
2. La Juve continua con cattiveria a vincere.
3. La Roma comincia a mettere in pratica gli insegnamenti del nuovo allenatore a dimostrazione che ci vuole tempo per cambiare mentalità di gioco e non basta affatto essere dei professionisti, serve capire, agire e memorizzare.
4. Praticando il concetto “primo non prenderle” l’Inter procede e per il gioco c’è tempo. Cambiamento di mentalità anche per questa squadra, anche se diverso rispetto alla Roma, che sta avendo l’umiltà di togliersi dalla testa il recente felice passato e buttarsi nell’agone come una qualsiasi.
5. Il Parma ha giocato come una squadra inglese, con la convinzione di riuscire a cambiare il risultato negativo e questa volta c’è riuscito. E’ importante mostrare questo atteggiamento mentale perché la maggior parte dei goal decisivi vengono messi a segno negli ultimi 15 minuti (+ recupero) delle partite.
6. I giocatori del Napoli mostrano crepe evidenti nella gestione dello stress da squadra che “deve vincere”, già in Champions sono stati salvati da uno scossa provocata volutamente da loro allenatore. Non basta essere bravi, bisogna sapere gestire le aspettative della Società, dei tifosi e di se stessi senza affogare nello stress
7. A Cavani non è sfiorita l’ispirazione e Lavezzi non divora le occasioni, piuttosto dovrebbero maturare mentalmente e allenarsi per avere sempre lo stesso atteggiamento in campo.

Idee sul prossimo campionato di calcio

Il campionato di calcio dovrebbe iniziare domenica e da psicologo consiglierei ai presidenti di controllare il loro protagonismo narcisistico e di mantenere la calma perduta, ai calciatori di dimostrare il loro valore in campo e non altrove, agli allenatori di valorizzare il loro staff, di non pensare di avere sempre ragione  e di non circondarsi solo di “yes man”, agli arbitri di non subire le tensioni del campo ma di ridurle e gestirle. Suggerirei a ognuno di scrivere un bel tema partendo da questi titoli, potrebbero scoprire cose nuove  su se stessi e prevenire alcuni errori.