Archivio per il tag 'Sarri'

Come mai non appaiono reazioni dai giocatori della Juventus dopo sconfitta con Verona?

Capire la Juventus in 10 punti

Voglio provare a mettere insieme i problemi che la Juventus, come squadra, si trova ad affrontare.

  1. Ha vinto gli ultimi 8 campionati di Serie A – Vincerne altri è sempre una priorità, può essere che i calciatori non la vivano in questo modo.
  2. La Champions League è la sua bestia nera. Fino a qui ha giocato bene.
  3. E’ una squadra composta in larga parte da campioni. Avere vinto molto, può essere un problema se hai un allenatore che non vive la vittoria con l’intensità emotiva di Allegri e Conte e quindi non sa trasmetterla?
  4. Vi gioca Cristiano Ronaldo, stella planetaria del calcio portatore d’interessi economici formidabili per Juventus SpA. Va capito e spronato nel suo ruolo di unicum della squadra.
  5. Ha sempre avuto allenatori con un atteggiamento concreto, molto direttivi e rivolti a vincere partendo da difese forti (Trapattoni, Capello, Lippi, Conte e Allegri), un centrocampo centrato a favorire il campione di turno (Sivori, Platini, Zidane, Pirlo e così via) sino a un attacco che schierava sempre i campioni più forti
  6. La Juventus non appare determinata in campo, non gioca con l’intensità che invece mostra chi vuole vincere. La motivazione manca e questa è direttamente espressione della volontà di vincere.
  7. Questa è una difficoltà dovuta a un approccio superficiale da parte dei calciatori? Si aspettano di vincere anche con poco impegno?
  8. L’allenatore è troppo concentrato sul volere dimostrare che il suo modulo di gioco è quello “giusto”? Mentre si occupa meno di come cambiare ciò che invece accade sul campo?
  9. L’allenatore sembra meno determinato nella comunicazione (pubblica) rispetto ai suoi predecessori alla Juventus. Mostra in modo diverso questo tratto personale rispetto agli altri o invece questa è una sua carenza?
  10. Come coniuga il problema principale che hanno tutti gli allenatori: volere dimostrare che ha ragione e nel contempo volere vincere. Nel primo caso domina maggiormente il suo metodo mentre nel secondo l’adattamento alla filosofia della Club, alla cultura della squadra e alle caratteristiche dei suoi calciatori

 

 

 

La gestione dello stress da parte di Sarri e Ancelotti

I problemi che stanno incontrando Sarri nella gestione di Ronaldo e Ancelotti nei riguardi della squadra e del suo presidente mettono in evidenza quanto sia difficile in questi momenti mantenersi ottimisti, tesi, soddisfatti e determinati piuttosto che pessimisti, insoddisfatti, insicuri e sfiduciati. Ora la questione è la seguente: come mantenere questo atteggiamento positivo in questi momenti di stress, nel perdurare di una situazione di crisi.

Questo stress non deriva tanto dai risultati ma si riferisce allo stress da gestione dei calciatori, da incomprensioni  che insorgono durante il percorso di lavoro o dal dover negoziare con i propri giocatori.

Sappiamo che ciò che differenzia un allenatore che le gestisce da un altro che, al contrario, le subisce è nel modo di fronteggiare le situazioni che percepisce come stressanti.

Una domanda a cui rispondere è la seguente: “Come faccio a mostrarmi convinto che ce la faremo a uscire da questa crisi  o che le mie scelte sono quelle giuste?” Nel calcio si sa che se quando entri in campo non sei convinto che hai tutto quanto ti serve per riuscire a raggiungere il tuo obiettivo, è quasi sicuro che non lo raggiungerai. E’ come dire ai propri avversari: “Tenete oggi vi regaliamo un po’ della nostra convinzione di vincere, noi preferiamo restare insicuri.” Quindi l’insegnamento è il seguente: accettare la sfida e giocare convinti di farcela sino al fischio finale. Ai giocatori s’insegna a rincorrere anche le palle impossibili da prendere, perché non si deve mai abbandonare l’idea che sia  possibile.

Per trasmettere quotidianamente a se stesso questa mentalità, l’allenatore deve essere il primo a dimostrare apertamente un atteggiamento di questo tipo. Qualcuno potrebbe obiettare che non è affatto facile vivere in questa maniera, d’accordo, parafrasando Andy Warhol si può dire che 15 minuti di sconforto non si negano a nessuno ma dopo bisogna cambiare atteggiamento, abbandonare completamente questa condizione e impegnarsi a realizzare le decisioni prese, con convinzione e positività.

lite sarri ronaldo juventus milanRisultati immagini per Ancelotti insigne lite

Lo stress ha distrutto il gioco del Napoli

La partita del Napoli contro il Manchester City c’insegna quanto il timore dell’avversario possa diventare un’esperienza paralizzante.

La mia domanda è questa: anziché spendere il tempo avuto in settimana solo a parlare di schemi di gioco, non sarebbe più utile affrontare il tema della paura e della sua forza paralizzante? E ovviamente stabilire e allenare l’atteggiamento per giocare queste partite.

Gli schemi di gioco sono necessari ma, se non si è imparato a fare lavorare la propria mente in modo costruttivo proprio in queste situazioni più problematiche, sono solo un modo teorico per sapere come si dovrebbe giocare. il rigore sbagliato dal Napoli è un altro esempio di cosa succede quando domina la paura.