Archivio per il tag 'genere'

Differenze di genere nel camminare nella vita adulta

Sintesi di una rassegna relativa alle differenze di genere nel camminare nel corso della vita adulta di  T. Pollard and J. Wagnild

Camminare è associato a una migliore salute fisica e mentale e a una ridotta mortalità e quando usato come sistema di trasporto a una riduzione dell’inquinamento. In contrasto con altre forme di attività fisica, il camminare ha il vantaggio di essere accessibile alla maggior parte della popolazione. Per queste ragioni, la promozione del camminare è diventata una degli ambiti più importanti delle campagne di salute pubblica.

Lo scopo di questa rassegna è di valutare le differenze attuali relative alle differenze di genere nel camminare nei paesi ad alto reddito… abbiamo ipotizzato che vi siano differenze di genere nella scelta di camminare per soddisfazione, per trasporto e nel tempo totale dedicato. Abbiamo anche analizzato il variare delle differenze di genere in relazione alle fasi della vita.

Risultati

  • Più donne che uomini camminano per piacere personale se si analizzano insieme tutti i gruppi di età, anche la significatività è ridotta.
  • In giovane età un numero maggiore di donne cammina rispetto agli uomini, ma questa differenza si riduce con l’età e si ribalta durante la vecchiaia.
  • Camminare come forma di esercizio è più diffuso fra le donne che fra gli uomini, eccetto che nel gruppo più anziano (60+), in cui più uomini camminano rispetto alle donne.
  • I dati sul camminare per divertimento o per soddisfazione sono più a favore delle donne che degli uomini.
  • Non è persa alcuna differenza in relazione al camminare come sistema di trasportoNon è emersa alcuna differenza di genere in relazione alla prevalenza del camminare per nessun degli scopi indagati quando si considerano tutte le età nelle indagini condotte in USA. I dati rivelano che i giovani adulti donne camminano di più dei loro coetanei maschi mentre nei gruppi di anziani le differenze sono minime.
  • Camminare per piacere è un’attività che le donne svolgono maggiormente con i bambini ed è possibile che la cura dei bambini assuma un ruolo nel favorire questa attività fra le donne più giovani.
  • L’elevata partecipazione allo sport dei giovani adulti declina con l’età, come riportato in UK e USA, ed è possibile che gli uomini adottino per piacere come sostituto della pratica sportiva più intensa.
  • Nei gruppi più anziani, la proporzione di uomini che cammina per piacere diminuisce, ma ancora di più quella delle donne. Questa tendenza può riflettere differenze nell’abilità a camminare in queste fasce di età. Uno studio condotto in Uk ha trovato che “la limitazione della motilità” cresce più velocemente fra le donne che fra gli uomini, probabilmente a causa di maggiori problemi di saluti nelle donne in relazione anche al sistema muscolo-scheletrico.

Il sessismo nel ciclismo

“Nel 1973 Billie Jean King ha costretto i padroni di tennis a riconoscere alle donne gli stessi premi in denaro degli uomini. Quaranta anni più tardi, il ciclismo femminile sta ancora cercando di ottenere un salario minimo per le atlete.

Nel 2013 un sondaggio condotto dalla Women’s Cycling Association ha denunciato che il 50% delle cicliste professioniste guadagnava  3,000$ (1969 £)  o meno all’anno. Questo è solo un dato statistico tratto da Half The Road, il superbo documentario di Kathryn Bertine, che si è battuta contro l’UCI, organo di governo sciovinista del ciclismo.

Brian Cookson, ora al timone della UCI, viene anche intervistato. Mi ha detto l’anno scorso che l’introduzione di un salario minimo “potrebbe ritorcersi contro”… perché le donne non sono abbastanza forti per affrontare il Tour de France – un argomento potentemente confutato da una donna che ha corso il Tour nel 1980 … Almeno non usa gli argomenti di Hein Verbruggen, uno dei suoi predecessori. Secondo Inga Thompson, dieci volte campione nazionale degli Stati Uniti, Verbruggen provò a introdurre una regola per fermare le donne quando durante il ciclo mestruale”.

(da The Guardian)

Più uguaglianza fra i sessi, più medaglie vinte

Se i paesi sperano di essere al top durante i Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro, è bene che inizino a badare ai loro divari di genere. Secondo un nuovo studio della University of British Columbia, i paesi con più uguaglianza di genere tendono a vincere più medaglie olimpiche.

“Penso che ci sia uno stereotipo secondo cui le nazioni più macho e che valorizzano la mascolinità o dominio maschile dovrebbero essere più dominanti negli sport maschili, abbiamo scoperto che in realtà è il contrario”, dice l’autore Jennifer Berdahl, professore di studi sulla diversità e le donne  della UBC – Sauder School of Business.

Berdahl ha studiato 121 paesi utilizzando i dati del 2013 Global Gender Gap Report del World Economic Forum  e li ha confrontati con le medaglie vinte alle Olimpiadi invernali del 2014 a Sochi con un modello statistico che controllava fattori quali il PIL, la disuguaglianza di reddito e il numero di abitanti. I suoi risultati rivelano che le donne e gli uomini tendono a vincere più medaglie se il loro paese presenta una maggiore parità tra i sessi, soprattutto quando si tratta di risultati scolastici.

“Il nostro studio rende evidente che la parità di genere ha la tendenza ad alzare tutti all’interno di un paese”, dice Berdahl. “Lagloria olimpica è probabilmente solo un esempio di come intere società possono beneficiare di una maggiore parità tra i sessi”.

Per corroborare le sue conclusioni e tenere conto delle differenze di rendimento dei paesi Giochi invernali ed estivi, Berdahl ha anche studiato le Olimpiadi di Londra e ha trovato gli stessi risultati.

I risultati contraddicono la fede della società in quello che Berdahl chiama un “gioco a somma zero” quando si tratta di diritti di genere, riassunta nell’idea che offrire maggiori opportunità alle donne tenderebbe a limitare le opportunità per gli uomini.

“Piuttosto, la disuguaglianza di genere rischia di danneggiare sia le donne che gli uomini, incoraggiando gli stereotipi che limitano la loro capacità di raggiungere il loro pieno potenziale come individui”, Berdahl conclude. “La riduzione delle  regole false e antiquate per quanto riguarda ciò che gli uomini e le donne possono e non possono fare è una condizione ‘win-win’, che permette ad entrambi i sessi di realizzare il loro vero potenziale”.