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Come lavorate con i giovani atleti?

Avete mai pensato come s’inizia a lavorare con un giovane atleta? Di seguito alcune domande per riflettere.

  • Avete uno schema di come sviluppare l’intervento di preparazione mentale con un giovane adolescente?
  • Da quali competenze partire?
  • Vi prendete un periodo di osservazione e prima parlate con l’allenatore?
  • Cosa iniziate a osservare?
  • Cosa dite come prime cose all’atleta?
  • Vi servite di un’intervista strutturata? E su quali temi principali?
  • Quanto tempo trascorre tra questa fase introduttiva e l’inizio dell’intervento?
  • Cambia il vostro lavoro e gli obiettivi se lavorate in un periodo lontano dalle gare o se invece l’intervento inizia in un periodo di gara?
  • Di solito in relazione a quali aspetti del vostro lavoro vi sentite di più a vostro agio per iniziare?
  • Se è minorenne parlate sempre anche con i genitori?  Qual è il vostro obiettivo?
  • In che modo verificate la motivazione del giovane a intraprendere questo lavoro mentale?
  • Avete chiaro in mente cosa volete dire nei primi tre minuti in cui per la prima volta parlate con l’atleta? Cosa volete che ricordi di questa introduzione?

 

 

Ripresa dello sport ed esigenze degli atleti durante il coronavirus

Sono state pubblicate le linee guida sulle modalità di svolgimento degli allenamenti per gli sport individuali. Contengono anche l’indicazione che “per gli atleti è ritenuto fondamentale anche il supporto psicologico per prevenire o contrastare la conflittualità o la possibile resistenza al rientro nei siti sportivi, l’eventuale riduzione della motivazione e delle performance, la difficoltà nel portare a termine le attività in ragione dell’ansia, nonché i rischi di infortunio legati a stress e difficoltà di concentrazione”. Estremamente utile avere sottolineato l’importanza del supporto psicologico ma viene affiancato a temi esclusivamente collegati a problemi psicologici che potrebbero insorgere negli atleti all’apertura dei centri sportivi. Complessivamente sviluppo programmi di preparazione psicologica per circa 40 atleti e con molti di più sono in contatto tramite i loro allenatori e psicologi dello sport e mi sembra che per la quasi totalità di loro la possibilità di ritornare ad allenarsi nel modo abituale sia motivo di piacere e di soddisfazione. Problemi di ansia, di mancanza di motivazione e di stress sono stati, invece, quelli più spesso avvertiti in questi ultimi due mesi, chiusi in casa e senza nessuna notizia certa sulla ripresa dell’attività. In questa prima fase, il supporto psicologico che è stato loro fornito da allenatori e psicologi dello sport è stato decisivo per vivere queste giornate in modo soddisfacente e per uscire da una condizione di passività.

A questo punto, trascorsi due mesi dall’inizio di questo periodo di pandemia dovuta al coronavirus posso dire che l’attività di preparazione mentale con gli atleti e con gli allenatori è proseguita in modo molto positivo. Nella mia esperienza gli atleti hanno apprezzato da un lato l’attenzione rivolta verso loro in questa situazione di chiusura nelle proprie case e in tal senso il contatto online ha permesso di ridurre le ansie connesse all’isolamento sociale e all’impossibilità di condurre la propria vita sportiva abituale, composta da viaggi, allenamenti e competizioni.

Dal punto di vista dell’allenamento mentale, questo periodo è servito a fare scoprire molti aspetti di questo lavoro che spesso non vengono curati a causa del ritmo pressante imposto alla loro vita dalle competizioni e dall’essere centrati più che altro a migliorare le competenze psicologiche più strettamente collegate con la gestione della fatica e dello stress agonistico.

In questi due mesi, invece, lontani dalle gare si è potuto lavorare sull’allenamento della concentrazione in modo molto specifico e senza la pressione del tempo, percepito come limitato a causa dello svolgimento delle stagione sportiva. In queste lunghe giornate a casa, molti atleti hanno potuto allenarsi mentalmente non solo su macro competenze, come ad esempio la visualizzazione delle loro abilità sportive e delle azioni di gioco ma anche su aspetti estremamente particolari come il miglioramento della fase di espirazione in condizioni di riposo e di stress fisico o la gestione dei 3 minuti di cambio campo nel tennis o di periodi anche più brevi come la fase di recupero di 7 secondi circa tra i punti nel tennis tavolo e così via per altri sport. Lavorare mentalmente su questi aspetti cosiddetti minori può comunque rappresentare quel marginal gain che spesso nello sport di livello assoluto costituisce la differenza fra la vittoria e la sconfitta.

Inoltre, si è lavorato anche sullo sviluppare programmi specifici per ognuno della durata di 45 minuti da praticare quotidianamente con una serie di esercizi da svolgere a riposo e in condizioni di stress fisico.

In sostanza, questo periodo è stato vissuto come un’opportunità per vivere la vita di atleta in modi diversi da quelli abituali, così come è stato per la preparazione fisica e l’allenamento tecnico-tattico, e che ha visto gli atleti impegnati complessivamente per diverse ore ogni giorno con attività di qualità. Sarà interessante, ora che riprendono le attività consuete di allenamento, verificare in che modo quanto svolto in questi  due mesi sia stato utile per favorire una ripresa più veloce delle abilità tecnico-tattiche avendole allenate diversamente ma certo per molti con la stessa intensità e quantità di tempo in virtù del lavoro proposto dallo staff degli atleti.

L’allenamento mentale svolto a casa

In questi giorni di lockdown, in tanti mi ha contattato per sapere come è possibile svolgere l’allenamento mentale in mancanza dell’allenamento reale.

E’ difficile spiegarlo in due parole ma voglio comunque fornire un esempio pratico di allenamento che può essere svolto per atleti delle più diverse discipline sportive. L’esempio che propongo riguarda il tennis ma con gli opportuni adattamenti può essere svolto da qualsiasi atleta.

Richiede la competenza di sapere effettuare una respirazione addominale corretta e di sapere cosa voglia dire visualizzare un’azione di gioco.

Questo tipo di allenamento è della durata di circa 25 minuti e dovrebbe essere ripetuto quotidianamente. Ricordate che un esempio e che nel corso delle settimane andrà implementato con altre esercitazioni.

Preparazione mentale

 Programma di base per migliorare la concentrazione 

Billie Jean King: 

“I campioni continuano a giocare sino a quando non raggiungono quello che vogliono” 

Esercizi da svolgere uno dopo l’altro in sequenza.

  • 5 respiri profondi solo addome, 5 solo torace e 10 respiri profondi completi (5 minuti circa).
  • Pausa 1 minuto
  • Respiro normale: 2 minuti di concentrazione sul respiro x 5 volte, quando la mente si sposta su altri pensieri bisogna riportarla gentilmente sul respiro (10 minuti).
  • Pausa 1 minuto
  • Giocare 1 game vincente: 1° punto /15 – pausa 20 secondi – 2° punto /30 – pausa 20 secondi – 3° punto/40 – pausa 20 secondi – 4°- punto/game – pausa 20 secondi (circa 2 minuti). (Comincia da questa sequenza vincente, in seguito puoi immaginarti un punteggio più equilibrato o immaginarti game che hai realmente giocato in partita). Sappi che i giocatori professionisti sono in grado di visualizzare il loro gioco per molti minuti consecutivi senza distrarsi.

Questo tipo di allenamento è utile per:

  • concentrarsi sul presente, escludendo quanto è appena avvenuto
  • sapere se si è in controllo della situazione agonistica
  • ristabilire il controllo sui propri pensieri ed emozioni
  • energizzarsi quando ci si senta svuotati o poco convinti
  • automatizzare il proprio ritmo di gioco
Per saperne di più continuate a scrivermi.

 

Cambia la tua carriera sportiva con l’allenamento mentale

Ancora 200 giorni per prepararsi mentalmente per le prossime Olimpiadi, un periodo di 6 mesi di allenamento mentale è sufficiente per perfezionare la propria forza psicologica per affrontare con successo la sfida olimpica.

Vuoi sapere come fare?

Scrivici

per scoprire come l’allenamento mentale

può cambiare la tua vita e la tua carriera di atleta!

 

Programmi di mental coaching

Esprimi i tuoi sogni. Ti aiuteremo a realizzarli.

CEI Consulting collabora con organizzazioni e atleti che vogliono valorizzare il fattore umano nel raggiungimento di prestazioni eccellenti, perché la differenza tra la vittoria e la sconfitta consiste nel  controllo efficace delle emozioni e nel restare concentrati solo sulla prestazione.

 CEI Consulting collabora con gli atleti a:

  • Identificare i punti di forza e di debolezza della loro concentrazione attraverso un sistema innovativo per la valutazione della prestazione sportiva.
  • Identificare le proprie abilità comparandole con quelle dei migliori atleti al mondo.
  • Sviluppare un programma di coaching mentale per l’alto livello allo scopo di ottenere le prestazioni migliori.
  • Sviluppare una mentalità vincente.

CEI Consulting utilizza The Athlete’s Mental Edge, un esclusivo sistema per lo sviluppo dello della prestazione usato da campioni olimpici e squadre professionistiche. E’ il risultato di 30 anni di ricerche svolte in USA, Canada, Europa e Australia nello sport di livello assoluto.

Per ulteriori informazioni non esitare a scriverci.

Servizio gratuito per conoscere il mental coaching

Siamo all’inizio dell’anno Preolimpico. Infatti i Giochi Olimpici inizieranno a Rio il 6 agosto 2016 e quelli Paralimpici il 7 settembre 2016. Per la maggior parte degli atleti inizia un periodo decisivo per la loro carriera sportiva: devono allenarsi e gareggiare per qualificarsi alla più importante manifestazione sportiva. Ognuno di loro vivrà questo periodo in un modo personale. Vi sono coloro che non hanno partecipato alle Olimpiadi che sperano di raggiungere questo traguardo e accanto a loro vi sono gli atleti più esperti che hanno già vissuto questa esperienza ma che vogliono nuovamente esserci ed essere competitivi. Anche la preparazione psicologica è ormai parte integrante dei programmi di molti atleti e squadre. Questi programmi non sono diffusi solo in Europa, nel Nord-America e in Australia ma anche in molti paesi dell’Asia. Tanto è vero che è stato da poco pubblicato un libro intitolato “Secrets of Asian Sport Psychology” che contiene 22 esperienze condotte in altrettante nazioni di questo continente. Qui sotto riporto le principali abilità psicologiche degli atleti vincitori di medaglia olimpica:

  • Elevata motivazione e impegno
  • Tenacia
  • Livello elevato di fiducia nei momenti di pressione agonistica
  • Identificazione degli obiettivi
  • Autoregolazione delle emozioni nei momenti decisivi
  • Avere routine ben organizzate durante la competizione
  • Sapere fronteggiare le distrazioni e gli eventi inattesi
  • Elevata concentrazione
  • Visualizzazione
In Italia questo approccio non è invece ancora diffuso come dovrebbe e molti atleti non raggiungono il livello a cui aspirano per capacità tecniche e fisiche proprio perché non investono risorse nella preparazione psicologica o mental coaching o perché si affidano a professionisti poco qualificati o con nessuna esperienza a livello di competizioni internazionali.
Inoltre non vi è un’organizzazione riconosciuta a cui porre domande su questo tema e richiedere un contatto con un consulente per avere informazioni su cosa consiste un programma di mental coaching.
Il mio studio, Cei Consulting, vuole invece offrire gratuitamente questo servizio a atleti, allenatori e dirigenti sportivi che vogliamo conoscere meglio questo aspetto dell’allenamento sportivo e della competizione.
Per intraprendere un percorso di allenamento mentale bisogna sapere a cosa si va incontro. In particolare atleta e allenatore troveranno specifiche risposte in relazione a:
  • Tempi di attuazione del programma
  • Abilità che verranno sviluppate e ottimizzate
  • Utilità per l’atleta e l’allenatore
  • Modalità dell’allenamento e sua periodizzazione
  • Frequenza della partecipazione del mental coach agli allenamenti e alle gare
  • Valutazione psicologica delle gare passate
Infine assolutamente nuovo è il sistema proposto in collaborazione con Enhanced Performance System di San Diego relativo a:
  • Analisi e allenamento dello stile attentivo personale (di squadra) comparato con le richieste attentive e di rapidità/precisione dello sport praticato
  • Comparazione fra lo stile attentivo e interpersonale dell’atleta e quello dell’allenatore (punti di forza della relazione e probabili punti di attrito)
  • Identificazione del livello di Killer Instinct dell’atleta, decisivo nei momenti di maggiore pressione agonistica
  • Confronto delle caratteristiche attentive dell’atleta con quelle degli atleti di molte nazioni che detengono un record del mondo.
Chi è interessato a conoscere di più in relazione al mental coaching applicato al suo sport non esiti a contattarci scrivendo a: info@ceiconsulting.it

I motivatori sono i falsari del mental coaching

I motivatori e mental coach non laureati in psicologia si stanno diffondendo nello sport così come nel business. Sono persone che intervengono in questi mondi facendo leva sul bisogno di successo. Vincere è, oggi, l’unica cosa che conta e troppi atleti si fanno abbindolare da persone che come strategie di cambiamento si servono degli insulti oppure li fanno camminare sui carboni ardenti, come se fosse un evento necessario per credere in sè.  Purtroppo taluni di questi motivatori hanno successo, perchè le organizzazioni sportive (Coni, club e federazioni) non fanno nulla per aiutare i loto atleti e allenatori a scegliere. anzi talvolta queste stesse organizzazioni sono contente di questa autonomia degli atleti, poichè in questo modo risparmiamo dal punto di vista economico e non devono porsi il problema di scegliere un professionista che dovrebbero anche pagare.

Lo spunto di questa riflessione mi è fornito da un’intervista al motivatore di Bonucci (riportata da un attento conoscitore dello sport e dell’animo umano qual è Gianni Mura con l’articolo “L’aglio motiva Bonucci ma l’alito non fa il monaco”) in cui racconta come ha lavorato con lui. tutto sarebbe da ridere se non fosse che non è una barzelletta bensì una modalità di consulenza. Naturalmente ogni individuo può scegliere chi vuole come consigliere personale o come mental coach, ma come psicologi abbiamo il dovere di affermare che il miglioramento personale passa attraverso figure professionali qualificate e competenti e non da individui che si sono nominate loro stessi motivatori, mental coach o quant’altro solo sulla base di considerazioni personali. La professione di psicologo, come quella del medico, dell’avvocato o delle altre libere professioni è sottoposta a regole precise e nessuno può esercitarla senza un adeguato titolo di studio, non a caso coloro che hanno deciso di farlo senza possedere questi requisiti hanno dovuto inventare nuove parole per definirsi e così sono nati i termini “motivatore” e “mental coach”. Chiunque può definirsi in questo modo, anche il barista sotto casa e non sarà perseguito dalla legge.

E’ necessario che l’Ordine degli Psicologi così come il Coni e le Federazioni Sportive siano in prima linea nel diffondere un approccio professionalmente corretto del mental coaching, altrimenti la cultura sportiva sarà pregiudicata e si affermerà solo chi sarà sul mercato più aggressivo.

Le domande degli atleti di alto livello di tiro a volo

Oggi sono a una competizione internazionale di tiro a volo a Todi e atleti di diverse nazionalità, dall’Iran alla Gran Bretagna mi hanno posto domande per risolvere le difficoltà che affrontano in gara, eccone alcune:

  • Cosa devo fare quando prima di tirare per un attimo mi dimentico quello che devo fare?
  • Cosa faccio per toglierli il panico che talvolta mi assale?
  • Cosa fare per non pensare di rompere il piattello e stare concentrato solo sul movimento?
  • Quali sono le abilità dei campioni di tiro a volo?
  • Come faccio a sapere che prima d’iniziare sono pronto?
  • Non ho sempre lo stesso tempo di sparo, che devo fare per essere più costante?
  • Dopo un errore divento troppo nervose, come posso controllarmi meglio?

Queste domande mettono in evidenza come le difficoltà degli atleti di livello internazionale sono specifiche e richiedono che lo psicologo dello sport abbia una conoscenza specifica di questo sport. Come psicologi non dobbiamo fornire risposte globali basate solo sull’idea che bisogna migliorare la fiducia di questi atleti, poiché queste domande sono poste da atleti che nel loro paese sono i migliori e sono abituati a gareggiare, ma ciò non elimina di per se stesso queste difficoltà.

Che ne pensate?

Programma di mental coaching

L’Allenamento   Mentale

Questo è il programma di mental coaching che propongo a chi voglia realmente migliorare le proprie prestazioni nello sport servendosi di un sistema utilizzato da atleti che hanno vinto 10 medaglie olimpiche. Il programma è suddiviso in 5 aree d’intervento così articolate:

1.     I tuoi obiettivi

  • Come stabilire gli obiettivi
  • Come s’impegna l’atleta tenace
  • L’atteggiamento mentale corretto durante l’allenamento
  • L’attenzione: sulla prestazione e non sul risultato
  • I principali errori degli atleti

 2.     La gestione dello stress agonistico

  • Strategie per ottenere un livello di attivazione pre-gara ottimale
  •  A cosa serve rilassarsi
  • Come imparare a rilassarsi e come raggiungere l’attivazione necessaria
  • Come gestire la tensione psicologica e la fatica durante le gare

 3.     La concentrazione

  • A cosa prestare attenzione nel tuo sport e in gara
  • I tuoi Punti di forza e di debolezza nella concentrazione
  • Il recupero della concentrazione dopo un errore e nelle fasi decisive della gara
  • Esercizi per migliorare l’attenzione in allenamento e in gara

 4.     La tenacia

  • Sei pronto a gareggiare al tuo meglio?
  • Un piano per contrastare la fatica e restare fiduciosi
  • Di cosa sei preoccupato?
  • Come trasformare la paura in un vantaggio competitivo

 5.     La pianificazione della competizione

  • Come restare nella tua zona di attivazione pre-gara ottimale
  • Un’ora prima della gara: che cosa e come fare: al via “Sei pronto?”
  • I tuoi pensieri e stati d’animo prima della e durante la gara
  • Cosa fare durante la giornata di gara
Per ulteriori informazioni scrivere a: info@ceiconsulting.it

La consapevolezza è la base del mental coaching

La consapevolezza si può definire come il “miracolo che, in un baleno, richiama la nostra mente e la ricompone, consentendoci di vivere ogni attimo delle nostra vita” (Thich Nhat Hanh).  Jack Kornfield l’ha descritta come “innata capacità umana di prestare deliberatamente piena attenzione alla situazione in cui ci troviamo, alla nostra concreta esperienza, e di trarne insegnamento”.

La consapevolezza è alla base del mental coaching, ottimizzare l’apprendimento e migliorare le prestazioni richiede la conoscenza di se stessi e delle emozioni che ne sono alla base.  E’ la coscienza del presente, specifica per ogni attività e che determina la condizione di prontezza all’azione, che è uno stato psicofisico globale di totale coinvolgimento con ciò che sta per accadere e cioè la pretazione.