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Cambiare l’umore della squadra per tornare a vincere

Solskjær è il nuovo manager del Manchester United che sta ottenendo una serie di risultati positivi incredibili con una squadra presa in piena crisi. Non poteva di certo cambiare il gioco da una settimana all’altra e si è concentrato sull’unica cosa che poteva fare: si è posto l’obiettivo di cambiare la mentalità, lavorando sull’umore dei calciatori.

Ha dichiarato: “il mio lavoro è stato parlare con i giocatori, conoscere i loro sentimenti, i loro livelli di fiducia e come si sentivano a riguardo alla loro situazione”. Di conseguenza “ho dato loro alcune linee guida, naturalmente, abbiamo parlato della libertà di espressione … sono dei bravi giocatori e sta a loro usare la loro immaginazione, la loro creatività e divertirsi a giocare per questo club, perché stanno vivendo il tempo migliore della loro vita”. Questo approccio mentale gli ha consentito di giocare con energia, entusiasmo e responsabilità, ma ancor di più, ha riportato il sorriso sui volti dei giocatori a cui è stato ricordato di giocare divertendosi.

Bisogna lavorare bene per sviluppare quella condizione di prontezza mentale di squadra che consenta at team nel suo complesso di entrare in campo con la convinzione che qualsiasi cosa possa succedere in campo, la squadra si esprimerà sempre al suo meglio.

Magic Johnson e la coesione di squadra: una storia vecchia ma sempre vera

Le squadre di basket devono essere unite per realizzare il loro obiettivo prioritario: affrontare gli avversari in modo sicuro e determinato. La rivalità interna, se non limitata a episodi circoscritti fa sprecare inutili energie agli atleti e li tiene impegnati in attività che hanno un’influenza disgregante sull’allenamento e sulla partita. La squadra deve sempre ragionare in termini di NOI. Il coach deve: favorire la partecipazione dei giocatori, cercando di accoglierne le indicazioni, trattare tutti con gli stessi criteri ed evitare favoritismi, premiare i comportamenti altruistici e ridurre i comportamenti individualistici.

La storia di Magic Earvin Johnson è un esempio di come anche un campione deve passare da comportamenti troppo individualistici a una maggiore condivisione con i suoi compagni. Infatti, quando Magic giocava nei Los Angeles Lakers si distingueva anche per la sua dedizione al gioco di squadra: passava e difendeva anziché pensare a segnare punti. E’ stato Magic a spiegare al suo allenatore Pat Riley come si era affermato in lui questo atteggiamento collaborativo verso la squadra.

Quando giocava nella Lega Giovanile di pallacanestro, a East Lansing, Michigan, il suo allenatore gli diceva che lui era il migliore giocatore della squadra e che doveva tirare in continuazione.  Magic Johnson obbediva a questa richiesta e segnava la maggior parte dei canestri della sua squadra, che così vinceva in continuazione. Nonostante queste vittorie gli altri compagni di squadra si sentivano incapaci, erano depressi e nessuno lo ringraziava o si mostrava contento per quello che lui faceva. Decise che quella situazione per lui era insopportabile. Da quel momento il suo comportamento in campo cambiò e mise le sue capacità al servizio della squadra. L’umore dei compagni cambiò completamente e furono molto più motivati. incrementarono le loro abilità e continuarono ugualmente a vincere.

Com’è la tua squadra, i giocatori riescono a mettere da parte il loro ego e giocano in modo coeso indipendentemente dal momentum di gioco?