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Why Fiorentina loses and Juve wins

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L’importanza di avere fame … di vittorie

Conte vuole che la Juventus mangi il campo. Anche Berruto ai suoi durante un time out di Italia-Serbia dice “abbiamo fame”. Pure gli atleti spesso dicono: “Se facciamo ancora un errore quelli ci mangiano”. E’ necessario avere fame di vittorie e non sentirsi invece sazi, come ricorda il portiere del Milan dopo la partita persa contro il Napoli: “Loro hanno avuto più fame di noi”. La lotta sul campo attimo dopo attimo o colpo su colpo è il modo in cui si manifesta a se stessi e agli altri che si è dentro la dimensione mentale dell’affamato. Non è certamente vietato pensare in grande (ad esempio vincere lo scudetto o campionati europei) ma queste idee vanno lasciate fuori dalla competizione, perchè in quei momenti bisogna avere pensieri semplici e concreti che permettano di fare in quell’istante la cosa migliore. Avere fame vuol dire essere costantemente concentrati sul presente o meglio ancora su ciò che sta per accadere fra un istante. In questo modo tenacia e consapevolezza del momento di gioco sono gli strumenti mentali utilizzati da chi ha fame.

Fragilità e tenacia

Nell’immaginario collettivo gli atleti sono come i Bronzi di Riace. Fisici perfetti, allenati nel migliore dei modi a fare ciò che il loro talento gli permette. Nella realtà non è affatto così. Sono fragili perchè la ricerca della perfezione nella quale sono quotidianamente coinvolti, li porta a sentirsi insicuri pur dovendo mostrarsi sicuri. Questa insicurezza nasce non da  problemi di autostima come quelli della persone comuni, ma dalla necessità di dovere dimostrare di essere i migliori. L’ostacolo principale alla realizzazione dei loro obiettivi di vittoria è rappresentata dagli avversarsi che la pensano nello stesso modo e a loro volta hanno lo stesso obiettivo, che consiste nel dimostrare di essere loro i migliori. Da qui l’idea che bisogna imparare a perdere, perchè altrimenti ogni volta si subirebbe una ferita inguaribile.

La tenacia: un’abilità per superare le crisi

La tenacia è ovviamente utile a ogni persona e non solo agli atleti. Prendendo ad esempio di attività il nuoto si può dire che serve a mantenere l’attenzione sul presente. In gara significa essere focalizzati sul piano di gara e nel mantenere la condizione emotiva necessaria a eseguirlo. In allenamento permette di perseguire gli obiettivi di una singola seduta al fine di raggiungerli o di avvicinarsi il più possibile. Dopo una gara consente di fare ciò che serve per imparare il massimo dall’esperienza agonistica appena svolta e prepararsi per quella successiva.

La tenacia delle calciatrici giapponesi

Il Giappone ha vinto il campionato del mondo di calcio femminile. A mio avviso è stata la vittoria della pazienza e della tenacia, perchè le giapponesi non hanno mai rinunciato a ragionare anche quando si trovavano in svantaggio o subivano il gioco delle avversarie. Le americane oltre le due reti segnate hanno preso due pali a dimostrazione che per vincere conta anche la fortuna . Nel calcio il momento è importante e quando non si sa sfruttare queste fasi di gioco in cui il goal sembra che possa arrivare in ogni istante, se le avversarie non perdono la testa è facile che possano loro mettere a segno una rete. Infatti, è quello che è successo, due opportunità e due goal, segnati alla fine del tempo. Le americane erano sicure di vincere e hanno giocato dominando molte fasi di gioco ma senza essere efficaci. I rigori hanno poi dimostrato che le giapponesi continuavano a essere concentrate mentre le americane non erano affatto preparate a questa ulteriore fase di gioco. Incredule, forse, di doversi giocare il titolo in quel modo. Per loro la partita era già finita e invece quello è stato il momento decisivo. Non l’hanno capito.

Prova di carattere di Nadal

La mente è importante ma non può aiutare a vincere quando non si è in forma. La prova di Nadal nella finale degli Internazionali di tennis è stata una prova in cui Nadal si è trovato sempre a vincere il set successivo a quello messo a segno da Djokovic. A mio avviso è stato un esempio di quanto forte è il desiderio di restare attaccati all’avversario anche quando non si è in condizione di battersi al massimo delle proprie possibilità. Nadal non ha mai rinunciato e Djokovic ha dovuto giocare al meglio per vincere questo match. E’ stato un ottimo esercizio di tenacia e di espressione di quello che dovrebbe essere l’atteggiamento migliore da mettere in campo anche quando non si è in piena forma.

Al Real Madrid non è bastata la volontà

Con la volontà si può tutto aveva detto Mourinho, ma questa volta non è anadata bene per il Real Madrid. Drammatizzare le partite e creare forti aspettative su come giocherà questa volta la squadra è la filosofia di questo allenatore. Ieri sera il Real Madrid sembrava attendere gli avversari nella speranza di un loro errore, ma evidentemente non tutti condividevano questo approccio, giacchè Ronaldo si lamentava vistosamente di questo atteggiamento dei suoi compagni. Quindi squadra poco unita se la sua stella principale si arrabbiava con gli altri. Insomma questa versione moderna degli Orazi e Curiazi non ha funzionato. Inoltre la volontà da sola non funziona se non si coniuga con la tenacia di volere ottenere il risultato a ogni costo.