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E’ indispensabile allenare l’abitudine a essere pronti

Gli atleti spesso immaginano che il giorno della gara saranno pronti ad affrontarla.  I risultati insegnano che questa convinzione si realizza di rado. Succede invece che gli atleti si spaventano, diventano troppo preoccupati e forniscono pessime prestazioni.

Bisogna allenarsi a cambiare, le abitudini diventano utili solo quando i comportamenti che le definiscono sono stati ripetuti, ripetuti e ripetuti ancora. Non bisogna accontentarsi di allenarsi-abbastanza-bene, perché così non si costruiscono le abitudini vincenti. Bisogna continuamente perfezionarsi e consolidare i progressi ottenuti.

E’ un tipo di lavoro emotivamente coinvolgente. Ogni esercitazione viene prima immaginata mentalmente, proprio come se si stesse fornendo quella prestazione in quel determinato momento. Solo dopo questo esercizio mentale, si dovrebbe passare ad eseguire l’esercizio. Il principio è: si parte quando la mente è pronta a iniziare. Mai prima.

La giustificazione dietro cui si nascondono le persone, compresi gli atleti, è di dirsi: “se poi sbaglio lo stesso?”. Sono troppo concentrati sul risultato. Hanno difficoltà ad accettare gli errori e quando si sbagliano si arrabbiano oppure si deprimono.

Accettare gli errori e recuperare immediatamente dopo la condizione emotiva e attentava ottimale per continuare è uno degli scopi principali dell’allenamento

Gli allenatori non insegnano ai loro atleti ad accettare gli errori

Gli allenatori insegnano agli atleti ad accettare gli errori.

Falso. Gli allenatori parlano di frequente di questa necessità ma raramente dedicano del tempo in allenamento a insegnarla. Non è certo una strategia d’insegnamento dire a un giovane: “hai sbagliato, non ti preoccupare, vai avanti e concentrati su quello che devi fare”. Poiché l’allievo è invece preoccupato, continua a pensare all’errore compiuto e non sarà affatto concentrato su quello che dovrebbe fare. L’allenatore spesso pensa: “Non so più che dirgli, lo sa che per me non è un problema se sbaglia, voglio solo che si concentri sull’azione successiva”. Gli atleti non cambiano e non migliorano applicando frasi prestabilite: se sei agitato, sta calmo; se sei distratto, concentrati; se sei depresso, pensa in positivo. Bisogna invece allenare a reagire positivamente agli errori. Nel tennis se in una partita ci sono stati 200 punti, vince chi ne fa di meno e comunque si commettono molti errori. In questo caso può vincere la partita facendo 90 errori, quindi accettare questa quantità di errori è decisivo se si vuole avere successo. Gli allenatori di tennis che sono sempre pronti a fornire istruzione tecniche in allenamento a seguito di un errore, bloccando il gioco e fornendo spiegazioni, raramente si comportano nello stesso modo in seguito a errori a prevalenza mentale. Ad esempio, se un giocatore al termine di uno scambio affretta i tempi esecuzione del servizio non viene mai fermato per riportarlo al timing di esecuzione corretto. In altri termini, si allena quasi unicamente la tecnica o il gioco e mai le reazioni comportamentali, insegnando a bloccare quelle dannose e sollecitando quelle utili al gioco.

Tre frequenti errori mentali dei golfisti

Tre errori frequenti che commettono i giocatori di golf

  • L’abilità degli atleti di dirigere l’attenzione sugli stimoli appropriati viene spesso dato per scontato
  • Il fatto di essere fisicamente in forma, di eseguire meccanicamente i gesti di routine abitudinari non significa essere concentrati
  • Concentrarsi o recuperare un focus attentivo corretto dopo aver commesso un errore è difficile anche per i giocatori esperti
Ciò avviene poiché l’abilità a concentrarsi, a reagire prontamente alle difficoltà e a essere precisi ed efficaci nell’esecuzione delle risposte a queste situazioni è uno dei problemi principali del golf.

Per saperne di più scrivetemi e vi risponderò

La concentrazione nel golf

Fra gli altri interventi vi sarà il mio intitolato “La concentrazione nel golf”

L’obiettivo del tennista

Ai  giovani dovrebbe essere insegnato che

il tennis riguarda molto di più

quanto accetti e reagisci agli errori

piuttosto che quanto giochi bene

Il mental coaching nel Tennis

Il mental coaching nel Tennis

 Offerta di 2 Webinars di psicologia dello sport sul Tennis

La gestione degli errori nel Tennis

 Relatore: Alberto Cei

Data: 21 ottobre, ore 19.00-20.15

Durata: 75 minuti

Programma: Questo webinar è dedicato ai tennisti che sanno quanto è dura non spaccare la racchetta dopo l’ennesimo stupido errore e che vogliono migliorare il loro self-control proprio in questi momenti.

La forza di ogni tennista consiste nel giocare al meglio delle proprie capacità.Questo è ciò che conta:

  • Giocare come sai
  • Impegnarti al massimo su ogni palla

Solo alla fine della partita farai conti e si vedrà chi ha vinto. Pensare al risultato del set o del game serve solo ad aumentare il proprio stress agonistico e a perdere più punti ancora. “Il tennis lo ha inventato il diavolo” ha detto Adriano Panatta perché ti spinge in errore, a  pensare, ad esempio, che oggi giochi proprio bene e … di colpo cominci a sbagliare; oppure che vuoi fargliela pagare al tuo avversario con quelle pallette che ti mette sempre lì … e così ti arrabbi e non ne prendi più nessuna. O ancora che vuoi tirare forte la prima, vuoi osare … e ti trovi ad avere difficoltà sulle seconde. Lo stesso ha detto la Pennetta dopo la vittoria con la Williams: “pensavo solo a correre e a buttare la palla dall’altra parte”.

Il webinar è rivolto ai tennisti, ai maestri di tennis, agli psicologi a tutti coloro che amano questo sport bellissimo e così difficile.

Partecipando si acquisiranno competenze su:

  • L’errore come parte integrante della partita
  • Accettare che vi sono momenti difficili in ogni partita
  • Conoscere se stessi: in quali situazione commetto più errori
  • Come valorizzare il momento positivo di gioco
  • Come uscire da un momento di gioco negativo
  • Strategie e tecniche psicologiche per aumentare il proprio self-control

Per corrispondere meglio alle vostre esigenze, inviate tre domande su questo tema a cui vorreste trovare una risposta durante il webinar vi risponderemo.

Riceverai una e-mail di conferma entro 24 ore.

 

La concentrazione nel tennis

Relatore: Alberto Cei

Data: 4 novembre, ore 19.00-20.15

Durata: 75 minuti

Programma: Questo webinar è dedicato ai tennisti che vogliono migliorare la loro concentrazione durante i game, riducendo i momenti di passività nel gioco e le azioni dettate solo dalla loro impulsività.

Per ogni tennista è necessario sapere riconoscere a cosa presta attenzione durante la partita. Pensa come giocare o a fare i punti? Pensa a correre e a buttare la palla dall’altra parte o pensa che il suo avversario è fortunato? Pensa che oggi è una giornata storta o ragiona, anche semplicemente ma ragiona. Tu che tennista sei?

Per essere concentrati durante gli scambi di gioco è necessario predisporsi a questo impegno durante le pause di gioco. E’ necessario possedere una routine stabile ed efficace che permetta al tennista di essere pronto nel momento del servizio o della risposta. Le pause più lunghe quando si è seduti rappresentano un altro momento importante per ridurre le tensioni mentali dannose, sostituendole con un atteggiamento che predispone al gioco. Verranno discusse le tecniche mentali che possono essere utilizzate in quei momenti per mantenere o ricostruire se necessario una condizione emotiva che valorizzi le proprie capacità di tennista.

Il webinar è rivolto ai tennisti, ai maestri di tennis, agli psicologi e a tutti coloro che amano questo sport bellissimo e così difficile.

Partecipando si acquisiranno competenze su:

  • Riconoscere a cosa si presta attenzione durante la partita
  • Coraggio, umiltà e tenacia sono abilità mentali decisive per restare concentrati sul gioco
  • Come predisporsi a essere attenti durante le pause tra i game
  • Come visualizzare le proprie azioni
  • Gli esercizi di mindfulness per restare concentrati sul presente

Per corrispondere meglio alle vostre esigenze, inviate tre domande su questo tema a cui vorreste trovare una risposta durante il webinar vi risponderemo.

 

Nel tennis è facile trattarsi male

Il tennis m’insegna ogni giorno quanto sia facile trattarsi male per i giocatori che sono all’inizio di un percorso professionale.  Sono questi giovani, ragazzi e ragazze, di 18-21 anni che pur avendo qualità di gioco e forma fisica non riescono ad accettare gli errori, sono insicuri in campo e negativi con se stessi. In altre parole non sono tennisti abituati ad affrontare gli errori e le difficoltà come ostacoli normali e quotidiani e soprattutto non si divertono perché per loro è un’esperienza pesante e problematica. Nella mia esperienza sono molti di più i giovani che di fronte a queste difficoltà le subiscono e cedono piuttosto che tentare di padroneggiarle. L’unico modo per cambiare questa situazione è quello di iniziare a insegnare a gestire le proprie emozioni e i pensieri in campo. A questo riguardo un aspetto importante da insegnare consiste nella gestione della pause di gioco. I tennisti devono acquisire un sistema che gli permetta di recuperare dalla stanchezza fisica e mentale, subito dopo, di mettersi nella condizione migliore per iniziare un nuovo scambio. Questo approccio al gioco andrebbe allenato quotidianamente. Bisogna sapere che la componente tecnica e atletica del tennis vanno allenate insieme a quella mentale e che non vi è uno scambio di gioco in cui tutte e tre non siano presenti.

Chi vuole saperne di più mi può contattare per mail e riceverà in breve tempo una risposta.

La prima abilità per vincere è la pazienza

È risaputo che la pazienza è un’abilità mentale importante che permette di tollerare gli errori e gli insuccessi. Consente, infatti, di non dimenticare cosa siamo capaci di fare e di continuare a servirsene per raggiungere i nostri obiettivi. Pertanto chi non ha la pazienza, mentre si rifiuta di accettare gli errori, non viene esentato dal commetterne altri e finisce con il provare sofferenze maggiori.

Genitori e allenatori devono fare proprio questo atteggiamento mentale perché consente loro di mantenere elevata la motivazione e la convinzione che con l’impegno e dedizione i loro figli e atleti potranno gareggiare al meglio di sé. Gli atleti, dal loro punto di vista, devono accettare come ha scritto Ludio Dalla “che la vita è lotta dura, coraggio e la voglia d’inventare”.

Le 10 domande definitive per avere un atteggiamento vincente

10 domande definitive per gli allenatori e i mental coach:

  1. Quanto sei convinto che oltre la tecnica/tattica e la forma fisica, l’atteggiamento è alla base del successo sportivo?
  2. Quanto tempo dedichi a cambiare l’atteggiamento dei tuoi atleti verso gli errori?
  3. Come insegni che il riscaldamento non è solo fisico ma anche mentale?
  4. Come insegni che l’atteggiamento verso la fatica fisica e mentale è decisivo per migliorare la fiducia in gara?
  5. Come insegni che è necessario lottare istante per istante senza pensare al risultato?
  6. Interrompi mai l’allenamento perché l’atteggiamento è sbagliato?
  7. Quanto spesso premi l’atteggiamento in campo piuttosto che il risultato?
  8. Quanto tempo dedichi a insegnare che gli atteggiamenti pre-gara e durante le pause sono alla base della prestazione seguente?
  9. Quanto tempo spendi a pensare in che modo i tuoi atteggiamenti influenzano quelli dei tuoi atleti?
  10. In che modo valuti nel dettaglio e parli con gli atleti del loro atteggiamento in allenamento e in gara?

 

Le tre regole d’oro dell’eccellenza

In qualsiasi tipo di prestazione ciò che conta veramente è:

sapere come s’impara,

sapere come si correggono gli errori

e

praticare questi due principi ogni giorno in modo incessante