Archivio mensile per settembre, 2019

10 ragioni per camminare ogni giorno

La conoscenza passa attraverso il movimento: riprendiamo a camminare  almeno mezzora ogni giorno.

  1. Camminare risveglia ogni muscolo del corpo, non certo solo le gambe
  2. Camminare è un momento da trascorrere con altre persone ma anche in solitudine
  3. Camminare migliora il nostro umore
  4. Camminare è proprio per tutte le età
  5. Camminare è l’unica attività in comune a ogni essere umano da decine di migliaia di anni
  6. Camminare è stata ed è l’attività primaria per conoscere e ampliare il proprio territorio
  7. Camminare sulle proprie gambe è ciò che insegnano i genitori ai figli
  8. Camminare è alla base della corsa, dei lanci, dei salti e di ogni altra forma di movimento
  9. Camminare nella natura stimola il guardare, sentire gli odori e il rumore dei propri passi
  10. Camminare è un’attività gratuita

 

C o m e  v u o i  e s s e r e?

 

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4 lezioni di vita da Roger Federer

Lezioni di vita per tutti gli atleti che vogliono avere successo nella loro carriera!

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4 life lessons from Roger Federer

10 buone ragioni per eseguire un respiro profondo

10 buone ragioni per imparare a eseguire un respiro profondo

  1. migliora l’autocontrollo nelle situazioni di stress
  2. migliora la gestione della fatica fisica e mentale
  3. prima azione da effettuare quando ci si vuole rilassare
  4. precede la visualizzazione di un’azione tecnica o di gara
  5. riduce la tensione mentale e stimola pensieri efficaci
  6. favorisce l’allungamento dei muscoli durante stretching
  7. riduce le risposte verbali impulsive
  8. facilita il recupero subito dopo un esercizio a elevata intensità
  9. consente di approfondire ulteriormente la concentrazione sul compito
  10. riduce l’attivazione pre-gara o in gara se necessario

 

Antonio Conte: + grinta – meno moduli di gioco

Quando Antonio Conte afferma che “Solo in Italia si è fissati sul modulo. Il calcio si evolve, dipende da come attacchi, da che tipo di pressione fai”, parla della necessità di avere grinta.

La persona di successo, qualunque sia il suo campo d’azione, mostra una feroce determinazione in due modi:

  • straordinarie flessibilità e capacità di lavoro
  •  profonda consapevolezza di ciò che vuole davvero
Al contrario oggi si tende enfatizzare maggiormente il valore del talento, riducendo così l’importanza di ogni altro aspetto
Talento + Impegno = Abilità
Il talento consiste in quanto rapidamente s’impara quando ci si impegna.
Abilità + Impegno = Riuscita
La riuscita è ciò che accade quando le abilità vengono utilizzate con impegno.
Quindi, per avere successo servono abilità e impegno ai massimi livelli e gli schemi di gioco devono sostenere questo approccio.

Londra #carefreeday

Il riscaldamento è fisico e mentale

In relazione al riscaldamento voglio riprendere quanto esprime Jurgen Weineck nel suo libro “L’allenamento ottimale” poiché è un testo noto a tutti gli allenatori (gli psicologi dovrebbero studiarlo). Infatti, illustra chiaramente il ruolo fisico e anche mentale di questa fase dell’allenamento. evidenzia così quanto sia rilevante insegnare ai giovani atleti a utilizzare questa fase di allenamento nel modo adeguato e non semplicemente come esercizi noiosi da effettuare per evitare d’infortunarsi.

“Per riscaldamento s’intendono tutte le misure che, prima di un carico sportivo – d’allenamento o di gara – servono sia a creare uno stato di preparazione psicofisico e cinestesico coordinativo ottimale sia alla prevenzione degli infortuni”.

” Il riscaldamento in sé … può essere passivo, attivo e mentale, oppure realizzato in forma combinata.Nel riscaldamento attivo, l’atleta esegue praticamente gli esercizi o i movimenti, mentre in quello mentale se li rappresenta soltanto … Se viene utilizzato da solo … l’allenamento mentale è poco valido, perché mette in moto solo parzialmente, e spesso con scarsa intensità, i processi di adattamento caratteristici del riscaldamento. Invece, in alcuni sport (ad esempio ginnastica artistica e atletica leggera) se viene combinato con altri metodi di riscaldamento è di grande efficacia”  (p. 547).

“Come si può ricavare da vari lavori vi sono interrelazioni tra riscaldamento, motivazione e l’atteggiamento psichico verso l’attività stessa. Così da un lato, un grado elevato di motivazione e un atteggiamento fortemente orientato verso la prestazione possono rafforzare l’efficacia del riscaldamento – tra l’altro, grazie ai parametri psichici dello stato pre-agara che prepara l’organismo a una prestazione elevata – mentre, dall’altro, un atteggiamento negativo verso di esso ne riduce o elimina totalmente i benefici … il riscaldamento, partendo da una situazione iniziale “neutra”, serve a formare uno stato psichico di disponibilità alla prestazione, evoca uno stato ottimale di eccitazione del sistema nervoso, migliorando così l’atteggiamento verso la prestazione sportiva e la concentrazione su di essa” (p.551).

Kim Clijsters: ritorno alla giovinezza

Kim Clijsters ha deciso di ritornare al tennis, impresa difficile a 36, 3 figli e dopo 10 anni dal suo ritiro dai campi.

Ha intrapreso un percorso molto difficile, estremo per tornare a giocare con le tenniste migliori. Decisione folle, si sarebbe detto, sino a qualche anno fa. Ora è molto più giustificata dal cambiamento che sta avvenendo nello sport:

  • la vita agonistica si allunga, si può tronare ai massimi livelli pur avendo un figlio,
  • si può continuare a giocare anche dopo i 30 anni al massimo livello,
  • la passione viene meno schiacciata da considerazione collegate all’età cronologica,
  • se la vecchiaia è stata spostata in avanti di 10 anni, da 65 a 75 anni, allora la giovinezza atletica può giungere più avanti sino a 40 anni.
Kim Clijsters celebrates after winning a match at Wimbledon in 2012.
Le motivazioni sono personali e Kim Clijsters ha così illustrato la sua scelta:

“Non mi sembra di voler dimostrare qualcosa”, ha detto Clijsters al WTA Insider Podcast. “Penso che per me sia la sfida”.

“Ho amici che direbbero: “Voglio correre la maratona di New York prima di compiere 50 anni”. Per me, amo ancora giocare a tennis. Ogni volta che sono in un Grande Slam a giocare alle Leggende, se qualcuno chiede – ehi,  vuoi colpire qualche palla -, sono la prima a farlo. Oggi sarò il partner del tuo allenamento. Amo ancora giocare a tennis”.

“L’amore per questo sport è ovviamente ancora lì. Ma la domanda è: sono ancora in grado di portarlo a un livello a cui vorrei che fosse e dove voglio essere prima di giocare a livello elevato di una delle migliori tenniste del mondo?

“Non sento il bisogno di dimostrare nulla, ma voglio sfidare me stessa e voglio essere di nuovo forte. Questa è la mia maratona. E’ qui che dico OK, proviamoci”.

 

Stiamo concentrati sui nuovi dati e leggiamo

Nuova stagione agonistica, nuove sfide

Per tutti: leggiamo di più, molto di più, non accontentiamoci di ciò che sappiamo

Siamo increduli di quanto poco sappiamo

Non pensiamo di avere studiato già sin troppo

Stupiamoci con i nuovi concetti e dati che la scienza ci propone

Ridiamo le strade ai bambini per giocare

Volete che i bambini possano giocare liberamente fuori dalla porta di casa?

Siamo un movimento guidato da genitori e residenti in UK che restituisce ai bambini la libertà di giocare per strada e negli spazi in cui vivono, per la loro salute, felicità e senso di appartenenza. Nel nostro sito troverete tutto ciò di cui avete bisogno per iniziare regolari sessioni di ‘play out’ per strada o altre azioni per innescare il cambiamento nel luogo in cui vivete. Anche idee, storie e obiettivi raccolti da persone in tutto il Regno Unito e oltre.

I bambini non giocano come facevano una volta, perdendo la #attivitàfisica, l’amicizia, la #comunità, la libertà e l’indipendenza. Un movimento crescente di genitori, residenti e organizzazioni sta cambiando questa situazione e si può essere coinvolti: #playingout.

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Autismo, sport e campo estivo

Summer camp for children with ASD and parents’ perception of changes in psycho-social skills

ALBERTO CEI, BRUNO RUSCELLO and DANIELA SEPIO

IJSP, 2019, 50, 162-175

The study examined in children with ASD their psychosocial behaviors pre/post a summer sport camp of two intensive weeks in term of time (5 hours per day) and multidisciplinary approach. Participants were 29 children (8-13 years) from mild to severe degrees of ASD. They alternated the three activities each day for a time of 75 minutes: soccer, aquatic activities and expressive activities. The team leading the camp consisted in coaches, sport psychologists, one speech-language therapist and one physician. The Adaptive Social Skills Measure (Walker et al. 2010) has been used to assess the children psychosocial skills in four areas: verbal communication, social interaction, transitions and attention to task. The parents filled the questionnaire pre/post the camp assessing the psychosocial competences of their children. Results showed the parents perceived significant improvement in children for all four subscales. The data outlined the relevance to study in a natu- ralistic context these psychosocial skills in a short period of training but intensive for number of hours per day and activities practiced.