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Londra #carefreeday

L’impegno francese per rendere lo sport un diritto di tutti e tutte

La nuova ministra dello sport francese Roxana Maracineanu ha presentato un barometro nazionale delle attività sportive che sarà aggiornato ogni due anni

Secondo il primo barometro nazionale delle pratiche sportive il cinquantadue per cento dei francesi sopra 15 anni praticano sport almeno una volta alla settimana: la ricerca è sviluppata da Injep-Istituto nazionale della gioventù e dell’istruzione popolare e Credoc-Centro di ricerca per lo studio e l’osservazione delle condizioni di vita. La percentuale dei praticanti sale al 75% tra i 16-25 anni secondo un’altra indagine, presentata al Ministero dello sport dall’associazione UCPA. Se i giovani preferiscono il body building e il fitness, di fronte al calcio e alla corsa, sono la corsa e la camminata le più amate dai francesi (40%), davanti alle “attività di fitness” e alla palestra (32%), seguite da sport acquatici e nautici (27%).

“Questo barometro è uno strumento che ci permetterà di valutare la pratica sportiva dei cittadini francesi ogni due anni, non ogni dieci anni come prima – ha detto Roxana Maracineanu, ministra dello sport francese - Sarà una bussola per guidare le nostre politiche pubbliche e intercettare le popolazioni più lontane dagli sport, come le donne o le persone con disabilità”.

Nella sua tabella di marcia, l’ex campionessa mondiale di nuoto, diventata ministra dello Sport lo scorso settembre, si è posta l’obiettivo di coinvolgere tre milioni di praticanti in più, cercando di far muovere il 20% dei non praticanti che dichiarano di voler praticare uno sport. Anche il primo ministro, Edouard Philippe, ha parlato di “sviluppo di pratiche sportive per tutti, ovunque, per tutta la vita”. (per approfondire clicca qui)

La precedente ministra dello sport francese, Laura Flessel, durante il suo mandato ha lanciato un bando per la creazione di ”liv-lab”, luoghi in cui le persone che non sono abituate a praticare sport vengono incoraggiate a muoversi attraverso l’uso della realtà virtuale. La Flessel è stata anche coinvolta nella lotta contro la discriminazione: è stata protagonista insieme a dieci atleti di una campagna di comunicazione contro il sessismo, il razzismo, l’omofobia e lo stigma della disabilità. In un contesto inedito per lo sport francese, dove la nuova governance, insieme ad una politica di austerità, incoraggia una privatizzazione dello sport e dunque un rafforzamento delle disuguaglianze, la FSGT-Fédération sportive et gymnique du travail è molto attiva per rendere effettivo il diritto allo sport per tutti e sui temi della disabilità con numerosi progetti. In particolare a Saint Denis, banlieu di Parigi, ha messo a disposizione a persone con disabilità e ai giovani frequentatori del quartiere uno spazio sportivo gratuito. Questa iniziativa permette di avvicinarsi e di svolgere una pratica sportiva regolare e duratura alle persone del quartiere e non solo: una pratica che mette insieme persone con disabilità e senza, dando vita ad un incontro sportivo che alimenta le relazioni umane e supera le diversità, contribuendo alla costruzione di una società inclusiva e ugualitaria. (Per approfondire clicca qui)

(Source UISP Massimo Tossini)

Violenza negli stadi

Violenza negli stadi #calcio, @VinceManco #Uisp su @RadioArticolo1 :

“il governo istituisca un forum permanente con le societá di calcio su territorio e tifo”

Allenamento: l’unica costante è il cambiamento

Il mio intervento al prossimo Stage Nazionale Insegnanti della S.d.A. Discipline Orientali UISP del 18-19 novembre sarà un contributo a illustrare che nella pratica dello sport e del movimento l’unica costante è il cambiamento. Le sessioni di pratica e di allenamento dovrebbero, infatti, avere lo scopo di sviluppare nuove competenze motorie, sportive e psicologiche per permettere a praticanti di qualsiasi età e livello di competenza sportiva di trarre il massimo della soddisfazione personale da questo loro coinvolgimento.

Il compito dell’allenatore è, quindi, di facilitare questo processo di acquisizione attraverso la realizzazione di programmi adeguati ai gruppi con cui lavora, proponendo situazioni che siano emotivamente coinvolgenti e che permettano di sviluppare nuovi apprendimenti.

La cultura di provenienza delle discipline orientali dovrebbe favorire l’uso di sistemi di preparazione psicologica e sviluppo mentale che favoriscano l’apprendimento e, quindi, il cambiamento che è lo scopo ultimo dell’allenamento.

Recensione: Ai vostri posti: Il mondo, lo sport, le Olimpiadi. I campioni che hanno vinto e quelli che non ce l’hanno fatta

Ai vostri posti

Il mondo, lo sport, le Olimpiadi. I campioni che hanno vinto e quelli che non ce l’hanno fatta

Valerio Piccioni, Gianni Bondini, Ivano Maiorella e Nicola Sbetti (a cura di)

Edizioni BookLab, 178 pagine a colori

Il libro si può richiedere a:

Ufficio stampa e comunicazione UISP, email: uisp@uisp.it  tel. 06-43984305.

Questo libro pubblicato nel 2016 in occasione dell’anno olimpico  contiene le biografie di una cinquantina di campioni di sport e di umanità, che hanno lasciato il segno pur non avendo necessariamente conquistato la medaglia d’oro. La pubblicazione è realizzata da La Corsa di Miguel e da Uisp.

L’anno olimpico è l’occasione per rileggere i Giochi attraverso la lente del valore sociale dello sport. Partendo dalle storie dei campioni che hanno vinto pur non essendo arrivati primi, delle donne che si sono fatte largo in un mondo storicamente maschile e maschilista, degli atleti simbolo della lunga marcia dei diritti, delle pari opportunità, dell’antirazzismo. “Ecco i pifferai magici di questa storia: spesso sono i vincitori è inevitabile ma a volte possono essere anche degli sconfitti – scrive Valerio Piccioni, giornalista, in apertura del libro – non ci aspetta una sola storia, capace di dire tutto a tutti. Piuttosto delle storie, da scoprire o da riscoprire, che meritano di essere raccontate e che ci aiutano a capire il mondo”. L’’indice del libro è molto articolato ed è stato suddiviso in capitoli, ognuno dei quali evoca suggestioni che lo fanno leggere d’un fiato.

“Guerra e Pace” dove si parla fra tanto altro della rivalità e amicizia che non piacque a Hitler fra l’americano Owens e il tedesco Long, oppure della storia di Zatopek fra vittorie e carri armati russi, o di Settembre nero e le Olimpiadi Monaco. “Sconfitti o Vincitori?” da Dorando Pietri e l’Olimpiade persa a Ron Clarke, il campione Keniano a cui fu detto che non avrebbe mai potuto correre.”Quelle sfide olimpiche professoresse di storia” da Tito batte Stalin su un campo di calcio nel 1952, a la rivolta ungherese e la pallanuoto, a USA-Cuba di baseball alle Olimpiadi di Atlanta.

Sono 13 capitoli che mostrano come storia, sport, società e cultura costituiscano un rapporto inscindibile. E’ un libro per tutti, per chi ama lo sport e vuole capirne il significato profondo, oltre le mode dominanti, ma è anche un libro per coloro che pensano che lo sport sia un semplice esercizio fisico, senza comprenderne il valore per lo sviluppo dell’essere umano. Infine, è un libro in cui si mostra che lo sport è espressione della cultura nella quale siamo immersi e talvolta esprime, come in tutte le forme di abuso sportivo che conosciamo, i valori peggiori della nostra società. Per questo lo sport va difeso, per diffondere il suo ruolo costruttivo nello sviluppo della cultura nella quale viviamo. “Ai vostri posti” fornisce proprio questo contributo e l’unico rammarico è che non abbia trovato un tipo di diffusione più ampio come invece meriterebbe.

 

 

 

I terribili numeri dello sport italiano: Vince la sedentarietà!

I numeri dell’indagine sulla pratica sportiva in Italia presentati da Coni e Istat, dimostrano purtroppo che i sedentari continuano a essere troppi e che la percentuale degli attivi non mostra significativi miglioramenti in tutte le fasce di età rispetto al passato.

In Italia:

  • 25% popolazione pratica sport in modo continuativo
  • 9,7% talvolta
  • 25% qualche attività fisica
  • 39,2 sono i sedentari
  • 30,5% popolazione attiva nel NordEst
  • 17,5% popolazione attiva nel Sud
  • 52,7% degli abitanti del Sud sono sedentari
  • 5,7% del tempo libero della popolazione tra 3-24 anni è dedicato allo sport per 2h13m per settimana
  • dal 2000 al 2016 la % di praticanti in modo continuativo è aumentata dell’7%
  • dal 2013 al 2016 l’incremento è del 3%
Non si può certo essere soddisfatti di questi dati che continuano a evidenziare un Italia spaccata in due in termini di pratica sportiva e in cui negli ultimi 18 anni l’incremento è stato veramente ridotto (8%). Questo evidenzia la carenza di politiche nazionali per lo sviluppo di uno stile di vita fisicamente attivo. Lo sport e l’attività fisica continuano a essere considerate come attività del tempo libero e non come fattori primari per lo sviluppo del benessere individuale e sociale. D’altra parte questi dati sono stati presentati senza che le principali organizzazioni sportive abbiano denunciato la loro gravità e l’influenza nefasta che producono sulla salute dei cittadini.

Le nuove idee hanno radici antiche: Oddone Giovannetti

Ricordare non fa mai male, in questo caso Oddone Giovannetti, uno dei fondatori della UISP, nato a Correggio nel 1924 e morto un anno fa. Lo ricordo con una frase che ci ricorda che le idee fondamentali a favore dello sviluppo dell’essere umano sono valide a prescindere il periodo storico.

“Il tempo libero è un diritto fondamentale. L’uomo che trae dal suo lavoro solo di che vivere non è un uomo libero, ma conduce un’esistenza puramente biologica”.

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Oddone Giovannetti  alle Olimpiadi di Roma (1960).

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Gara ciclistica in notturno, Catania, 7/9/1958.

Jambo Free Style Urban Park

In quale direzione va lo sport giovanile? The Jambo Free Style Urban Park è la risposta della UISP. Per due giorni, a Bologna 30-31 maggio, la più grande associazione di sportpertutti italiana sarà presente a TheJamBO 2015 e animerà gran parte degli spazi della Fiera di Bologna con le attività urban freestyle, ovvero skate, parkour, tricking, speedbol, albering, bike, half pipe, basket. In un mix di sport e musica, arte metropolitana e incontri pubblici sarà possibile scoprire e provare queste nuove espressioni di movimento, che vengono considerate uno stile di vita dalle crew di praticanti, sparse in tutto il mondo.

Gli urban freestyle sono sport poiché ne hanno tutte le caratteristiche  e sono espressioni specifiche e tecniche di movimento. Implicano dei rischi e quindi presuppongono un’elevata attenzione, rapida capacità di decisione, oltre a coordinazione ed equilibrio. Ci sono poi altre componenti, come quella di sapersi adattare ad un ambiente mutevole.

Chi pratica questo tipo di attività sportive, ad esempio il parkour o il freestyle, ha imparato a muoversi sapendo assumersi una dose calcolata di rischio.  Inoltre sono attività eccitanti, nelle quali si tratta di gestire la parte emozionale evitando che prenda il sopravvento. Un aspetto importante di questi sport consiste la capacità dei giovani di imparare da soli la pratica di queste attività. Il fatto di poterle esercitare all’aperto e nelle strade rappresenta una forma di riappropriazione di spazi della città. Un po’ come avveniva quando eravamo bambini, negli anni ’60 e si poteva giocare liberamente in strada.

Ognuno potrà provare queste attività e seguire i consigli di atleti esperti e qualificati. Lo spirito degli urban freestyle va vissuto dall’interno per essere compreso appieno: l’accento non cade sull’etica del sacrificio e sul risultato, ma su una migliore relazione con se stessi, con il proprio gruppo e con lo spazio fisico. Queste attività favoriscono l’estetica del talento e della creatività. La strada diviene così uno spazio in cui non vi sono ostacoli ma opportunità per muoversi liberamente.

La corsa per tutti e per gli ultramaratoneti

Venerdì 20 febbraio la Sala Stampa “P.Maccherini” del Palazzo Berlinghieri di Siena ospiterà alle 11,30 la conferenza stampa della seconda edizione del Terre di Siena Ultramarathon, manifestazione podistica competitiva e non che si svolgerà domenica 1 marzo con partenze differenziate da S. Gimignano per la 50 km, da Colle val d’Elsa per la 32 km e da Monteriggioni per la 18 km. Prevista anche una passeggiata di circa 6 km per le vie del centro storico di Siena. Un appuntamento che coniuga il tema dello sport per tutti, caro all’Uisp Siena, promotrice dell’evento, con la valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze turistiche e culturali.

Sabato alle 17,30 si svolgerà inoltre un convegno sulla “Preparazione psicologica nella ultramaratona” curato dal prof. Alberto Cei, consulente psicologo alle Olimpiadi di Atlanta, Sydney, Atene, Pechino e Londra. Al termine dell’incontro saranno presentati i percorsi di gara.

Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 25 febbraio sul sito www.terredisienaultramarathon.it

#Moveweek

La Move Week 2014 è partita: dal 29 settembre al 5 ottobre torna la settimana dedicata allo sport e all’attività motoria, per promuovere la salute e il benessere. Le magliette arancioni con il logo della manifestazione si impossesseranno festosamente di strade e piazze grazie a questa manifestazione lanciata da ISCA - International Sport and Culture Association, rete internazionale di promozione dello sportpertutti della quale l’Uisp t per (Unione Italiana Sport per Tutti) fa parte.
Parteciperanno alla Move Week 85 città italiane, tra le quali Roma, Torino, Bologna e Firenze. Sono previsti oltre 180 eventi sportivi che si aggiungeranno a tanti altri in programma in tutta Europa, per un numero complessivo di circa 2000 eventi.