Archivio per il tag 'violenza'

#Respect Silent Weekend

La Federazione di calcio inglese ha istituito il Respect Silent Weekend. Genitori e allenatori non possono parlare e discutere quando i bambini giocano e devono restare in silenzio. Possono però applaudire ed esprimere parole d’incoraggiamento.

Hanan Al Hroub: la miglior insegnante al mondo è in Palestina

Hanan Al Hroub è la vincitrice del Global Teacher Prize  per il 2016. Hanan è la maestra che insegna la non violenza. Hanan Al-Hroub è diventata insegnante quando ha capito che doveva fare qualcosa per far superare ai suoi figli il trauma di una sparatoria di cui erano stati testimoni tornando da scuola. E’ cresciuta nel campo profughi di Deisha (Betlemme). «Sono nata in un contesto in cui la violenza era ed è all’ordine del giorno, e ho dovuto crescere in fretta» ha raccontato al momento della sua candidatura. «Lo shock subito condizionò pesantemente il comportamento, la personalità e i voti dei miei figli». È stato allora che la giovane palestinese ha deciso di inventare nuovi metodi di apprendimento attraverso il gioco, coinvolgendo anche i figli dei vicini. «Poco dopo aver iniziato queste attività – ha spiegato – ho riscontrato netti miglioramenti nei miei figli: cresceva la sicurezza in loro stessi e miglioravano anche i voti a scuola. Per questo decisi di cambiare il mio indirizzo di laurea e diventare un’insegnante».  Oggi è felice di averlo fatto: «Sono orgogliosa di essere su questo palco. E accetto questo premio come una vittoria per tutti gli insegnanti e per quelli palestinesi in particolare».

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Il principio base da cui parte  il suo insegnamento è “No alla violenza attraverso il gioco e l’apprendimento”.

“Le nostre armi sono la conoscenza e l’educazione”.

I tifosi del Celtic battono quelli del Fenerbahce per umorismo

Potremmo battere la violenza nel calcio con l’umorismo, come i tifosi del Celtic hanno fatto rispondendo alle intimidazioni dei sostenitori del Fenerbahce. Il sorteggio di Europa League  di giovedi ha messo nel Gruppo A il Fenerbahce e il Celtic. Subito dopo il sorteggio, i tifosi del Fenerbahce hanno postato immagini di se stessi armati di coltelli, nel tentativo di spaventare i sostenitori del Celtic. I sostenitori del Celtic hanno risposto a queste minacce con foto umoristiche, in cui al posto dei coltelli impugnano una banana, una patata, un cucchiao, un’aspirapolvere o altri oggetti assolutamente inoffensivi.

Bambini messi fuori dallo sport dai comportamenti negativi dei genitori

Bambini di otto anni lasciano lo sport per colpa del  comportamento dei genitori. E’ quanto emerge da un sondaggio del Marylebone Cricket Club (MCC) e il cricket charity Chance to Shine. Sono stati intervistati 1.002 di 8-16 anni, il 45% ha detto che il cattivo comportamento dei genitori ha fatto decidere di non fare sport. L’84% dei genitori di quei bambini ha convenuto che il comportamento negativo ha scoraggiato la partecipazione dei giovani.

Nel sondaggio, il 41% dei bambini ha dichiarato che i loro genitori criticano le loro prestazioni. Il 16% dice che è accaduto frequentemente o per tutto il tempo – mentre il 58% dei genitori ha affermato che c’erano più urla da bordo campo.

Un bambino ha riferito di aver visto una madre distruggere un finestrino della macchina dopo che la squadra avversaria ha segnato, un altro che un papà ha colpito l’arbitro per aver fatto uscire suo figlio, mentre un genitore ha ricordato che è stata chiamata la polizia quando due genitori hanno iniziato a picchiarsi.

Gli allenatori di Chance to Shine hanno organizzato un programma estivo di lezioni basate sui concetti di sport competitivo e  fairplay  rivolte a 350.000 bambini in oltre 5.000 scuole statali come parte della campagna di MCC Spirit of Cricket.

L’allenatrice Kate Croce, che gioca per l’Inghilterra, ha detto: “Vogliamo che i bambini siano competitivi, ma c’è una linea che non deve essere superata, valida per i bambini e per tutti i genitori invadenti.”

Parlare per sport o di sport

Il lunedì siamo tutti allenatori di calcio e, quindi, al bar o in ufficio parliamo o sparliamo di calciatori, squadre e risultati con il fervore di chi realmente potrebbe risolvere i problemi della squadre. D’altra parte abbiamo ben tre quotidiani di sport, che ogni giorno devono riempire un centinaio di pagine  e sono letti da milioni di persone. Quindi vige la regola secondo cui ogni sospiro di un giocatore o esternazione di un allenatore vengono messe bene in evidenza per dare argomenti ai nostri ragionamenti da bar. Tutto questo parlare andrebbe bene se il principale effetto fosse quello di sviluppare una cultura da bar dello sport che si esaurisce nello spazio di un caffè. Purtroppo la maggior parte di chi partecipa a queste discussioni è anche genitore o nonno di bambini, maschi, che giocano a calcio e che con la stessa facilità con cui esprimono giudizi sugli allenatori delle squadre professionistiche, con ancora più facilità si considerano competenti e in diritto di criticare gli allenatori dei loro figli nonché i figli stessi. E quando si avverte questo diritto, si comincia anche ad attaccare gli arbitri perché sono contro la loro squadra e si urlano consigli su come giocare.

Non c’è un finale felice a questa storia poiché i quotidiani sportivi continueranno a esaltare il calcio in ogni sua forma poiché le persone vogliono esattamente leggere questo tipo di notizie. Per fortuna esisteranno sempre isole in un cui si fa cultura dello sport e del calcio, ma alla maggior parte delle persone interessa sapere ogni sospiro di Icardi o di Eto perchè giocano in “grandi” squadre e di cui, infatti, si parla tutti i giorni e non di come il Sassuolo e l’Empoli riescono nell’impresa di giocare un bel calcio. Non lamentiamoci quindi della diffusione della violenza o delle truffe nel calcio, perché sono il risultato estremo di questa non-cultura sportiva.

C’è molta eccellenza nello sport italiano

Si parla continuamente dell’eccellenza italiana nella moda, cibo, arte e si parla meno delle eccellenze presenti nello nostro sport. I giornali italiani, a partire da quelli sportivi, sono piegati alla volontà del calcio la cui potenza mediatica partecipa a uccidere gli altri sport. Pagine per il resuscitato Totti, dibattiti se è da nazionale, e poche righe o al massimo una colonna, per Vanessa Ferrari che vince a 23 anni l’argento ai mondiali di ginnastica o per Giovanni Pellielo che vince per la quarta volta il mondiale di tiro a volo a più di quaranta anni. Sono solo gli ultimi esempi di come la cultura sportiva non interessa se non nei giorni delle olimpiadi. Mentre dobbiamo interessarci del calcio impazzito dominato in molte città da tifosi violenti.