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Auto-Efficacia e osservazione

In questo periodo molti interventi con gli allenatori che sto facendo riguardano l’uso dell’osservazione come sistema per migliorare nel loro insegnamento in campo e le loro relazioni con gli atleti.

Il modello di Albert Bandura è un approccio che può consentirgli di applicare una delle teorie più diffuse in psicologia e che fa riferimento alla convinzione di una persona di essere capace di affrontare con successo una determinata situazione di gara o anche di ottenere uno specifico miglioramento in un’abilità tecnica.

La teoria dell’autoefficacia si basa su quattro idee fondamentali a cui l’allenatore può riferirsi per favorire il miglioramento dell’atleta.

Le esperienze passate - E’ dimostrato che una fonte indispensabile di convinzione risiede nel fare affidamento sulle esperienze passate di successo in relazione a un compito. Su questa base l’allenatore dovrebbe quindi sempre collegare ciò che deve essere fatto in quel momento (parlando naturalmente di compiti impegnativi e significativi) collegando questa sua comunicazione a quanto è avvenuto in precedenza, cos’ da collegare sempre il passato con il presente.

Le esperienze vicarie - Ci si riferisce al concetto di modellamento, osservare compagni che seguono un determinato compito e anche la loro fatica è un ottimo stimolo per incrementare la convinzione nella riuscita. Non è difficile in nessun sport costruire situazioni di questo tipo a rotazione fra i propri allievi.

Il sostegno sociale - sappiamo dell’importanza di sostenere l’impegno e di sostenere le persone dopo un errore. Mettiamo sempre come primo scopo lo sviluppo della persona e poi l’acquisizione tecnica o il risultato sportivo. E’ importante che l’allenatore spieghi “il perchè” e non solo “come fare”, l’apprendimento e le prestazioni miglioreranno poiché l’atleta sentirà che si è interessati allo sviluppo della sua autonomia psicologica.

La condizione fisiologica ed emotiva - Basta ricordarsi che il warm-up è quel tipo di attività che consente di raggiungere una condizione fisica, motoria e psicologica di prontezza, mettendo l’individuo nella condizione di essere pronto. Questo vale non solo per iniziare l’allenamento in modo efficace ma anche per prepararsi alle esercitazioni più significative di ogni seduta di allenamento.

Perfeziona la tua routine con i video dei campioni

L’osservazione è una capacità importante per imparare o migliorare le nostre capacità sportive.

Oggi voglio proporre di osservare le routine prima dell’inizio di un’azione di cinque campioni. Le routine servono a mettersi nella condizione migliore per eseguire l’azione tecnica successiva. E’ un modo per svuotare la mente da quello che si è fatto sino a quel momento e di entrare in una bolla mentale, così la chiama Federica Pellegrini, che ci consente di essere concentrati solo su quello che stiamo per fare.

Non c’è molto di più da dire. Osservatele, sono tra loro diverse, e dopo scrivete qual è la vostra routine.

In questi giorni, a casa, potete eseguire degli esercizi di ripetizione mentale della vostra routine, dedicate 10 minuti ogni giorno a ripetervi la vostra routine.

Video:

Cristiano Ronaldo e Jonny Wilkinson  https://www.youtube.com/watch?v=qlBTed9vZLA

Yelena Isinbayeva  https://www.youtube.com/watch?v=5N_Jduavgpw

Phil Mickelson https://www.youtube.com/watch?v=UAY5tvlLIbQ

Maria Sharapova  https://www.youtube.com/watch?v=c4hnxzmARxM

 

 

 

 

Allenamento tramite l’osservazione

Guardate video di prestazioni di altri atleti per capire come affrontano le gare, i momenti di difficoltà, lo stile di gioco o altro che vi possa interessare. Guardate i video guidati da un obiettivo specifico e non da tifosi.

In questo modo si sviluppa la capacità di restare concentrati perché guidati dall’obiettivo di osservare, significa:

“Esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura …Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio … posare attentamente lo sguardo su qualche cosa o su persone, sia per la semplice curiosità, sia con l’intenzione critica, per notare difetti, per cogliere altri in fallo” (Vocabolario della Lingua Italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1989, vol. 3° p. 588).

Tutti guardano, pochi osservano

Tutti guardano, alcuni osservano. Tutti guardano, in quanto questo verbo indica l’azione del dirigere gli occhi, del fissare lo sguardo su qualche cosa, senza per forza che questo comporti il sapere consapevolmente cosa stia avvenendo, ad esempio, su un campo sportivo. Tanto è vera questa affermazione che quando si vuole qualificare meglio e rendere più specifica l’azione del guardare si aggiunge un attributo che fa capire l’intenzione di colui che guarda, si dice quindi “guardare con insistenza, guardare con interesse, guardare con disprezzo, guardare con odio” e così via. Per un atleta, guardare un evento non è pertanto sufficiente per comprendere cosa stia succedendo, nella sua azione di vedere un evento dovrà effettuare un ulteriore passaggio cominciando a osservare. Infatti, osservare significa:

“Esaminare, considerare con attenzione, anche con l’aiuto di strumenti adatti, al fine di conoscere meglio, di rendersi conto di qualche cosa, di rilevare i particolari, o per formulare giudizi e considerazioni di varia natura …Talora fa riferimento più all’attenzione della mente che a quella dell’occhio … posare attentamente lo sguardo su qualche cosa o su persone, sia per la semplice curiosità, sia con l’intenzione critica, per notare difetti, per cogliere altri in fallo” (Vocabolario della Lingua Italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1989, vol. 3° p. 588).

L’osservazione rappresenta di conseguenza l’atto attraverso cui gli allenatori e atleti diventano consapevoli dell’agire degli atleti stessi o degli avversari, nonché delle abilità che dimostrano di mettere in campo durante lo svolgimento delle prestazioni sportive e più in generale di tutti quegli aspetti che si ritengono pertinenti e degni di essere notati.