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W i servizi online offerti dalle palestre.

I primi a reagire con un nuovo modello di utilizzo dei servizi offerti dalle palestre a seguito del coronavirus sono i giovani sino a 20 (Generazione Z).

“… l’industria dello sport affronta la fase 3 completamente trasformata dalla digitalizzazione: per 8 giovani su 10 sotto i 20 anni (la cosiddetta Generazione Z), l’uso di piattaforme per accedere a strutture e corsi ha migliorato notevolmente la fruizione di sport e oltre la metà di loro (53%) si trova meglio nel proprio club da quando è possibile pagare da mobile. A rivelare questo trend è una ricerca dell’Osservatorio Sportclubby, piattaforma per prenotare corsi, campi e servizi dedicati a qualsiasi tipo di sport, che monitora più di 650 strutture e trainer e oltre 250.000 utenti attivi in Italia”.

Lo sport in palestra è sempre più digitale.

“Nell’ultimo mese, per esempio, è raddoppiato rispetto al 2019 (+95%) il numero di realtà che hanno digitalizzato i propri servizi e pagamenti grazie a Sportclubby e le prenotazioni nei singoli centri sportivi sono cresciute del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.

I benefici di questa evoluzione digitale secondo una ricerca condotta dal’ Osservatorio Sportclubby su 680 sportivi italiani attivi:

  • Per 2 persone su 3 è notevolmente migliorata la comunicazione da parte dei club, per cui è più facile rimanere sempre aggiornati su quello che succede nella propria palestra.
  • Ad apprezzare il nuovo approccio sono soprattutto i giovani tra i 20 e 35 anni (71%), da sempre abituati a informarsi prevalentemente online.
  • Anche l’accesso ai corsi, alle attività e alla prenotazione dei campi è migliorata rispetto a prima che il club utilizzasse l’app: ad affermarlo sono il 66% degli intervistati, tra cui pesa soprattutto il cluster degli under 20 (80%).
  • Oltre la metà degli sportivi (53%) si trova molto meglio ora che abbonamenti e tesseramenti presso il proprio circolo sono gestibili da mobile e questa soluzione piace abbastanza anche a un ulteriore 30% di utenti.
  • Ad apprezzare di più le tessere digitali sono i giovani nella fascia 20-35 (59%), mentre dai Gen Z potrebbe arrivare un segnale per un cambio di rotta riguardo ai programmi di loyalty. Se tra i poco soddisfatti si registra soltanto un 17% di risposte, la concentrazione sale infatti decisamente tra i più giovani (25%).
  •  La quarantena ha restituito tempo per lo sport ai più impegnati, offerto forme di workout online (anche gratuite o a prezzo contenuto), con l’opportunità di raggiungere nuovi utenti rispetto ai soli tesserati. Con il ritorno alla normalità, però, molti hanno messo l’allenamento in secondo piano.
  • Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio Sportclubby su oltre 650 centri sportivi italiani, tra chi faceva sport regolarmente durante l’ultimo mese del lockdown, collegandosi a video corsi in streaming, più di un terzo (36%) oggi ha smesso di allenarsi. Questa fetta di utenti pesa , come detto, per un 29% di prenotazioni in meno registrate nei singoli club rispetto a prima, ma costituisce anche un bacino “dormiente” che sarà possibile fidelizzare e recuperare con operazioni in chiave big data.