Il vincitore della maratona di Londra dello scorso anno, Emmanuel Mutai quest’anno ha impiegato ben 4 minuti di più del suo tempo precedente (2:08:01) e dalle immagini viste in TV si percepiva che gli ultimi km sono stati di una sofferenza totale. Diokovic ha perso in finale contro Nadal 6-3 6-1 e non è mai stato in partita. Nibali è giunto seconso alla Liegi-Bastogne-Liegi; dopo avere dominatto con una fuga solitaria l’ultima parte della corsa, all’ultimo km è crollato ed stato superato da un avversario; dopo una gara di più di 6 ore è giunto a circa 30secondi dal primo. Lo sport è anche questo, dolori fisici e mentali che possono colpire chiunque anche gli atleti più forti. Credo che questi tre casi possano essere di grande aiuto a tutti i giovani che aspirano a realizzare i loro sogni: bisogna sapere perdere con dignità.
Tag Archive for 'maratona'
Mancano solo due giorni alla maratona di roma e sono giorni di totale riposo fisico e mentale. E’ una prova molto impegnativa per chiunque corra questa distanza e c’è bisogno di avere con sè tutte le energie. Sono da vivere appieno anche le sensazioni e i pensieri di queste ultime ore perchè è importante conoscere le proprie reazioni prima della corsa. Soprattutto se si parla con gli amici ci si accorge che ognuno vive l’attesa a modo suo, c’è il tranquillo,il tranquilo per finta, il nervoso, il timoroso, quello che pensa “ma chi me l’ha fatto fare” e quello che non capisce come faarà a correre tutti quei km perchè già adesso è stanco. Personalmente appartengo a quella categoria che la settimana precedente si riposa perchè sono stanco, non ho voglia di correre, le gambe mi fanno male. Poi tutto questo scompare la mattina della gara e di solito sono contento. Anni fa intervistando Laura Fogli anche lei mi disse che provava questi stati d’animo, che poi scomparivano quando faceva gli allunghi prima dalla partenza. Scoperto questo suo modo di vivere l’attesa, accettava quello che veniva durante la settimana perchè sapeva che non l’avrebbe danneggiata in gara. Quindi, che ognuna viva, questi attimi, li apprezzi e poi si goda domenica questa bellissima esperienza.
Chi corre questa maratona è ormai quasi al termine del suo allenamento e se è vero che il viaggio è altrettanto importante del fine è il momento di tirare le somme a riguardo dell’allenamento di questi mesi. Spesso invece i podisti giunti a questo punto cominciano a porsi dei dubbi: “mi sarò allenato abbastanza per il tempo che voglio fare?” Cominciano a vivere nell’attesa che venga il giorno della gara per scoprire se la loro preparazione va bene. In tal modo non si permettono di provare il piacere di apprezzare il lavoro anche duro che ha svolto nei mesi precedenti. Maratone ne ho corso tante e sono caduto anch’io in questa trappola mentale. Ora noi corriamo per piacere e per sfidarci, lo facciamo per provare queste emozioni non certo solo le poche volte che si corre una maratona. Corriamo per avere questi stati d’animo ogni volta che ci alleniamo e, quindi, per noi deve quasi più importante il viaggio perchè dura molto di più, mesi e non poche ore come la gara. Ecco perchè dobbiamo apprezzare e essere orgogliosi che oggi, a -18 dala maratona, stiamo concludendo il nostro viaggio.
Manca meno di un mese alla maratona di Roma, www.maratonadiroma.it ed è il momento di liberare la mente da tutte le incertezze sulla propria prestazione, consiglio di leggere questo articolo della campionessa mondiale di triathlon, che spiega in che modo rilassameno e esercizi di ripetizione mentale della gara le sono stati utili per gareggiare al meglio e come si porat con sé in gara questa condizione mentale, elaborando un mantra personale che l’accompagna in oggni prova. Non basta avere percorso tanti km, bisogna che la testa sia pronta all’inizio per partire al ritmo giusto e non più veloci, durante per mantenere l’andatura scelta senza che pesi mentalmente e gli ultimi km per riuscire a tenere la mente libera e mantenere il ritmo.
http://edition.cnn.com/2012/02/21/health/chrissie-wellington-triathlete-champion/index.html?hpt=hp_c2
Si è corsa ieri la maratona di New York con un successo incredibile di partecipanti (47.000) che conferma quanto queste gare/eventi sportivi partecipano a soddisfare quel bisogno di movimento che è dentro ognuno di noi. Tra le donne, successo dell’etiope Dado Firehiwot in 2h23’15″ davanti alla connazionale con passaporto americano Deba Buzunesh e alla keniana Mary Keitany. E’ stata proprio quest’ultima a correre una gara in cui ha dimostrato coraggio e incoscienza, perchè è stata da sola in testa sino dai primi chilometri raggiungendo un vantaggio di più di 2 minuti, ma non ce l’ha fatta a tenere lo steso ritmo tanto che a tre chilometri dall’arrivo è stata raggiunta dalle due inseguitrici. A questo punto la Keitany ha reagito e non si è fatta superare, anzi, ha preso qualche metro di vantaggio. Purtroppo per lei con questo ulteriore sforzo di orgoglio ha consumato le ultime energie ed è stata superata. Gara coraggiosa per questa ragazza perchè non ha esitato nella fase iniziale a credere in se stessa e per 36 chilometri ha dimostrato di saperlo fare, pur soffrendo è stata in testa rallentando il ritmo e indurendosi nella corsa per poi appena recuperato ritrovare più scioltezza. E’ stat, però anche incosciente perchè è giunta nella fase decisiva della maratona, che sono gli ultimi chilometri, senza le energie fisiche e mentali per gestire questa fase finale e giungere prima al traguardo. Credere in se stessi e volerlo dimostrare è un fattore decisivo per il successo, ma anche per i fuoriclasse la chiave della vittoria nella maratona sta in questi ultimi chilometri. Un maratoneta non fa di certo molte gare durante l’anno, anzi forse due sole maratone in dodici mesi. Pertanto, non si può sprecare un possibile successo per eccesso di ottimismo. La lezione per tutti quale sia il tempo che farai è che devi correre sempre a un ritmo che ti consenta giunto al 36°km di continuare con quello stesso passo fino al traguardo.
Un amico che ha corso e concluso una maratona mi ha detto che giunto agli ultimi e fatidici chilometri il compagno con cui correva si è trovato in difficoltà e lui ha scelto di stare con lui anzichè continuare con il proprio ritmo per terminare con il tempo che si era proposto. La maratona di noi amatori è anche questa, sacrificare se stessi per l’amicizia. Sono piccoli gesti ma dimostrano come la prestazione non sia l’unica cosa importante ma che la condivisione con il proprio è un altro aspetto che anche in gara non viene dimenticato. E’ espressione di un modo di essere, che va oltre il tempo e che corrisponde a uno stile di vita che valorizza non solo il tempo ma la condivisione. Evviva.
La “seconda onda” è un fenomeno tipico della corsa di lunga distanza, ma che è applicabile a ogni situazione della vita. Si manifesta nelle situazioni in si ritiene di avere consumato tutta l’energia di cui si disponeva e , invece, improvvisamente si trova la forza per continuare. E’ certamente qualcosa che è capitato anche a me quando durante la 100km del Passatore, di colpo a partire dal 75km ho avuto la certezza che avrei terminato la corsa e ho trovato l’energia per correre il più veloce di cui ero capace sino al traguardo, senza preoccuparmi più del percorso. La “seconda onda” è stata per la prima volta descritta nel 1906 William James nel discorso tenuto all’American Philosophical Association e intitolato “L’Energia dell’Uomo”:
“L’esistenza di una riserva di energia che abitualmente non è disponibile ci è molto familiare nel fenomeno della “seconda onda.” Di solito ci fermiamo quando incontriamo questa bugiarda, chiamata, fatica. Abbiamo camminato, giocato o lavorato abbastanza e desistiamo. La quantità di fatica è un ottimo ostacolo … Quando invece una necessità inusuale ci pressa a continuare, succede qualcosa di sorprendente. La fatica cresce sino a un certo punto, poi gradualmente o improvvisamente scompare e noi siamo più freschi di prima. Abbiamo evidentemente stappato un livello nuovo di energia …”
Cosa serve per correre una Maratona a 100 anni: dedizione, determinazione e una buona dose di coraggio. Infatti Fuja Singh sarà oggi il primo centenario a correre su questa distanza, l’ultima volta l’ha fatto a 92 anni sempre alla maratona di Toronto, impiegandoci 5h40m. Ha iniziato a correre venti anni fa dopo la morte della moglie e un figlio. Ha scritto un libro “The turbaned tornado”. Ha Toronto è una star, sostiene che correre gli da piacere, raccoglie soldi per beneficenza, e segue una dieta a base di tea, toast e curry. Correre questa maratona è un grande sfida che gli auguro di vincere.