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NYC stronger

La maratona come metafora della vita.

“… se anche io come e, come me, migliaia di persone normali possono correre per oltre 42 chilometri, allora tutto è possibile. Anche fermare le guerre”.

(Alessandro Bertani, Emergency vice presidente)

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Una storia delle foto di sport

Queste foto di sport sono parte della mostra allestita al Brooklyn Museum a New York. Riguarda atleti professionisti, dilettanti, amatori e spettatori, presenta il lavoro di 170 fotografi.

Avi Torres of Spain sets off at the start of the 200m freestyle heats in the Paralympic Games, Athens, 2004Narrow Escape – Fire Incident in Hockenheim, German F1 Grand Prix, July 31, 1994 by Arthur Thill

A New York un progetto per migliorare l’autostima delle ragazze

La nuova campagna Girl Project del sindaco di New York Michael Bloomberg  mira a promuovere l’autostima delle giovani ragazze e favorire un’immagine positiva del corpo. Secondo il sito web del progetto, New York è la prima città ad attuare questo tipo di programma .
“Il progetto si propone di aiutare le ragazze a credere che il loro valore deriva dal loro carattere , abilità e atteggiamenti, non dall’aspetto, ma anche di ampliare la definizione di bellezza oltre a un ideale malsano e fabbricato”, ha dichiarato Samantha Levine , direttore del New York City Girls Project .

Il progetto di 300 mila dollari comprenderà attività per i programmi dopo-scuola, così come manifesti per metropolitane e autobus . Il progetto si propone di catturare l’attenzione delle ragazze da 7 a 12 anni.

Levine ha detto che si sta abbassando sempre più l’età in cui si manfestano i problemi di autostima.

“Abbiamo sentito storie di ragazzedi 7 anni che rifiutano i dolci, che raccontano alle loro mamme  di sentirsi grasse o che chiedono di sottoporsi a chirurgia plastica perché per il loro aspetto sono vittime di bullismo”, ha detto Levine. “Non solo questo è esstremamente preoccupante, ma ci sono conseguenze negative per la salute in relazione alla immagine corporea negativa e alla scarsa autostima, disturbi alimentari, obesità, bullismo, uso di alcol, fumo, sesso precoce e la gravidanza adolescenziale. Queste conseguenze hanno portato New York a decidere di agire. Nessuno è stato un grande leader di salute pubblica tanto quanto il sindaco Bloomberg”.

(Da http://nyunews.com/2013/10/07/girls-3/)

 

 

Coraggio o incoscienza

Si è corsa ieri la maratona di New York con un successo incredibile di partecipanti (47.000) che conferma quanto queste gare/eventi sportivi partecipano a soddisfare quel bisogno di movimento che è dentro ognuno di noi. Tra le donne, successo dell’etiope Dado Firehiwot in 2h23’15″ davanti alla connazionale con passaporto americano Deba Buzunesh e alla keniana Mary Keitany. E’ stata proprio quest’ultima a correre una gara in cui ha dimostrato coraggio e incoscienza, perchè è stata da sola in testa sino dai primi chilometri raggiungendo un vantaggio di più di 2 minuti, ma non ce l’ha fatta a tenere lo stesso ritmo tanto che a tre chilometri dall’arrivo è stata raggiunta dalle due inseguitrici. A questo punto la Keitany ha reagito e non si è fatta superare, anzi, ha preso qualche metro di vantaggio. Purtroppo per lei con questo ulteriore sforzo di orgoglio ha consumato le ultime energie ed è stata superata. Gara coraggiosa per questa ragazza perchè non ha esitato nella fase iniziale a credere in se stessa e per 36 chilometri ha dimostrato di saperlo fare, pur soffrendo è stata in testa rallentando il ritmo e indurendosi nella corsa per poi appena recuperato ritrovare più scioltezza. E’ stata, però anche incosciente perchè è giunta nella fase decisiva della maratona, che sono gli ultimi chilometri, senza le energie fisiche e mentali per gestire questa fase finale e giungere prima al traguardo. Credere in se stessi e volerlo dimostrare è un fattore decisivo per il successo, ma anche per i fuoriclasse la chiave della vittoria nella maratona sta in questi ultimi chilometri. Un maratoneta non fa di certo molte gare durante l’anno, anzi forse due sole maratone in dodici mesi. Pertanto, non si può sprecare un possibile successo per eccesso di ottimismo. La lezione per tutti quale sia il tempo che farai è che devi correre sempre a un ritmo che ti consenta, giunto al 36°km, di continuare con quello stesso passo fino al traguardo.