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Cambiare l’umore della squadra per tornare a vincere

Solskjær è il nuovo manager del Manchester United che sta ottenendo una serie di risultati positivi incredibili con una squadra presa in piena crisi. Non poteva di certo cambiare il gioco da una settimana all’altra e si è concentrato sull’unica cosa che poteva fare: si è posto l’obiettivo di cambiare la mentalità, lavorando sull’umore dei calciatori.

Ha dichiarato: “il mio lavoro è stato parlare con i giocatori, conoscere i loro sentimenti, i loro livelli di fiducia e come si sentivano a riguardo alla loro situazione”. Di conseguenza “ho dato loro alcune linee guida, naturalmente, abbiamo parlato della libertà di espressione … sono dei bravi giocatori e sta a loro usare la loro immaginazione, la loro creatività e divertirsi a giocare per questo club, perché stanno vivendo il tempo migliore della loro vita”. Questo approccio mentale gli ha consentito di giocare con energia, entusiasmo e responsabilità, ma ancor di più, ha riportato il sorriso sui volti dei giocatori a cui è stato ricordato di giocare divertendosi.

Bisogna lavorare bene per sviluppare quella condizione di prontezza mentale di squadra che consenta at team nel suo complesso di entrare in campo con la convinzione che qualsiasi cosa possa succedere in campo, la squadra si esprimerà sempre al suo meglio.

Recensione libro: Promoting Active Lifestyles in Schools

Promoting Active Lifestyles in Schools

Jo Harris e Lorraine Cale

Human Kinetics 

2018, 128 pagine 

Promuovere l’attività fisica e di conseguenza uno stile di vita attivo è diventato in questi anni un tema sempre più importante di cui parlare, laddove invece sembriamo essere spinti a condurre una vita sempre più sedentaria. Diventa poi essenziale parlare di movimento quando si è in relazione con i bambini e in senso più ampio con i giovani: sappiamo ormai anche troppo bene cosa determina la carenza di attività fisica, dall’aumento probabile di peso a limitazioni nella conoscenza di se stessi e alle interazioni con gli altri coetanei.

Sono contento quando si pubblicano libri dedicati a questo tema, a questo riguardo il libro di Jo Harris e Lorraine Cale, intitolato Promoting active lifestyles in schools, rappresenta uno stimolo per tutti, non solo per gli insegnanti di educazione fisica ma anche per i genitori e i dirigenti scolastici o delle organizzazioni sportive, per chiedersi cosa e come possiamo fare di più e meglio per promuovere nei giovani una mentalità tesa a ricercare il movimento come forma di benessere, divertimento, gioco, collaborazione ma anche di sfida con se stessi e con i propri coetanei.

E’ un libro molto ben articolato che nella prima parte parla di come promuovere uno stile di vita attivo nelle scuole del Regno Unito con attività che promuovano la salute, il movimento e la forma fisica nella fascia di età dell’infanzia e dell’adolescenza. Particolare attenzione è rivolta al ruolo della scuola nel promuovere questo approccio al movimento e viene, inoltre, tratteggiato il contributo che l’educazione fisica fornisce alla promozione del benessere personale.

Le altre due parti del libro sottolineano le modalità di monitoraggio che dovrebbero essere svolte dalla scuola relative alle tre aree della salute, dell’attività fisica e della forma fisica. Inoltre, nella terza parte vengono evidenziati gli apprendimenti dei giovani nell’area della salute che determinano uno stile di vita attivo, e questa volta la variabile studiata corrisponde alle diverse età della giovinezza, passando così in modo interessante per il lettore dalla fascia di età di 5-7 anni via-via per blocchi di due/tre anni sino ai 15-16 anni.

Il libro si rivolge agli insegnanti di scuola ma certamente è una lettura utile per tutti coloro che sono interessati a promuovere uno stile di vita fisicamente attivo fra i giovani.

 

 

 

 

 

 

Ogni gara si compone di fasi positive e negative

Troppo spesso gli atleti non prevedono che in ogni gara vi sono momenti positivi ma anche negativi e che questa è una condizione assolutamente frequente. Non prevedendo le difficoltà vanno con facilità in preda al panico, che determina un peggioramento della loro prestazione.

Tutto viene dalla mente

Tutte le cose originano dalla mente. Azioni ed eventi dipendono in larga parte dalla motivazione. Apprezzare l’umanità, la compassione e l’amore sono i punti chiave. Se sviluppiamo buoni sentimenti, indipendentemente dal fatto che il nostro campo sia la scienza, l’agricoltura o la politica, poiché la motivazione è così importante, tutto migliorerà.

Dalai Lama

 

Immagina e tira

Conoscere il tipo di tiro che vuoi fare e impegnarsi a realizzarlo è importante tanto quanto la qualità del tiro che sei capace di realizzare.

Se non hai il volo della palla e il punto di arrivo nella tua mente, stai semplicemente tirando e sperando.

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Mental coach e baseball

Nel baseball USA, i mental coach che una volta erano visti utili solo per “i deboli di mente”.

Ora sono considerati essenziali.

10 indicatori di salute per le nostre strade

Mi stupisco sempre di come sarebbe facile cambiare il nostro stile di vita socialmente orientato alla sedentarietà. Altri come in questo nel Regno Unito sviluppano una cultura differente e provano a cambiarlo in uno stile di vita socialmente orientato al benessere che viene dal movimento.

  1. Pedestrians from all walks of life – London’s streets should be welcoming places for everyone to walk, spend time in and engage in community life.
  2. People choose to walk, cycle and use public transport -Walking and cycling are the healthiest and most sustainable ways to travel, either for whole trips or as part of longer journeys on public transport. A successful transport system encourages and enables more people to walk and cycle more often. This will only happen if we reduce the volume and dominance of motor traffic and improve the experience of being on our streets.
  3. Clean air – Improving air quality delivers benefits for everyone and reduces unfair health inequalities.
  4. People feel safe – The whole community should feel comfortable and safe on our streets at all times. People should not feel worried about road danger or experience threats to their personal safety.
  5. Not too noisy – Reducing the noise impacts of motor traffic will directly benefit health,improve the ambience of street environments and encourage active travel and human interaction.
  6. Easy to cross – Making streets easier to cross is important to encourage more walking and to connect communities. People prefer direct routes and being able to cross streets at their convenience. Physical barriers and fast moving or heavy traffic can make streets difficult to cross.
  7. Places to stop and rest – A lack of resting places can limit mobility for certain groups of people. Ensuring there are places to stop and rest benefits everyone, including local businesses, as people will be more willing to visit, spend time in, or meet other people on our streets.
  8. Shade and shelter – Providing shade and shelter from high winds, heavy rain and direct sun enables everybody to use our streets, whatever the weather.
  9. People feel relaxed – A wider range of people will choose to walk or cycle if our streets are not dominated by motorised traffic, and if pavements and cycle paths are not overcrowded, dirty, cluttered or in disrepair.
  10. Things to see and do – People are more likely to use our streets when their journey is interesting and stimulating, with attractive views, buildings, planting and street art and where other people are using the street. They will be less dependent on cars if the shops and services they need are within short distances so they do not need to drive to get to them.
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Dedizione e successo

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#Leader

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LeBron James: i proprietari squadre NFL hanno una “mentalità da schiavisti”

In the NFL they got a bunch of old white men owning teams and they got that slave mentality,” James said. “And it’s like, ‘This is my team. You do what the f— I tell y’all to do. Or we get rid of y’all.’ ”

“I’m so appreciative in our league of our commissioner [Adam Silver], … He doesn’t mind us having … a real feeling and to be able to express that. It doesn’t even matter if Adam agrees with what we are saying, he at least wants to hear us out. As long as we are doing it in a very educational, non-violent way, then he’s absolutely okay with it.”

“I am very educated about what I believe in and I’m not doing it in a violent way,” James said. “I’m not knocking on your door saying, ‘Listen, I’m kneeling today and if you don’t kneel with me, I’ll knock you the f– out.’ But you know people go crazy when things are done outside the box. People don’t know how to react.”