Archivio per la categoria 'Giovani'

Pagina 2 di 67

Charles Leclerc: le caratteristiche mentali di un predestinato

Charles Leclerc è un predestinato ad avere successo non solo per essersi meritato di esordire in questa stagione agonistica in Formula 1 e in una casa automobilistica leggendaria come la Ferrari e neanche per i complimenti ricevuti da Lewis Hamilton. E’ un predestinato, in quanto ha avuto una condotta di gara eccezionale che ha messo in evidenza che le sue caratteristiche sono quelle dei campioni di livello assoluto. A inizio gara ha saputo dimostrare di avere un notevole auto-controllo, reagendo in modo emotivamente stabile al sorpasso che lo ha fatto scalare in terza posizione e impostando immediatamente la risposta che da questa posizione l’ha portato in testa, superando proprio il suo compagno di squadra – perché lui andava più veloce – e avendo anche chiesto il via libera in radio al box.

Queste azioni evidenziano l’elevato controllo emotivo di un ragazzo di 21 anni, che non si è montato la testa per essere stato il più giovane pilota della Ferrari a ottenere la pole position ma che ha lottato con determinazione per tutta la gara. Questo è l’esemplificazione di quella che viene chiamata apertura mentale, che richiede di allontanare dalla mente quanto di buono si è fatto in precedenza, il giorno prima ma anche pochi istanti prima, per mettere la propria energia fisica e mentale solo nella realizzazione di ciò che dovrebbe accadere negli istanti seguenti, giacché in pochi secondi si fanno o si subiscono sorpassi, si mantiene la pressione sull’avversario, si dice in pratica “sono qui e ti sto per prendere”. Questo è il killer instinct che come ricorda sempre il leggendario Rod Laver vuol dire: “Non permettere mai all’avversario di pensare che sarà facile giocare con te”. Charles Leclerq ha mostrato di possedere questa qualità.

L’incidente alla sua Ferrari nel finale l’ha privato della vittoria che meritava, anche qui però si è messa in evidenza la sua capacità di reazione rapida a un fattore di disturbo esterno, quello meccanico, e uno interno a sé, quale reazione agonistica avere. Ha resistito, non ha dato segni di scoraggiamento emotivo e di rabbia e ha ragionato per giungere al termine in terza posizione, sfruttando l’entrata della safety car che gli permesso a due giri dal termine di non essere superato perdendo così la terza posizione e senza spingere troppo perché sarebbe rimasto senza benzina. Questi sono comportamenti, che a chi guarda la gara dal divano di casa, potrebbero sembrare scontati ma che, per chi vive in prima persona la competizione, sono invece delle situazioni di cui servirsi con consapevolezza e competenza, che solo un pilota abile nel gestire questi fattori esterni e interni potrà gestire a suo favore. Con questa gara Charles Leclerc si è inserito nella scia dei campioni di ogni sport, per capacità e propensione a utilizzare a proprio favore gli stress agonistici, continuando in questo modo li potrà raggiungere e scoprire il piacere sottile che si prova a essere di livello assoluto.

Zero talento, ottimi risultati se…

Risultati immagini per habit and success performance

8m di tonnellate di plastica ogni anno finiscono negli oceani

Risultati immagini per british synchronized swimming in plastic

Kate Shortman e Isabelle Thorpe, nuoto sincronizzato GB, ripetono la loro routine del campionato del mondo fra bottiglie, borse e rifiuti per ricordare gli 8m di tonnellate scaricati ogni anno nell’oceano

Tom Izzo e la sua leadership intimidatoria

Tom Izzo, allenatore del Michigan State, ha dovuto essere frenato dai suoi giocatori a difesa della matricola Aaron Henry. Lo scambio  è arrivato dopo un 10-0 degli spartani. Izzo era furioso con Henry per una ragione sconosciuta. Questa non è la prima volta che entra in campo.

A sua difesa Winston ha detto: “Il coach è pieno di passione, emozione e amore, sai, quelle sono le cose principali che lo rendono grande come lui. Quando ti insegue o quando sta urlando, non è mai pericoloso. Non è mai per odio. È letteralmente lui che vuole il meglio per te e lui che ti sfida e ti spinge il meglio che puoi e ha funzionato per anni, anni e anni.

Non dovrebbe comunque esserci posto per una leadership abusiva, minacciosa e intimidatoria – ovunque! Se Tom Izzo, allenatore del Michigan State, guida  la sua squadra in questo modo quando è in pubblico, cosa fa quando non ci sono telecamere?

Tom Izzo Has to be Held Back from Going Full Bobby Knight on One of His Players

#Nonfaridere

Contrastare l’odio online, in particolare i messaggi che mascherano omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell’ironia: è l’obiettivo della campagna social “Non fa ridere” che Arcigay lancia all’interno del progetto europeo Accept realizzato con la Fondazione Bruno Kessler di Trent.

Risultati immagini per #nonfaridere

Il ruolo delle emozioni e dell’attivazione nello sport

Non è abbastanza ripetuto che le attività sportive, ma non solo loro, dovrebbero suscitare livelli elevati di attivazione fisica e mentale ed essere percepite come sostanzialmente piacevoli.

Sappiamo che molte persone si stimolano anche attraverso l’uso della rabbia e dell’ansia, direi però che non sono modalità costruttive e orientate al benessere da insegnare agli atleti più giovani. Anche i professionisti dello sport (atleti/e di livello internazionale) devono imparare a gestire i momenti di difficoltà e di pressione agonistica con lo stesso approccio, traendo piacere e non sofferenza dalla loro attività. Infatti, che senso può avere esser un atleta di livello assoluto e vivere le proprie prestazioni con paura/rabbia e una sensazione di spiacevolezza.

Migliaia di scienziati sostengono #Fridaysforfuture

«É la prima volta in vita mia che sto per firmare una giustificazione scolastica per i miei figli contenente una lunga, scomoda, lista di fatti scientifici e una biografia dettagliata». Così Holger Gies, professore di Fisica teorica all’Università di Jena, spiega il personale endorsement alle 180 manifestazioni tedesche per la protezione del clima programmate nell’ambito dei Fridays for future.

Come lui altri 12.000 tra medici, docenti, ricercatori, giornalisti scientifici ed economisti di Germania, Svizzera e Austria ieri hanno sottoscritto il maxi-appello di sostegno agli «attivisti dell’ambiente».

TUTTI RIUNITI nel cartello degli «Scienziati per il futuro» di fama mondiale scesi in campo a fianco degli studenti, anzi «dietro» come precisa il luminare di una clinica berlinese dopo aver aggiunto il proprio nome alla lista.

In pratica «chi studia il clima si è schierato, senza se e senza ma, dalla parte di chi protesta» riassume Stefan Rahmstorf dell’Istituto di ricerca sull’impatto ambientale di Potsdam, precisando: «i giovani tedeschi scendono in piazza perché, nonostante le belle parole, i politici non stanno rispettando gli obiettivi climatici».

(Da Diritti Globali)

La rivista Nature spiega che migliaia di scienziati sostengono la lotta espressa dalla manifestazione #Fridaysforfuture

Academic support

More than 12,000 scientists have signed a statement started by researchers from Germany, Austria and Switzerland in support of the strikes, saying that those countries are not doing enough to keep global warming well below 2 °C — the aim of the 2015 Paris climate accord. Young people’s concerns are “justified and supported by the best available science”, it says.

In New Zealand, more than 1,500 academics have released a similar statement. And last month, a letter from 224 UK academics published in The Guardian newspaper stated that the young strikers “have every right to be angry about the future that we shall bequeath to them, if proportionate and urgent action is not taken”.

“As adults we have abjectly failed,” says Kevin Anderson, a climate scientist at the University of Manchester, UK, and Uppsala University in Sweden, and a signatory of the Guardian letter.

Before most of the children who will be striking were born, scientists knew about climate change and how to respond to it, says Anderson. But a quarter of a century later, people have collectively failed to act — and humanity is running out of time if it is going to restrict warming to 2 °C, he adds.

#fridaysforfuture

Risultati immagini per cortei venerdi 15

#fridaysforfuture, migliaia di studenti in corteo a Milano: Non c'è pianeta B

Risultati immagini per cortei venerdi 15

Manuel Bortuzzo mostra di nuovo il suo ottimismo dopo la tragedia

Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto azzurro, rimasto ferito il 3 febbraio da un colpo di pistola nel quartiere Axa a Roma, racconta come è cambiata la sua vita. “Come mi vedo fra 10 anni? Spero in piedi. Per guardare avanti non bisogna guardare indietro la mia vita è sempre la stessa. C’è un problema logistico ma sono quello di sempre. Potevo battere la testa e non essere più me stesso”.

{}

12 riviste di psicologia dello sport e c’è chi ancora ignora il progresso di questa scienza

Quanti fra chi afferma che la psicologia dello sport non è fondata su basi scientifiche e continua a servirsi solo del proprio buon senso psicologico o di quello che ritiene valido per se stesso per allenare gli atleti.

Quanti fra dirigenti, allenatori, atleti e genitori scelgono per svolgere un programma di allenamento mentale un motivatore o un mental coach non laureato in psicologia perché tanto quello che conta è “fare tirare fuori le palle agli atleti” motivandoli con frasi da caserma.

Quanti pensano che lo psicologo è per i deboli, è una moda, è per quelli che hanno bisogno di una pacca sulla spalla e avere qualcuno con cui lamentarsi.

A tutti questi voglio fare sapere che nel mondo esistono 12 riviste scientifiche di livello internazionale che pubblicano ogni anno i risultati delle ricerche condotte in questo ambito della psicologia in tutte le università del mondo, fornendo un contributo enorme alla conoscenza  e allo sviluppo dei sistemi di allenamento mentale e allo sviluppo dell’atleta.

Ricordatevi che non potrete dire non sapevo.