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Se ti dicono che sei pazza, continua a realizzare i tuoi sogni!

“If we show emotion, we’re called dramatic,” Serena Williams, who reportedly has been enlisted to help present the best picture nominees at the Oscars, says in the ad. “If we want to play against men, we’re nuts. And if we dream of equal opportunity, we’re delusional. When we stand for something, we’re unhinged. When we’re too good, there’s something wrong with us. And if we get angry, we’re hysterical, irrational, or just being crazy. ”

Quanti allenatori maschi continuano ogni giorno a parlare in questo modo?

 

Le competenze mentali degli atleti vincenti

Le competenze psicologiche che un atleta deve dimostrare in gara e in allenamento sono spesso difficili da definire,  perché si rischia di fare una lista senza fine, che quando diventa troppo ampia perde la sua utilità poiché non si sa più da dove cominciare e cosa serve realmente nei momenti più importanti di una gara. Ciò nonostante oggi vorrei elencare le abilità che dal mio punto di vista rappresentano una pietra miliare nella vita sportiva di un atleta.

  • Auto-controllo – vuol dire sapere quali sono i comportamenti da metter in atto nelle varie situazioni sportive e che bisogna sapere gestire per soddisfare le richieste di gara. L’auto-controllo richiede il rispetto dell’avversario e nel contempo l’abilità a indirizzare se stessi e la propria aggressività per oltrepassare le difficoltà poste dalla gara e dall’avversario, con l’obiettivo di fornire la migliore prestazione di cui si è capaci.
  • Prontezza all’azione – l’atleta è una persona che agisce e quindi deve essere pronto a calciare una palla, a tirare un colpo, a mettere una botta, a correre a un ritmo preciso, ad anticipare gli avversari, a iniziare piuttosto che concludere in modo efficace una gara e così via. La prontezza si manifesta quindi in un elevato livello di consapevolezza situazionale: bisogna sapere cosa fare in un determinato momento e farlo nel modo migliore.
  • Tenacia e resilienza – non mi è chiara la distinzione fra questi due concetti psicologici, ma ritengo che un atleta debba continuare a fare del suo meglio anche quando è stanco, quando tutto sembra perduto, nei momenti decisivi, quando manca poco alla fine di una gara, quando si sente confuso ma sa che ha preparato un piano per quei momenti.
  • Attenzione – Robert Nideffer ha detto che l’attenzione è l’unica cosa che conta nei momenti decisivi, sono d’accordo e per questa ragione la considero come quell’abilità che mette in grado l’atleta di sapere dove indirizzare il proprio impegno mentale. Bisogna sapere a cosa prestare attenzione, sapere quando servirsi di uno stile attentivo rivolto in modo ampio verso l’ambiente piuttosto che invece averne uno più ristretto e focalizzato su pochissimi fattori esterni. Senza un’attenzione adeguata non si è in grado di comprendere cosa sta per accadere e di muoversi anticipatamente.
  • Ottimismo – La spiegazione delle prestazioni sportive è un fattore importante poiché determina l’aspettativa in relazione a quelle future. Gli esseri umani sono spesso impegnati a spiegarsi i propri risultati positivi e negativi. E’ pertanto fondamentale che un atleta abbia una percezione ottimista delle proprie prestazioni, poiché se si spiegano i risultati positivi in termini di fortuna o mancanza di avversari competenti, difficilmente si potrà migliorare e acquisire una mentalità vincente.

Webinar: La consulenza con atleti con disabilità

American Psychological Association, Sport Psychology Division organizza il primo FREE webinar del 2019.

Unisciti ai partecipanti il 19 marzo 5:00 PM – 6:00 PM CET per il  webinar su Consulting with Athletes with Disabilities! Tema attuale e importanti relatori.

Registrazione:

https://register.gotowebinar.com/REGISTER/4936894466465835522

Mindfulness può ridurre il burnout

Chunxiao Li et al., (2019).Mindfulness and Athlete Burnout: A Systematic Review and Meta-Analysis. Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16(3), 449.

L’obiettivo di questa rassegna è d’identificare, valutare e sintetizzare gli studi relativi alla relazione tra mindfulness e burnout fra gli atleti e gli effetti di interventi di mindfulness sul burnout. Poche variabili sono state identificate per spiegare questo tipo di relazione.

Gustafsson et al. (2015) hanno messo in luce un effetto indiretto della mindfulness sul burnout attraverso sua influenza sulle emozioni positive/negative. Quelle negative sono state viste come indicatori della propensione al burnout (Lemyre et al. 2006) laddove la mindfulness probabilmente previene dal burnout attraverso la regolazione delle emozioni. Zhang e colleghi (2016) hanno proposto un altro meccanismo regolatore. Propongono che gli atleti con livelli elevati di mindfulness tendono ad avere bassi livelli di esperienze di evitamento (volontà di evitare le esperienze negative a causa dello stress negativo che provocano), in tal modo viene minimizzata l’influenza negativa degli stressor e degli altri fattori negativi e ridotta la probabilità di burnout.

 

Come capire le ragioni del successo

Per comprendere il successo focalizziamoci meno sulla singola vittoria ma più su quello che ci sta dietro e prima:

è sempre il prima che determina il dopo

Ogni gara si compone di fasi positive e negative

Troppo spesso gli atleti non prevedono che in ogni gara vi sono momenti positivi ma anche negativi e che questa è una condizione assolutamente frequente. Non prevedendo le difficoltà vanno con facilità in preda al panico, che determina un peggioramento della loro prestazione.

Tutto viene dalla mente

Tutte le cose originano dalla mente. Azioni ed eventi dipendono in larga parte dalla motivazione. Apprezzare l’umanità, la compassione e l’amore sono i punti chiave. Se sviluppiamo buoni sentimenti, indipendentemente dal fatto che il nostro campo sia la scienza, l’agricoltura o la politica, poiché la motivazione è così importante, tutto migliorerà.

Dalai Lama

 

Dedizione e successo

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#Leader

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#Atleti top #Natale > probabilità di ammalarsi

English Institute of Sport (EIS)  ha distribuito agli atleti del Work Class Programme un pacco contenente informazioni sulla salute e e prodotti per la prevenzione per aiutarli a combattere i germi invernali e a rimanere sani durante il periodo delle feste.

Secondo un’indagine condotta da EIS gli atleti di elite hanno quattro di più la possibilità di ammalarsi durante il periodo delle feste. Ciò sarebbe dovuto al break  dagli allenamenti che determinerebbe un leggero rilassamento nella loro dieta, all’igiene delle mani e alla routine dell’allenamento,  determinati da un aumento degli eventi sociali e all’esposizione ai germi. Queste situazioni potrebbero influire negativamente sugli’allenamenti di gennaio.

Anita Biswas, il medico che ha guidato il progetto ha detto ” Per gli atleti è importante rilassarsi durante le vacanze ma in passato abbiamo visto che molti atleti che si sono ammalati in questo periodo o che sono tornati ancora ammalati”.