Quality must be the most relevant key point of the sport programs with people with intellectual disabilties

The idea that sport is a fundamental activity to develop the motor and psychosocial skills of people with intellectual disabilities is becoming increasingly widespread and it is important to start practicing it since childhood.

Furthermore, sport involvement should permit the integration between young people with intellectual disabilities and peers with typical development, improve people’s overall well-being and allow families to live positive experiences and feel part of a community, the sports community, which values ​​their children regardless of their difficulties.

Realizing these goals requires:

  • A sports club that commits itself to defining a specific and documentable sports program
  • The involvement of the local schools and the ASLs of the national health system in the recruitment of the participants in these programs, and in providing the service of the visit to sports fitness
  • The presentation to the families of the sports program and its aims
  • The choice of professionals working in the field in the realization of the project, who are graduates in motor sciences, sport psychologists, speech therapists and sports doctors and who in turn are trained to work with young people with intellectual disabilities
  • The preparation and implementation of motor tests, interviews with families and psychological assessment systems of the behavior of young people in training which identifies and shows the improvements produced by sport activity during the sports season
  • The organization of public moments with parents and schools to illustrate the progress achieved and the methods used to obtain them

In short, we need to get out of the concept of “doing good” and get in the mentality of “doing it well”. We must be aware that attributing to external problems the difficulty of “doing good” (poor economic resources, poor preparation of the operators, taking as a basic idea that doing something is better than doing nothing) is just an excuse to hide our difficulties to achieve an effective service.

On the contrary, some rules direct the quality of a project:

  • Do well from the beginning
  • Everyone must be aware the quality of the service depends on him/her, regardless of the role
  • Prevent problems before they arise
  • We are a team, we work in groups
  • Measure, evaluate and let everyone know it
  • Identify each year new goals, pursuing a process of continuous improvement

Mistakes coming from a poor awareness coaching

If your athletes commit any of these mistakes, it means that you have not taught them to give value at their commitment in training:

  1. When you ask them to take a deep breath, they snort or sigh
  2. Without no reason they modify times and ways of the warm-up
  3. They say: “But I thought I was ready while …”
  4. They get angry or easily disappointed even in training
  5. In training they have result outcomes  and less frequently process outcomes.
  6. They are focused on the results of their performance and not on how to perform effectively
  7. They are only partially aware that it is how you prepare yourself that determines the quality of the performance
  8. They think: “I have the technique therefor I know how to compete
  9. They are deluding themselves to do well only because they have done it before and they are not aware that every time it is different and the commitment must be consistent
  10. Usually from their favorite champs they take only the most superficial and most glamorous behaviors

#WorldBookDay

Today is the book birthday.

I want to dedicate it to all those who think that reading and studying, which is a particular type of reading,

are useless and would like everyone to be ignorant like them.

Accounting doping is a type of social deception

Doping contabile la Figc si muove per evitare il crac : alcune società di calcio in sostanza si servirebbero di transazioni fasulle tra due club, allo scopo di inserire nei bilanci i nuovi arrivi con una valutazione utile a iscrivere la squadra al campionato o a rispettare il fair play della FIFA.

Si tratta di una forma d’inganno che prevede l’ottenimento di un risultato vantaggioso per la società che lo ordisce, fornendo agli ingannati (Figc, FIFA, altre società di calcio e propri dipendenti) notizie false.

Si può definire, quindi, in termini di azione sociale finalizzata a nascondere gli scopi reali perseguiti da chi inganna e tesa a fare ottenere a loro benefici tangibili. Per la psicologia cognitiva “un inganno è un atto o tratto di un organismo M che ha la finalità di non far avere a un organismo I una conoscenza vera che per quell’organismo è rilevante, e che non rivela tale finalità” (Castelfranchi e Poggi, 1998, p.55). La concezione di atto a cui si fa riferimento parlando di frode riguarda essenzialmente processi consapevoli, condotti in maniera intenzionale. Infatti, le frodi … sono sostanzialmente azioni che si caratterizzano in termini di volontarietà nella ricerca delle strategie d’inganno e dei modi per attuarle. Un’altra componente cruciale del processo di frode consiste nella rilevanza dell’inganno per gli ingannati … La terza condizione, rappresentata dalla mancanza di conoscenza … In altre parole è stato fatto credere il falso e non è stato fatto sapere il vero.

Queste considerazioni introducono un quarto aspetto presente nel processo dell’inganno. Riguarda il non far sapere all’ingannato che lo si sta ingannando. Quando si falsifica si compie esattamente questo tipo di operazione, si forniscono notizie false con il dichiarato intento di far credere che siano vere e si compiono azioni per convincere gli ingannati della bontà di quanto dichiarato.

…  Se la frode consiste, ad esempio, nell’alterazione di bilanci societari o nel mascheramento della loro reale consistenza, allo scopo di ottenere vantaggi per la propria impresa … a consapevole discapito di altri soggetti, risulta abbastanza evidente che le quattro condizioni presentate per illustrare il concetto d’inganno si possono applicare anche al concetto di frode finanziaria e al doping”.

Le plusvalenze finte della Serie A possono determinare il fallimento di molte squadre

Molte squadre di serie A contabilizzano delle plusvalenza, alcune fittizie, per tenersi a galla e non far figurare il rosso nel bilancio. Il calcio italiano (dati al 30 giugno del 2018)  è in rosso “solo” di 65 milioni, meglio dei 315 milioni persi in media ogni anno dal 2010. I numeri però sono in parte “truccati”. A tenere a galla la Pallone Spa non sono i biglietti venduti, gli assegni degli sponsor o i diritti tv ma i guadagni garantiti dalla compravendita di giocatori: una girandola di scambi – talvolta a prezzi fuori da ogni logica di mercato – che ha regalato ai 20 club di Serie A 724 milioni di entrate extra (il doppio del 2016). Un tesoretto che vale ormai quasi un terzo dei ricavi del pianeta calcio.
Dietro questa pioggia d’oro c’è un po’ di tutto: molte plusvalenze sono figlie di investimenti azzeccati. Basta pensare ai 15 milioni incassati dalla Sampdoria cedendo Milan Skriniar all’Inter o i 17 guadagnati dalla Roma girando Emerson Palmieri al Chelsea. Alcune invece sono delle vere operazioni fatte modificare il bilancio; queste operazioni vedono calciatori della Primavera venduti a prezzi super. Un gioco delle tre tavolette buono per far tornare i conti di fine anno (chi incassa contabilizza subito i guadagni, chi paga spalma la spesa su più anni di bilancio) ma che rischia di trasformarsi in uno tsunami finanziario per un campionato dove gli stipendi dei calciatori si mangiano da soli il 68% delle entrate reali e i debiti sono oltre 3 miliardi”.

Sono sempre accadute situazioni di questo tipo in cui si creano finti profitti per mantenere attivi i bilanci e ciò che appare non è vero.

A questo riguardo, ad esempio, “… già nel XVIII secolo la moltiplicazione delle società e il rapido aumento del capitale sottoscritto diedero luogo a gravi inconvenienti che provocarono misure legislative da parte del Parlamento inglese intese a limitarne gli abusi. A questa decisione si era giunti in seguito alla truffa perpetrata dalla Compagnia del Mare del Sud fondata nel 1711 da Robert Harley e John Blunt. La storia ha inizio quando  a questa società venne affidato il monopolio per tutti i commerci con il Sud America, mentre in cambio questa Compagnia avrebbe dovuto assumersi parte dei debiti che l’Inghilterra aveva contratto durante la guerra di successione per la corona di spagnola. La Compagnia del Mare del Sud si configurava in termini di organizzazione finanziaria che tramite il commercio delle risorse minerarie e di schiavi avrebbe attratto numerosi investitori. In realtà, quei territori erano detenuti dalla Spagna,  che aveva permesso all’Inghilterra un solo viaggio l’anno in cambio di una quota parte dei profitti.  Ciò nonostante, le continue voci che fiorivano a Londra sull’apertura in Sud America di nuove rotte commerciali, di nuovi porti e di navi che avrebbero portato oro e argento sollecitarono ugualmente l’ingordigia degli investitori. Purtroppo, nel 1718 la Spagna e l’Inghilterra  entrarono nuovamente in guerra  e gli attesi guadagni non si poterono concretizzare a causa di questo evento. Ciò però non impedì agli speculatori di presentare ai loro probabili clienti gli incredibili guadagni che avrebbero avuto al termine del conflitto. A presunta conferma della sua buona salute, nel 1719 la Compagnia propose di assumersi tutto il debito pubblico del governo inglese e l’anno successivo il Parlamento glielo accordò. Questi fatti fecero accorrere numerosi investitori che comprarono le azioni, facendone così incrementare di molto il valore e questo avvenne sino alla primavera del 1720. Nello stesso periodo, in virtù del successo ottenuto dalla Compagnia del Mare del Sud nell’attrarre capitali, altre Compagnie sorsero per magnificare i favolosi proventi che si avrebbero avuto dallo sviluppo del traffico con il Nuovo Mondo, nel commercio del pesce piuttosto che in quello del legno. Le azioni emesse passarono da un valore di 175 sterline a febbraio, a quello di 380 in marzo, a 520 in maggio sino a raggiungere il picco massimo di 1000 sterline alla fine di giugno…ma a settembre piombarono a 135 sterline. A questo punto le ricchezze di molti erano state dilapidate sino a scomparire, poiché i guadagni promessi erano rimasti tali sulla carta”.

Coaching is much more than a list of exercises well chosen

Orlando Pizzolato, in the latest issue of the Italian journal Correre, writes the coach must go beyond the usual act, overcoming the mental myopia that leads to accept passively the training rules and its applications. We should instead call into question our own ideas opening the mind to new solutions.

I agree with this goal because as I wrote in my book “Training to win”:

“train does not mean teach a technique and an athlete does not only practices sport techniques, although it may be complex and requiring a high level of competence. Coaching  means to use  cognitive, emotional and motor skills to teach/learn to know and to do what needs to be done to achieve optimal performance levels. Of course, in each sport the  technical movement is the visible component of the sport performance, but there is much more behind the excellent performances, because running an almost perfect action requires an optimal level of technical mastery, control and fitness all expressed in mental actions. Behind these actions there is therefore the overall ability of the athlete:

  • making the right choices (select actions appropriately to situation)
  • with all the time he/she wants (act quickly without showing in a hurry)
  • read the race situations (recognizing what’s going to happen and act in the best way)
  • adapter/himself  to the conditions of competition (changing the race plan according to what happens)
  • be ready and calm (run only the information that serve with no apparent effort)
  • to accomplish their work (to act in the way that best meets the goal of the race)
  • manage the competitive stress (maintaining the effectiveness of the benefit in times of increased competitive pressure)

Elite athletes also know master seemingly opposite conditions such as, for example, be accurate and fast, stable and flexible, responsive and reflective.

Amazing Roger Federer #100

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#JFK #sport

“Physical fitness is not only one of the most important keys to a healthy body, it is the basis of dynamic and creative intellectual activity.”

John F. Kennedy

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What defines a champion?

May be trivial? But it’s good to remember for our soul

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How many types of athletes’ awareness do you know?

Brad Gilbert said that the tennis players usually spend for their mental preparation the same time they spend to learn to jump the rope. This means that usually they are not aware about their mental skills. Therefore you as psychologist how much time you spend to improve the athletes’ awareness? The question is also:
How many types of athletes’ awareness do you know and how is your intervention?
  1. Proprioceptive awareness
  2. Mistake awareness
  3. Awareness about the reaction to the mistakes
  4. Skill awareness
  5. Goal awareness
  6. Awareness about his/her learning style
  7. Value awareness
  8. Confidence awareness
  9. Awareness of the coach role
  10. Performance awareness
  11. Awareness about his/her life style
  12. Awareness of his/her relationship with the coach and staff