Tag Archive for 'sport per tutti'

Page 2 of 2

Sport for all in the US university

The choice of Beverly Tatum, president of Spelman College, quit the sport business to invest in the well-being of the students through the dissemination of various forms of physical activity is undoubtedly a revolutionary choice that does not give priority to the development  of the absolute sport performance but physical and psychological fitness. This choice responds to the rule that the sport/physical activity is for everyone, not just those who choose it as the main activity of their lives. I think the time has come to say again that sport is the only way to lead a physically active lifestyle and to combat the problems and diseases as a result of the movement absence. And then it is the best thing that the School promotes less athletes but more healthy and active students. 

 

 

 

 

Lo sport per tutti: si dice ma non si fa

Non è un tema di attualità perchè è un fatto costante della nostra vita quotidiana. Si tratta dello sport per tutti. Quello che è stato chiamato: lo sport a misura di ciascuno. Gli anni 80 e 90 sono stati quelli dell’incremento degli sportivi attivi e le grandi associazioni di sport hanno raggiunto milioni di aderenti. Fu un successo incredibile e una grande esperienza sociale e di ricerca del benessere da parte degli italiani che erano sempre stati una popolazione di sedentari. Oggi però questa spinta si è ormai persa, il numero massimo di praticanti si ha nella scuola media e poi decresce costantemente: a 20 anni fanno sport, anche in modo irregolare, il 40% delle ragazze e il 60% dei ragazzi; a 30 anni il 30% circa delle donne e il 50% degli uomini, che a 50 anni si riducono al 20% e 30%.
Allora che fare? Non basta evidentemente organizzare nelle nostre città migliaia di gare podistiche ogni domenica, perchè questo non aumenta la pratica fisica. Se non vogliamo trovarci tra pochi anni con una percentuale di obesi e di problemi sanitari crescenti è necessario che chi si occupa dello sport per tutti esca dai canoni tradizionali che sono stati così efficaci più di venti anni fa. Ci vogliono nuove idee, nuove forme di collaborazione tra le organizzazioni sportive per evitare di finire a condurre una vita divisa tra casa, mezzi di trasporto, scuola o lavoro, mezzi di trasporto e casa. Bisogna uscire dalla fase di denuncia e passare a quella delle scelte.