Archivio per la categoria 'Libri'

Il sogno olimpico di Sofia Goggia: un obiettivo scritto 20 anni fa

Divertente che oggi su Instagram Sofia Goggia per ricordare a tutti il suo obiettivo di vincere l’oro alla e prossime Olimpiadi di Cortina, abbia montato sotto una sua foro la scheda degli obiettivi compilata più di 20 anni fa in cui scriveva che era proprio questo il sogno della sua carriera agonistica e che questa scheda è tratta dal mio libro del 1987  intitolato “Mental Training”.

 

Tutti possono imparare

In qualità di allenatori e psicologi sappiamo per conoscenze teoriche e sulla base delle nostre esperienze professionali che l’essere umano è predisposto a imparare. L’apprendimento è un processo per cui si comincia con dei tentativi e si finisce con lo sviluppare delle abilità specifiche.

Basta pensare alla locomozione, ogni umano parte dal gattonare e nel tempo tutti abbiamo imparato a camminare, attraverso un processo di ripetuti fallimenti, la caduta, ma nessun bambino ha mai rinunciato a camminare per via delle frequenti cadute. In modo semplice, questa nostra esperienza ci ha insegnato che la ripetitività della stessa attività, nel lungo periodo, produce cambiamenti stabili e duraturi che sono il presupposto di nuovi apprendimenti, in questo caso passare dal camminare al correre.

Il progetto Calcio e Basket Insieme che portiamo avanti da 10 anni, è partito proprio da questa semplice idea che tutti possono imparare. In questi abbiamo svolto allenamenti e partite di calcio con più di 500 bambini dai 6 ai 12 e adolescenti over14 per insegnargli non solo un’attività sportiva ma anche a vivere in mezzo ai loro coetanei, a stare all’aria aperta e a condividere una passione comune per lo sport.

Su questa esperienza abbiamo pubblicato il primo libro su autismo e calcio per illustrare la nostra modalità d’intervento.

Autismo e Calcio

Perché i grandi allenatori insegnano più della tecnica

Per quali ragioni ancora oggi molti allenatori ritengono di svolgere solo un lavoro tecnico senza percepire il valore del loro ruolo d’insegnante e quindi della componente mentale del loro lavoro.

1. Formazione tradizionale
  • Molti percorsi di abilitazione mettono ancora al centro tattica, tecnica e preparazione fisica, lasciando poco spazio a psicologia, pedagogia o comunicazione.
  • L’allenatore “nasce” come tecnico, e fatica a vedersi come educatore.
2. Cultura sportiva diffusa
  • In molti contesti (soprattutto giovanili), il risultato in campo viene percepito come l’unico metro di giudizio.
  • Questo porta a valorizzare schemi e prestazioni immediate, piuttosto che la crescita della persona.
3. Pressione di società e famiglie
  • Dirigenti e genitori spesso chiedono “vittorie” e non “sviluppo umano”.
  • L’allenatore si sente misurato solo su classifiche e successi, non sull’impatto educativo.
4.Scarsa consapevolezza del proprio ruolo
  • Alcuni allenatori non riflettono sull’influenza che esercitano: non si rendono conto che, oltre a trasmettere tecnica, stanno formando carattere, motivazione e capacità relazionali.
5. Timore o mancanza di strumenti
  • Lavorare sulla dimensione mentale richiede competenze di comunicazione, gestione delle emozioni e leadership empatica.
  • Chi non è stato formato in questo senso può sentirsi insicuro e preferire restare nell’area “confortevole” della tecnica.
6. Visione riduttiva dello sport
  • C’è ancora chi considera lo sport solo “prestazione e risultato” e non anche un ambiente educativo che modella persone e cittadini.

In sintesi, la ragione principale sta nella combinazione tra formazione tecnica limitatapressione esterna sui risultati e scarsa consapevolezza educativa.

 

 

Recensione libro: Educazione fisica nella scuola in ospedale

Educazione fisica nella scuola in ospedale

Mario Cistulli, Mario Bellucci, Rita Casella

Un approccio innovativo all’attività motoria nella didattica ospedaliera e scolastica.

“Educazione fisica nella Scuola in Ospedale” è un libro unico nel panorama educativo italiano, pensato per insegnanti, educatori e professionisti sanitari che operano con studenti ricoverati nelle strutture pediatriche e ospedaliere. Il testo nasce da oltre vent’anni di esperienza nei reparti di Oncoematologia, Neuropsichiatria Infantile, Disturbi del Comportamento Alimentare, Fibrosi Cistica e Pediatria, con l’obiettivo di garantire continuità didattica e favorire il benessere psicofisico degli alunni in cura.

Il volume offre strumenti pratici e metodologici per progettare attività di educazione motoria e fisica adattata anche in condizioni di fragilità, contribuendo al reinserimento scolastico e al sostegno dell’equilibrio emotivo e relazionale dei bambini e ragazzi coinvolti.

Un modello replicabile nella scuola ordinaria
Frutto della collaborazione tra insegnanti, medici, terapisti e psicologi, il testo propone un modello pedagogico olistico e biopsicosociale, basato sull’integrazione tra mente e corpo, con riferimento anche alla pratica dello yoga secondo l’insegnamento di T.K.V. Desikachar.

I principi educativi sviluppati si rivelano efficaci non solo in ambito ospedaliero, ma anche nella scuola tradizionale, offrendo spunti innovativi di didattica inclusiva, personalizzazione e sperimentazione.

Un contributo etico e scientifico
Il libro è anche un esempio concreto di integrazione tra scuola e ospedale, e di come l’attività motoria possa diventare parte integrante del percorso terapeutico. Un testo di riferimento per chi opera con bambini e ragazzi in situazioni complesse e vuole unire didattica, cura e innovazione educativa.

La Terra e la corsa secondo i corridori Rarámuri

Recensione: Palla al centro, psicologia del calcio

Palla al centro – Il nuovo libro di Alberto Cei

Nel calcio, cosa rende un campione, un grande campione? E un allenatore, un grande allenatore?⁠
Gran parte di ciò che rende tale un genio del calcio, è rintracciabile nella sua psicologia, nel modo in cui si approccia al campo, dall’allenamento alle partite più importanti.⁠

Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport

This Blog supports

International Society of Sport Psychology 16th World Congress

NEW IMPORTANT DATES

31 May 2025 - Early bird registration closing

30 Jun 2025  – Abstract submission closing

31 Jul 2025  – Notification of acceptance

15 Aug 2025  – Abstract re-upload (if required)

30 Sep 2025  – Standard registration closing

Presentazione libro: Palla al centro. La psicologia applicata al calcio

E’ uscito il mio ultimo libro ed è dedicato al calcio. Non è un manuale di psicologia dello sport ma è una storia attraverso 4 temi: l’allenamento, i campioni, gli allenatori, il 10 che è la maglia magica del calcio. S’intitola Palla al centro. La psicologia applicata al calcio ed è pubblicato da Il Mulino.

E’ un libro pensato non solo per gli specialisti del calcio ma per tutti gli appassionati per scoprire come mai l’allenatore viene chiamato mister o manager e come è nato il mito del numero 10 a partire da Pelé. Sono anche presentati i profili psicologici di alcuni grandi allenatori per capire come personalità diverse possono ugualmente determinare professionisti di livello assoluto. E ancora chi sono stati i primi calciatori professionisti e quelli che hanno rivoluzionato il gioco del calcio da Cruyff a tanti altri rivoluzionari del pallone.

Dalla presentazione di Maurizio Crosetti: “Alberto Cei è psicologo dello sport da una vita, una vita certamente ben spesa. Questo suo ultimo lavoro si occupa di calcio, di allenamento, di motivazioni, di concentrazione. Parole sante e, purtroppo, un po’ in disuso, visto che qualcuno avrebbe deciso che il vocabolario del pallone debba contenere piuttosto termini e frasi come “braccetti”, “costruzione dal basso”, “quinti”.

Questo libro, invece, ricomincia da capo, è un sillabario di idee portanti. Perché, si fa presto a dire allenamento: ma chi allena gli allenatori? Chi ammaestra i maestri?

Lo spirito di gruppo, il senso profondo di una squadra, il miglioramento continuo come veri obiettivi: sono queste le partite da vincere. E non ci si arriva mettendo in fila soltanto una serie di esercizi: questo fanno le macchine, non le persone. Alberto Cei ha scritto, in apparenza, un agile saggio di psicologia applicata al calcio: in realtà, questo è un trattato sull’educazione, sull’apprendimento e sull’armonico sviluppo dell’essere umano. Motivazione e concentrazione diventano, pertanto, due tra le parole più importanti di questo volume, e della vita non solo sportiva che racconta”.

Il calcio: un’opportunità di crescita per i giovani con autismo

Per molto tempo si è pensato che gli sport di squadra, e il calcio in particolare, non fossero adatti ai giovani con autismo, a causa di difficoltà motorie, scarsa consapevolezza del proprio corpo, ipersensibilità agli stimoli e difficoltà nelle dinamiche di squadra. Tuttavia, esperienze recenti dimostrano il contrario: con il giusto approccio, il calcio può diventare un’importante occasione di crescita e benessere.

A differenza delle attività scolastiche o terapeutiche, spesso strutturate e prevedibili, il calcio si svolge in un ambiente dinamico, all’aperto, con stimoli sempre diversi. Affrontare il movimento, il contatto con i compagni e le situazioni impreviste può inizialmente rappresentare una sfida, ma con il supporto di istruttori e psicologi, questi ragazzi imparano a gestire meglio le proprie emozioni e a sviluppare abilità motorie e sociali.

Il neuropsichiatra infantile Roberto Rossi sottolinea come, grazie allo sport, molti giovani abbiano fatto progressi sorprendenti non solo dal punto di vista fisico, ma anche nella comunicazione e nelle relazioni con gli altri. Il calcio offre loro uno spazio di divertimento e soddisfazione, permettendo un’integrazione positiva con i coetanei e un miglioramento della qualità della vita.

Su queste basi si è svolta in questi 10 anni l’attività di Accademia Calcio Integrato che ha portato a formulare un sistema innovativo di insegnamento del calcio per giovani con autismo, ora riportato nel libro Autismo e Calcio, a cura di Alberto Cei e Daniela Sepio, con il contributo di allenatori e psicologi, logopedista e  medici.